Carpegna Prosciutto Basket, archiviata la stagione, ora il futuro ruota attorno alla permanenza di Repesa

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11 maggio 2021

PESARO – Se quella di ieri sera contro Brescia, fosse stata l’unica partita vista in stagione da un tifoso distratto, non sarebbe tanto grave, perché in 40 minuti, avrebbe osservato tutto il repertorio della Carpegna Prosciutto 2020-21, nel bene e nel male, una sintesi delle precedenti 35 partite ufficiali che la Vuelle ha disputato da settembre a ieri sera.

Pesaro infatti ha approcciato male la gara, cosa che è successo troppo spesso, subendo 26 punti in 10 minuti, complice una difesa disattenta, mentre l’attacco balbettava, senza riuscire a costruirsi tiri puliti, insomma la classica situazione che ti fa pensare “ma quando vinciamo una partita?”.

Ma poi arriva il secondo quarto, la difesa sale d’intensità, tra raddoppi e palle recuperate per lanciare il contropiede, l’attacco gira come un orologio svizzero, dove tutti e 9 i giocatori si ergono a protagonisti, per una Vuelle che segna 31 punti e chiude il primo tempo avanti di cinque lunghezze.

Il terzo quarto è stato il più gradevole, con ambo le squadre che si sono affrontate a viso aperto, mettendo in mostra tutto il loro talento, primo tra tutti quel Giordano Bortolani che speriamo l’anno prossimo non torni a Milano a fare panchina, perché il ragazzo è il più promettente classe 2000 della nostra pallacanestro, e merita di continuare il suo percorso di crescita, ma si sono viste cose discrete anche dai 2000 della Vuelle, con Drell e Eboua meno dannosi del solito, e tra canestri spettacolari e difese che fanno il loro dovere, al trentesimo la Carpegna Prosciutto conduce di 12, che diventano 14 all’inizio dell’ultimo quarto, partita finita allora?

Manco per sogno, perché la trama era già scritta, e sulla possibilità che si arrivasse ad un finale punto, potevate scommettere cento euro, la cosa difficile era sapere poi chi avrebbe portato a casa i due punti, anche se purtroppo non è la prima volta che la Vuelle perde le partite al fotofinish, con Repesa che compie la scelta di commettere fallo per avere l’ultimo pallone, scelta che condividiamo, meno condivisibile l’azione che ne consegue, dove il pallone finisce nelle mani di Massenat, che si incastra sulla linea laterale, finendo per perdere palla, poi, con Brescia che ti fa il favore di perdere palla a sua volta, è lo stesso Massenat a sbagliare il primo libero, e a quel punto, non avrebbe senso segnare il secondo, ma il tap-in di Cain rimane sul ferro, e la partita finisce lì, anche se due appunti a Repesa li dobbiamo fare, visto che non ha mai chiesto alla terna arbitrale di andare a rivedere le azioni decisive, e se sul fallo o meno commesso da Parrillo, gli arbitri non avrebbero potuto rimangiarsi la loro decisione, avrebbero potuto concedere la rimessa laterale alla Vuelle, visto che Tambone aveva recuperato il pallone in modo regolare, e Massenat ha subito fallo ad un secondo e 5 decimi dalla sirena, ed in questo caso, quando si va a rivedere l’azione, gli arbitri aggiungono sempre qualche decimo sul cronometro, e avrebbero potuto fischiare fallo a favore di Filloy sul secondo tap-in, arrivato invece a tempo scaduto.

Dettagli, che spesso fanno la differenza tra vincere e perdere, e che in questa stagione sono quasi sempre andati contro la Vuelle, che, parliamoci chiaro, avrebbe potuto arrivare tra le prime otto, anche se poi Milano l’avrebbe rifilata un secco tre a zero, ed invece ha finito al terzultimo posto la stagione, in linea con quelle precedenti, anche se la trama è stata diversa, e prevede pure un finale thrilling, anche se ormai la Fortitudo non ha più nessuna speranza di approdare ai playoff in caso di un 20 a 0 a tavolino, e se proseguisse su questa strada, sarebbe solamente per fare un dispetto alla Vuelle, più probabile che a questo punto sia Cantù a ricorrere alla vie legali, sperando magari che arrivi una penalizzazione di tre punti, che farebbe retrocedere Pesaro al suo posto.

Non crediamo che si arrivi a questo, ma l’importante è che la situazione si sblocchi il prima possibile, per dare la possibilità alla Vuelle di programmare la stagione 2021-22.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Se la conferenza stampa pre partita di sabato scorso è stata l’ultima di Jasmin Repesa come capo allenatore della Vuelle, ci dispiacerebbe tantissimo, ma in ogni caso meriterebbe di essere riascoltata varie volte dai tifosi pesaresi, perché, in una decina di minuti, ha spiegato tutto quello che andrebbe fatto per riportare la Victoria Libertas dove le compete, ovvero nei piani alti del basket italiano.

E lo ha fatto con la semplicità, ma anche con l’ambizione, che lo ha sempre accompagnato in una carriera costellata da trofei vinti, perché nello sport, senza ambizione, è difficile emergere, e sembra che in Via Bertozzini l’abbiano persa da qualche anno, e che siano rimasti ancorati allo scorso decennio, anni in cui Pesaro ha sempre navigato nei bassifondi, per mille motivi, non solamente economici, e in questi anni, tutto l’ambiente si è addormentato, dai dirigenti alla stampa specializzata, ma nello sport, come nella vita, si deve andare avanti, e nello sport è anche più semplice ribaltare la situazione in tempi relativamente brevi.

