Il meglio (Il farmacista contro McKinsey e Purdue Pharma) e il peggio (Matteo Ricci e i marciapiedi)

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12 marzo 2021

Mister Pressing
Sullo-stesso-ponte-lex-assessore-Biancani-guida-alcuni-ciclisti-che-visitano-la-città-Il peggio: Matteo Ricci e la sicurezza dei pedoni: Annunciando anche da pu24.it i lavori per la realizzazione di nuovi marciapiedi nelle vie Cimarosa, Villa Fastiggi, Case Bruciate, Lago Maggiore e Negrelli, il sindaco si è lanciato in quello che , senza alcun dubbio, rappresenta un ossimoro per la sua politica: “Intervento necessario – ha sottolineato Ricci, con la collaborazione dell’assessore Belloni – per la messa in sicurezza dei pedoni”. Il sindaco dovrebbe sapere che i pedoni sono sicuri se sui marciapiedi circolano solo loro, come stabilito dalla legge, ignorata ovunque, in Italia. Come possono essere sicuri i pedoni se, come accade puntualmente anche a Pesaro, il marciapiede è terra di conquista di ciclisti poco educati e di utilizzatori di monopattini? Come possono esserlo i pedoni pesaresi se il primo a calpestare il loro diritto a camminare sicuri è lo stesso sindaco che in passato non ha disdegnato di pedalare sui marciapiedi, dando il cattivo esempio?
Il peggio: morire investiti sulle strisce. Il tragico fatto di cronaca di mercoledì, in Via Flaminia, non è un caso isolato. A prescindere dalla dinamica del singolo incidente, ancora in fase d’accertamento, anche a Pesaro riuscire ad attraversare sulle strisce è come fare un terno al lotto. Automobilisti, motociclisti e ciclisti hanno eliminato da tempo la norma che impone di dare la precedenza ai pedoni, che rischiano di essere investiti ad ogni attraversamento.  E quando riescono nell’impresa, devono quasi ringraziare per un loro diritto. Basti pensare alle strisce pedonali per raggiungere il cimitero arrivando dal parcheggio. Controlli? Praticamente zero, anche per la velocità non rispettata: il limite è di 30 kmh. Lì, più che in altri posti della città, si rischia davvero di finire al… cimitero.
Il peggio: quelli che Giuseppe Conte è un dittatore: abbiamo un lunghissimo elenco di titoli su Giuseppe Conte accusato da Lega e Forza Italia, ma anche da chi era al governo, con lui di essere un dittatore, un vulnus per la democrazia. Oggi (venerdì 12 marzo) che il governo Draghi ha preso le stesse decisioni, con la nota umoristica che rispetto ai DPCM di Conte si è scelto il decreto legge che però deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, quelli che prima urlavano oggi tacciono. Draghi ha ribaltato il mondo, con gli stessi risultati di Conte.
Il peggio: il bonus baby sitter: Il decreto del Governo garantisce fino a 100 euro alla settimana a favore di lavoratori autonomi, operatori sanitari e forze ordine. Il bonus è alternativo al congedo parentale. Se la baby sitter lavora 20 ore alla settimana (4 ore al giorno per 5 giorni), guadagnerà 5 euro all’ora. Meglio chiedere l’elemosina al semaforo, norme anti Covid permettendo. Ma le ministre Bonetti e Gelmini esultano. Provassero a lavorare loro a 5 euro all’ora.
Il peggio: la stampa italiana e Draghi. L’onestà intellettuale della stampa italiana è ai minimi termini da quando il presidente della Repubblica, con la complicità dei cosiddetti grandi organi d’informazione e di tutti i partiti, meno – è doveroso scriverlo – di Fratelli d’Italia e di una frangia di dissidenti di M5S, ha voluto il governo d’“alto profilo”. Mario Draghi è il meglio, scrivono tutti i giorni. Pare che qualcuno sia anche stato tentato di scrivere che ha vinto il… Festival di Sanremo. La canzone che ha vinto potrebbe averla scritta SuperMario: “Zitti e buoni”. Con qualche rarissima eccezione, sembra la stella polare della stampa italiana con il governo Draghi.
Il meglio: Gino Strada: intervistato da Il Fatto Quotidiano sui furbetti del vaccino, il fondatore di Emergency, ha sbugiardato il “metodo Bertolaso”, che Salvini voleva proporre a Draghi per farne un metodo nazionale: “Certamente la disorganizzazione di alcune  regioni – la Lombardia è un caso clamoroso anche a livello internazionale – favorisce la ricerca di strade alternative”, ha dichiarato il medico, riferendosi ai politici che, anziché attendere il loro turno, hanno sfruttato la loro professione di avvocato per farsi vaccinare, precedendo anche pazienti più fragili, affetti da gravi patologie.
