Al teatro di Novilara la poltrona rossa di “un posto occupato”

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8 giugno 2021

PESARO – C’è una nuova sedia rossa, a Pesaro, che ricorda le donne vittime di violenza: è quella collocata sabato 5 giugno, nel teatro all’aperto di Novilara che ha ospitato l’appuntamento promosso dal Quartiere 3 “Colline e Castelli” di Pesaro in collaborazione con Percorso Donna.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito della campagna nazionale “Un posto occupato” ideata per tenere alta l’attenzione sul fenomeno della violenza di genere.

Presente l’assessora con delega alle Pari opportunità Giuliana Ceccarelli: «Prosegue il percorso di conoscenza e di educazione per contrastare la violenza di genere. Un percorso che l’Amministrazione comunale sta portando avanti con impegno tra la cittadinanza e, in particolare, nelle scuole, e che coinvolge la grande rete di associazioni presenti nel territorio». Numerose le iniziative messe in campo, tra cui il progetto “L’Armadio”: «Coordinato da Labirinto e Percorso Donna, l’iniziativa si propone come supporto al recupero degli uomini maltrattanti. Le tante richieste di partecipazione pervenute sono un segnale della consapevolezza degli uomini che comprendono la loro necessità ad essere rieducati. Ma c’è ancora tanto da fare».

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«Si fa memoria così di quanto accaduto l’11 dicembre del 2020 – ha concluso Ceccarelli nel ricordare il femminicidio avvenuto a Novilara –  con la speranza che il mantenere alta l’attenzione aiuti le donne vittime di soprusi ad alzare la testa e a non sentirsi più sole. Solo la cultura del rispetto, della lotta all’odio ci potrà salvare. Ringrazio il Quartiere 3, in particolare Francesca Tomassoli, per l’iniziativa: eventi culturali di questo spessore ci aiutano a ricordare, a riflettere e a capire che, insieme, è possibile farcela».

Ad arricchire l’appuntamento sono stati gli apprezzati interventi poetici di Livia Corbelli e quelli musicali proposti da Tommaso Bacchielli che si sono alternati sul palco prima dell’intervento del vicesindaco Daniele Vimini: «In una battaglia complessa come quella del contrasto alla violenza di genere conta ogni iniziativa, ogni progetto. Il posto occupato per una donna che non c’è più serve a costruire una presa di coscienza collettiva su cui lavorare ogni giorno, ogni volta che si incontra una sedia rossa».

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