Non solo le assenze di Repesa e Massenat: continua il marzo a stecchetto della Vuelle

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15 marzo 2021

DelfinoPESARO – Cosa sta succedendo a questa Vuelle? Le due sconfitte, sono tutte da imputare all’essenza di coach Repesa, e all’oggettiva difficoltà di Paolo Calbini di emulare le gesta del suo capo allenatore? O la colpa è da attribuire all’assenza prolungata di Frantz Massenat, e al fatto che Pesaro sia l’unica squadra di serie A che sta giocando con soli quattro stranieri?

Ci piacerebbe che fossero solo questi due i problemi della Carpegna Prosciutto, perché vorrebbe dire che tutto si potrebbe risolvere fin da sabato prossimo, o al più tardi dalla trasferta di Reggio Emilia, quando si spera saranno rientrati sia Repesa, che Massenat, ma temiamo che non sia così semplice, e che i problemi da risolvere siano in numero maggiore.

Intendiamoci, l’assenza di Jasmin Repesa è pesante, visto che manca la sua capacità di leggere la partita, la sua bravura nel motivare i giocatori, la sua esperienza nel trattare con la terna arbitrale, così come manca il suo lavoro settimanale in palestra, e davanti al video.

E anche l’assenza di Massenat è sicuramente pesante, perché si fa in fretta a dimenticare, ma l’haitiano, prima dell’infortunio, era il miglior realizzatore della Vuelle, il tiratore più preciso dalla lunetta, e il secondo alla voce assist, senza trascurare il suo grande contributo in fase difensiva.

Ma la Carpegna Prosciutto delle ultime due uscite, ha anche altri problemi da risolvere, o meglio, ha messo in evidenza tutti quei problemi che si erano intravisti prima della Coppa Italia, e che si era fatto finta di non notare, perché alla fine sono i risultati quelli che contano, e in fin dei conti fino a due settimane fa, la Vuelle era sesta in classifica e finalista di Coppa Italia, ma non era una squadra dominante, era una squadra solida, ben guidata dalla panchina, che era in grado di risorgere da passivi anche pesanti, spesso senza sapere bene come ci riuscisse.

Altro particolare importante da sottolineare è che, in queste ultime settimane, quasi tutte le squadre si sono rinforzate, e la Varese dell’andata senza Egbunu, era sicuramente più debole rispetto a quella vista ieri pomeriggio, mentre la Vuelle gioca con uno straniero in meno, e con qualche giocatore in palese calo di forma, tutti particolari che fanno la differenza, così come la casualità del calendario, perché, ad esempio, la vittoria all’andata contro Cremona, era arrivata contro una squadra che dal giorno dopo si sarebbe fermata un mese per il Covid-19, quella con Trieste con una squadra invece appena rientrata dal Covid, e quella contro Cantù dello scorso gennaio, era arrivata contro un’Acqua San Bernardo che sembrava avesse fretta di liberarsi di coach Pancotto, insomma, nel corso di una stagione, conta tutto, dalla fortuna, al calendario, e Pesaro sembra aver finito la sua dose di buona sorte.

Ma la sfortuna non può essere una scusa duratura, in una stagione dove tutte hanno dovuto fare i conti con il Covid-19, e quello che ci deve far riflettere, è l’involuzione tecnica che sta avendo la Carpegna Prosciutto, incapace di ritrovare quell’intensità difensiva che stava diventando una costante, e che in attacco, continua a dipendere troppo dalla percentuale dall’arco, e la partita contro Varese è stata esplicativa da questo punto di vista, perché si sono affrontate le due squadre che tirano più da tre in campionato, ma, mentre Pesaro, su 64 tiri, ne ha presi 28 da tre, Varese, su 58 conclusioni, ne ha prese ben 41 da due, per sfruttare una difesa pesarese troppo permissiva dentro l’area, con i lunghi che non sempre riescono a contenere le penetrazioni avversarie.

Sabato sera, alla Vitrifrigo Arena, si presenterà la Virtus Bologna, reduce dalla prima sconfitta esterna del campionato, sul campo di una Brindisi sempre più sorprendente, e la Vuelle vista in queste ultime uscite, rischia di prendere una sonora batosta dalla V Nere, anche se si spera di recuperare coach Repesa e Massenat, che domani avrà una visita medica decisiva per sapere se potrà rientrare, ma come vi abbiamo detto, temiamo che i problemi di questa Vuelle siano ben altri, e che stiano venendo a galla tutti in una volta.

I PIU’……..

Henri Drell: Dovrebbe imparare ad andare verso il ferro con maggiore decisione, anche se almeno una delle stoppate subite, sembrava irregolare, ma almeno, il ragazzo estone ci è apparso più volenteroso rispetto a Cremona, anche nella lotta a rimbalzo.

Justin Robinson: Si è preso 15 tiri, non tutti pulitissimi, ma sappiamo che il newyorchese non è un tiratore sugli scarichi, e in questa Vuelle, è uno dei pochissimi in grado di costruirsi un tiro dal palleggio, anche se in difesa, tende ad essere sempre battuto sul primo passo.

Simone Zanotti: Per l’attacco. Nove punti in dieci minuti, subendo anche quattro falli, l’unico biancorosso capace di attaccare il ferro con decisione.

