Energie esaurite, playoff lontani: il momento della Carpegna Prosciutto dopo il ko con Brindisi

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15 aprile 2021

PESARO – Quella di ieri pomeriggio è una partita che possiamo tranquillamente porre in entrambe le colonne, quella relativa alla bravura degli avversari, e in quella delle partite giocate male dalla Vuelle.

Brindisi infatti è ad una sola vittoria dal primo posto matematico in regular season, e a giudicarla dalle ultime due partite se lo merita, visto che ha giocato senza il play ed il pivot titolari, assenze che praticamente non si sono sentite, mitigate anche dal rientro di D’Angelo Harrison, che fino all’infortunio dicembrino, era l’Mvp del campionato, e già al suo debutto ha messo in mostra gran parte del suo repertorio.

Così, molto probabilmente, chi riuscirà a sbrogliare la matassa dell’ottavo posto, si scontrerà contro l’Happy Casa, che non sarà l’Armani o la Virtus, ma che sembra ugualmente attrezzata per dare fastidio a tutti nei playoff, comprese quelle squadre destinate a vincere lo scudetto fin dalla scorsa estate.

Pesaro invece ai playoff non ci dovrebbe andare, soprattutto perché sembra aver finito le energie già da un pezzo, nessuno escluso, partendo da coach Repesa, passando da Robinson e Massenat, finendo con Cain e Filiovity, mentre c’è chi come Drell, le energie non le ha tirate fuori fin dalla prima giornata.

Contro Brindisi si è vista la versione peggiore della Carpegna Prosciutto, quella che tira più da tre che da due, che difende solo in maniera decente, ma senza quell’energia che si è vista fino alla Coppa Italia, che non segna mai in contropiede primario, quello per intenderci scaturito da rimbalzo difensivo, quella che non fa mai girare a dovere il pallone in fase offensiva, e i soli 6 assist distribuiti contro Brindisi, sono un chiaro segnale che il bel gioco è un lontano ricordo, basta contare i palloni puliti arrivati a Cain in queste ultime partite, perché non si può vivere solo di pick and roll, soprattutto perché le difese avversarie ormai si sono adeguate, preferendo concedere spazio sul perimetro, scommettendo sulla mira dei tiratori biancorossi, scommessa che quasi sempre si rivela vincente, anche se il 5 su 32 di ieri pomeriggio è desolante anche per la Vuelle.

vuelle massenatCosì come è desolante sapere che le ultime tre partite dovremo giocarle senza Carlos Delfino, il cui infortunio rischia di non farlo partecipare neanche ai giochi olimpici del prossimo luglio, la vera ragione per cui l’argentino era tornato a giocare, con l’obiettivo di essere uno dei pochi atleti capaci di prendere parte a cinque Olimpiadi, anche se purtroppo i suoi problemi fisici erano prevedibili, e non si può parlare di sfortuna in questo caso specifico, anzi, dobbiamo essere contenti di averlo avuto per 21 partite, e in almeno tre delle 10 vittorie ottenute da Pesaro, è stato il migliore in campo, contribuendo così in maniera sostanziale alla possibile salvezza, obiettivo che ancora non è stato raggiunto, dopo la vittoria ottenuta da Cantù a Brescia, che ha riaperto i giochi, sperando che domani non arrivino cattive notizie dalla Corte sportiva d’appello, secondo grado di una sentenza che ancora vedrà diversi gradi di giudizio, prima di avere un verdetto definitivo, verdetto che sul campo potrebbe riservare brutte soprese per la Carpegna Prosciutto, che domenica pomeriggio salirà a Trieste, con un orecchio rivolto ai risultati dagli altri campi.

I PIU’…..

Simone Zanotti: L’unico biancorosso ad avere messo sul parquet la giusta dose d’energia, lottando a rimbalzo, e cercando gloria dentro l’area colorata, zona che i compagni hanno evitato, preferendo rimanerne solo ai margini.

Paul Eboua: Giocatore ancora tutto da costruire, ma ha i mezzi fisici per ben figurare, anche se crediamo che in America gli abbiano consigliato di perfezionare il suo tiro da tre, col piccolo problema che Repesa lo vorrebbe più presente nelle vicinanze del ferro.

