Ciclisti incivili gettano le bucce di banana in un’aiuola dell’ospedale di Muraglia. Imparino da sportoutdoor24.it

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27 marzo 2021

PESARO – Ore 10,30 di sabato 27 marzo, ospedale di Muraglia. Nella curva davanti all’obitorio, una coppia di ciclisti in mountain bike è ferma e si rifocilla con una banana,  alimento prezioso per chi fa sport. Solo che, se si è persone civili, bisognerebbe avere l’accortezza di conservare le bucce e riportarle a casa, oppure buttarle nei contenitori dei rifiuti; a maggiore ragione se, come nell’area dell’ospedale, non mancano le isole ecologiche.
Invece, la donna getta a terra la buccia di banana, proprio mentre mi avvicino ai due. Lo confesso: di fronte a queste scene non riesco a tacere. In casa propria ognuno è libero di fare ciò che gli pare, ma nella “casa di tutti” si dovrebbero rispettare le regole che tutelano l’ambiente.
Rimprovero la donna, invitandola a raccogliere la buccia di banana.
Interviene il ciclista: “Ma come si permette? Noi facciamo uno sport ecologico, siamo attenti all’ambiente. Lei è un ignorante – mi dice  -, si informi. La buccia di banana è un concime naturale“.  Gli rispondo: “Abbiate almeno il pudore di tacere. A 50 metri c’è l’isola ecologica dell’ospedale. Le persone civili portano i rifiuti a casa o li lasciano nei raccoglitori appositi. Purtroppo, vi comportate come molti ciclisti, in maniera poco civile”. Lo scrivo da appassionato di mountain bike e di ciclismo.
Lei perde il controllo: “Lei è una testa di c….“. Meglio essere teste di c…. che incivili.
Allontanandomi, vedo lui che raccoglie la buccia di banana e penso che il mio rimprovero è servito a qualcosa.
Penso male. Un’ora dopo passo di nuovo nella zona e le bucce delle banane mangiate dalla coppia sono ancora lì. Alla buccia gettata dalla donna, si è aggiunta anche quella della banana che mangiava l’uomo, un ciclista che ha manifestato così il suo rispetto per l’ambiente.

