Il meglio (Megabox Vallefoglia) e il peggio (chi ha favorito i Benetton e Matteo Salvini a Fatima)

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4 giugno 2021

Mister Pressing 
Il peggio: chi ha favorito i Benetton. I nomi? li trovate facilmente, basta una semplice ricerca in Internet. Il nostro pensiero va alle vittime del crollo del ponte Morandi di Genova, alle loro famiglie. Il nostro disprezzo ai politici di quasi tutti i colori che si sono resi complici di chi niente ha fatto per evitare la tragedia. Nel paese dove le colpe finiscono di essere delle vittime, sta accadendo che ai Benetton e agli altri azionisti di Atlantia, la società che controlla Autostrade, andranno 9,1 miliardi di euro.
Il peggio: il crollo del ponte Morandi è colpa delle vittime. Di questo passo, la colpa del crollo sarà delle vittime e le loro famiglie dovranno pagare il conto. Se quelli che si trovavano a passare sul ponte  Morandi fossero rimasti a casa, non ci sarebbero state vittime. Così, purtroppo, vanno le cose in questo paese, dove c’è chi muore sotto le macerie provocate da un terremoto e allo stesso momento c’è chi ride e brinda pensando ai soldi che farà con la ricostruzione.
Il peggio: i conti del Mose. A proposito di denaro pubblico, quindi di tutti, è emerso che per il Mose, il sistema che difende Venezia dalle acque del mare Adriatico, i costi continuano a lievitare. Si è passati infatti dai 5 miliardi e 493 milioni di euro   a 7 miliardi e 268 milioni. Un’alluvione di denaro che potrebbe non bastare a evitare il fallimento del consorzio, nelle mani del Tribunale di Venezia. Ah, i responsabili di tutto questo sono gli stessi che sognano il Ponte sullo Stretto. Più correttamente: sognano i miliardi che servirebbero per provare a realizzarlo.
Il peggio: il Generale del Grillo. È il Marchese del Grillo il simbolo di questa Italia: quel suo “io sono io e voi non siete un c….” ci viene sbattuto in faccia ogni istante. L’ultimo è il Marchese del Grillo Figliuolo, pardon il Generale del Grillo, simbolo irrinunciabile della creatura di Mario Monicelli resa famosa da Alberto Sordi. Ospite della Regione Umbria, il Generale non ha saputo dire no alla partecipazione a un buffet al chiuso, proibito dalle norme in vigore, conversando amabilmente senza la mascherina. Perché, signori ristoratori che “non siete un c….”, se aprite ai clienti i vostri ristoranti chiusi c’è sempre un maresciallo che vi manda le forze dell’ordine e vi multa, ma è tutto consentito se a pranzo c’è il Generale.
Il peggio: la stampa italiana. Ovviamente la scena del pranzo con il Generale è stata quasi ignorata dai media italiani. Che però si sono scatenati per l’errore nella targa dedicata da Roma a Carlo Azeglio Ciampi, mettendo sotto accusa il sindaco della capitale, Virginia Raggi, sorta di San Sebastiano per i giornalisti amanti dei due pesi e delle due misure.
Il peggio: Matteo Salvini su Carla Fracci. Non esistesse, bisognerebbe inventarlo. Però esiste, è privo di memoria e non ha un amico, un collaboratore, un sostenitore che sappia mettere un freno ai suoi sproloqui. Gli ultimi su Carla Fracci, la grande ballerina scomparsa pochi giorni fa. Appresa la notizia, Salvini non ha perso tempo e – via Twitter – ha diffuso il suo pensiero: “È mancata stamane nella sua Milano, al cui prestigio internazionale tanto ha dato. Un commosso addio a Carla Fracci, simbolo assoluto della danza, dell’arte e della cultura, che in tanti anni di carriera formidabile ha illustrato il nome dell’Italia nel mondo”. È lo stesso Salvini che pochi anni prima attaccava Carla Fracci? “Centri sociali, Carla Fracci, Croce Rossa, Emma Bonino, Cgil, Roberto Vecchioni, Claudio Bisio, Sindaci del PD e Cooperative rosse. Tutti allegramente in piazza a Milano domani con il portafoglio pieno per chiedere più diritti e più accoglienza per gli immigrati. A loro gli italiani interessano poco”. Sì, è lo stesso Matteo Salvini, un politico che ogni giorno si sbatte pur di essere inserito nella quarta categoria prevista dal mafioso raccontato da Sciascia, quella dei quaquaraquà.
