Il meglio (Giulia Bresciani e il risveglio del PD) e il peggio (Matteo Ricci, i 5 Stelle e chi si indigna per scatarrare ma non per i vitalizi ai parlamentari condannati)

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28 maggio 2021

Mister Pressing
Il peggio: la tragedia della funivia e il richiamo di Mattarella. Dopo l’ennesima tragedia provocata dall’ingordigia, il presidente della Repubblica ha fatto sentire la propria voce, esprimendo “un richiamo al rigoroso rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone“. Caro presidente, come non essere d’accordo con lei, ma… legga le parole dei familiari delle vittime del ponte Morandi, la tragedia di Genova, e provi a chiedersi a cosa servano le parole, se non sono seguite dai fatti.
Il peggio: la funivia rotta, ma in servizio per non perdere soldi. In Italia, ma non solo, contano più i soldi delle vite umane. Sostiene – negli atti – la Procura di Verbania, che indaga sulla tragedia del Mottarone: “I fatti contestati sono di straordinaria gravità in ragione della deliberata volontà di eludere gli indispensabili sistemi di sicurezza dell’impianto di trasporto per ragione di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza finalizzate alla tutela dell’incolumità e della vita” (dei passeggeri). Non è una novità, in un paese che punta – speriamo si possa dire puntava – agli appalti con il massimo ribasso, che ha una grave conseguenza: minima sicurezza. Purtroppo, per molti (im)prenditori, la sicurezza delle maestranze e degli utenti non conta, pensano solo ai soldi.
Il peggio: una funivia da vendere bene. Visti i precedenti, i proprietari della funivia caduta possono puntare a un accordo con lo Stato per vendere la struttura. Come sta facendo la società che controlla le autostrade.
Il meglio: i familiari delle vittime del ponte Morandi.Niente accordi con i Benetton“, ha chiesto il Comitato dei familiari delle vittime, per poi aggiungere: “Siamo preoccupati che ancora una volta chi non ha gestito adeguatamente un bene pubblico riceva un beneficio finanziario“. Egle Possetti, la portavoce del comitato, ha scritto ai presidenti della Repubblica, del Consiglio e delle due Camere e ai ministri di Sviluppo economico e Trasporti: “La transazione prevista per l’acquisizione evidenzia un grosso divario con il valore reale. Se anche un giudice condannasse lo Stato a un risarcimento, sarebbe comunque conveniente rispetto a questo accordo“. Il comitato familiari vittime del ponte Morandi chiede di interrompere la trattativa di Cassa depositi e prestiti con il gruppo Atlantia per il passaggio di Autostrade per l’Italia in mano pubblica. Ah, se ci fosse un giudice a Genova e se Mattarella, Draghi e le altre cariche ascoltassero la voce di Egle Possetti, che nella tragedia ha perso sorella, cognato e nipoti.
Il peggio: Mattarella e la mafia. A Palermo per l’anniversario della strage di Capaci, il presidente Mattarella ha affermato: “O si è contro o si è complici della mafia”. Mi domando, e lo domando a Mattarella: ma sono io o è lei il presidente di una Repubblica che vorrebbe togliere l’ergastolo ai mafiosi che pure non si sono pentiti e non hanno collaborato con la giustizia?
Il peggio: il Decreto Semplificazioni di Mario Draghi.  Il “governo dei migliori”, come deciso all’unanimità dai giornaloni e dai professoroni, si accinge a varare il Decreto Semplificazioni  che, nel totale silenzio degli adoratori in servizio permanente effettivo e degli stacanovisti del lecca lecca, servirebbe a rendere più efficiente il nostro paese, ma contiene alcuni articoli che farebbero precipitare l’Italia agli anni del liberismo più sfrenato.
Il meglio: le proteste contro il Decreto Semplificazioni. La sintesi perfetta del “Draghi azione e pensiero” è in un titolo de Il Fatto Quotidiano di sabato 22 maggio: Grandi opere, zero controlli.
Il meglio: il risveglio del PD. Protesta anche il PD, che sembra risvegliarsi dall’incantesimo provocato dal “bacio del drago“: “Le mafie pronte a inserirsi nel meccanismo del massimo ribasso“. L’ex ministra delle infrastrutture Paola De Micheli avverte: “Il Pd non può consentire il ritorno del massimo ribasso negli appalti, perché in quelle pieghe si inseriscono le mafie. Bisogna proteggere il lavoro e i cantieri della mafie“. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana anticipa che con un decreto così le conseguenze saranno “paghe da fame e sfruttamento, lavoro in nero, rischi concreti di infortuni causati dalla minore sicurezza“. Durissima la reazione dei sindacati: “L’introduzione del massimo ribasso generalizzato e liberalizzazione del sub appalto significa, di fatto, compiere una scelta astraendosi dalla realtà che vede centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che, negli appalti di servizi, vivono spesso inseguendo imprese che non pagano stipendi“.
Il meglio: Libera ricorda a Draghi la lotta alla criminalità organizzata. L’associazione fondata da don Ciotti, sempre in prima fila contro le mafie, non nasconde la delusione ed esprime un parere che dovrebbe indurre Draghi a fare una profonda  riflessione: “Illudersi di velocizzare le procedure con queste scelte è una strategia miope e rischiosa. Da sempre, in Italia, le infiltrazioni di consorterie mafiose e corruttive hanno trovato terreno fertile nella gestione emergenziale degli appalti. Gli strumenti di prevenzione e contrasto di mafie e corruzione vanno rafforzati e resi più efficienti, non aggirati e indeboliti“.
Dopo le dichiarazioni di Ricci sugli appalti veloci e al ribasso, il web si è scatenato contro il sindaco di Pesaro

