Vuelle, sulla vittoria a Bologna pende il ricorso della Fortitudo “contro” la presenza in campo di Robinson

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12 aprile 2021

Robinson a canestro contro la Fortitudo

Robinson a canestro contro la Fortitudo

PESARO – Cominciamo dal fondo, ovvero dal ricorso presentato dalla Fortitudo, per la presunta presenza irregolare di Justin Robinson, schierato, secondo le tesi bolognesi, sia senza che fossero passati i dieci giorni previsti dal protocollo, sia senza espletare tutti gli esami medici necessari per riottenere l’idoneità agonistica, dopo la positività al Covid-19. Non abbiamo elementi per giudicare, ma se veramente i dirigenti della Vuelle avessero commesso una sciocchezza del genere, dovrebbero dimettersi, o almeno il responsabile dell’adempimento delle pratiche burocratiche.

Ne sapremo di più nelle prossime ore, sperando che sia solo un tentativo da parte della F, di ribaltare quello che ha decretato il parquet, con la vittoria rocambolesca ottenuta dalla Carpegna Prosciutto solo negli ultimi secondi.

E quello di sabato sera, è un match che fatichiamo a collocare nella giusta casella, perché siamo abituati a tarare la prestazione della Vuelle, basandosi anche su quello che hanno combinato gli avversari, in una partita double-face, dove la Carpegna Prosciutto del secondo tempo è stata completamente diversa da quella del primo.

Nei primi venti minuti infatti si è rivista la squadra pre finale di Coppa Italia, con il pallone che girava a dovere, e le triple che entravano con naturalezza, al termine di azioni ben congegnate, dove il gioco dentro-fuori, consentiva ai tiratori biancorossi di infilare 12 triple, in un primo tempo dove Pesaro ha segnato la bellezza di 56 punti.

Tutt’altra musica nella ripresa, con la Vuelle che ha segnato invece la miseria di 23 punti, subendo il veemente ritorno degli avversari, che è bene ricordare giocavano senza due americani, assenze compensate solo in parte dall’infortunio occorso a capitan Delfino ad inizio match, che ha privato Repesa di uno dei suoi principali terminali offensivi, nonché regista aggiunto, compito poi eseguito magistralmente da Tyler Cain.

Negli ultimi due quarti si è rivista la squadra timorosa del mese di marzo, con la difesa che faticava a contenere gli uno contro uno, ed un attacco che non riusciva mai a dare il pallone dentro l’area, e se attacchi male, esponi il fianco ai contropiedi avversari, considerando infatti che il cattivo rientro difensivo ha concesso punti troppo facili alla Fortitudo, come ha giustamente sottolineato coach Repesa a fine partita.

E punti facili, ma dal versante opposto, li ha concessi anche coach Dalmonte, con quella difesa a zona del primo tempo, schierata sicuramente per preservare i suoi dai falli, ma che ha messo in ritmo i tiratori pesaresi, che hanno potuto segnare tanti tiri piedi per terra, ma nella ripresa a Bologna è bastato tornare alla difesa individuale, per mandare in confusione l’attacco pesarese, salvato dai 10 assist, 5 per tempo, distribuiti da Tyler Cain, e stiamo parlando di assist “veri”, stile anni’90, quando venivano conteggiati solo i passaggi smarcanti dentro l’area, e non quelli sul perimetro, come avviene da qualche anno a questa parte.

Va comunque dato merito alla Vuelle, di aver lottato fino all’ultimo minuto, anche quando l’inerzia era passata dalla parte bolognese, in un finale dove le due squadre hanno compiuto una marea di sciocchezze, fino a quelle commesse da Tommaso Baldasso, che prima ha rifiutato una tripla comoda, preferendo passare il pallone ad un compagno marcato, e poi ha forzato l’entrata negli ultimi secondi, regalando la palla a Matteo Tambone, dopo però che Pesaro era riuscita a perdere il possesso su una rimessa laterale, con Filipovity che per non commettere infrazione di metà campo, ha lanciato il pallone all’indietro, consentendo alla Fortitudo di avere tra le mani la palla del supplementare, o della possibile vittoria.

Tutto bene quello che finisce bene, ammesso che Bologna non vinca il ricorso, aggiudicandosi la partita a tavolino, perché questi due punti sono fondamentali per Pesaro, che altrimenti rischierebbe grosso, con lo 0 a 2 contro la Fortitudo, ed un calendario che potrebbe lasciarla a quota 18 punti fino alla trentesima giornata, sempre se non arriveranno anche dei punti di penalizzazione.

I PIU’…..

Tyler Cain: 10 assist veri sono tanta roba anche per un playmaker, figuriamoci per un pivot, con Cain che dal post basso ha distribuito regali per i compagni, sia sui tagli, che sul perimetro, senza dimenticarsi di chiudere i varchi in difesa, lottando da par suo contro Hunt e Totè.

Ariel Filloy: Finalmente una partita da protagonista, con triple a segno e quella difesa ruvida sempre al limite, che dà tanto fastidio alle guardie avversarie, fare canestro in entrata è ormai un miraggio per l’oriundo, ma saremmo contenti, se anche nelle prossime quattro partite, scendesse in campo con la stessa determinazione vista a Bologna.