Il peggio: Matteo Salvini e la Madonna di Fatima. Non sazio di esibire il rosario e di pregare con la D’Urso, approfittando di un viaggio in Portogallo per partecipare al congresso di Chega, Salvini si è recato a Fatima. Chega, il partito guidato da Andrè Ventura, sta guadagnando voti dicendo basta (il significato di chega) agli stranieri, ma dimenticando che cosa è stata, nei secoli, la politica dei governi portoghesi, uccelli di rapina come gli inglesi, gli olandesi, i francesi, ovviamente a spese delle popolazioni africane. Dunque, Salvini è andato a Fatima e ha pregato… “Per me è una gioia, un’emozione, ho consacrato anche la salute, il futuro, la serenità del mio popolo al cuore immacolato di Maria… L’Europa è nata qua, su questi valori può crescere, può guarire, può prosperare”. Parole riportate dal Corriere della Sera. Non so se qualcuno di voi è stato a Fatima. Io ci sono andato in memoria di mia mamma che era devota alla Madonna. Giuro su quanto ho più caro: l’impatto con Fatima è stato devastante, più che a Lourdes. La mercificazione della fede è evidente già arrivando con il taxi da Caxarias, la stazione ferroviaria più vicina a Fatima: una grande rotatoria con le statue dei tre pastorelli. “L’Europa è nata qui”, ha dichiarato Salvini. Non ci risulta che l’Europa sia nata a Fatima, ma forse Salvini, recandosi a Fatima, ha fatto una sosta a… Moita.
Il meglio: Maria Falcone. Giovanni Brusca, il pluriassassino, il mafioso che comandò l’esplosione che fece saltare in aria Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta, è tornato in libertà, in base a una legge voluta dallo stesso magistrato. Una legge che premia i pentiti. Si è scatenata una reazione, talvolta comprensibile, come quella dei familiari delle vittime, in altre assolutamente ridicola visto che parte dai partiti di centrodestra che considerano i pentiti pericolosi. Perché? Guarda caso coinvolgono un noto politico e hanno consentito l’arresto e la condanna del fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri. Maria Falcone,  sorella di Giovanni Falcone,  ha commentato con grande lucidità la scarcerazione di Brusca: “Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge. Una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata”.
Il peggio: il centrodestra contro la legge sui pentiti. Era immaginabile che a scatenarsi sarebbero stati soprattutto i partiti di centrodestra, Forza Italia in prima fila, da sempre contro i pentiti di mafia. Non è un caso che magistrati ed ex magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata, da Piero Grasso a Gian Carlo Caselli  e Federico Cafiero de Raho, gente che, al contrario di Salvini e degli altri politici di centrodestra, è finita nel mirino dei mafiosi e ha rischiato la vita, difendano la legge. “Senza questi benefici, non ci sarebbero pentiti”, hanno dichiarato. Matteo Salvini non lo ha capito, non lo capisce. “Questa è la legge (sui pentiti; ndr), ma nel 2021 si può aggiornare la legge. Chi ha sciolto un bambino nell’acido, non può passeggiare libero come se nulla fosse”. Niente da fare, neppure la Madonna di Fatima ha fatto il miracolo.
Il peggio: il referendum sulla giustizia. Racconta ansa.itIl leader della Lega Matteo Salvini insieme ad altri esponenti del Carroccio e del Partito Radicale, come Maurizio Turco, ha esposto un grande striscione davanti alla Corte di Cassazione con scritto “Referendum Giustizia”. Il comitato promotore, che ha la doppia presidenza Salvini-Turco, è entrato in Cassazione per depositare i quesiti del referendum sulla giustizia. “Vorrei che davvero la legge fosse uguale per tutti. Oggi l’impressione è che non sia così”, ha detto Salvini. Una volta tanto siamo d’accordo con lui. Dubitiamo, infatti, che a un semplice cittadino sia consentito di restituire 49 milioni in 80 anni. Come fa la Lega di Salvini, che ha trovato un accordo con la Procura di Genova per restituire 49 milioni fatti sparire dalla Lega di Bossi, pagando 600.000 euro all’anno, senza interessi. Fra i temi del referendum, l’eliminazione del divieto di candidabilità ai politici condannati sancito dalla Legge Severino. È sicuramente uno dei temi cari agli italiani.

