Il meglio (il Papa e la legge anticorruzione) e il peggio (Draghi che non ama I ragazzi della Via Gluck e i voli di Stato di Casellati)

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30 aprile 2021

Mister Pressing

Papa Francesco, amato dalla gente, ma non dagli organi d'informazione che ignorano l'iniziativa anti corruzione. Zero reazioni anche da parte dei partiti italiani (pagina Twitter)

Papa Francesco, amato dalla gente, ma non dagli organi d’informazione che ignorano l’iniziativa anti corruzione. Zero reazioni anche da parte dei partiti italiani (pagina Twitter)

Il meglio: Papa Bergoglio e la sua legge anticorruzione. Il Vaticano vara una legge anticorruzione. I capidicastero, cardinali e non, i dirigenti laici della Santa Sede e tutti coloro che hanno funzioni di amministrazione attiva giurisdizionali o di controllo e vigilanza dovranno sottoscrivere, al momento dell’assunzione e poi con cadenza biennale, una dichiarazione anticorruzione e attestare di non aver riportato condanne definitive, in Vaticano o in altri Stati, di non aver beneficiato di indulto, amnistia o grazia e di non essere stati prescritti. Di non essere sottoposti a processi penali pendenti o a indagini per partecipazione a un’organizzazione criminale, corruzione, frode, terrorismo, riciclaggio di proventi di attività criminose, sfruttamento di minori, tratta o sfruttamento di esseri umani, evasione o elusione fiscale. Inoltre non potranno accettare regali di valore superiore ai 40 euro. Appresa la notizia, a rischio i rapporti tra l’Italia, notoriamente amica di corrotti e corruttori, e il Vaticano.

Il peggio: i giornali italiani ignorano Papa Francesco. Il gelo sembra essere sceso attorno al Papa. Domanda: è mai possibile che i quotidiani italiani, salvo Avvenire e Il Fatto Quotidiano, abbiano ignorato la clamorosa iniziativa di Papa Francesco? Sì, è possibile, purtroppo. Anche la stampa è pronta a rompere i ponti con Papa Francesco.
Il meglio: pu24.it anticipa la terza dose di Pfizer. Nella rubrica Il meglio e il peggio pubblicata il 16 aprile, anticipavamo che chi è stato vaccinato con il vaccino Pfizer avrà bisogno di una terza  dose.  Una notizia preoccupante anche per chi, come noi, era atteso dalla seconda vaccinazione. Sembra pazzesco, ma la notizia era stata ignorata dai giornaloni italiani che pure avevano partecipato alla conferenza stampa mondiale di Albert Bourla, amministratore delegato della casa farmaceutica americana. Noi l’avevamo recuperata leggendo un quotidiano spagnolo, La Vanguardia.
 
Il peggio: il sottosegretario (leghista) Durigon: in merito alla compravendita della sede della Fondazione Lombardia Film Commission, che ha portato ad accuse pesanti per due leghisti finiti sotto  processo per i reati di turbativa d’asta e peculato per aver distratto 800 mila euro di denaro erogato dalla Regione, il sottosegretario al Mef della Lega, Claudio Durigon, si è fatto sfuggire una frase indecente, a maggiore ragione se pronunciata da chi, per decenni, ha raccolto voti con lo slogan “Roma ladrona, la Lega non perdona“: “Quello che indaga, della Guardia di Finanza, il generale…lo abbiamo messo noi, per questo siamo tranquilli“. Padania ladrona, la Finanza ti perdona.
Il peggio: il Piano Nazionale di Recupero e Resilienza è un oltraggio all’ambiente. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, tracciando la rotta per uscire dalla pandemia da Covid-19, aveva annunciato, a metà settembre 2020, che “il 30 % dei 750 miliardi di euro del bilancio di #Prossima GenerazionEuropa deriverà da obbligazioni verdi. Il 37 per 100 dei finanziamenti sarà investito negli obiettivi del Patto Verde  europeo“. Doveva dare una svolta ambientale, Mario Draghi  invece punta sul cemento. “Le grandi opere danno meno lavoro delle piccole opere“, sottolinea Marco Ponti in un articolo pubblicato dal quotidiano Domani martedì 27 aprile.
