Lieto fine Vuelle: salvezza acquisita nonostante la sconfitta con Milano. Decisiva la sconfitta di Cantù

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26 aprile 2021

Massenat in azione con Milano

Massenat in azione con Milano

PESARO – Tutto è bene quel che finisce bene, e in fin dei conti, ad ottobre avremmo firmato per essere salvi con una giornata d’anticipo, in una stagione dove la Vuelle, di fatto, non è mai stata sulla graticola, oscillando tra la sesta e la decima posizione, con ancora una remota possibilità di acciuffare i playoff, anche se per riuscirci si dovrebbero incastrare tante situazioni differenti.

La prima è che Trento perda sia il recupero con Brindisi, sia il match a Bologna contro la Virtus, due situazioni tra l’altro anche possibili, la seconda è che Cremona perda a Milano, e anche questo potrebbe accadere, la terza naturalmente è che la Carpegna Prosciutto vinca a Brescia, salendo così a quota 22, dove potrebbe esserci un mucchione che neanche nel rugby, gruppo in cui ovviamente non ci sarebbe la Germani, ma ci potrebbero essere tutte le altre, visto che un calendario birichino non offre nessun altro scontro diretto all’ultima giornata, con la Fortitudo che salirà a Trieste, Reggio Emilia che ospiterà Venezia e Varese che scenderà a Brindisi, e a voler essere super ottimisti, potrebbe anche capitare che solo Pesaro vinca il suo match, salendo così a quota 22 insieme a Cremona e Trento, ma non sarebbe una bella notizia per la Vuelle, visto che la classifica avulsa avvantaggerebbe la Vanoli.

Invece è molto probabile che a quota 22 ci siano 4 o 5 squadre, e a quel punto via di pallottoliere, con la differenza canestri globale che addirittura potrebbe avere il suo peso, e dove Trento ad esempio, sarebbe sicuramente fuori avendo lo 0-2 con la Fortitudo, Varese e Reggio Emilia.

Insomma, si dovrà aspettare il 5 maggio, data del recupero tra Brindisi e Trento, e poi il weekend del 7 e 10 maggio, con la Legabasket che dovrà decidere se esistono ancora le condizioni per giocare tutti in contemporanea, ed in quel caso, tutte le partite si svolgeranno lunedì 10, oppure, con la retrocessione certa di Cantù, la stessa Acqua San Bernardo potrebbe anticipare il suo match casalingo contro Sassari al venerdì, visto che nel weekend il Pala Desio è occupato da un’altra manifestazione, e ci si potrebbe mettere d’accordo per anticipare il turno alla domenica, per dare un giorno di riposo in più alle otto partecipanti ai playoff, che, salvo imprevisti, dovrebbero iniziare giovedì 13.

Poi ci sarebbe anche il discorso Coppe Europee, che allo stato attuale delle cose vedrà Milano partecipare all’Eurolega ovviamente, Virtus, Venezia e Trento prendere parte all’Eurocup, e Brindisi e Sassari iscritte alla Champions League, dove esiste ancora un po’ di meritocrazia, e si guarda alla classifica, ma la Champions League ha anche qualche wild card da distribuire, e ha stabilito che, per l’Italia, potrà essere concessa ad una squadra finita almeno tra le prime dieci in regular season, e allora vincere a Brescia, potrebbe non spedire la Vuelle ai playoff, ma potrebbe farla salire al nono o decimo posto, e far intavolare un discorso con la Fiba, perché bisognerà cominciare a parlare del futuro, e se una condizione per far rimanere il gruppo Beretta come sponsor anche il prossimo anno è la partecipazione ad una Coppa, sarebbe il caso di saperlo prima, e comportarsi di conseguenza.

Non ci siamo però dimenticati del “caso Robinson”, che come per magia, verrà risolto in settimana, con i verdetti già acquisiti, e che speriamo non riservi brutte sorprese, anche se una penalità ce la aspettiamo per la Vuelle, sicuramente dal punto di vista economico, con una remota possibilità che le venga tolto un punto, e se fosse così, ogni discorso di classifica avulsa cadrebbe, mentre non crediamo che si arrivi ad una penalizzazione di tre o quattro punti, perché vorrebbe dire che in Via Bertozzini si sono macchiati di una irregolarità talmente grave da non poter essere nascosta finora, e non ci giungono voci in tal senso.

I PIU’…..

Tyler Cain: Sfiora la doppia-doppia, e anche se dall’altra parte mancava Kyle Hines, vince il duello con Biligha e Tarczewski, in un match dove qualche pallone in più recapitato nelle sue mani sarebbe stato utile.

Justin Robinson: Mancavano Rodriguez e Delaney, e il newyorchese ne ha approfittato per alternare le sue triple da sette metri, ad entrate al ferro a cui spesso ha rinunciato in questa stagione, e che invece avrebbe dovuto osare di più, anche dal basso dei suoi 173 cm, perché la sua velocità di base è da quartieri alti.

