Il meglio (Supermario non è Ruby) e il peggio (cambia il governo anche a Topolinia, ma sarà di “alto profilo”)

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13 febbraio 2021

Mister Pressing

Il peggio: il “governo di alto profilo” di Mattarella. Caro presidente, che autogol! Una delle dichiarazioni del presidente della Repubblica, irrispettosa nei confronti del precedente governo, riguardava la richiesta “a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo”. Eviterò di giocare sull’altezza di un ministro, perché non ho amato mai scherzare sull’aspetto fisico delle persone, meno che meno le barzellette a tal proposito, ma non posso ignorare Mariastella Gelmini, ministro per gli affari regionali e le autonomie… Sì, è proprio lei, l’ex ministro della Pubblica Istruzione, probabilmente una delle peggiori della storia repubblicana, la protagonista di una delle più imbarazzanti dichiarazioni di un esponente governativo: “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento (quello sui neutrini; ndr), l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro“. Un tunnel tra l’Abruzzo e la Svizzera, a Meyrin, nei pressi di Ginevra, dove ha sede il Cern, acronimo di Conseil européen pour la recherche nucléaire. Dunque, torna Gelmini,  mentre Sergio Costa, uno davvero di alto profilo, un vero competente, ormai ex ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, va a casa.
Il peggio: il governo dei competenti (?): bastava dirlo, si sarebbero eliminati giorni di incontri per il nulla. Si poteva fare un sorteggio tra i ministri dei precedenti governi. Per la serie: Franceschini, il ministro della Cultura meno apprezzato da chi la cultura la fa sul serio, giunto alla sua quarta partecipazione ministeriale, seguito da Brunetta, Carfagna, Di Maio, Gelmini e Giorgetti (tre), Bonetti, Dadone, D’Incà, Garavaglia, Giovannini, Guerini, Lamorgese,  Orlando, Patuanelli, Speranza e Stefani (due).

