Un libro alla settimana: Terapie antitumorali (le conquiste della ricerca)

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5 febbraio 2021

LibroStefanoPESARO – È in edicola da una settimana il libro scritto dal professor Stefano Cascinu, pesarese, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, che comprende il reparto di Oncologia, gli Ambulatori e il Day Hospital Oncologico, e docente di Oncologia medica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.
Ora voi mi chiederete: perché occuparsi di un libro che ha un titolo decisamente forte – Terapie antitumorali – in un momento in cui siamo sotto stress per la pandemia.
Intanto perché lo ha scritto un medico pesarese anche se negli ultimi anni ha lasciato le Marche. Ma qui è la sua storia, Pesaro è la sua città. Poi perché – come leggerete nelle note che lo riguardano – il professor Cascinu è uno studioso di una materia che lo ha appassionato fin da giovane, quando era studente del liceo Mamiani.
Il libro è un viaggio nelle conquiste della ricerca in campo oncologico che aiutano a essere più ottimisti, o se preferite meno pessimisti, nella lotta a un nemico presente, purtroppo, nella nostra vita.
Nella nostra ignoranza eravamo convinti che il cancro fosse una malattia che colpiva solo da qualche secolo. Leggendo il libro, abbiamo imparato che…
Il cancro è una malattia antica, molto più antica della parola stessa che Ippocrate prima e Galeno poi usano per designare tale affezione. Era infatti già conosciuto dagli egizi e dagli inca precolombiani, nelle cui mummie sono tate rinvenute neoplasie come osteosarcoma, melanoma e carcinoma nasofaringeo.
Tuttavia è Ippocrate a inquadrare il cancro come specifica malattia e a individuare la causa nell’accumulo di bile nera nei tessuti. Egli è anche in parte responsabile, con la sua celebre frase “i malati muoiono presto se curati, vivono più a lungo se abbandonati al loro destino”, dell’atteggiamento nichilistico verso il cancro e la sua cura, che ci ha accompagnato per secoli. Galeno, sei secoli più tardi, condividendo il pessimismo terapeutico ippocratico, introduce l’approccio palliativo ai malati di cancro, suggerendo la somministrazione di estratto di papavero (oppio).
Simili dichiarazioni di resa davanti a questa malattia erano proprie anche della grande scuola medica araba, come testimoniato dalle posizioni di Avicenna. Però si afferma per la prima volta il concetto di diagnosi precoce, al fine di poter intervenire con la chirurgia o il cauterio. Era l’anno mille e si trattava davvero di una intuizione incredibile, che purtroppo si perderà per molto tempo per ritrovare forza solo nel secolo scorso…
Nel mondo antico l’incidenza del cancro era infatti bassa. Ciò trovava ragione in una attesa di vita inferiore ai 30-40 anni, nella diffusa presenza di malattie infettive, le cui epidemie mietevano un gran numero di vittime, e nell’assenza di molte cause patogeniche legate all’ambiente.
Nei secoli successivi il cancro continuerà a rappresentare un problema secondario nell’insieme delle malattie che affliggono il genere umano. Per tutto il Medioevo e almeno fino al 1600, la peste e il vaiolo hanno dominato la scena con le loro ricorrenti epidemie, focalizzando totalmente su di sé l’attenzione dei medici del tempo e la paura della gente…
Dopo Il cammino della scienza, da cui abbiamo tratto queste righe, si passa alle Terapie antitumorali oggi, quindi a un argomento di grande attualità e straordinaria importanza: False credenze e fai da te. Infine alle Prospettive per il futuro.
A dispetto della sua straordinaria competenza, il professor Cascinu ha un approccio molto laico alla questione delle terapie non convenzionali tra illusioni e imposture.
Infatti scrive che Le terapie alternative hanno visto una diffusione importante negli ultimi decenni. Si calcola che almeno il 50% dei pazienti oncologici ricorra almeno una volta a questa tipologia di approccio. Numerose sono le cause, la prima delle quali l’interesse sempre più forte, soprattutto nella popolazione con un elevato livello di istruzione, per la propria salute e una diffidenza verso la medicina tradizionale, e in particolare la terapia farmacologica, considerata una medicina non naturale. La contaminazione con la cultura e le tradizioni orientali ha portato allo sviluppo del concetto di approccio terapeutico globale che coinvolga oltre il corpo anche lo spirito e la mente. In questo senso la medicina cinese (agopuntura) e indiana (ayurvedica) hanno trovato terreno fertile nel mondo occidentale.
Il professor Cascinu spiega che Non (c’è) solo la terapia medica per guarire i tumori.
Il libro informa sulle interessanti prospettive con quelli  che vengono indicati come stile di vita. L’attività fisica, la dieta, il fumo e l’uso dell’alcol. Ovvero i fattori che determinano il rischio di sviluppare tumori.
La dieta riveste un ruolo importantissimo… Un consumo ridotto di carni, grassi animali e un’aumentata assunzione di frutta e verdura e fibre sembrano associati a un minor rischio di sviluppare tumori.
Un tema da leggere con attenzione riguarda l’obesità, soprattutto a livello giovanile.
Nel tessuto adiposo sono presenti citochine, ossia proteine che sono coinvolte nei processi infiammatori e che, quando il tessuto adiposo diventa una parte cospicua dell’organismo, determinano uno stato infiammatori generale. I tumori trovano nello stato infiammatorio una condizione favorevole alla loro genesi e progressione.
L’ultima parte è dedicata a L’oncologia al tempo di Covid-19 con tutte le conseguenze per i pazienti, a iniziare dal rinvio delle visite ambulatoriali per i pazienti con una neoplasia pregressa… Infine, anche la radioterapia ha subito modifiche importanti, con cambio di piani di trattamento o rinvii. Tutto ciò è avvenuto, soprattutto nelle prime settimane, in un clima confuso e con informazioni mutevoli e contraddittorie, creando sconcerto, ansia e paure nei pazienti e nei familiari. Parole di grande umanità da parte del professor Cascinu.
Un libro da leggere, per essere informati.
Dopo gli studi al liceo classico Mamiani, il professor Stefano Cascinu si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1985 presso l’Università degli Studi di Ancona, dove si specializza poi nel 1988 in Oncologia. Successivamente, consegue una seconda specializzazione in Radioterapia oncologica nel 2002, presso l’Università degli Studi di Bologna. Durante il percorso di studi svolge anche un periodo di formazione all’estero presso l’Einstein College di New York. La sua carriera nel settore oncologico  si svolge tra Pesaro, Ancona, Messina, Parma, ancora Ancona, Modena e Milano.
Consigliere nazionale dal 1995 dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), ne è segretario nazionale dal 2005/2007 e presidente nazionale dal 2011 al 2014.
L’attività clinica del professor Cascinu è focalizzata nella gestione e terapia delle neoplasie del tratto gastroenterico. In particolare, la sua attenzione si è rivolta al trattamento delle neoplasie dell’esofago, stomaco, colon, pancreas e vie biliari. E ha dato un importante contributo alla cura delle neoplasie dello stomaco e del pancreas.
La sua attività di ricerca è rivolta alla caratterizzazione biologica e allo sviluppo di terapie innovative per la cura delle neoplasie del tratto gastroenterico (neoplasie dell’esofago, stomaco, colon, pancreas e vie biliari).
Il libro è parte di Salute, Le frontiere della medicina, a cura di Roberto Burioni, un altro illustre medico pesarese.
Terapie antitumorali, di Stefano Cascinu (Le collane del Corriere della Sera; euro 6,90)

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