Henri Drell: Sei su sei dal campo, che corrispondono a 16 punti in 24 minuti, il problema è che la sua continuità cambia da domenica a domenica, e da quarto a quarto nello stesso match, che non sia un brocco lo avevamo capito, ma per diventare un vero straniero da serie A, la strada da percorrere è ancora lunga.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – MILANO

Marko Filipovity: Un’altra partita sottotono per l’ungherese, che ormai da qualche partita ha perso lo smalto dell’andata, con quei due appoggi solitari falliti da distanza ravvicinata che testimoniano uno stato di forma non ottimale.

Paul Eboua: Un pesce fuor d’acqua in questa Vuelle, visto che il camerunense sta faticando a trovare i suoi spazi, e forse neanche lui ha capito quali siano.

Selezione dei tiri: Ancora un’altra partita in cui la Carpegna Prosciutto ha tirato più da tre che da due, e anche i soli 7 liberi tentati non depongono in favore dell’attacco pesarese, che ha fatto commettere solo 14 falli a Milano, con la Vuelle che invece ne ha commessi 25, mandando per 31 volte gli avversari in lunetta.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Se c’era una partita da tarare sul valore dell’avversaria, era certamente quella con Milano, che a Pesaro si era presentata senza Hines, Rodriguez e Delaney, che crediamo invece ci saranno mercoledì a Monaco, e già questo indizio ci aveva fatto capire che la Vuelle avrebbe potuto giocarsi le sue chances, teoria confermata anche dal minutaggio di Datome, che non crediamo giocherà solo sette minuti in Germania, ma alla fine, a fare la differenza sono stati due uomini dello starting five milanese, con Shields artefice della rimonta del secondo quarto e Delay autore dell’allungo decisivo nel finale del match.

Fin qui i meriti di Milano, che anche quando gioca con le marce intermedie, sa di poter vincere contro i due terzi delle squadre partecipanti al campionato italiano, ma la Vuelle vista ieri mattina non ci è dispiaciuta, non solo nel primo quarto, quello dove l’Armani era rimasta negli spogliatoi, e aveva concesso ben 31 punti all’attacco biancorosso, ci è piaciuta quella del terzo quarto, quando ha cercato di reggere l’urto e ha combattuto ad armi pari con la capolista, ma ci è piaciuta anche nell’ultimo quarto, quando è stata capace di ricucire il meno sette, portandosi sul 76 pari a due minuti dalla sirena, finendo poi le energie, con Micov e Delay a segnare le triple della sicurezza.

Diciamo che giocando con questa intensità, la Carpegna Prosciutto qualche partita in più l’avrebbe vinta da marzo in poi, ma contro Milano la Vuelle ha potuto giocare quasi al completo, stante l’assenza di Delfino, e sappiamo che uno come Cain è fondamentale per gli schemi di Repesa, essendo l’unico centro di ruolo, e il solo in grado di contrastare i pivot avversari, che di solito sono almeno due, mentre il buon Tyler è sempre stato l’ultimo baluardo difensivo in questa stagione, oltre che uno dei pochi in grado di giocare spalle a canestro e di chiudere il pick and roll efficacemente.

Pick and roll e tiro da tre, che fin dalla Supercoppa sono stati i due principali schemi dell’attacco pesarese, o forse gli unici due, perché alla fine con Repesa si è giocato un basket antico, figlio certamente di un roster con dei difetti strutturali mai risolti, come quello della mancanza di un esterno abile nell’uno contro uno, difetto solo mitigato dall’arrivo temporaneo di Gerald Robinson, e che il Massenat post infortunio non è stato in grado di risolvere.

Anche in difesa la Vuelle di Repesa ha giocato nello stesso modo fin da settembre, con cambi sistematici, e il solito Cain a correre per due, facendo la spola tra la linea dei tre punti e lo smile sotto canestro, e questo dimostra ancora una volta la sua importanza nello scacchiere biancorosso, soprattutto perché né Zanotti, né Filipovity hanno la necessaria intelligenza tattica per sostituirlo nel compito, per non parlare di Eboua, non in cima delle preferenze del suo coach, e che dovrà passare l’estate più su un campo di basket che in palestra, altrimenti a settembre avrà perso altri cinque mesi nel suo percorso di crescita.

Percorso che il 21enne Drell è ancora lontano dall’avere completato, anche se quando gioca come ieri, o come aveva fatto nei quarti di Coppa Italia, ti viene da chiedere perché non lo faccia sempre, e la risposta è molto semplice: Gli manca la necessaria concentrazione per riuscirci, gli manca la continuità, e gli manca anche una sagacia tattica che magari non riuscirà mai ad ottenere nella sua carriera, ma ci accontenteremmo che riuscisse ad eliminare i primi due difetti, perché l’estone ha il contratto anche per la prossima stagione e prima o poi si dovrà parlare anche del futuro.

DAGLI ALTRI PARQUET

Con Brindisi fermata dal Covid e la Virtus ai box per il suo turno di riposo, nelle zone alte della classifica fanno un passo in avanti Milano e Venezia, che rifila un ventello ad una Treviso già certa del suo sesto posto, così come nessuno potrà togliere la settima piazza a Trieste, vincente a Varese, che rimane a quota 20 come Reggio Emilia, superata in rimonta da Sassari. Non è ancora certa dei playoff Cremona, battuta a domicilio da Brescia, mentre la Fortitudo condanna Cantù alla retrocessione e torna in corsa anche per i playoff.

 

 

 

 

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