Repesa al passo d’addio dalla Vuelle. Lo attende la Fortitudo

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21 maggio 2021

Coach Jasmin Repesa

Coach Jasmin Repesa

PESARO – Onestamente, la notizia che Jasmin Repesa abbia fatto scattare la clausola per uscire dal contratto che lo legava alla Vuelle fino al 2023, non può aver sorpreso la tifoseria pesarese, specialmente quella che aveva assistito alla conferenza stampa di sabato 8 maggio, in cui il coach croato, in dieci minuti, aveva elencato tutte le sue condizioni per rimanere a Pesaro, non solo economiche, perché del suo ingaggio, furbescamente, non ha mai fatto cenno, ma soprattutto programmatiche, con la parola ambizione pronunciata cinque-sei volte, lasciando la patata bollente nelle mani della dirigenza pesarese.

E in via Bertozzini hanno deciso di non esaudire le sue richieste, che prevedevano tra l’altro dei cambi nello staff e anche una maggiore celerità nel prendere decisioni in corsa, leggi non aspettare a sostituire un giocatore in caso di necessità, e chiedeva soprattutto un cambio di mentalità, per fare uscire Pesaro dalla mediocrità delle gestioni precedenti, non pensando solo alla salvezza, focalizzandosi invece sulla parte sinistra della classifica, puntando tutti gli anni sia ai playoff, che alle Final Eight di Coppa Italia, senza timori reverenziali nei confronti di nessuno, neanche degli squadroni come Milano e la Virtus.

Quello che ci dispiace è che con Repesa era cominciato un programma triennale, programma che di fatto si è interrotto dopo otto mesi, anche se nulla ci vieta di ricominciarlo sotto un altro coach, perché poi, la Vuelle di Repesa ha chiuso al tredicesimo posto, a soli due punti dall’ultimo, in linea con le gestioni precedenti, ma questa stagione però è stata differente, perché, per due terzi, ha visto la Carpegna Prosciutto nella parte giusta della classifica, con quel sesto posto che le ha permesso l’approdo alla Coppa Italia, dove Repesa ha saputo gestire al meglio il gruppo, portando la Vuelle in finale con pieno merito, dopo due splendide partite vinte con Sassari e Brindisi, sicuramente il punto più alto della stagione biancorossa.

Ma poi sono arrivati i bassi, per una serie di motivi che abbiamo già analizzato, dove comunque lo stesso Repesa ci ha capito poco, e del personaggio, quello che non ci è piaciuto è la mancanza di autocritica, visto che non abbiamo mai sentito una sua dichiarazione in cui si è assunto personalmente la responsabilità, al massimo ha usato un noi, un plurale maiestatis dove lui sembrava più vittima delle circostanze che il capo allenatore.

Tre sono stati i principali fattori che hanno incrinato il rapporto tra Repesa e la dirigenza: Gerald Robinson, Paul Eboua e Woijcieciowski. La cattiva gestione del sostituto di Massenat, che Repesa voleva firmare fino a maggio, mentre i dirigenti lo hanno fatto solo per 45 giorni, è stata ammessa da tutte le parti in causa, anche se nessuno ci ha spiegato come sono andate veramente le cose, l’arrivo di Paul Eboua è stato voluto da Cioppi, non certamente da Repesa, che dopo il primo allenamento ha confidato ai suoi collaboratori di non sapere dove posizionarlo, mentre Wojcieciowski sarebbe stato usato come quel cambio di Cain, promessogli fin da settembre, e di fatto mai arrivato, e non lasciatevi distrarre dal fatto che l’italo polacco sia andato a Milano, perché l’Armani lo ha preso dopo l’infortunio di Brooks, e lo ha preso dopo che la trattativa con la Vuelle si era arenata per qualche migliaio di euro.

Jasmin Repesa

Jasmin Repesa

Ma tutto questo sarebbe stato dimenticato, se fossero arrivate delle garanzie precise per il futuro, garanzie che la Vuelle invece ha deciso di non mettere in campo, e Repesa forse non aspettava altro, perché sulla possibilità che finisse a Sassari non ci abbiamo mai creduto, troppo stressante, discorso completamente diverso invece se fosse arrivata la chiamata della Fortitudo, da sempre nel cuore del coach croato, da quello scudetto vinto nel 2005, che lo consacrato idolo della tifoseria, e appena lo cose a Bologna si sono chiarite, non ci ha pensato troppo, firmando un pluriennale che gli consentirà, oltre che di allenare, di costruire la squadra, e di portare anche un contributo economico alla causa, con un paio di aziende che investiranno nella Fortitudo con il suo beneplacito, tutte cose che la Vuelle non gli avrebbe permesso di fare.

