Le magie di Riccardo Muti e dei Wiener Philarmoniker celebrano “il nuovo anno” della musica e della cultura

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10 maggio 2021

Il maestro Riccardo Muti dirige i Wiener Philarmoniker nel doppio concerto di domenica nel Teatro Alighieri (dalla pagina Twitter del Festival)

Il maestro Riccardo Muti dirige i Wiener Philarmoniker nel doppio concerto di domenica nel Teatro Alighieri (dalla pagina Twitter del Festival)

RAVENNA – L’augurio è nel bis: il Kaiser-Walzer (il Valzer dell’Imperatore), op. 437, di Johann Strauss figlio. Un brano che di solito ascoltiamo nel Concerto di Capodanno trasmesso in diretta dalla stupenda sala del Musikverein di Vienna.

Forse è solo un auspicio, ma ci piace scriverlo dopo avere ascoltato la magica esecuzione dei Wiener Philarmoniker diretti da Riccardo Muti.
Nel teatro Dante Alighieri di Ravenna riaperto al pubblico, domenica pomeriggio e sera si è respirata un’atmosfera che sembrava dimenticata da lunghi mesi dove l’ascolto e la visione era in tempo reale, ma solo grazie ai nostri computer e alle nostre Tv.
È stato un brindisi ideale, al “nuovo anno” della musica e della cultura. Abbiamo brindato emozionati, augurandoci che sia l’inizio di una nuova vita per un mondo che ha tanto sofferto gli effetti della pandemia, che è stato obbligato a “incontri clandestini” con gli appassionati.
Riascoltare la musica dal vivo – e che musica, Maestro! – è stato come tornare a vivere.
Forse è anche per questo che il Maestro Muti e i musicisti della fantastica orchestra austriaca hanno condiviso le emozioni degli spettatori.
Ci è sembrato che Muti, se possibile, abbia diretto meglio che mai, dirigendo con il cuore più che con le mani, provando una gioia che aumentava nota dopo nota.
Osservando le sue mani, le sue espressioni, il suo sorriso, ci siamo abbeverati alla fonte della sua felicità. L’abbiamo condivisa con gli altri spettatori, con i sessantatré seduti – distanziati – in platea, con  i più che hanno preso posto nei palchi.
Un doppio concerto, pomeridiano e serale, graditissima anteprima al Ravenna Festival (2 giugno – 31 luglio).
Quando i Wiener hanno preso posto e Jun Keller, primo violino, ha intonato gli strumenti, il meraviglioso suono ha anticipato che sarebbe stato un concerto speciale. Per Ravenna non è una novità, quella di domenica è stata l’undicesima presenza dell’orchestra austriaca che con Riccardo Muti collabora da mezzo secolo, ma è una magia che si rinnova, sempre, puntuale.
Artisti e pubblico in piedi per l'applauso finale- un concerto che ha riportato pubblico in teatro (dalla pagina Twitter del Ravenna Festival)

Artisti e pubblico in piedi per l’applauso finale- un concerto che ha riportato pubblico in teatro (dalla pagina Twitter del Ravenna Festival)

Ancor più speciale l’applauso che ha accolto il Maestro. Una carica umana ineguagliabile per il direttore e per i musicisti. Che hanno suonato anche senza pubblico, da grandi professionisti quali sono, ma la presenza degli spettatori, i “bravo, bravo” dedicato a Muti, seguito dai “bravi, bravi” per i musicisti è la ricompensa migliore per chi vive anche di queste emozioni.

Il programma, riproposto lunedì sera a Firenze e martedì alla Scala di Milano, prevedeva una variante: primo brano uguale sia al pomeriggio sia alla sera  (Ouverture Meeresstille und glückliche Fahrt, Calma di mare e viaggio felice, di Felix Mendelssohn), seguito, nel pomeriggio, dalla Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Robert Schumann e, la sera, dalla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms. Pagine che hanno entusiasmato.
Poco meno di un’ora di concerto, poi, dopo un applauso caldo e infinito, il Maestro si è rivolto al pubblico: “Tanto lo so, volete un valzer… Vi proponiamo il Kaiser-Walzer…“. Ascoltarlo in Tv è una cosa, tutta un’altra dal vivo. Gioia, felicità, il piacere di stare insieme sono sentimenti che direttore, musicisti e pubblico hanno condiviso anche con il bis.
È mancato solo il prosit finale, ma il brindisi ideale lo abbiamo fatto noi: al Maestro Muti, ai Wiener Philarmoniker, alla musica. Tornare ad ascoltarla, in un teatro, è stato come tornare a vivere.
Un consiglio: non perdete l’opportunità di vedere su Rai 5 la registrazione del concerto di martedì sera alla Scala.

 

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