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Il peggio: Grillo. Ha trasformato un movimento “antipolitica” nel più democristiano dei partiti. Con la differenza che la DC (e i suoi eredi) non si facevano fregare: 4 ministeri a M5S  che alle ultime elezioni ha ricevuto il 32,68% dei voti  (Camera dei Deputati); 3 a testa a PD (18,72%). Lega (17,37%) e Forza Italia (14,01%). Come a dire: cornuto e mazziato.
Il peggio: la piattaforma Rousseau. Il quesito sul voto per entrare nel governo Draghi oppure no è quanto di peggio si sia visto in una democrazia diretta. Cosa che neppure in Corea del Nord. Sarebbe bastato fare scegliere gli “eletti” se dire sì o sì.
Il peggio: cambia il governo anche a Topolinia. Crisi di governo anche nella vecchia, cara Mouseton, nota in Italia come Topolinia. Il  sindaco ha dato vita a una coalizione comprendente il Commissario Basettoni, il suo prezioso collaboratore esterno Topolino, ma anche Pietro Gambadilegno e Macchia Nera. Da Paperopoli si sono proposti i Bassotti. Ieri nemici, oggi “amici”, guardie e ladri amministreranno insieme la cosa pubblica.
Il meglio: Supermario non è Ruby e ora Berlusconi non è più malato. Pagina 2 de Il fatto Quotidiano di mercoledì 10 febbraio: È, a nostro modesto parere, il miglior titolo della settimana, ma purtroppo rappresenta il peggio del nostro paese. Negli ultimi mesi Silvio Berlusconi ha chiesto per ben 8 volte il rinvio di processi che lo riguardano per diversi reati, a incominciare dalla “corruzione in atti giudiziari”. Stava sempre male, purtroppo. Però, martedì è apparso, pimpante, all’incontro con Mario Draghi. Viste la capacità taumaturgiche, al posto di Draghi assumeremmo anche l’incarico di Ministro della Salute. Chi meglio di lui guarisce i pazienti cronici?
Il peggio: M5S che va al governo con Berlusconi, Renzi e Salvini. Dopo anni di “onestà, onestà“, i 5 Stelle dicono sì a un governo che comprende, nell’ordine:  1) Forza Italia, partito che tra i fondatori annovera Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. 2) Italia Viva, ovvero il partito che, nella migliore delle ipotesi,  rappresenterebbe il 3 per 100 degli italiani, ma ha fatto cadere il governo Conte a cui tanto teneva M5S. 3) la Lega per Salvini, con tutto il fango – reciproco – scambiato tra le parti dopo la caduta del primo Governo Conte. Da non trascurare:  sia 1 sia 2 sia 3 sono per abolire la riforma della prescrizione, una delle stelle polari di M5S. Ora le stelle polari sembrano le poltrone.
Il peggio: Di Maio. Dopo la votazione sulla piattaforma Rousseau, Luigi Di Maio ha esultato: “Abbiamo fatto una scelta europeista”. Che può significare tutto e il contrario di tutto, pure che il M5S ha smarrito l’etica. Ma non deve preoccuparsi, ora è in affollata compagnia. In particolare di Brunetta, Carfagna e Gelmini, esponenti di Forza Italia. Ma Di Maio è confermato agli Esteri. Tanto gli basta. Però di una cosa si deve dargli atto: dopo avere governato con la Lega, con Renzi e con parte del PD d’origine e comportamenti democristiani, niente gli è precluso.
Il meglio: Giorgia Meloni e Alessandro Di Battista. Chi legge questa rubrica avrà notato che non amo (eufemismo) Giorgia Meloni. Ma, al momento, e ripeto al momento, lei e Alessandro Di Battista, il movimentista di M5S, sono fra le poche persone che non hanno perso la coerenza. Magari domani mattina mi faranno cambiare opinione, ma al momento è giusto riconoscerglielo. E come non condividere le parole di Di Battista sui tre esponenti del Governo Berlusconi che “Nel 2008 approvarono in Consiglio dei ministri il Lodo Alfano, un disegno di legge che poi venne votato dal Parlamento. Il Lodo Alfano serviva a creare un vero e proprio scudo penale per le quattro più alte cariche dello Stato. Un provvedimento che, in sostanza, violava il principio d’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Chiaramente venne licenziato per salvare Berlusconi dai processi. Ebbene io trovo immorale che politici che hanno speso tempo (e dunque denaro pubblico) non per occuparsi del Paese ma per risolvere le grane giudiziarie del loro leader, possano avere ancora ruoli così apicali“. Ma Draghi tutti questo non lo sa?
Il peggio: gli sMesmorati. Prima che Mattarella chiamasse Draghi, erano tutti (meno FdI, Lega e M5S) per il Mes (acronimo di Meccanismo europeo di stabilità, detto anche Fondo salva-Stati). Carlo Calenda (Azione): “Il Mes è indispensabile“. Emma Bonino (+Europa): “È irresponsabile non chiedere subito il prestito a tasso zero del Mes“. Zingaretti (PD): “Noi, anche a partire dal ministro Gualtieri, riteniamo utile che si acceda a questo prestito“. Renzi: “Il Mes serve, basta andare in un ospedale per rendersene conto“. Gentiloni (commissario europeo): “All’Italia il Mes conviene“. Prodi (ex di mille cose…): “Sì al Mes, riformato a no“.
Il peggio: volevano il Mes, ora non lo vogliono. Pare non lo voglia neppure Draghi. Dunque, i competenti si sono allineati agli scappati di casa… Signori, questo non è Draghi, è Superman, anzi Supermario. Di questo passo Berlusconi promuoverà il Reddito di Cittadinanza e Calenda sarà in prima fila ad applaudire. Renzi si ritirerà dalla politica. Salvini chiederà scusa a Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3. La Fiat pagherà le tasse in Italia. E Cristiano Ronaldo  passerà al Crotone.
Il peggio: i vaccini che costano di più ai paesi poveri. Alla nausea non c’è mai fine. Chi ha più soldi  meno spende, chi è povero si svena. “Il più grande pericolo che l’umanità sta correndo passa sotto silenzio: solo 25 persone sono state vaccinate in Africa“, ha dichiarato Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano, in un’intervista ad Avvenire. “Escludere i Paesi poveri è scandaloso: il virus non si ferma ai confini e le due varianti oggi più temute vengono dal Sud Africa e dalla selva brasiliana“. L’Unione europea spende due dollari ogni fiala, l’Uganda 17. Questo è il mondo della democrazia, del rispetto dei diritti umani, della civiltà occidentale. Da non credente, spero che ci sia un Dio che giudichi questa gente.