Dopo le dichiarazioni di Ricci sugli appalti veloci e al ribasso, il web si è scatenato contro il sindaco di Pesaro

Il peggio: Matteo Ricci. Il sindaco di Pesaro mostra entusiasmo, esibendolo via Twitter nel primo pomeriggio di sabato 22: “Le anticipazioni sul dl semplificazioni sono molto positive. Come chiesto dai sindaci Dem, l’Italia ha bisogno di velocità per rinascere. Serve un Paese più semplice per cogliere l’opportunità storica del Recovery e degli ecobonus. Pieno sostegno al Governo Draghi“. Ricci non sapeva che il PD era contrario, o forse si sente più vicino al renzusconismo. E pensare che in passato ha raccontato di venire da una famiglia che si ispirava a al PCI di Enrico Berlinguer. Poi, però, ha dedicato una targa a Bettino Craxi, condannato per corruzione e finanziamento illecito.

Il meglio: Fillea Cgil contro Ricci. La Fillea Cgil è intervenuta immediatamente contro Ricci: “Le dichiarazioni del sindaco di Pesaro Matteo Ricci sulle prime bozze del Decreto semplificazioni non solo ci lasciano esterrefatti ma ci fanno chiedere quale idea di paese abbia in mente. Facciamo riferimento alle dichiarazioni fatte sulla bozza del Decreto Semplificazioni molto criticato dal sindacato in maniera unitaria perché prevede il massimo ribasso generalizzato per aggiudicarsi un appalto e la liberalizzazione dei sub-appalti; provvedimenti che farebbero tornare indietro di 70 anni il lavoro nei cantieri“.
Il peggio: solo i 5 Stelle peggio di Ricci. Se il sindaco di Pesaro è straripante nell’osannare le scelte di Draghi di riportare il Paese all’era di Berlusconi, fa rumore il silenzio dei 5 Stelle. Nessuna loro dichiarazione su scelte che fanno discutere chi è da sempre in prima linea contro la voracità delle organizzazioni criminali. C’era una volta un movimento che voleva cambiare il mondo ma ha finito per cambiare – in peggio – solo se stesso.
Il peggio: Beppe Grillo. Il governo Draghi è nato anche grazie a Beppe Brillo. Il 10 febbraio, dopo l’incontro con Mario Draghi, presidente incaricato, Grillo dichiarò: “Mi aspettavo il banchiere di Dio… invece mi sono trovato davanti un grillino“. Due giorni dopo non esitò ad applaudire la scelta di Cingolani  alla guida del ministero della Transizione ecologica varato dal governo Draghi. A spendere il nome di Roberto Cingolani a Draghi era stato lo stesso Grillo. Che bella scelta.

Il peggio:  Cingolani  e il ritorno al passato. Altro che transizione ecologica. Cingolani si è distinto per proposte degne del peggiore  passato. Ha firmato il decreto che consente le trivellazioni in Adriatico e, incredibile a dirsi per chi è stato ritenuto un ambientalista, sostiene il ritorno all’energia nucleare con piccole centrali, che peraltro non esistono e secondo gli esperti sarebbero assai costose. Grillo cornuto e mazziato.

