La Coppa Italia è di Milano. La Carpegna Prosciutto Basket battuta dall’Armani 87-59

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14 febbraio 2021

AX ARMANI EXCHANGE MILANO – CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO 87-59

Ax Armani Exchange Milano: Punter 13, Leday 13, Moretti 5, Moraschini 7, Rodriguez 1, Biligha 7, Cinciarini 2, Delaney 10, Shields 9, Hines 5, Datome 15, Wojciechowski 0, All.Messina

Carpegna Prosciutto Pesaro: Drell 12, Filloy 5, Cain 15, Robinson J. 4, Tambone 4, Robinson G. 0, Mujakovic 0, Basso 0, Serpilli 0, Filipovity 12, Zanotti 2, Delfino 5, All. Repesa

Arbitri: Sahin, Begnis, Giovannetti

Parziali: 21-15, 27-6, 26-15, 15-23

vuelle coppa italiaMILANO– Tutto come da pronostico, con Milano che domina la partita e vince la Coppa Italia, superando Pesaro per 87 a 59, trentello che l’Armani ha rifilato prima a Reggio Emilia e poi a Venezia, ma la Vuelle esce comunque a testa altissima dalla manifestazione, in un match che Milano ha vinto nel primo tempo e ha controllato nel secondo. La Carpegna Prosciutto ha cercato di resistere finché ha potuto, finendo sotto anche di 38 lunghezze, reagendo in un ultimo quarto dove gli avversari hanno solamente controllato, ma era ampiamente prevedibile che Pesaro non avesse più le energie per contrastare la corazzata milanese, l’importante è esserci arrivati alla finale, e portare questo entusiasmo in campionato, sfruttando le tre settimane di pausa per ricaricare le batterie ed aggiungere magari quel lungo italiano che le consentirebbe di provare ad acciuffare anche i playoff.

PRIMO QUARTO

L’Armani lascia in tribuna Roll e Tarczewski per la regola dei sei stranieri, Pesaro è al completo, con uno starting five che prevede Justin Robinson e Filloy da esterni, Drell da ala piccola, e la coppia Filipovity-Cain sotto i tabelloni, i primi tre punti del match portano la firma di Punter e Delay, con la Vuelle che si sblocca con un canestro di Cain, che replica nell’azione successiva e con Drell si porta avanti sul 6 a 5, Milano si affida a Hines e Delaney, con Leday che schiaccia il 12 a 6, primo tentativo di allungo, rintuzzato da un arresto e tiro di Filloy per il nuovo meno due, Repesa comincia ad usare la sua panchina, inserendo Delfino e Gerald Robinson, Messina risponde inserendo Datome e Rodriguez, giusto per spiegare la profondità del roster milanese, l’Armani corre ogni volta che può, mentre la Vuelle si affida alle triple di Filipovity, che ricuce lo strappo (16-13), in un primo quarto dove la Carpegna Prosciutto ha cercato di resistere, ma è Milano a chiuderlo avanti sul punteggio di 21 a 15.

SECONDO QUARTO

Dei 21 punti segnati da Milano, 12 sono arrivati dal contropiede, punti facili scaturiti dalle palle recuperate in fase difensiva, ma, leggendola al contrario, contro la difesa schierata, l’Armani qualche difficoltà l’ha accusata, la Vuelle si presenta con il solo Drell, dei cinque uomini che hanno iniziato il match, sperando che i “panchinari” reggano l’urto, ma 7 punti consecutivi di Datome, portano i padroni di casa sul 28 a 15, con Repesa costretto a chiamare timeout, per tentare di rispondere al break di 10 a 0, minuto passato ad urlare ai suoi ragazzi, con la speranza di scuoterli, prendendosela soprattutto con Drell, messo in panchina, sostituito da Serpilli, con il solito Datome a doppiare Pesaro (30-15), la rottura sembra prolungata, e come sempre, tutto parte da una difesa asfissiante, che non fa ragionare l’attacco pesarese, e Repesa chiama un altro timeout, sul meno 19, e il suo vocione scuote anche i microfoni, il parziale viene chiuso da Cain, ma siamo già a meno 20, Justin Robinson non vuole arrendersi troppo presto, e confeziona un parziale di 6 a 0, ma al 17esimo, Milano torna a doppiare Pesaro nel punteggio, in un secondo quarto in cui la Vuelle ha segnato solamente 6 punti, contro i 27 degli avversari, che chiudono il tempo avanti per 48 a 21.

Le statistiche di metà partita evidenziano il dominio dell’Armani, con una valutazione complessiva di 72 a 11, mentre Pesaro ha segnato solo una tripla delle 12 tentate, pareggiando solo alla voce rimbalzi.

TERZO QUARTO

E’ chiaro che se Milano volesse continuare a spingere fino al 40esimo, si rischierebbe un divario da record, anche se la Vuelle qualcosina di suo potrebbe metterlo per evitare di sprofondare, e rimanere su un passivo accettabile, ma l’Armani non sembra intenzionata a fermarsi, con un parziale di 16 a 0 chiuso da un canestro di Cain, ma la difficoltà dell’attacco pesarese nel prendersi un tiro pulito è evidente, e ogni canestro viene accolto quasi come un goal, i primi due punti di Delfino valgono il 58 a 27, e Cain è il primo pesarese a raggiungere la doppia cifra, in una fase del match dove l’Armani sembra aver alzato il pedale dall’acceleratore, accontentandosi di essere avanti per 63 a 33, in un terzo quarto giocato tutto sommato in maniera decorosa dalla Vuelle, anche se Milano continua ad avere il doppio dei punti, visto che il periodo si chiude sul punteggio di 74 a 36.

ULTIMO QUARTO

Dieci minuti che scorreranno velocemente, con la sola curiosità di sapere se Pesaro riuscirà a non stabilire il record negativo di punti realizzati, detenuto da Reggio Emilia con 52, Repesa comunque continua ad allenare, e schiera i suoi a zona due-tre, difesa che le consente di non subire troppo, anche se Messina sta facendo riposare gli uomini migliori, e schiera un quintetto tutto italiano, Delfino, dopo 9 errori, infila la tripla dell’80 a 47, e una tripla a testa di Drell e Filloy consentono alla Carpegna Prosciutto di non entrare nel libro dei record negativi, superando quota 55 al 37esimo, arriva così la sirena finale, che consegna meritatamente la Coppa Italia all’Ex Armani Exchange Milano col punteggio di 87 a 59.

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