Il peggio: la morte di Paolo Isotta. La prematura scomparsa del noto critico musicale che amava Rossini è stata una triste notizia per chi leggeva i suoi articoli, prima sul Corriere della Sera, poi su Il Fatto quotidiano.
Il meglio: l’inglese e i cretini. Una frase di Paolo Isotta resta indimenticabile: “Ogni qual volta una cosa in Italia viene chiamata in inglese io vedo la mano del Cretino“. Ma quanti cretini ci sono nelle redazioni di giornali, radio e tv e nella politica.
Il peggio: Il Covid-19 non c’è più. Lo attestano le foll(i)e del precedente fine settimana che ha segnato l’allentamento delle restrizioni. Centinaia di migliaia di persone, giovani e meno giovani, che hanno invaso locali e centri storici, ma anche le passeggiate al mare, spesso senza mascherine e senza distanziamento personale. Ad attestare che il Covid -19 è scomparso. Altri studiano anni e anni all’università, ai nuovi scienziati – quelli laureati all’università della strada – basta qualche vasca in centro o al mare.
Il peggio: Salvini propone a Draghi i modelli Lombardia e Bertolaso. La prova provata che Salvini è sempre in giro e non mette piede a casa. Draghi, prima di ricevere Salvini, avrebbe dovuto dare un’occhiata a cosa ne è stato dell’isola di La Maddalena dopo il passaggio di Bertolaso. E come ha funzionato dal febbraio 2020 a oggi la sanità lombarda.
Il peggio: anche Salvini vuole il Ponte sullo Stretto. Allora non è una semplice condivisione del nome. L’Italia perde pezzi ovunque e questi invece di sistemare ospedali, scuole, strade e ferrovie vogliono solo grandi opere, come  il Ponte sullo… Strutto, anzi sul burro, dove poggiano il sedere quelli che  mangiano sempre con le grandi opere.
Il peggio: Sgarbi. La sua pretesa di non essere multato per avere partecipato a cene proibite perché deputato è la conferma che lui è lui e gli altri non sono un c…. La colpa, però, non è sua, è degli altri, che hanno votato chi lo ha candidato, contribuendo a eleggerlo deputato, quindi – a suo insindacabile parere – libero di fare gli affari propri, alla faccia dei cittadini normali. Ecco, cari artisti che protestate, questo è davvero fare i fatti propri.
Il meglio (?): siamo tutti europeisti. Tutti insieme, appassionatamente, con l’Europa stella polare, a favore di Mario Draghi. Bene, bravi, bis.
Il peggio: gli europeisti che ignorano l’Europa sulla prescrizione. L’Europa, ma non da oggi, spinge per una riforma tipo quella della Bonafede. E cosa fanno i partiti europeisti, dal PD a Italia Viva, da Forza Italia a + Europa? Non la vogliono, chiedono di cancellarla. L’Italia sarà alla pari della Grecia, mentre in tutti gli altri paesi funziona più o meno come l’ha disegnata Bonafede. Avanti così, avremo – Europa e + Arabia Saudita.
Il meglio: la lezione di Davigo sulla prescrizione. L’ex magistrato, persona integerrima al contrario dei politicanti che lo attaccano, ha tenuto una lezione che, ovviamente, sarà ignorata per partito preso. Ma chi ha ancora un poco di barlume dovrebbe leggerla. “Molti di coloro che vorrebbero il ritorno alla prescrizione che continua a decorrere anche dopo una condanna in primo grado si dichiarano europeisti, ma evidentemente ignorano la ben diversa posizione dell’Unione europea sulla questione… La Corte di giustizia dell’Unione europea (grande sezione), con sentenza 8 settembre 2015, aveva ritenuto che la previgente prescrizione italiana fosse in contrasto con l’art. 325 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea… Il ritorno al precedente sistema di prescrizione, invocato da alcune forze politiche anche in occasione della recente crisi di governo (ritorno sostenuto da + Europa, Forza Italia, Italia Viva, Lega e parte del PD; ndr), porterebbe all’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia”. Europeisti quando fa comodo.
Il peggio: anche le statue sorridono a Draghi. Ve lo giuro, è vera. L’ho letta venerdì 5 febbraio nella pagina 2 de La Repubblica. “Nella sala dei busti, attigua a quella dove Draghi tiene le sue udienze, persino Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi si guardano e sembrano sorridere, come i personaggi di Una notte al Museo”. Senza parole!
Il meglio: la lezione di giornalismo di José María García. Una lezione che i giornalisti italiani non faranno mai propria. “La mia stella polare – sostiene da sempre il  giornalista sportivo di Madrid – è stata sempre questa: usare la frusta con i potenti, la compassione con i deboli“. Il giornalismo italiano, salvo rarissimi casi, usa la frusta contro i deboli e ha compassione per i potenti.
Il peggio: ottiene aiuti di Stato per la crisi da Covid e compra una Lamborghini. David Hines, giovane imprenditore di Miami, è finito sotto accusa per avere ottenuto 3,2 milioni di euro in aiuti federali a favore delle imprese in difficoltà causa Covid-19, utilizzati anche per acquistare una Lamborghini Huracán. Accade in America, dove un magistrato potrebbe spedirlo presto in carcere. In Italia sarebbe ospite di ogni peggiore trasmissione Tv, idolo dei social.
Il meglio: Lo sport deve tornare agli sportivi. Lo ha sostenuto, subito dopo l’elezione di Stefano Mei, campione europeo dei 10.000 metri, alla guida  della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera), l’ex velocista, oggi commentatore RAI, Stefano Tilli: “Com’è possibile non vedere uno Jury Chechi presidente della ginnastica o un Antonio Rossi della canoa, com’è possibile che Pietro Mennea con quattro lauree non sia mai diventato presidente?“. Ciò che dice Tilli noi lo scriviamo da sempre, ma in Italia Jury Chechi, un mito dello sport nazionale, è stato battuto nelle elezioni dal dirigente fanese Gherardo Tecchi.

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