Il peggio: Draghi ignora I ragazzi della Via Gluck. Draghi ignora I ragazzi della Via Gluck, il suo PNRR esalta i grandi costruttori e i politici al loro servizio permanente effettivo. Una delle grandi opere volute da Mario Draghi e dai suoi fedeli è la linea ferroviaria ad alta velocità Salerno – Reggio Calabria, che “costerà 26 miliardi (preventivo, poi sappiamo come vanno le cose in Italia; ndr)”. Un’opera inutile. Paolo Maddalena, ex vice presidente della Corte costituzionale: “Sul piano sanitario, è dedicata una somma insignificante, rispetto a quella dedicata alle infrastrutture ferroviarie ed edilizie, che costituiscono elementi di distruzione ambientale del nostro Paese…“. Le grandi imprese stanno già facendo i conti dei guadagni, i loro occhi sembrano quelli di Zio Paperone, foderati di dollari.
Il peggio: un calcio alla… cultura. 1 miliardo a tutto lo sport, 95 milioni al solo stadio di Firenze. La pratica sportiva aiuta a spendere meno nella sanità. Draghi è un ex atleta, giocava a pallacanestro. Con questi presupposti c’era da sperare in progetti importanti inseriti nel PNRR. Niente da fare. Lo sport ha ricevuto molliche – 1 miliardo di euro – e la fetta di pane più grossa se l’è presa lo stadio di Firenze, per la cui ristrutturazione sono destinati 95 milioni. A sostenere l’impegno è il ministro alla Cultura Franceschini. Un calcio alla cultura.
Il peggio: pubblico alla finale di Coppa Italia di calcio, ma non alle finali di Champions di pallavolo.La finale di Coppa Italia, Atalanta-Juventus, prevista per il 19 maggio al Mapei Stadium di Reggio Emilia, sarà aperta al pubblico. Dopo essermi confrontato con il Ministro Roberto Speranza, confermo la disponibilità del Governo ad aprire lo stadio ai tifosi al 20% della capienza“, ha dichiarato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute. Sabato 1 maggio Verona ospita le finali di Champions League di pallavolo femminile e maschile; in campo Imoco Conegliano nella finale femminile e Trentino Itas in quella maschile. Senza pubblico, ovviamente, perché il volley non è il calcio. Anche per il Governo.
Il peggio: quelli del Punt e Mes. Per mesi, quando a Palazzo Chigi c’era Giuseppe Conte, politici di maggioranza e opposizione, i giornaloni e i loro scribi, a loro volta ospiti fissi in Tv, ci hanno tormentato con il Mes. “Ci serve il Mes per salvare la sanità“. Saltato Conte e arrivato Draghi, il Mes è finito in disparte, non piaceva più ai giornaloni, agli scribi e ai politici. Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva in Senato, si rivolse a Draghi con queste parole: “Ci chiedono strumentalmente perché non chiediamo più il Mes. Non lo facciamo perché il nostro Mes è lei, presidente Draghi, e questo governo”. Forse anche Draghi provò imbarazzo. Poi, a conferma che pure essendo un pugno di mosche, quelli di Iv neppure si parlano, riportato dall’agenzia Adnkronos, arriva l’intervento di Luigi Marattin, parlamentare di Iv, durante la seduta di martedì 27 aprile: “Una volta capito come riformare la sanità dobbiamo accedere alla linea pandemica del Mes. È trascorso un anno e noi di Iv non abbiamo cambiato idea“. Che Faraone si sia dimesso da Italia Viva?
Il meglio: Giorgia Meloni e le critiche motivate a Mario Draghi. Le mie idee sono agli antipodi di quelle di Giorgia Meloni. Detto questo, l’esponente di Fratelli d’Italia ha dimostrato, martedì 27 aprile, in occasione della presentazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza firmato da Draghi e dai suoi fidi,    di avere dignità, di non avere venduto il cervello all’ammasso: “Il Parlamento su questo piano, forse il documento più importante della storia repubblicana, è stato ignorato, è stato deriso. Noi siamo stati mesi impegnati sul piano di Giuseppe Conte, poi Conte è andato a casa perché Italia Viva diceva che un piano così importante non può essere gestito da forze oscure, ma deve essere valutato dal Parlamento. Dov’è ora Matteo Renzi, in Arabia Saudita? Non possiamo, in coscienza, votare un documento di 330 pagine in 24 ore, forse siamo i meno veloci a leggere, o forse siamo gli unici che non siamo costretti sempre a dire che va tutto bene“.
