Broadcast e service Tv, dalle Marche nasce coordinamento nazionale

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16 febbraio 2021

operatoreANCONA -Tariffe dignitose che rispettino la professionalità e gli investimenti delle imprese. Una categoria, quella del broadcast e dei service Tv diventata fondamentale nel sistema informativo locale e nazionale e che rivendica con forza un riconoscimento non solo economico ma anche contrattuale e sindacale. E’ quanto emerso durante il primo webinar organizzato e coordinato da CNA Cinema e Audiovisivo Marche con gli operatori del settore di tutta Italia che reclamano a gran forza compensi adeguati agli investimenti effettuati.

Si tratta di piccole imprese, molto spesso anche di microimprese e singoli professionisti (cameraman, specializzati di ripresa; montatori, fonici; etc.), con grande esperienza che lavorano attraverso appalti e/o contratti con Rai, Mediaset, La 7 e altri network e reti televisive locali e nazionali. Una realtà che è cresciuta, in questi ultimi anni poiché sia le grandi emittenti che le piccole realtà locali hanno teso sempre più ad esternalizzare gran parte dei servizi tecnici nell’intento di ridurre i costi di produzione.

CNA Cinema e Audiovisivo segnala proprio come a causa di questo processo sia nato un mondo di imprese e professionisti (sono circa 300 in tutta Italia quelli censiti), che mettono a disposizione del mercato professionalità sempre più complesse, ma anche investimenti tecnologici all’avanguardia, assorbendosi tutti i rischi d’impresa.

Servizi giornalistici per telegiornali e speciali di cronaca e politica; dirette televisive per sport e intrattenimento: non c’è ora nel palinsesto delle reti televisive che non veda impegnati operatori del settore broadcast. Un anello fondamentale nella catena dell’informazione che deve essere tenuto nella giusta considerazione.

CNA Cinema e Audiovisivo evidenzia come il settore broadcast, una categoria fino ad ora senza un reale coordinamento, stia vivendo un periodo di grande preoccupazione, dovuto non solo all’attuale pandemia che condiziona gli investimenti pubblicitari e i ricavi delle emittenti, ma soprattutto ad una scarsa se non totale assenza di attenzione alla qualità dell’occupazione e del lavoro svolto ogni giorno dai propri operatori.

E’ vero che la crisi economica impone da anni un’ottimizzazione dei costi di produzione. Ma per CNA “La strada non può essere quella di abbassare il costo del personale tecnico e di ricorrere a contratti sempre più precari”. CNA aggiunge come “ricorrere a subappalti, o peggio a false partite iva, non può essere la soluzione”.

PER CNA Cinema e Audiovisivo “Questo settore non può prescindere dal rispetto dei contratti nazionali di lavoro, dal riconoscimento della professionalità, dalla disponibilità degli operatori dal rispetto delle tutele e della sicurezza dei lavoratori”.

Per CNA Cinema e Audiovisivo Marche si tratta prima di tutto di un problema etico, di rispetto del lavoro di tanti professionisti e imprese che garantiscono reperibilità 24 ore su 24 al servizio dei broadcaster.

Per questo si sta costituendo in questi giorni un Coordinamento nazionale degli operatori del settore che aderirà a CNA Cinema e Audiovisivo e che porterà le istanze della categoria sui tavoli nazionali delle istituzioni per ristabilire un corretto rapporto con il sistema televisivo nel suo complesso.

 

 

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