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Il peggio: Stefano Mariani, presidente dell’Ente Parco del Monte San Bartolo. Intervistato da Davide Eusebi, per il Resto del Carlino, alla domanda se non pensasse che anche gli animali, come le persone, siano stressate dal rombo delle moto, Mariani ha risposto così: “Credo che gli animali siano abituati al rumore…”. Per correttezza, Mariani dovrebbe citare la fonte della  sua convinzione. E magari fare un giro nel parco dopo la gara automobilistica da Soria al Faro. Chi frequenta abitualmente il Colle San Bartolo racconta che i primi giorni dopo le corse non si sente il suono delle voci degli animali. Che siano terrorizzati dal frastuono insopportabile provocato dal rombo dei motori? Il presidente di un Ente Parco dovrebbe sapere che gli animali hanno una percezione superiore dei suoni, dalle due alle tre volte rispetto agli umani.
Il meglio? Giuseppe Paolini, presidente della Provincia. Intervistato da Davide Eusebi per parlare delle telecamere che saranno installate sulla Panoramica San Bartolo per accertare la velocità di automobili e motociclette, Paolini ha speso qualche parola anche sul comportamento dei ciclisti. “Le regole vanno rispettate e i ciclisti non fanno eccezione”. È il primo amministratore che non si nasconde e ricorda, appunto, che le regole valgono per tutti. Una regola che i colleghi di Paolini che amministrano il Comune di Pesaro e il Parco del San Bartolo hanno – volutamente? – dimenticato.
Il peggio: l’intervista di Sky Sport ad Aleksander Čeferin Ceferin, presidente Uefa. Un’intervista senza vere domande (ad esempio sul mancato rischio d’impresa della Uefa, che guadagna senza correre pericoli, al contrario dei club; o un’altra, personale ma non troppo, per sapere se sia vero che, nell’anno più difficile dello sport mondiale, lui si sia aumentato lo stipendio, e non di pochi centesimi). Solo assist per le risposte velenose contro la Superlega.
Il peggio: la stampa italiana, la Superlega e l’Eurolega. La presenza dell’Armani Milano alle finali di Eurolega ha scatenato i cantori del basket. meneghino… Bene, bravi, bis. Però nessuno che abbia ricordato che l’Eurolega è meno meritocratica della Superlega di calcio tanto vituperata dagli stessi giornali(sti) italiani, campioni del mono dei due pesi e due misure.
Il meglio: le finali di Eurolega. Un grande spettacolo. Tre partite (le due semifinali e la finale per il titolo) decise da un paio di canestri, realizzati o sbagliati, grandissimi protagonisti. Un grande applauso a tutte le squadre, ma il più grande è per l’Efes Istanbul, vincitrice con pieno merito, dopo avere perso, probabilmente, il trofeo precedente, perché le finali saltarono causa Covid-19.
Il meglio: Megabox Vallefoglia. La sorpresa pallavolistica dell’anno. La promozione in serie A1 è il giusto premio al lavoro dell’allenatore e delle ragazze, all’impegno di una società sana. Non è un caso che sponsor e proprietario siano la stessa persona, che non vende fumo, ma pensa ai fatti. Certo, adesso viene la parte più difficile, la serie A1 è assai più impegnativa e costosa, ma – al netto dell’acquisto del titolo sportivo, che non è mai un bell’esempio, senza dimenticare però che la promozione in A2 era stata negata dalla pandemia – chi ama la pallavolo femminile non può che essere entusiasta della Megabox Vallefoglia.

 

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