Una cosa è certa, Repesa vorrebbe restare in riva al Foglia ed onorare i due anni di contratto rimasti, ma solamente se la dirigenza lo supporterà “con un progetto che cresce ogni giorno”, circondato da gente “con la stessa energia e fame per fare meglio”, senza avere paura di incontrare nessuno, puntando alle Final Eight e ai playoff, che dovrebbero essere il porto naturale a cui fare attraccare la barca biancorossa ogni anno, togliendosi la mentalità negativa, quella che ti fa perdere le partite difficili ancora prima di averle giocate.

repesa squadraE per fare questo, non serve un budget stratosferico, perché non possono essere centomila euro in più o in meno a determinare le ambizioni di un club, a fare la differenza è la capacità di reagire prontamente agli errori commessi, come è capitato a Treviso, che dopo un girone d’andata modesto, ha cambiato due giocatori, ed è risalita fino al sesto posto, compiendo il percorso inverso rispetto a Pesaro, che invece è scesa dal sesto al tredicesimo nel girone di ritorno.

Repesa vuole certezze, ma quali sarebbero nello specifico? L’elenco non è lunghissimo, ed ogni punto ci sembra condivisibile, in primis, vorrebbe circondarsi di uno staff più esperto di quello attuale, composto magari da un vice che è stato appena eletto miglior coach del campionato della repubblica ceca, o da un vice che ha appena incontrato come avversario, poi, partecipare ad una coppa come la Fiba Europe Cup, senza ambizioni, comporterebbe solo costi e stress aggiuntivi, senza nessun ritorno né economico, né di immagine.

Repesa poi è rimasto scottato dalle promesse non mantenute, e non accetterebbe di partire con un uomo in meno, come accaduto lo scorso ottobre, con quel cambio del pivot che non è mai arrivato, perché Eboua non si può considerare tale, e che lo ha costretto ad insistere su Zanotti da numero cinque, giocatore di cui lo stesso coach ha sottolineato i progressi, ma che rimane, almeno per la serie A, un’ala grande, e un paio di telefonate verso la capitale lombarda sono già partite, visto che da quelle parti si libereranno di un centro italiano in eccesso.

E Repesa vorrebbe continuare ad avere l’ultima parola anche nelle scelte degli stranieri, anzi molte volte è anche la prima parola, visto che è stato lui ad intavolare le trattative con i vari Filipovity, Robinson e Massenat la scorsa estate, mentre il ruolo di Delfino andrà definito in base all’evoluzione dei suoi problemi fisici, e alla voglia dell’argentino di continuare anche dopo le Olimpiadi, a cui potrebbe anche non prendere parte, e visto che Repesa non è stupido, sa di non poter puntare su giocatori dai contratti pesanti, quelli per capirci dai duecentomila euro lordi in su, ma anche sotto tale quota, ci sono tantissimi giocatori validi, semisconosciuti, che aspettano l’occasione per mettersi in mostra, armati di quell’ambizione che spesso fa la differenza in una carriera, e che purtroppo non tutti possiedono, e qui arriviamo ad Henri Drell, che per quanto sia migliorato, non dovrebbe, per Repesa, occupare una casella di straniero il prossimo anno, a meno che le caselle diventino sei, ed il passaggio al 6+6 sarebbe un altro segnale importante da parte dello staff pesarese, visto che tra l’altro, uno dei pochi vantaggi rappresentati dal 5+5 è la possibilità di dividersi il premio per l’utilizzo degli italiani elargito dalla Legabasket, classifica dove la Vuelle si è piazzata al penultimo posto, guadagnando solo poche migliaia di euro in questa stagione.

In sintesi le richieste sul piatto sono le seguenti: cambi nello staff tecnico, roster composto da dieci giocatori dieci, i nuovi acquisti dovranno avere la sua approvazione, e, nel caso di errori commessi nella costruzione, intervenire al più presto, tutto questo con un budget simile a quello di quest’anno, anche se magari qualche euro in più non farebbe schifo, vi sembrano richieste troppo ambiziose?

La palla adesso è in mano ad Ario Costa e Luciano Amadori, che dovranno decidere se continuare nel progetto triennale iniziato lo scorso anno, o ricominciare di nuovo tutto daccapo, con un progetto magari più modesto e meno ambizioso, e se, in questo articolo, abbiamo scritto troppe volte la parola “ambizioso”, è un errore voluto.

DAGLI ALTRI PARQUET

Definita la griglia playoff, con Milano che non regala niente a Cremona, escludendo la Vanoli dai playoff, traguardo invece raggiunto da Trento grazie alla vittoria ottenuta in casa della Virtus, Brindisi rimane giustamente al secondo posto, dopo i due punti ottenuti con Varese, mentre la sconfitta di Sassari a Cantù, fa scendere il Banco di Sardegna al quinto gradino, e per arrivare alle semifinali, dovrà sbancare almeno una volta Venezia, finita quarta dopo la vittoria a Reggio Emilia, Treviso, che riposava, è rimasta al sesto posto, mentre al settimo finisce Trieste, grazie al successo ottenuto sulla Fortitudo, definendo così la seguente griglia playoff: Milano-Trento, Brindisi-Trieste, Virtus-Treviso, Venezia-Sassari, il via giovedì prossimo.

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