Il peggio: Giorgia Meloni e il parlamento deriso. A proposito di istituzioni derise, anzi vilipese: dove era Giorgia Meloni quando le Camere votarono che Ruby, ovvero Karima el-Mahroug, marocchina diventata egiziana per votazione parlamentare perché ritenuta nipote di Mubarak (ma partecipava a pagamento alle serate eleganti ad Arcore)? Ah, votava con il resto del centrodestra per salvare Berlusconi.
Il peggio: Molinari, capogruppo della Lega.Noi pagati per leggere 300 pagine in 24 ore, scritte in grande, con figure e interlinee“, ha detto Molinari nel suo intervento. Se uno studente normale, quindi non un genio leghista, si presentasse a un esame avendo studiato 300 pagine in sole 24 ore, rischierebbe una pessima… figura. Però una giusta Molinari l’ha detta: pagati per guardare le figurine… Tex Willer, Zagor, Paperino, Topolino… Per informazioni chiedere al sottosegretario sudleghista all’Istruzione Rossano Sasso, autore della citazione “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto“, attribuita a Dante, ma era di Topolino. In Parlamento c’è chi studia sui fumetti e impara in 24 ore il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il peggio: alla presidente del Senato piace volare. La Repubblica si è svegliata. Speriamo. Intanto prendiamo atto con soddisfazione che un articolo pubblicato mercoledì 28 aprile, firmato Giuliano Foschini e Fabio Tonacci, racconta che dall’inizio della pandemia Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, ha utilizzato 124 volte il Falcon 900 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare della base di Ciampino. La rotta più seguita? Roma – Venezia. La signora ha casa a Padova. Sei voli anche per Alghero, durante le vacanze estive in Sardegna. I giornalisti de La Repubblica, facendo un paragone, scrivono che, nello stesso periodo, il presidente della Camera, Roberto Fico, ha utilizzato l’aereo tre volte; tre voli lo stesso giorno, per andare da Napoli a Roma e poi a Ronchi dei Legionari: doveva partecipare a una manifestazione in ricordo di Giulio Regeni. La Repubblica ha chiesto un commento alla presidente del Senato, che non ha risposto. Senza parole, lei, ma anche noi.
Il meglio: La cattiveria e Casellati: iniziare la giornata facendosi una risata aiuta a vivere meglio. Una risata fragorosa dopo la lettura della rubrica quotidiana La cattiveria, a cura di www.forum.spinoza.it, prima pagina de Il Fatto Quotidiano del 29 aprile: La Casellati ha usato 124 voli di Stato durante l’anno della pandemia. Pensava fosse l’aviaria. E che dire delle risate di venerdì 30 aprile? Va in pensione l’aereo antincendio più grande del mondo. Quello che spegneva i barbecue della Casellati.
Il peggio: Matteo Salvini:Mario Draghi è l’uomo giusto al posto giusto, perché è l’unico che ha l’autorevolezza per chiamare Bruxelles. A Conte facevano sentire la segreteria telefonica…“. Lui era  il trojan che s’infilava nelle telefonate di Conte?
Il peggio: il rischio ragionato di Draghi. Quando il presidente del Consiglio aveva fatto appello al rispetto delle norme, era stato spontaneo chiedersi se vivesse ancora a Francoforte su Meno, nella torre della Banca Europea. Se non si è chiuso in casa e non ha staccato da Tv e Internet, avrà visto nel fine settimana tra il 24 e 25 aprile cosa è accaduto in Italia.
Il peggio: “Ringraziamo Santo Covid”: Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Napoli, ha informato Andrea Mandelli, parlamentare di Forza Italia, che la sua lista ha eletto consigliere nazionale Maurizio Manna che ha speso una frase abominevole: “Dobbiamo ringraziare Santo Covid che ci sta dando un’opportunità incredibile“. Santagada non ha ricevuto alcuna risposta da Mandelli, che, per la cronaca, è vice presidente della Camera.
