Il meglio (da tutto il mondo per studiare la Bicipolitana) e il peggio (da tutto il mondo per studiare come andare in bicicletta sui marciapiedi)

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11 giugno 2021

Mister Pressing
Il meglio: le piste ciclabili pesaresi conquistano il mondo. Il Comune di Pesaro è sempre sul pezzo quando vuole incensarsi. Così ha annunciato che  da tutto il mondo arriveranno tecnici per imparare cosa è la Bicipolitana. Noi amiamo la Bicipolitana, ne siamo fruitori da anni, ma…
La segnaletica verticale è inequivocabile,  ma i ciclisti utilizzano il marciapiede di Via De Gasperi come fosse Bicipolitana.  Vigili urbani e Comune assenti

La segnaletica verticale è inequivocabile, ma i ciclisti utilizzano il marciapiede di Via De Gasperi come fosse Bicipolitana. Vigili urbani e Comune assenti

Il peggio: da tutto il mondo a Pesaro per studiare la Bicipolitana. Dal comunicato del Comune: arriveranno “da Linz e Cape Town, da Dublino e Atene, ma anche  dal Perù” per studiare la Bicipolitana e impareranno come utilizzare da piste ciclabili i marciapiedi delle loro strade. Pesaro è  grande esperta.

Il peggio: Salvini e i camerieri a 600 euro al mese. Immancabile nella nostra rubrica, Salvini l’ultima l’ha servita in diretta su Rai News. Dimenticando di avere contribuito al Reddito di cittadinanza con il voto della Lega, ha affermato: “Non ci sono gli imprenditori sfruttatori. Molto semplicemente: se tu prendi 600 euro per stare a casa a guardare la televisione e ti offrono 600 euro per andare a fare il cameriere, la soluzione la lascio intuire“. Dunque, la colpa è del Redito di cittadinanza.
Il meglio: la Sammontana. Perché alle porte della  Sammontana, azienda di Empoli che produce, per sé e per altri, i “gelati all’italiana”, c’è la fila di giovani e meno giovani? “Ha bisogno di 350 stagionali, si sono proposti in 2.500” (fonte Corriere della Sera). Semplice, perché offre una paga adeguata al lavoro che viene svolto. “È un’azienda seria — ha spiegato al Tirreno, quotidiano livornese, Rossano Rossi, segretario della Cgil di Lucca— riconosce i diritti ai suoi lavoratori e, ogni mese, dà ai suoi dipendenti uno stipendio medio che consente loro di vivere in modo dignitoso. Questa vicenda smonta, qualora ce ne fosse bisogno, la narrazione secondo cui la mancanza di lavoratori stagionali è causata dal Reddito di cittadinanza, o peggio dalla pigrizia delle nuove generazioni. Una bufala colossale cavalcata persino da qualche illustre esponente politico e rilanciata in modo acritico da alcuni mezzi d’informazione“. Ovviamente quelli che legge Salvini. Ah, no, l’illustre non era riferito a lui.
Il peggio: Mario Draghi e le tasse sulle multinazionali. Un passo storico verso una maggiore equità fiscale“, ha commentato Mario Draghi, dopo che i ministri delle Finanze del G7 hanno trovato un accordo per tassare – quando non si sa – al 15 per 100 le multinazionali che evadono il fisco grazie alla complicità dei paradisi fiscali, fra i quali alcuni paesi europei. Ovviamente, i cantori di Draghi non hanno perso tempo. La Repubblica in prima fila: La spinta del governo dietro la riforma, ha titolato, domenica 6, il quotidiano degli Elkagnelli che pagano le tasse in Olanda, uno dei paradisi fiscali. Peccato, signor Draghi e La Repubblica, che – giusto per fare un esempio – Microsoft nel 2020 abbia fatto profitti in Europa per  220 miliardi di euro e non abbia pagato un centesimo. Non a caso, da Amazon a Facebook, è stato un coro di ringraziamenti per l’accordo raggiunto a Londra.
Il meglio: “Un grande accordo sulle tasse? Ci prendono per imbecilli”. Parole di Thomas Picketty, economista della Paris School of Economics, che ha aggiunto: “È un accordo scandaloso. Dare alle grandi multinazionali il privilegio di pagare il 15% di tasse significa riconoscere loro il diritto di pagare meno di quanto debbano fare le piccole e medie imprese, come del resto la maggior parte delle persone e in generale la classe media. Se tutti pagassero il 15 per cento andrebbe bene, ma sappiamo che non è possibile se vogliamo avere trasporti, scuole, sanità pubblica. A finanziare queste cose rimane ancora una volta la classe media, mentre a chi può permettersi sedi distaccate in paradisi fiscali facciamo lo sconto. Di fronte a tutto questo parlare di un grande risultato è disdicevole, ci prendono per imbecilli?“.
