Lo scudetto è affare fra Milano e Virtus. La finale sotto la lente di Pu24

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5 giugno 2021

PESARO – Alla fine ha avuto ragione coach Vitucci, quando dopo aver perso gara uno, aveva affermato: “Chi dice che il budget non fa canestro, dovrebbe trovarsi nella situazione opposta, con meno budget”, situazione che ogni tanto può essere anche ribaltata, ma stavolta non è accaduto, visto che in finale scudetto ci sono arrivate le due squadre più ricche del campionato, con un budget complessivo che sfiora i 50 milioni (31 Milano, 18 la Virtus), e se mettiamo insieme quello delle restanti 13 partecipanti, forse non riusciremmo ad arrivare a quota 50.

Sarà così Milano-Virtus la finale scudetto, una classica, che però a livello di finale manca da ben 37 anni, ma in questo 2021, tutto lasciava presagire che all’ultimo atto sarebbero arrivate le due favorite, soprattutto dopo che la classifica avulsa aveva messo Bologna al terzo posto, grazie allo scontro diretto favorevole con Venezia, forse la vera delusione di questi playoff, con la sensazione che in casa Reyer stiano arrivando alla fine di un ciclo, con coach De Raffaele che potrebbe partire, pronto a fare il grande salto verso una big europea, forse la stessa Virtus, se Djordjevic non riuscirà a vincere lo scudetto.

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Venezia era la squadra campione in carica, e quella che aveva cambiato meno pedine del proprio roster, ma in semifinale, molti hanno giocato sottotono, e l’assenza di Bramos si è fatta sentire, visto che spesso era stato decisivo nei playoff, ma anche i vari Daye, Stone, Jerrells e Chappell hanno parzialmente deluso, così come lo stesso Tonut, Mvp del campionato, che potrebbe accettare la corte di una big d’Eurolega, con Milano in pole position.

E se dall’Umana ci aspettavamo qualcosina di più, nutrivamo grosse speranze anche su Brindisi, uscita malconcia dalla semifinale contro la Virtus, con un secco 0-3 che non rende giustizia alla magnifica regular season giocata dai ragazzi di coach Vitucci, arrivati però ai playoff con una condizione fisica non ottimale, dopo i casi di Covid del mese di aprile, con Harrison non al 100% e giocatori validi come Harris, Perkins e Thompson che hanno pagato l’inesperienza a questi livelli, e per l’Happy Casa non sarà semplice riuscire a trattenere i suoi gioiellini dall’assalto delle big europee.

Ma, una volta sottolineati i demeriti di Venezia e Brindisi, è giusto rimarcare i meriti delle due finaliste, con Milano che ha assorbito al meglio la delusione dell’Eurolega, anche se la serie era già stata instradata verso l’Armani dopo gara uno, vinta all’ultimo secondo, la vera occasione persa da Venezia per provare a ribaltare il pronostico, anche se poi lo strapotere milanese avrebbe comunque avuto ragione della resistenza lagunare, perché l’Olimpia rimane comunque una schiacciasassi, con un Shields da Mvp, e i vari Rodriguez, Leday e Hines che non sentono la pressione di partire da favoriti.

La Virtus invece ha giocato tre partite quasi perfette, vinte tutte con pieno merito, seppure al fotofinish, mettendo in mostra una difesa da Eurolega che Brindisi ha sofferto per 120 minuti, e in attacco si è lasciata condurre per mano dal talento geniale di Teodosic, (23 punti di media) con Belinelli seconda punta di una Segafredo con tante frecce a sua disposizione.

La Legabasket, per una volta, ha usato la testa, ed ha anticipato gara uno a stasera, in una finale al meglio delle sette, che si giocherà con la formula 2-2-1-1-1, e questo anticipo permetterà di evitare il back to back, visto che si giocherà con il consueto intervallo di 48 ore tra ogni partita.

Tutte le gare inizieranno alle 20.45, e saranno trasmesse in diretta sia da Raisport, che da Eurosport, ultimo atto di una stagione che assegnerà lo scudetto ad una big, e che ha certificato che i soldi spesso fanno tutta la differenza del mondo.

1° AX ARMANI EXCHANGE MILANO – 3° SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA

In regular season, Milano ha vinto tutti e due gli scontri diretti, ma coach Messina sa che per vincere questo scudetto, dovrà pretendere il massimo dai suoi giocatori, perché la Virtus non ha nessuna intenzione di fare la vittima sacrificale, e si giocherà tutte le sue chanches fino all’ultimo minuto.

In un campionato che ormai non sembra neanche più italiano, potrebbero essere comunque ancora i giocatori nostrani a fare la differenza, e sotto quest’aspetto, Bologna sembra essere messa meglio, con nazionali come Belinelli, Ricci, Pajola ed Abass che sono un valore aggiunto per coach Djordjevic, mentre Messina, di fatto, utilizza solo Datome e Brooks, con Biligha e Moraschini in campo solo per qualche minuto, e Cinciarini e Moretti relegati in fondo alla panchina, così il roster infinito milanese in Eurolega, in campo nazionale si riduce ad una “semplice” rotazione a dieci, mentre Bologna manda sul parquet tutti e 12 i giocatori, tutti pronti a dare il proprio 110%.

Poi, a livello di stranieri, potrebbe uscire tutta la classe a disposizione di Messina, costretto comunque a mandarne in campo solo sei alla volta, pur con la possibilità di cambiarli ogni sera, anche se Shields, Punter, Leday e Hines sembrano insostituibili, e a fare la differenza sarà il rendimento di Tarczewski e Delaney.

Ma il duello chiave sarà il duello tra Rodriguez e Teodosic, forse i play più forti del Vecchio continente, con il serbo che sta giocando dei playoff ad altissimo livello, ma sappiamo che gli basta poco per uscire dai binari, mentre lo spagnolo è sicuramente più continuo ed affidabile.

IL PRONOSTICO DI PU24.IT:

Come abbiamo visto, le prime due gare possono essere già decisive, e se Milano manterrà il fattore campo, e si porterà sul 2 a 0, la finale potrebbe già essere decisa, ma, se la Virtus dovesse vincerne almeno una, si aprirebbero scenari interessanti, con la possibilità che si arrivi anche ad una gara sette dagli esiti imprevedibili.

Due i giocatori chiave: Datome per Milano e Teodosic per Bologna, con l’italiano che ancora non ha mai fatto veramente la differenza e sembra aver intrapreso la fase discendente della carriera, mentre il serbo dovrà riuscire a restare calmo e tranquillo ogni sera, e far vedere che la nomea di perdente non gli è cucita addosso.

Milano – Bologna 4-2

 

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