Il peggio: noi italiani e le regole. Ci dicessero che prima di accedere al bar, al ristorante, al centro commerciale, allo stadio o al palazzo dello sport è necessario contare fino a dieci, sono sicuro che noi si conterebbe fino a 9 oppure fino a 11, mai fino a 10.
Il peggio: sabato arancione, lunedì giallo, domenica bianca. Cose mai viste il 25 aprile. Domenica scorsa è sembrato di vivere una Festa della liberazione di dieci anni fa. Comitive di giovani dirette al Lago Penserini per un pranzo di gruppo, bar pieni di gente senza mascherina, tanti clienti con il bicchiere in mano. Resse davanti ai locali per l’asporto in zona mare, nessun distanziamento.
Il peggio: il Coronavirus ride. Ben mimetizzato dietro un albero in Viale Trieste e al Lago Penserini, a qualcuno è sembrato di vedere il Coronavirus sfregarsi le mani.
Il peggio: Maria Stella Gelmini. Il Governo ha deciso: tutti a casa entro le 22. E lei,  sensibile Maria Stella, che pure è nel Governo, cosa fa? Decide che uno può stare al tavolo fino alle 22, per poi tornare a casa senza essere multato se fermato dalle forze dell’ordine. Ha dimenticato di aggiungere che per tornare a casa velocemente e senza essere fermati bisogna passare dentro il tunnel dei neutrini. Non ricordate cosa è? Leggete e ridete: https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/i-neutrini-del-cern-piu-veloci-della-luce-lelogio-della-gelmini-per-il-tunnel-che-non-ce/159769/
Il peggio: chiese aperte, altri luoghi dell’anima no. Porgo la domanda con il massimo rispetto, da non credente che talvolta ha un po’ di invidia per chi ha Fede: siamo un paese laico o confessionale? Confessionale, purtroppo. Mentre tanti luoghi che nutrono l’anima rimanevano, e rimangono, chiusi, le chiese sono aperte. Eppure, passando di fronte ad alcune chiese, ho notato che alla fine delle messe non mancano assembramenti, scarso distanziamento e mascherine abbassate.
Il peggio: Salvini e il 25 aprile, la Festa della liberazione: “Il 25 aprile resterò a casa” ha dichiarato il leghista. Per carità, dovrebbe esserne felice anche l’aria, ma il 25 aprile si celebra una festa dedicata a chi ci ha consentito di essere liberi e ha reso possibile, purtroppo, che un certo Matteo Salvini diventasse ministro. Come tanti suoi colleghi leghisti, in passato Salvini si è pulito il didietro con la bandiera tricolore, ma oggi la mostra – trionfante – sulla mascherina, che usa quando gli fa comodo. Povera mascherina. E poveri noi.
Il peggio: la sottosegretaria Accoto e il 25 aprile. Dove li hanno pescati certi personaggi i 5 Stelle? La sottosegretaria Rossella Accoto non va alla manifestazione fanese per il 25 aprile perché non invitata. È necessario un invito speciale per celebrare la Festa della Liberazione? Forse voleva che venisse ricordata e sottolineata la sua carica? Democristiani a 5 Stelle.
Il peggio: un titolo del Giornale. Per la serie continua lo spreco di alberi e di cellulosa, titola: “Accanimento su Berlusconi, costretto a inseguire i pm“. Sarebbe quel signore che prima ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee, ed è un suo diritto, ai giudici del processo in corso a Siena e poi per 7 volte ha mandato il certificato medico per non presentarsi. Che bel modo di inseguire i pm in un processo che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari.
Il meglio: Giorgio Armani e l’Eurolega: La Gazzetta dello Sport, presentando gara 3 dei playoff tra Bayern Monaco e Olimpia Milano, riporta il parere di Giorgio Armani, proprietario e sponsor della squadra milanese: “Misurarsi nella competizione di più alto livello aiuta a crescere. Di fatti poi chi è davvero competitivo vuole e deve misurarsi sempre con i più forti“. La rosea è contro la Superlega di calcio, ma esalta l’Eurolega di basket, il torneo fra le squadre più forti, che tutto è meno che meritocratica perché si accede con inviti pluriennali, a prescindere dai risultati nel campionato nazionale.