Il peggio: il Garante della Privacy: intanto perché, come diceva il critico musicale Paolo Isotta, definire uno Garante della Privacy è da cretini. Non basta, c’è di peggio. L’Inps ha fatto i controlli, accertando che fra i richiedenti del bonus Covid c’erano alcuni parlamentari che non conoscono la vergogna. Ebbene, in un Paese che ci piacerebbe definire di m…., di melma, il Garante della Privacy ha sanzionato l’Inps per la “Mancata definizione dei criteri per trattare i dati di determinate categorie di richiedenti il “bonus Covid“, uso di informazioni non necessarie rispetto alle finalità di controllo, ricorso a dati non corretti o incompleti, inadeguata valutazione dei rischi per la privacy”. In Italia, Al Capone, finito in carcere per evasione fiscale, sarebbe campato fino a 100 anni, in libertà.
Il meglio: Marion Aubry. L’europarlamentare francese  del gruppo The Left, la sinistra, rivolgendosi a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, è andata dritta al cuore del problema: “Come ha potuto la Commissione europea accettare di inchinarsi così di fronte alle case farmaceutiche? Siamo capaci di imporre restrizioni incredibili alla libertà dei nostri concittadini ma non siamo in grado di imporre regole per Big Pharma”. Se siete interessati, leggete la bella intervista che Marion ha concesso a Fanpage.ithttps://www.fanpage.it/politica/vaccini-eurodeputata-aubry-a-fanpage-ue-troppo-debole-con-big-pharma-rilascino-subito-brevetti/
Il peggio: McKinsey. In questi giorni si è scritto molto della società di consulenza scelta dal governo per contribuire alla scrittura del Recovery Plan. Non voglio annoiarvi sulle polemiche, anche se qualche dubbio sul compenso di 25.000 euro l’avrei, visto che gli esperti raccontano che basta solo per pagare una giornata di lavoro dei “tecnici” di McKinsey. Con una soglia di 25.000 euro non si deve ricorrere a gare per l’assegnazione dell’incarico. Un metodo che ricorda molto quelli adoperati da enti italiani che  vivono di contributi pubblici. Qui vi invito, se avete Netflix o conoscete chi è abbonato alla TvWeb, di guardare il documentario The Pharmacist, Il farmacista.
Il meglio: il documentario Il farmacista. È, appunto, un documentario che in quattro puntate racconta la vita e l’impegno di Dan Schneider, farmacista di una cittadina della Louisiana, non lontana da New Orleans, che ha perso il figlio Danny, ucciso mentre acquistava droga. L’uomo indaga per identificare gli assassini del figlio, ma allo stesso tempo s’accorge che sempre più giovani si presentano in farmacia per acquistare, con la prescrizione medica, oppiacei, in particolare OxyContin. Incomincia la battaglia di Dan e sua moglie Annie e la loro figlia Kristi perché altri giovani non muoiano come Danny. Una lunga battaglia che porta ad accusare Purdue Pharma, casa produttrice di OxyContin. Sapete chi ha lavorato per Purdue Pharma per spingere per il consumo di questo farmaco? McKinsey, che ha patteggiato il pagamento di 573 milioni di dollari a 47 stati Usa. Secondo il New York Times la vendita di oppiacei ha provocato la morte di centinaia di migliaia di persone negli ultimi vent’anni. Purdue Pharma ha patteggiato una condanna al pagamento di 8,3 miliardi di dollari. Il governo italiano non poteva trovare un consulente che ha nel suo armadio uno scheletro così imbarazzante?
Il peggio: Confindustria: “Il lavoro è un privilegio”. Dopo il Jobs Act, che, a prescindere da un titolo ignobile per un governo italiano che utilizza l’inglese per dare un nome alle proprie leggi, Matteo Renzi ha mostrato stupore per il basso costo del lavoro in Arabia Saudita ed esaltato il principe accusato di avere fatto uccidere il giornalista Jamal Kashoggi: “Come italiano sono molto invidioso del vostro basso costo del lavoro”, gli ha detto Renzi. In Arabia Saudita i lavoratori – soprattutto quelli stranieri – sono trattati come schiavi. In questo contesto, da Genova è arrivata un’altra perla. Replicando ai lavoratori portuali in sciopero in difesa della busta paga, Confindustria ha affermato: “I lavoratori ricordino che oggi il lavoro è un privilegio”. A quando un intervento per chiedere ai lavoratori di pagare per lavorare?
Il peggio: Un campione di nuoto ricoverato per Covid-19: Giorgio Lamberti. Chi ama lo sport, soprattutto il nuoto, conosce bene questo nome. Primatista mondiale dei 200 metri e campione del mondo, più due bronzi iridati; tre titoli europei, altrettante medaglie d’argento e di bronzo continentali; trentatré titoli italiani. Giorgio ha 52 anni e da giorni è ricoverato in terapia subintensiva in un ospedale di Brescia. Un commento da parte di chi urla che il Covid.19 colpisce soprattutto gli anziani?