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A cosa serve praticare uno sport ecologico – qual è, senza alcun dubbio, il ciclismo – e poi gettare ai margini della strada borracce, buste del gel e delle barrette energetiche e, appunto, bucce di banana? Basta percorrere i sentieri della panoramica per avere le prove di questo comportamento, comune – ahimè – anche a tanti camminatori.
Invito il ciclista che mi ha dato dell’ignorante a leggere un bell’articolo, firmato da Claudio Gervasoni  e pubblicato il 20 agosto 2020 da https://www.sportoutdoor24.it:
Lo facciamo, lo abbiamo fatto, lo faremmo tutti di buttare la buccia di banana per terra. Ma anche il torsolo della mela, o la buccia di un’arancia o del cocomero. Quanti ciclisti abbiamo visto gettare la buccia di banana a bordo strada? Quanti escursionisti farlo con il torsolo della mela? Quanti runner lanciare la buccia dell’arancia dopo il ristoro? Quanti, dopo un picnic, hanno lasciato la buccia dell’anguria tra i rovi o accanto al fiume? Magari non in città, ecco, ma in campagna, in una zona periferica, semirurale, oppure davvero in montagna, quanta gente abbiamo visto gettare i “rifiuti organici” nel prato, o tra i rovi? Be’, ma “in fondo è roba naturale, mica è spazzatura” abbiamo pensato più o meno tutti.
Sì, tecnicamente sì, un torsolo di mela e una buccia di banana o di arancia sono naturali e si decompongono. Anzi, è roba organica come si dice oggi, e l’organico pensiamo tutti che siano rifiuti che si decompongono diventando fertilizzante per il suolo.
Ma, perché c’è un ma, ci sono almeno due obiezioni da fare a questo ragionamento.
In quanto tempo si decompone una buccia di banana?
Ma una buccia di banana (o di arancia, o un torsolo di mela) gettati per terra sono comunque “rifiuti”?
Cominciamo dalla prima domanda. Una buccia di banana ci può mettere anche un paio di anni a diventare scura, decomporsi, degradarsi e scomparire (succede con le temperature basse, perché è ricca di fibre di cellulosa, altrimenti ci vogliono almeno un paio di mesi). Così anche una buccia di arancia. Un torsolo di mela meno, un paio di mesi. Quindi sì, è roba organica, è roba biodegradabile, è roba che si decompone e sparisce, ma questo non succede dalla sera alla mattina. Provare per credere? Mettete una buccia di banana, un torsolo di mela o una buccia di arancia sul terrazzo, o nel prato davanti a casa (nel vostro prato privato…) e vediamo quando si decompongono.
Poi c’è la seconda domanda, e a questo proposito scommettiamo che se lasciate una buccia di banana o di arancia, o un torsolo di mela, in bella vista sull’erba del vostro giardino, in pochi giorni trovate altri rifiuti?
È l’effetto imitazione, quello delle discariche abusive, che basta uno che scarica il primo sacco e poi lo seguono tutti (o almeno tutti quelli che vogliono smaltire abusivamente i propri rifiuti). La stessa cosa succede lungo il sentiero con la buccia di banana, in montagna con il torsolo di mela, nel prato con la fetta di arancia masticata al ristoro della tapasciata: “Se l’han fatto altri lo faccio anche io, tanto è roba naturale, organica”. Sì, roba naturale e organica che però ci mette mesi a decomporsi, se non anni, e che ne attira altra. E qui, senza scomodare la teoria della finestra rotta, vale sempre il vecchio adagio dell’escursionista consapevole: “Non prendere nulla se non i ricordi, non lasciare traccia del tuo passaggio”. Perché l’escursionista consapevole sa come fare un trekking a impatto zero, ma anche il turista consapevole sa come non lasciare tracce in spiaggia.
E il fatto che il sentiero, il prato, la montagna, la spiaggia, il letto del fiume o le sponde del lago siano di tutti, della comunità, non è un’attenuante. Anzi, è un’aggravante.
Applausi a Gervasoni. Meglio stendere un velo pietoso sulla coppia di sabato mattina, falsa ecologista e poco educata.

 

2 Commenti to “Ciclisti incivili gettano le bucce di banana in un’aiuola dell’ospedale di Muraglia. Imparino da sportoutdoor24.it”

  1. Gaudiano scrive:

    Un signore che mi vide mettere in tasca la carta di una barretta mi dice: cosa porti il peso in tasca? Gli rispondo peserà un grammo tu ti porti minimo 30 kg di sopra peso perché non lo butti

  2. EsseGi scrive:

    Civiltà dei ciclisti? Non so proprio dove c’è l”abbiano…
    Sulla Statale tratto più stretto tra Fosso Sejore e Fano pedalano in gruppo 2o3 così da occupare mezza corsia… E l’autobus deve star dietro a costoro che se ne fregano che vi sia ciclabile…
    La prepotenza del ciclista è sotto gli occhi di tutti, in strada si sentono i padroni… E ora son divenuti pure in città che non rispettano marciapiedi o strisce pedonali… Per non parlare poi del sottopasso della Stazione dove non c’è mai nessuno che scenda…
    Ma il discorso va ampliato pure ai motociclisti come pure automobilisti dove in tanti mettono in mostra il loro poco rispetto delle più elementari norme di civiltà…
    Dimenticavo pure i monopattini ora che impunemente sfrecciano o fanno slalom tra le persone che passeggiano…
    L’arroganza regna sovrana perché impunita…
    Più facile vietare e controllare le norme anticovid…
    È la società che sta divenendo incivile… Purtroppo…

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