Il peggio: Aleksander Čeferin umorista. Il presidente Uefa s’inventa umorista. Alle sue battute ride solo lui. L’ultima è su Real Madrid e Juventus, definiti “terrapiattisti” perché continuano a credere ancora alla Superlega. Il presidente Uefa vorrebbe eliminare anche le idee.
Il peggio: Aleksander Čeferin serio. Il presidente Uefa ha sempre affermato che la politica deve restare fuori dal calcio e dagli stadi. L’Uefa ha punito con multe pesanti l’esibizione di bandiere catalane nel Camp Nou, lo stadio del FC Barcelona. Alla faccia del diritto a manifestare le proprie idee. Però non ha perso occasione per ringraziare Boris Johnson, capo del governo inglese: “Non finirò mai di ringraziarlo per il ruolo svolto. Siamo stati in contatto e ho parlato anche con il suo gabinetto. Hanno risposto in modo eccellente; devo dire che sono rimasto impressionato dalla loro efficacia. Hanno subito detto che erano a nostra disposizione per qualsiasi cosa da rendere pubblica in modo molto forte E quella reazione da parte del governo britannico ha aiutato molto“. Da un   lato Čeferin dà del “serpente” ad Andrea Agnelli, dall’altro dimostra di avere la lingua biforcuta.
Il peggio: Boris Johnson. Fosse vera la ricostruzione del Guardian, giornale inglese di matrice laburista, ma non certo becero come i peggiori tabloid, che Boris Johnson, primo ministro inglese, aveva detto sì alla Superlega incontrando un dirigente del Manchester United, salvo poi cambiare opinione dopo le proteste dei tifosi, mi piacerebbe leggere il commento di Čeferin.
Il meglio: José María García, giornalista sportivo spagnolo. Al contrario della quasi totalità dei giornalisti italiani, José María García è hombre vertical, uomo con la schiena diritta, e nella sua professione ha sempre avuto una stella polare che dovrebbe appartenere a tutti i giornalisti: la frusta con i potenti, la compassione con i deboli. In Italia si fa l’opposto: la frusta con i deboli, la pietà per i (pre)potenti. José María García, contrario al progetto, non ha taciuto di fronte alla possibile nascita della Superlega e ha accusato il presidente del Real, Florentino Pérez: “Con Florentino si può parlare solo se gli dai ragione. Florentino è colui che ha fatto più danni allo sport spagnolo e al giornalismo“. Allo stesso tempo, però, García ha speso parole avvelenate nei confronti dell’Uefa: “Da trent’anni la definisco Unión Especuladora Futbol Asociación. È sempre la stessa, non vuole che alcuno entri nel merito delle sue scelte. È una dittatura“.
Il peggio: il giornalismo sportivo italiano. Salvo rari casi, il giornalismo italiano si è schierato con Čeferin, mai entrando nel merito delle questioni sollevate dai promotori della Superlega. E mai raccontando che niente sarebbe cambiato per i campionati nazionali. Lo ha fatto per “ragioni di principio”, ma – aggiungiamo noi – soprattutto perché tiene famiglia. Sarà un caso che in prima linea contro la Superlega ci sia la Gazzetta dello Sport, il cui proprietario è Urbano Cairo, presidente del Torino?
Il peggio: il possibile ripescaggio di Cantù. Il campionato di basket deve ancora completare la stagione regolare e già si avanzano ipotesi sulla cancellazione della retrocessione. È retrocessa Cantù. Non è un dramma. È capitato ad altri. A Pesaro c’è chi ha espresso solidarietà ai tifosi canturini. Ci sta, vista l’amicizia tra le due tifoserie. Però, fossi al posto di Pistoia, che ha rinunciato a disputare la serie A1 perché consapevole delle difficoltà economiche, o una delle società di A2 che, per gli stessi motivi dei toscani, hanno detto no alla promozione a tavolino, avrei molto di ridire, anche in tribunale, se Cantù fosse salvata da una retrocessione meritata sul campo.

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