Chiusa con onore la Coppa Italia, la Vuelle guarda con ancor più convinzione al campionato

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15 febbraio 2021

PESARO – Giovedì scorso, tra il serio e il faceto, avevamo sondato l’umore della tifoseria biancorossa, chiedendo ad un centinaio di persone, se, nel caso la Vuelle avesse raggiunto la finale di Coppa Italia, per poi prendere un trentello da Milano, sarebbero stati ugualmente soddisfatti, la quasi totalità dei partecipanti ci aveva risposto di sì, che arrivare in finale, di per sé, sarebbe già stata un’impresa insperata, e che non se la sarebbero presa, se poi l’Armani avesse surclassato la Carpegna Prosciutto la domenica successiva.

Per dirla tutta, un paio di super ottimisti, erano convinti di farcela anche contro Milano, ma la domanda non era stata casuale, perché era prevedibile che, in caso di approdo in finale, i ragazzi di coach Repesa avrebbero speso molte più energie rispetto a quelli di Messina, che comunque erano già stati bravi a controllare quello che restava di Reggio Emilia, e soprattutto, a dominare Venezia in semifinale, una sorta di finale anticipata, dove l’Umana ha retto solo nel primo tempo, per poi crollare nella ripresa, e se i Campioni in carica ne avevano presi 31, la “piccola” Vuelle non aveva troppe speranze di fare di meglio.

Ma la “piccola” Vuelle era diventata grande nelle due partite precedenti, una completamente diversa dall’altra, da cineteca quella contro Sassari, che entra di diritto nella Top Ten storica della Victoria Libertas, match stile Nba, dove le due squadre si sono affrontate a viso aperto, con un basket veloce e redditizio, caratterizzato da break e contro break, con la gemma di un supplementare dove Pesaro aveva tutto da perdere, ed invece ne era uscita vincente, con un prova collettiva degna dei tempi d’oro.

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Ma siamo convinti che Repesa abbia maggiormente apprezzato i primi 25 minuti della semifinale contro Brindisi, dove la sua Vuelle ha difeso per davvero, lasciando i pugliesi a 35 punti realizzati, per poi calare inevitabilmente nei restanti 15, dove ha segnato solo 24 punti, ma trovando le energie per vincere nel concitato finale, contro un’Happy Casa orfana del suo miglior realizzatore, ma comunque mai doma, perché in ogni caso stiamo parlando della seconda in classifica, una formazione che al completo, darà filo da torcere a chiunque nei playoff.

Forse, in un piccolo spazio della mente dei giocatori, era spuntata l’idea che la finale avrebbe dato un esito scontato, ma questa idea è stata subito spazzata via, e che raggiungerla, sarebbe stata di per sé già un’impresa memorabile, e poi, come dicono quelli bravi, per perdere le finali, devi prima arrivarci, e se ci riesci, vuol dire che sei stata più brava delle altre, almeno in quel particolare weekend, ed inoltre, per Pesaro, ritornare in vetta dopo 17 anni, rappresentava il coronamento di un sogno, o meglio la fine di un incubo sportivo, quello che ha caratterizzato gli otto anni precedenti, passati desolatamente nei bassifondi della classifica, che a riguardare i roster, ti chiedi come erano riusciti a salvarsi.

E così. la Carpegna Proscutto, davanti alla famiglia Beretta al gran completo, ha giocato con onore la finale contro la corazzata milanese, e se abbiamo rimarcato la presenza dello sponsor non è casuale, perché è da loro che passano le speranze di rimanerci in vetta, o se non proprio in vetta, almeno nelle immediate vicinanze, che tradotto in meriti sportivi, vorrebbe dire rimanere stabilmente nella parte sinistra della classifica, e ripresentarsi alle prossime Final Eight, da disputare magari nuovamente alla Virifrigo Arena, con la speranza che tra 12 mesi, il Covid-19 abbia allentato la sua morsa.

Ma per rimanere ai vertici, serviranno capitali freschi, indispensabili per non smantellare un gruppo che funziona, ma che in primavera passerà alla cassa, chiedendo qualche euro in più per rimanere in riva al Foglia, soldi che speriamo possano arrivare dalla famiglia Beretta, gruppo economicamente solido, che da anni usa lo sport per veicolare i suoi prodotti, e che è entrata nella pallacanestro in punta di piedi, per sondare un terreno a loro sconosciuto, e dopo un anno da tregenda, sono rimasti al fianco della Vuelle, con la speranza che il matrimonio continui a lungo e con reciproca soddisfazione.