Il meglio: tassare solo i poveri. Un’idea nuova, geniale: i ricchi e i super ricchi sono pochi, inutile dargli la caccia. Meglio continuare a tassare i poveri. È vero, hanno poco ma sono tantissimi e non possono sfuggire al fisco. Ah, non è una nuova idea, non è un’idea geniale  perché esiste già? Scusate…
Il peggio: Beppe Grillo. A fine marzo Grillo si è presentato a sorpresa all’assemblea congiunta dei parlamentari 5 stelle  insieme con il ministro per la Transizione ecologica, Cingolani. Un sostegno  fiducioso, convinto al ministro “ambientalista“. Un autogol degno del miglior Comunardo Niccolai. Cingolani passerà alla storia come uno dei peggiori ministri  dell’ambiente. Non  a caso, ha esultato, con Salvini, altro ambientalista convinto, perché l’Europa consentirà all’Italia di continuare a usare strumenti monouso in plastica, particolarmente inquinanti. “Abbiamo dato respiro alle nostre aziende: la sostenibilità è un equilibrio tra istanze diverse“, ha dichiarato Cingolani al Corriere della Sera. Tutta l’Europa s’impegna per ridurre l’inquinamento, ma il governo italiano, con Cingolani, sta con Salvini: “Ecologia ed economia devono andare avanti insieme“. Una frase priva di senso. Come quella spesa da Grillo per Cingolani.
Il meglio: La Giornata per la Terra. Ripristina la nostra Terra. Riduciamo il nostro impatto e rimediamo ai danni del passato: questo il tema scelto per l’edizione 2021 della Giornata della Terra, che si è svolta i giorni scorsi. Cingolani e Grillo erano esentati.
Il peggio: Il Tg3 Marche. Un servizio del TgMarche sulla Giornata della Terra ha preso spunto dall’inaugurazione di una nuova struttura nel Parco del San Bartolo, mostrando immagini della Montagnola, tra Casteldimezzo e la Vallugola, mentre  passano ciclisti in mountain bike in un’area vietata alle biciclette. La peggiore pubblicità possibile.
Il peggio: l’Ente Parco del San Bartolo. pu24.it ha  pubblicato un articolo per denunciare gli incivili che,  pedalando, camminando o girando in auto, abbandonano bustine di gel, pacchetti di sigarette, mozziconi e mascherine ai margini della Strada Panoramica, sul San Bartolo. L’Ente Parco cosa ha fatto per evitare l’immondezzaio a cielo aperto?
Il meglio: Claudio Marchisio, i piedi sono buoni, il cervello di più. L’ex centrocampista della Juventus, oggi commentatore dell’Italia sulla Rai, dimostra ogni  giorno di non avere solo piedi buoni. Il cervello è anche meglio. “Da sempre e per sempre con la mano sul petto. Abbiamo solo un pianeta. Non amo le barriere, se non sui calci di punizione“, è la sua presentazione su Instagram, in cui ha scritto “Siamo il Paese dell’integrazione quando sei un giovane talento o quando segni il gol decisivo in una partita importante, ma che si rifiuta di essere servito al ristorante da un ragazzo di colore. Siamo il Paese dell’integrazione quando l’atleta vince la medaglia alle Olimpiadi. Siamo il Paese dell’integrazione che cerca improbabili origini italiane quando l’attrice che ci fa emozionare vince il Premio Oscar, ma che quando in classe con i propri figli ci sono dei ragazzi di colore storce il naso“.
Il peggio: chi dà sempre ragione agli stranieri. Diciamoci la verità: le parole di Claudio Marchisio dovrebbe appartenere a tutti noi. Però c’è chi fa di tutto per farci cambiare idea. Ad esempio gli stranieri che disprezzano le nostre idee e calpestano le nostre regole. Peggio di loro, chi li difende sempre, anche quando sbagliano, e accusa di razzismo chi pretende che si comportino correttamente. “Bisogna capirli, non sono come noi“, dicono i falsi buonisti, spesso agenti di polizia, funzionari dei servizi sociali o delle associazioni che si occupano dell’accoglienza. E non s’accorgono che questa frase è intrisa del peggiore razzismo.
Il peggio: il calcio-spezzatino di “cosa loro”. Pensando alle dichiarazioni indignate, scandalizzate dei dirigenti  e dei politici italiani – Draghi in testa – subito dopo la notizia che 12 club avevano dato vita a una Superlega, viene da ridere pensando che il prossimo campionato di serie A  sarà il peggiore degli spezzatini. Si dovrebbe giocare, come chiede Dazn che ha l’esclusiva, dal venerdì al lunedì sera, senza alcuna contemporaneità. Dirigenti e politici hanno dimenticato in fretta la loro dichiarazione d’amore: “Il calcio è di tutti, soprattutto dei tifosi, non di pochi club“.
