Vuelle in crisi fra smarrimento, difesa molle e il calo di Robinson e Cain

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30 marzo 2021

PESARO – Dove è andata a finire la Vuelle brillante vista nel girone d’andata, che era meritatamente salita al sesto posto, e che aveva sorpreso l’Italia cestistica, conquistando la finale di Coppa Italia?

Si è persa per strada purtroppo, abbandonando la via maestra, per intrufolarsi in quelle stradine secondarie, che rischiano di farla scivolare definitivamente, sull’orlo di un precipizio troppo vicino per non preoccuparsi, perché bastano un altro paio di spintarelle e ci si ritrova in fondo al burrone, con poche possibilità di risalire la china.

A perdersi sono stati praticamente tutti i protagonisti, e questo si evince dalla tenuta difensiva della Carpegna Prosciutto, che magari anche prima subiva più di 80 punti a partita, ma per segnare gli avversari dovevano faticare, adesso invece, la difesa biancorossa concede autostrade senza pedaggio, con tanti, troppi canestri subiti senza una vera opposizione, e sappiamo che la difesa è lo specchio della volontà di una squadra, perché in attacco puoi anche rimediarla col talento individuale, ma in difesa non esistono scorciatoie, e se arrivi su ogni pallone vagante mezzo secondo dopo gli altri, significa che il sacro fuoco agonistico che ti aveva sorretto fino a metà febbraio, si è spento, e non sarà semplice ravvivare la fiamma.

E se non difendi duro, per vincere devi essere sorretto da una percentuale al tiro superiore a quella ottenuta nelle ultime quattro uscite, dove Pesaro ha continuato ad abusare del suo tiro da tre, con percentuali sempre inferiori al 30%, e se le triple rientrano nel dna cestistico di questa stagione, l’abbassarsi del numero degli assist è un altro segnale preoccupante, sintomo di un giocattolo che si sta rompendo e se la trottola non gira più, la responsabilità principale ricade su chi il giocattolino lo ha sempre tra le mani.

E la crisi di Justin Robinson è sotto gli occhi di tutti, lontano parente del trottolino amoroso ammirato nelle prime 18 partite, per la sua capacità di far girare a dovere la squadra, servendo assist al bacio, innestando Cain nel pick and roll, senza disdegnare le triple da sette metri ed oltre, da marzo in poi invece, il newyorchese si è smarrito, rinunciando alle entrate al ferro, preferendo i passaggi orizzontali a quelli verticali, con una generale sensazione che più che merito delle difese avversarie, che lo raddoppiano con maggiore intensità, il suo declino sia arrivato per proprio demerito.

167059495_5222005657871226_5213188180048507725_nE se cala Robinson, inevitabilmente cala anche Cain, calano Filipovity e Zanotti, ovvero tutti quei giocatori che hanno bisogno di essere innestati, sia dentro l’area che sul perimetro, mentre Drell rimane un caso a parte, visto che riesce a giocare male senza l’aiuto dei compagni, non è casuale invece che un giocatore come Tambone, riesca a ritagliarsi i suoi spazi, perché l’ex Varese è bravo a sfruttare quello che passa in convento, e siamo convinti che anche lo stesso Massenat finirà la stagione in crescendo.

Discorso a parte lo meritano i due argentini, se non altro per ragioni anagrafiche, quelle che purtroppo non gli permettono più di essere incisivi negli uno contro uno, perché sia Delfino che Filloy sarebbero in grado di costruirsi un tiro per contro proprio, e sarebbero anche i play aggiunti di questa Vuelle, ma entrambi sono in una fase discendente, e il loro declino, insieme a quello di Robinson, è coinciso con quello della Carpegna Prosciutto, e noi alle casualità non ci abbiamo mai creduto.

Così come cominciamo a dubitare che questa Vuelle sia in grado di ribaltare la situazione, anche se ci sarebbe ancora tutto il tempo per farlo, ma dovrebbe scattare quella scintilla che sembra sparita dagli occhi dei protagonisti, e senza di essa, la Carpegna Prosciutto è solamente una squadra composta da discreti giocatori, al pari di tutte le altre otto squadre ancora in lotta per la salvezza, col piccolo particolare che Pesaro pensava già di aver sbrigato la pratica, e questo potrebbe risultare veramente pericoloso.

I PIU’ …..