Justin Robinson: Di fatto, è l’unico vero play della Vuelle, e la sua presenza in campo è determinante, soprattutto se non è chiamato a forzare, e può prendersi un numero di tiri consoni alle sue caratteristiche, che rimangono quelle di un regista, e non di un attaccante puro.

. . E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO

Henri Drell: Da fuori, sembrerebbe che coach Repesa ce l’abbia solo con lui, visto il trattamento che gli riserva ogni volta che lo richiama in panca, ma i cazziatoni, il 21enne estone se li merita tutti, perché continua a commettere una marea di banalità, figlie di una disattenzione non più tollerabile dopo due stagioni da professionista.

Tiri liberi: Solo 5 liberi tentati da una Vuelle che passa tutto il primo tempo a tirare da fuori, con esiti fortunatamente felici, ma anche quando la Fortitudo passa alla difesa individuale, non riesce ad attaccare il ferro con efficacia, complice anche l’assenza di Delfino che è il giocatore che subisce più falli per Pesaro.

Secondo tempo: La Vuelle si conferma una squadra double face, giocando un secondo tempo completamente diverso dal primo, segnando solo 23 punti, facendosi rimontare per due volte dagli avversari, salvando poi la situazione in un finale caotico non adatto ai deboli di cuore.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

La sconfitta patita ieri da Cantù contro Trento, pone i brianzoli in una posizione estremamente delicata, con l’Acqua San Bernardo che dovrà vincere almeno tre delle restanti quattro partite, per sperare di salvarsi, anche se forse potrebbe essere costretta a vincerle tutte e quattro, raggiungendo così quota 22 punti, affidandosi poi alla classifica avulsa.

Tra l’altro, Cantù sembra intenzionata a presentare ricorso, sostenendo che il tiro di Leunen nel finale fosse da tre e non da due, come deciso dalla terna arbitrale, ma se fosse accolto, un terzo delle partite andrebbero ripetute, perché ogni squadra ritiene di essere stata vittima di un errore, cosa anche possibile, ma così non si finirebbe mai un campionato, e tra l’altro, in questo caso specifico, gli arbitri sono andati a rivedere l’azione all’istant replay, e hanno preso la loro decisione, che, volente o nolente, deve essere accettata.

In un mondo perfetto, guardando la classifica attuale, Pesaro è tornata in piena corsa per i playoff, con i suoi 20 punti, e il ritorno contro Trieste ancora da giocare, e visto che la Vuelle ha vinto all’andata, un eventuale 2-0 contro l’Allianz, metterebbe la Carpegna Prosciutto in buona posizione, considerando anche che mercoledì ci sarà lo scontro diretto tra Trento e Trieste.

Ma sono due i fattori che non ci fanno ben sperare: il primo è un calendario complicato come nessun altro, dato che Pesaro deve ospitare le prime due della classe (Brindisi e Milano), deve andare come detto a Trieste, e all’ultima giornata viaggerà verso Brescia, in un probabile scontro diretto dall’esito imprevedibile.

Il secondo è che tutte queste quattro partite le dovrà giocare senza Carlos Delfino, e comunque la Vuelle vista a Bologna, se pur vittoriosa, non è stata dissimile da quella che aveva perso cinque partite consecutive in campionato, e che sembra aver finito le energie, sia fisiche che mentali, poi tutto può succedere, visto che Brindisi arriverà a Pesaro rimaneggiata, e il match contro Milano è incastonato durante i quarti di finale dell’Eurolega, ma per arrivare ottava, o settima, la Carpegna Prosciutto dovrà vincere almeno tre, delle quattro partite rimaste, compito tutt’altro che facile.

Molto poi dipenderà dall’esito del ricorso della Fortitudo, che se sarà accolto, darà il via ad una serie infinita di contro ricorsi da parte della Vuelle, con il serio pericolo che l’ambiente si innervosisca, e ci si dovrà concentrare di nuovo sul raggiungimento della salvezza, e quando devi vincere per forza, e non per diletto, il pallone diventa molto più pesante.

DAGLI ALTRI PARQUET

Pochi avrebbero scommesso sul fatto che a quattro giornate dalla fine, ci sarebbero state tre squadre al comando, anche se la classifica deve essere tarata sul numero di partite disputate, scoprendo così che è Brindisi la reale capolista, dato che deve ancora recuperare il match contro Sassari, e dopo aver vinto ieri sera contro Milano, vanta il 2 a 0 negli scontri diretti con l’Armani, che a sua volta dovrà stare attenta alla rimonta della Virtus, brava ad aver superato Trieste, anche senza i suoi big. Venezia rimane quarta, grazie alla vittoria ottenuta su Brescia, allungando su Sassari, sconfitta a Treviso, con i veneti che, grazie a questi due punti, si sono qualificati per i playoff, obiettivo di nuovo alla portata di Reggio Emilia, dopo il successo ottenuto su Varese, e di Trento, che ha espugnato Cantù all’ultimo secondo, mettendo nei guai l’Acqua San Bernardo, in una ventiseiesima giornata in cui ha riposato Cremona.

 

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