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRINDISI

Tiro da tre: 5 su 32, percentuale con cui non puoi mai vincere, ma proprio mai nella pallacanestro moderna.

Assist: E anche i soli 6 assist a referto non possono essere presi sotto gamba, soprattutto perché sono un chiaro sintomo che il pallone non gira a dovere nell’attacco biancorosso, così come non ci aggradano i 32 tiri da 3 presi, e i soli 31 tiri presi all’interno dell’arco.

Justin Robinson: Ormai gli hanno preso le misure, con tanti raddoppi che non gli permettono più di duettare con Cain, e di suo, il newyorchese ci mette una difesa troppo permissiva, e poca lucidità nelle scelte di tiro.

Marko Filipovity: Nel girone di ritorno ha dimezzato la sua media rimbalzi, visto che all’andata ne catturava otto di media, e adesso sta viaggiando a poco più di quattro ogni domenica, e anche la sua media punti è in fase declinante.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Jasmin Repesa è quel tipo di allenatore a cui le sconfitte non piacciono per niente, e la conferenza stampa post partita, è stata breve ma intensa, con alcune dichiarazioni che meritano di essere approfondite, la prima è nota da tempo, ovvero che quello che ha ritrovato al suo ritorno dal Covid non gli è piaciuto per niente, e anche se non ha fatto mai nomi, ci sembra evidente che la considerazione per i suoi vice sia scesa di parecchio, e che la prossima stagione, ci potrebbe essere una rivoluzione in tal senso.

Ma una rivoluzione ci potrebbe essere anche nel roster, perché “se uno non risponde, non merita di stare qua, in una società storica, dove c’è tutto per rifare bene”, e il cazziatone non era solo per il solito Henri Drell, ma a “tutte quelle scelte sbagliate, che proveremo a correggere in corsa”, che tradotto vuol dire che anche chi ha un contratto per l’anno prossimo, rischia di fare le valigie in estate, e qui il coach si dovrebbe riferire a Justin Robinson, un playmaker che ormai non fa più il regista, una guardia che ormai non fa più canestro, e un difensore che patisce da sempre i suoi 173 cm scarsi.

Ma non c’è solo il newyorchese nel mirino di Repesa, c’e anche Filipovity, un altro giocatore che non è proprio un cuor di leone, e che se la squadra non gira a dovere, si adegua invece che tirare fuori gli attributi, mentre per Paul Eboua il discorso è lungo e complesso, dato che il coach aspettava un lungo vero, e lui si mette a tirare solo da tre, si aspettava che desse una mano a rimbalzo, ma per farlo dovrebbe imparare ad eseguire il tagliafuori, si aspettava che difendesse dentro l’area colorata, ed invece continua a mandarlo sulle tracce degli esterni, perché anche Repesa non è esente da colpe, e se lo abbiamo pontificato fino alla Coppa Italia, è giusto criticarlo da quel giorno in avanti, perché la Vuelle ha vinto una sola partita, almeno sul campo, aspettando le decisioni che arriveranno dai tribunali sportivi, con la sentenza che arriverà oggi pomeriggio, che in ogni caso non sarà quella definitiva, e senza i due punti con la Fortitudo, la Vuelle rischierebbe grosso, anzi grossissimo.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si mantiene nella scia di Brindisi, grazie al bel successo ottenuto a Sassari nel posticipo, staccando momentaneamente la Virtus, che recupererà il match contro Treviso mercoledì prossimo, e che dovrà assorbire la mancanza qualificazione all’Eurolega, si conferma al quarto posto Venezia, grazie ai due punti ottenuti in volata a Varese, mentre Trento vince lo spareggio per il settimo posto, e riesce anche a ribaltare la differenza canestri con Trieste. Per la zona salvezza, non molla Cantù che passa a Brescia e rientra in piena corsa, inguaiando anche la Fortitudo, sconfitta a Cremona, in una ventisettesima giornata che ha visto Reggio Emilia osservare il suo turno di riposo.

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