Il peggio: “Vaccinare subito i giornalisti”. È la richiesta avanzata al ministro della Salute Speranza da Casagit, la cassa mutua dei giornalisti. “È stato garantito, grazie anche al loro lavoro, il diritto dei cittadini a essere informati offrendo irrinunciabili elementi di conoscenza e arginando pericolose campagne di disinformazione”. E chi la farebbe la disinformazione?
Il peggio: i furbetti del vaccino. Da un anno a questa parte ci hanno riempito la testa di una certezza, subito rilanciata dai negazionisti: “Il Coronavirus colpisce solo gli anziani che presentano patologie pregresse”. Poi scopri che i furbetti che vogliono saltare la fila sono: amministratori locali (sindaci, assessori comunali e regionali), avvocati, docenti universitari, giornalisti, psicologi, politici. Un’operazione che vede in prima fila alcune Regioni.  In Campania e in Lombardia, un vaccino su quattro sarebbe stato somministrato a chi non è mai stato in una corsia ospedaliera. E un gruppo di senatori ha sollecitato il vaccino, ritenendosi categoria a rischio. Lo confesso, ho dovuto trattenere le dita per non scrivere tutto il peggio che ho pensato di costoro.
Il meglio: vaccino, gli emodializzati accusano le regioni. “In questi giorni – scrive  Giuseppe Vanacore, presidente di Aned-Onlus, l’Associazione nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto, nel sito aned-onlus.it – abbiamo visto vaccinare giovanissimi psicologi, avvocati non praticanti, politici e furbetti. Tutti quanti ritenuti dai governatori delle Regioni meritevoli di passare avanti a trapiantati, dializzati e persone anziane, il cui sistema immunitario è fragile e compromesso…”. Cos’altro aggiungere?
Il peggio: se i giornalisti non lo dicono in inglese, non vale. L’ennesima dimostrazione che Paolo Isotta  – vedi Garante della Privacy – ha sempre ragione l’ha   certificata il TG3 Marche di mercoledì 10 marzo. Titolo: Retail moda in crisi, trend negativo da inizio anno. Quanti di noi conoscono il significato di retail e di trend? All’autore del titolo che presenta il servizio sulla crisi delle vendite al dettaglio non importa. Vuoi mettere la differenza tra dire retail – riteel – e  dettaglio? E tra trend e tendenza?
Il meglio: il ritorno di MicroMega: una bella notizia in un mondo giornalistico che amplifica talune notizie e ne nasconde altre, che non si pone mai in rotta di collisione con gli interessi dell’editore, che ovviamente non pensa solo all’informazione, anzi si preoccupa di come utilizzarla. La bella notizia è il ritorno di MicroMega, che è stata chiusa dalla nuova proprietà di Gedi, azionisti di riferimento la famiglia Agnelli-Elkann (proprietà di quello che fu in origine il Gruppo Caracciolo-Espresso-Repubblica, con cui la rivista nacque nella primavera del 1986). Ultima  pubblicazione di MicroMega il 31 dicembre del 2020. Oggi, Paolo Flores d’Arcais ha annunciato il ritorno. Ne siamo felici. Servono voci libere in un mondo schierato con i poteri forti, disattento, quasi sempre estraneo agli interessi e ai diritti dei più deboli. Scrive Paolo Flores d’Arcais: “MicroMega rinasce, sempre libera, definitivamente indipendente. Società non profit: non potrà distribuire utili fra i soci. Tutto sarà reinvestito per allargare le attività di MicroMega”. Buon lavoro. Continueremo a leggervi!
Il peggio: la storia di Lara Lugli e la pallavolo. È una storia finita sulle prime pagine di giornali che non sanno che cosa sia la pallavolo,  anche di quelli che non se ne sono occupati mai. È l’ennesima storia delle difficoltà delle giocatrici, spesso non pagate, spesso obbligate a firmare ricevute di pagamenti ricevuti con bonifici cancellati dopo poche ore.
Il peggio: Ounas fa gol al Torino e lo insultano: “Torna in Africa a scappare dai leoni” è la frase indirizzata – via social – ad Adam Ounas, franco-algerino che gioca nel Crotone e domenica ha realizzato due gol nella vittoria sul Torino. Pare che questi “leoni da tastiera” si siano subito cancellati da Instagram. Più che leoni,  carogne da tastiera.
Il meglio: fino al confine forza Juventus. Chiedo scusa agli amici, anche carissimi, che tifano Juve, però non posso non raccogliere l’assist di chi, anti juventino, ha commentato la disastrosa eliminazione dei bianconeri che pure puntavano alla conquista della Champions. Se non lo sapete, uno dei cori più amati dai tifosi bianconeri è “Fino alla fine forza Juventus…”. Ogni volta che la Juve è eliminata dalla Champions, purtroppo per i miei amici accede spesso, gli anti juventini si scatenano: “Fino al confine forza Juventus”. La Juve vince in Italia, ma quando varca la frontiera perde quasi sempre. Questi sono gli sfottò che fanno sorridere, non quelli  vergognosi di alcuni tifosi granata che hanno insultato Ounas.

 

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