Frantz Massenat: Doveva giocare solo pochi frammenti del match, ma alla fine rimane in campo per 21 minuti, perché almeno non combinava casini come i compagni, e il suo rientro è stato una delle poche note liete della serata.

Matteo Tambone: Qualche minuto in più magari se lo meritava, perché anche Tambo era più in palla dei vari Delfino e Filloy, l’unico con le idee chiare e con la mira giusta dall’arco.

.. E I MENO DELLA SFIDA REGGIO EMILIA – PESARO

Rimbalzi: Dove sono andati a finire i leader della specialità: Cain non riesce più a catturare i rimbalzi di sola posizione, e l’ungherese salta sempre fuori tempo, e si dimentica di fare il tagliafuori, se il miglior rimbalzista è Drell……

Selezione dei tiri: Ennesima partita in cui Pesaro tira più da tre che da due, con la percentuale dall’arco che si è aggiustata solo sul meno 20, ma se sparacchi per 30 minuti, la difesa avversaria può permettersi di concentrarsi su altre situazioni.

Tyler Cain: Ha tirato la carretta per sei mesi, adesso sembra pagare pegno, anche se l’arrivo di Eboua dovrebbe permettergli di giocare qualche minuto in meno e ritrovare uno stato di forma accettabile.

Justin Robinson: Se perdi il confronto diretto, contro uno dei pochi avversari che non ti sovrastano fisicamente, qualcosa non quadra, e se Robinson è quello visto a marzo, non rimane altro che sperare di salvarsi il prima possibile.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Jasmin Repesa non ha voluto rilasciare dichiarazioni nel post partita, decisione che non approviamo, anche se lo avrà fatto per dare un segnale alla squadra, ma un allenatore ha sempre il dovere di metterci la faccia dopo una sconfitta, al coach croato avremmo chiesto il motivo del mancato utilizzo di Paul Eboua, non perché col camerunense in campo, Pesaro avrebbe vinto, ma se vieni surclassato a rimbalzo, inserire il giocatore più atletico del gruppo, avrebbe dato sicuramente una mano sotto i tabelloni.

Poi, possiamo anche essere d’accordo su quello che aveva dichiarato sabato, sul fatto che Eboua ha praticamente perso un anno dal punto di vista tecnico, dato che nei mesi passati in America, si è concentrato sull’aspetto fisico, tralasciando quello tattico, ma i rimbalzi sono al 90% frutto di volontà e fisicità, e non crediamo che avrebbe reso meno di quello che ha combinato Zanotti.

Ci sarebbe piaciuto chiedere anche perché la zona non ha funzionato, con giocatori palesemente fuori posizione tatticamente, e la zona non aiuta a presidiare i tabelloni sui rimbalzi, e ci sarebbe piaciuto chiedere anche perché Drell rimane in campo nei momenti importanti, quelli di inizio quarto, dove la Vuelle becca sempre parziali negativi che poi fatica a recuperare, specialmente adesso che Massenat è di nuovo disponibile, e sappiamo quanto l’haitiano sia importante tatticamente.

Massenat ieri sera ha avuto il suo battesimo del fuoco, con tanto di botte ricevute e cadute suo braccio fratturato, l’unico sistema per scacciare i cattivi pensieri, e constatare che tutto è tornato a posto, non solo dal punto di vista fisico, e abbiamo rivisto a tratti, il giocatore che conoscevamo, l’unico in grado di attaccare il ferro con continuità e di difendere su tre ruoli, anche se ancora non è al 100%, e gli serviranno un altro paio di partite per tornare in piena forma.

Quella che sembra aver abbandonato il nucleo storico di questa Vuelle, visto che l’intero quintetto base sembra aver finito le energie, e per quintetto base intendiamo quello composto da Robinson e Filloy da esterni, Delfino da ala piccola, e Cain-Filipovity sotto canestro, i cinque dotati di maggior talento ed esperienza, e che ci avevano forse illuso che questa Carpegna Prosciutto fosse più forte del previsto, visto che le previsioni estive la davano all’ultimo posto.

E per non finire ultima, Pesaro deve vincere almeno altre due partite, altrimenti deve sperare che Cantù non ne vinca tre, e che con una sola vittoria, e un arrivo a quota 20 solo con i brianzoli, ci si salvi grazie al confronto diretto favorevole, quest’anno volevamo evitare di compilare tabelle salvezza, ma il file è sempre rimasto aperto nel nostro pc, non ci rimane altro che metterlo sul desktop.

 

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