Maxi-spaccio di cocaina e hashish a Tavoleto: quattro arresti

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24 maggio 2021

IMG-20210524-WA0000TAVOLETO – I Carabinieri della Compagnia di Urbino, supportati da quelli delle compagnie di Pesaro e Riccione, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di quattro misure cautelari emessa dal GIP del tribunale di Urbino su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di altrettanti soggetti, tre di nazionalità magrebina e uno albanese, di età compresa tra 40 anni ed i 30 anni.

Gli stessi erano stati indagati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Urbino alla locale Autorità Giudiziaria poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo Hashish e Cocaina nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2020 nei comuni di Tavoleto e quelli limitrofi. Ipotesi investigative pienamente accolte dal GIP che emetteva i predetti provvedimenti cautelari.

Nel corso delle attività di indagine uno dei soggetti destinatari delle misure era già stato tratto in arresto nella flagranza di reato lo scorso luglio mentre, di ritorno dalla Lombardia, trasportava un chilogrammo di hashish in panetti da 100 grammi, occultati sotto il sedile posteriore dell’auto di proprietà e condotta dalla propria fidanzata.

Uno dei quattro soggetti è stato raggiunto dalla misura cautelare mentre si trovava già ristretto presso la casa Circondariale di Ferrara dovendo scontare una precedente condanna. Un altro si trovava invece in custodia cautelare presso la propria abitazione poiché tratto in arresto il 9 gennaio 2021, sempre dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia CC di Urbino, per la detenzione di 270 grammi di cocaina in concorso con altro suo connazionale.

Le indagini permettevano inoltre di identificare numerosi giovani consumatori di sostanze stupefacenti che si rivolgevano agli indagati per soddisfare le loro esigenze. Sono stati così documentate centinaia di cessioni sia di hashish che di cocaina. I personaggi emersi nell’indagine sono risultati tutti senza occupazione e di conseguenza, aldilà di ogni ragionevole dubbio, vivevano del profitto della loro attività delittuosa.

 

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