Finisce così l’avventura pesarese di Repesa, che i tifosi praticamente non hanno mai vissuto in prima persona, complice la pandemia, e questo permetterà alla gente, forse, di svoltare pagina più facilmente, a patto che al suo posto arrivi un coach di uguale spessore, altrimenti si compirà un evidente passo indietro rispetto alla stagione appena conclusa.

I primi tre nomi che si faranno, sono quelli di Meo Sacchetti, Aza Petrovic e Maurizio Buscaglia, tre coach con un passato importante, anche se con caratteristiche tecniche differenti, e ognuno di questi tre nomi rappresenterebbe un segnale di continuità, per riportare Pesaro nella parte giusta della classifica, più suggestiva l’ipotesi che porta a Simone Pianigiani, attualmente a Pechino, ma in Cina stanno cambiando le regole d’ingaggio, e non dovrebbero più riempire gli stranieri di dollari, con tanti coach o giocatori che riprenderanno la strada di casa. Difficile sperare in qualcuno di meglio, col “rischio” però di scendere di livello, in un mercato dove si è appena liberato Giacomo Baioni, che vedremmo bene come vice, e dove Bulleri, Dalmonte, Esposito, Pancotto, Vertemati e Ramondino, stanno cercando una sistemazione, ma rivivere un’operazione stile Perego, dopo Repesa, non sarebbe facile da far digerire alla tifoseria, e crediamo agli stessi Beretta, che è bene ricordare furono l’estate scorsa i principali fautori dell’affare Repesa, dopo che la Vuelle aveva già raggiunto un accordo con Ramagli.

In Via Bertozzini dovranno valutare bene il da farsi, senza comunque perdere troppo tempo, perché con l’uscita di Repesa, c’è la sensazione che la squadra sarà da rifondare, visto che gente come Cain, Justin Robinson, Delfino e Filipovity erano arrivati a Pesaro soprattutto per la sua presenza, e tutti hanno ancora la possibilità di uscire dai rispettivi contratti, la prima decisione sulla Vuelle 2021-22 è stata presa, se sarà stata quella giusta lo sapremo tra qualche mese, con la sensazione che con l’addio a Repesa si sia persa l’occasione di rifondare veramente la Vuelle, e che si continui ad andare avanti, senza quell’ambizione necessaria per farla ritornare veramente grande.

4 Commenti to “Repesa al passo d’addio dalla Vuelle. Lo attende la Fortitudo”

  1. EsseGi scrive:

    Se la società ha soldi per prendere giocatori “decenti” e non pensionati in vacanza a Pesaro, si può pensare ad un allenatore che vuol tanto grano…
    Altrimenti inutile spendere… Si vada al risparmio e non lo si cambi…
    Inutile aver una cravatta che comperi da Ratti se poi sei vestito di stracci…

  2. Hannibal Smith scrive:

    Questa sa tanto di pietra tombale su un qualsiasi progetto in casa Vuelle. Non c’è la volontà. E la firma di Repesa l’anno scorso, oltre ad esser stato un chiaro colpo di c… (Ovviamente pagato), non era per questa società, mentalmente mediocre.
    Se poi l’alternativa sarà ora quel somaro di Sacchetti, direi che il cerchio si chiude.
    Dispiace dirlo, ma senza un cambio di rotta totale, con persone capaci alla guida della società, che abbiano progetti seri ed ambizioso (il che non significa necessariamente dissanguarsi!!), senza cambiar direzione come banderuole; sarà la fine del basket a Pesaro

  3. juser scrive:

    quella fine che sembra scritta da un po’, con un ambiente sempre piu’ triste ed assente,
    che ha sbriciolato anche quelli piu’ affezionati, con la continua miseria proposta.
    Si e’ pensato di aver realizzato chissa’ cosa in quella manciata di mesi positivi,
    grazie in primo luogo a Repesa, per poi ritrovarci di nuovo senza un orizzonte
    attraente, in linea con questa dirigenza.

  4. paolo scrive:

    Siamo alle solite,
    ci eravamo illusi, ma siccome la societa’ rimane quella che conosciamo, ed i soldi sempre gli stessi,
    si volera’ sempre molto basso.

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