Il peggio: le promesse di Salvini. Andando a fare il pieno di gasolio, con il diesel che ha superato quota 1,41 – pazzesco – ho pensato alle promesse di Matteo Salvini in campagna elettorale. “La prima cosa che farò quando sarò al governo? La cancellazione delle accise sulla benzina“. Infatti, sono ancora lì e il prezzo della benzina continua a salire. Ovvio che cancellare le accise è impossibile, se si vuole garantire anche un minimo di servizi, ma a Salvini piace parlare, parlare, parlare e più parole spende più ne spara.
Il peggio: chi crede alle promesse di Salvini.  Peggio di Salvini è solo chi gli crede. Due anni fa, ministro dell’Interno, davanti alle proteste dei pastori che inondando le strade della Sardegna di latte appena munto per protestare contro il basso prezzo corrisposto, annunciava: “Da 60 centesimi a un minimo di 1 euro al litro, è questo dove spero di arrivare questa sera e non mi alzerò dal tavolo sul latte fino a quando non lo ottengo“. Poi intimava: “In Sardegna si deve poter tornare a mungere, vendere e viaggiare in macchina e non tollero che per altre settimane ci siano strade bloccate“. I pastori attendono ancora che Salvini mantenga l’impegno preso due anni fa. Intanto sono finiti in tribunale e rischiano pesanti condanne.
Il peggio: in Italia dire scatarrare è peggio che farsi corrompere. Usando un termine forte, ma compreso nei vocabolari (ad esempio, Treccani: scatarrare v. intr. [der. di catarro, col pref. s– (nel sign. 3)] (aus. avere). Espellere rumorosamente il catarro dai bronchi e dalla gola), l’ex ministra Azzolina ha scatenato la reazione dei benpensanti, guidati da un altro ex ministro, Carlo Calenda, perfetto portavoce dei residenti nei cosiddetti quartieri bene. Si sono indignati per il verbo usato da Azzolina per esprimere il suo risentimento dopo che una commissione del senato  a guida Forza Italia e Lega, con la complicità di ex 5 Stelle passati al partito di Salvini, ha restituito un vitalizio di 7.000 (settemila) euro al mese a Roberto Formigoni, condannato a 5  anni e 10 mesi per corruzione, ma rimasto in carcere solo 5 mesi. Indignati per “scatarrare” ma non per il vitalizio restituito. Siamo il paese dell’illegalità diffusa e dell’ipocrisia. Claudio Lolli la canzone che rappresenta perfettamente Calenda e simili l’ha scritta nel 1972. Niente è cambiato da allora. “Vecchia piccola borghesia hai fatto dell’ipocrisia la tua formula di poesia“.
Il meglio: il santo protettore di Berlusconi: la più bella dell’anno. Qualcuno, commentando l’ennesimo “legittimo impedimento” per evitare di presentarsi davanti ai giudici di Siena, ai quali peraltro aveva chiesto di fare dichiarazioni spontanee in merito al processo in corso per corruzione in atti giudiziari, ha detto che il santo protettore dei Berlusconi è San… Raffaele, che dà il nome alla clinica milanese dove viene ricoverato, ottenendo il rinvio delle udienze. Finora otto legittimi impedimenti e processo rinviato.
Il peggio: addio a Tarcisio Bernich, inglese di Ruda. Simona Branchetti, conduttrice del Tg5 delle ore 13 di mercoledì 26 maggio, ha annunciato la morte di un grande del calcio che fu: Tarcisio Burgnich, ma ha pronunciato il cognome del giocatore friulano — era nato a Ruda, in provincia di Udine— come fosse inglese: “Addio a Tarcisio Bernich…”.  Senza parole!
Il peggio: il politico a favore della corrida. In Spagna la corrida è argomento di discussione. I più favorevoli alla corrida sono i partiti di centrodestra. Il segretario del Partito Popolare, Pablo Casado, in occasione dell’inizio delle corride nella comunità di Madrid ha diffuso via Twitter il seguente messaggio: “A Madrid, chi desidera può andare a vedere la corrida, chi non lo desidera non ci va. Questa è libertà“.
Il meglio: dalla parte del toro. A Pablo Casado ha risposto, via Twitter, Jordi Cruz, storico presentatore televisivo: “E chi chiede al toro se desidera andare alla corrida?“.
Il meglio: Giulia Bresciani e i lupi. Che sia brava, non ci sono dubbi. E ha dimostrato, soprattutto, di essere intelligente a non cadere nella stupidità dei luoghi comuni, delle – indecorose – frasi fatte. Il nostro applauso a Giulia Bresciani, eccellente libero della Megabox Vallefoglia. Intervistata a fine gara 1 della finale dei playoff per la promozione in serie A1, al conduttore della diretta che le ha augurato il solito, indecente “in bocca al lupo“, al contrario di chi ha ribadito l’indecente “crepi“, Giulia ha risposto così: “Viva il lupo!“. Brava Giulia!

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