Tornando alla partita di ieri pomeriggio, il copione era già scritto, visto che Pesaro ha avuto solo 21 ore per riposarsi tra il quarto e la semifinale, e 20 tra la semi e la finale, mentre Milano aveva giocato al 100% praticamente solo il primo tempo con Venezia, gestendo i rimanenti tre, non che sarebbe cambiato il risultato finale invertendo la situazione, ma forse non sarebbe sprofondata a meno 38, limitando i danni poi in un ultimo quarto dove Milano non ha voluto umiliare l’avversaria.

Quello che ci ha impressionato di Milano, caratteristica che hanno solo le grandissime squadre, è stata la capacità di chiudere ogni varco in difesa, non consentendo mai un tiro pulito, e quando forzi in attacco, scopri il fianco al contropiede, a quei punti facili che fanno tutta la differenza, difesa che in casa pesarese ha funzionato solo teoricamente, visto che in ogni duello, partiva in svantaggio, e la Vuelle non ha difensori puri, ma un sistema che, per funzionare, deve essere supportato da una condizione fisica migliore di quella di ieri sera, altrimenti vengono a galla le ingenuità commesse da Drell e Zanotti, i centimetri che mancano a Robinson e Cain, la fisicità che non hanno più Delfino e Filloy, e l’inesperienza di Filipovity e Tambone.

L’unico difensore puro di questa squadra è forse Massenat, che alla ripresa degli allenamenti ritornerà in gruppo, cercando di essere pronto per la trasferta di Cremona, con il buon Gerald Robinson che oggi prenderà il volo per la Francia, dove finirà la stagione, giocatore che nelle 9 partite giocate in maglia Vuelle, ha dato un buon contributo, ma continuiamo a ritenere che un Massenat al 100% sia più utile e più redditizio, a patto che l’haitiano tiri fuori quella personalità che finora ha espresso solo a tratti.

Dando una rapida occhiata alle statistiche della finale, salta all’occhio il 5 su 25 da tre, percentuale che non ti consente mai di vincere, mentre a rimbalzo Pesaro se l’è cavata, con il solito Cain e un buon contributo di Filipovity, ma è chiaro che il settore lunghi avrebbe bisogno di un rinforzo, e con Drell che alla fine rimarrà al suo posto fino a maggio, l’unica possibilità sarà quella di inserire un italiano, e qualcosa si sta muovendo, con un’operazione simile a quella che ha portato a Pesaro Zanotti tre anni fa, sondando una serie A2 dove qualcosina di buono potrebbe esserci.

Perché rimangono ancora dieci partite da giocare, in un campionato, che, durante la Coppa Italia, ha visto Varese recuperare le due partite perse causa Covid-19, e perse anche in campo, con l’OpenJob Metis che è rimasta a quota 10 punti insieme a Cantù, situazione che verosimilmente ha posizionato l’asticella salvezza a quota 22 punti, e dato che la Vuelle ne ha 18, con tre vittorie dovrebbe essere tranquilla, concentrandosi su altri obiettivi, quelli che anche il presidente Costa sembra avere nel mirino, ma se la Coppa Italia ci ha insegnato qualcosa, è che più hai un roster lungo, più hai la possibilità di sopperire alle situazioni critiche.

Avremo il tempo di parlarne durante questa lunga pausa, con la Vuelle che prima si godrà qualche giorno di meritata vacanza, con tre giocatori che raggiungeranno le rispettive nazionali e la soddisfazione della convocazione di Simone Zanotti da parte di coach Sacchetti, e con le assenze di Filipovity e Drell, coach Repesa dovrà fare di necessità virtù, aspettando la prossima settimana per riavere tutti i giocatori a sua disposizione, perché è in palestra che nascono le grandi squadre e i grandi gruppi, Pesaro magari non sarà ancora una big, ma è innegabile che questo gruppo remi tutto dalla stessa parte e da qui fino al 2 maggio, data dell’ultima giornata di regular season, dovrà vincere più partite possibili, l’unico modo per ottenere il certificato di “big team”, a Milano la Vuelle ha ottenuto due timbri importanti, se otterrà anche il terzo, vorrà dire che le vacanze inizieranno dopo il 2 maggio.

 

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