…… E I MENO DELLA SFIDA VARESE – PESARO

Simone Zanotti: Per la difesa. Perché contano poco i punti che segni, se poi ne fai fare di più ai tuoi avversari, e il buon Simone continua a difendere come un hobbit, vagando per la terra di mezzo, tra la linea dei tre punti e lo smile sotto canestro, perdendosi regolarmente il suo avversario diretto.

Matteo Tambone: Si prende solo 4 tiri in 26 minuti, con un paio di air ball preoccupanti, in una fase della stagione dove avrebbe dovuto elevare il suo standard, per compensare l’assenza di Massenat.

Marko Filipovity: Scola lo porta a scuola nel primo quarto, e forse un cambio di marcatura sarebbe stato consigliabile, e la lunga assenza dal parquet, sempre per scelta del coach, lo fa uscire mentalmente dal match, e quando ci rientra, non trova più l’energia per rendersi utile.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Nel nostro pagellone del campionato pubblicato prima della Coppa Italia, avevamo sottolineato la possibilità che tutte e 15 le squadre partecipanti potessero ancora raggiungere i playoff, ed eravamo stati facili profeti, non perché siamo dei veggenti, ma perché non avevamo individuato nessuna squadra palesemente più debole delle altre, in un campionato dove veramente l’ultima può vincere con la seconda, o anche con la prima, quando Milano ha la testa in Europa, e dando un’occhiata alla classifica, ribadiamo il concetto, allargandolo in chiave salvezza, dove praticamente nove formazioni rischiano ancora di arrivare ultime.

La classifica in alto è abbastanza chiara, ci sono le cinque big, e c’è Trieste, che se non avesse avuto una forma di Covid aggressiva, farebbe parte dell’élite. Poi ci sono nove squadre praticamente sullo stesso livello, che si giocheranno gli ultimi due posti per accedere ai playoff, e cercheranno di evitare l’ultimo, che magari non ti farà retrocedere, ma da cui in ogni caso è meglio stare lontano, e per sbrogliare la situazione, conterà tutto, compresa la differenza canestri, che la Vuelle si è fatta colpevolmente ribaltare da Cremona e Varese.

Pesaro è ancora all’ottavo posto, ma le cinque squadre a quota 14 punti sono pronte a risalire in fretta la china, con Reggio Emilia che si appresta a cambiare coach Martino con Andrea Mazzon, e a otto giornate dal termine, tutto può ancora succedere, compreso rimonte impossibili fino a quindici giorni fa, o cadute rovinose di chi, in alto, c’era capitato quasi per caso.

La situazione preoccupante della Vuelle, si racchiude tutta nelle parole di Paolo Calbini a fine gara, quando ha dichiarato che si augura che coach Repesa rientri il prima possibile, e le sue parole non sono di circostanza, come capita spesso in questo mondo, dove vice più ambiziosi e preparati, in situazioni analoghe, sono “costretti” a professare dispiaceri, che in cuor loro non provano, Calbini invece è palesemente preoccupato della situazione, e si augura veramente che coach Repesa rientri il prima possibile, per ritornare dietro le quinte, e lasciare il palcoscenico ad un allenatore che avrebbe cambiato subito la marcatura su Scola, o su Mian, la domenica precedente, che avrebbe capito prima che non puoi lasciare sempre scoperto il lato debole difensivo, e che avrebbe sfruttato a dovere il mancato raddoppio della difesa varesina su Cain.

E Tyler Cain è la cartina di tornasole del momento di difficoltà in casa Carpegna Prosciutto, perché mentre il suo contributo a rimbalzo continua ad essere importante, sono venuti a mancare i suoi canestri, quelli che arrivavano su azioni ben costruite, su assist dopo i pick and roll, mentre sappiamo che se costretto ad agire in uno contro uno, i suoi semi ganci spesso vengono bloccati da pivot più atletici, insomma, per segnare, Cain ha bisogno che tutto funzioni a dovere nell’attacco pesarese, e nelle ultime due uscite, sono poche le cose che hanno funzionato in ambi i lati del parquet.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano riprende il discorso con la vittoria, segnando 99 punti a Brescia, dietro l’Armani, rimane da sola al secondo posto Brindisi, che si aggiudica lo scontro diretto con la Virtus, con un 2 a 0 negli scontri diretti che potrebbe farla rimanere seconda fino a maggio, in una giornata in cui Venezia ha riposato, e Sassari-Trento non si è disputata causa Covid.

Rimane salda al sesto posto Trieste, che rifila 26 punti ad una Reggio Emilia che si appresta a cambiare coach, mentre sale al settimo posto Treviso, dopo il successo nel posticipo con la Fortitudo, con Cantù che rimane nel gruppone a quota 14, grazie alla vittoria su Cremona.

 

Un commento to “Non solo le assenze di Repesa e Massenat: continua il marzo a stecchetto della Vuelle”

  1. EsseGi scrive:

    Dopo la finale di Coppa Italia e la sosta, la squadra si è ritenuta soddisfatta dell’obiettivo raggiunto…
    Ha perso concentrazione per via anche che manca Repesa a strigliare nei momenti topici questi giocatori a tratti svogliati e privi di idee…
    Poi un gioco dove si “scazza” da 3 e niente di più… Ma non ci sono molte alternative…
    Certo che uno come Scola ci avrebbe alzato l’età media, ma avrebbe elevato il tasso tecnico…
    Ricordando però che si gioca in attacco con un solo pallone…

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