Il peggio: Malagò. Il presidente del CONI ha le idee chiare: “La Superlega? Non è che ti puoi svegliare la mattina e fare una cosa privatistica. A meno che non esci dal sistema, come l’NBA, che però non risponde a nessuno della pallacanestro. Mentre il calcio risponde a Federazioni, Uefa e Fifa. La NBA è un unicum che non risponde a nessuno. Invece c’è un tema di regole, di doping, di giustizia sportiva, di giocatori da prestare alle nazionali“. Scusi, Malagò, lei viene (anche) dal basket, visto che è stato vice presidente della Virtus Roma, ma dovrebbe informarsi: e le società che partecipano all’Eurolega non hanno le stesse regole? Se questo è il massimo rappresentante dello sport italiano significa che siamo messi davvero male.
Il peggio: Legabasket come il Wwf: Tonut Mvp. Copiando la moda americana, anche Legabasket ha il suo Most Valuable Player, il miglior giocatore. È stato scelto Stefano Tonut, che con tutto il rispetto non è stato il Migliore. Onestamente, sono tanti i giocatori che hanno fatto meglio del triestino di Venezia. Però – in una (il)logica da Wwf, che giustamente tutela l’ambiente – Legabasket ha finito per tutelare gli italiani, che dovrebbero farsi rispettare con le prestazioni, non grazie al voto degli sciovinisti.
Il meglio: Gianluca Mattioli. Se la pallacanestro italiana tornerà ai Giochi Olimpici il merito è anche dell’arbitro pesarese, di Gianluca Mattioli, purtroppo morto poco meno di quattro anni fa in Spagna, dove si trovava per dirigere una partita di una competizione  internazionale. Gianluca è stato fra gli artefici della crescita del 3 contro 3 e non c’erano dubbi che sarebbe stato designato a dirigere le gare dell’Olimpiade di Tokyo. Gianluca sarebbe stato felice di applaudire le azzurre Chiara Consolini, Giulia Rulli, Sara Madera e Rae Lin D’Alie che hanno conquistato la storica qualificazione.
Il meglio: Niccolò Campriani. Il bicampione olimpico Niccolò Campriani tornerà alle Olimpiadi come allenatore. Due dei tre sportivi rifugiati allenati  da Campriani andranno a Tokyo. Si tratta di Mahdi Yovari, che gareggerà sotto la bandiera dell’Afghanistan, e di Luna Solomon che sarà invece tra i 29 Atleti Olimpici Rifugiati che sfileranno dopo la Grecia alla cerimonia di apertura. A essere accreditato come loro allenatore sarà Campriani stesso: “Non avrei mai pensato di vivere una delle giornate di sport più belle della mia carriera dopo il mio ritiro“. Complimenti!
Il meglio: Davide Gardini. Il figlio d’arte (il padre è Andrea, uno dei miti del volley azzurro; la madre è Novella Cristofoletti, giocatrice che indossò anche la maglia della TeamSystem Fano) non ha dubbi: prima la laurea, poi la pallavolo italiana. Davide gioca a Provo, nello Utah, è schiacciatore nei Cougars della famosa Brigham Young University. Solo dopo avere concluso gli studi universitari tornerà in Italia e proverà a giocare da professionista.
Il meglio: Daniel Hackett. Con il suo CSKA Mosca ha vinto il campionato ed è stato nominato Migliore giocatore. Applausi.
Il peggio: John Elkann cavaliere del lavoro. L’ho tenuta in fondo, per non inquinare gli altri “peggio”, perché questo peggio fa peggio di tutti gli altri. Lo confesso: non amo Mattarella, però lo consideravo politico meno peggio di tanti altri. Ora non più: la nomina di John Elkann Cavalier del Lavoro è quanto di peggio possa proporre un presidente della Repubblica. John Elkann cavaliere del lavoro? Ma di quale lavoro? L’erede di Agnelli ha mostrato, finora, una sola qualità, chiamiamola così: essere il figlio di Margherita Agnelli, figlia di Gianni Agnelli. Niente altro. Scusate il disturbo, ma vi invito a leggere ancora qualche riga dedicata al tema. È una parte di quanto ha scritto Giorgio Cremaschi per MicroMega:
La nomina di John Elkann a Cavaliere del lavoro da parte di Sergio Mattarella simboleggia il mutamento genetico della nostra Repubblica, a parole fondata sul lavoro in realtà dominata dal profitto e dagli affari. Il presidente del gruppo Stellantis, di cui i francesi gestiscono il potere, gli olandesi le tasse e gli americani i programmi produttivi in Italia, può essere cavaliere di qualsiasi impresa tranne che del lavoro. 
John Elkann è uno dei più ricchi rappresentanti di questo mondo ingiusto e nemico del lavoro. La sua famiglia, gli Agnelli, da più di cento anni accumula ricchezza con il contributo fondamentale dei soldi e delle istituzioni pubbliche. Quella ricchezza si è sempre accresciuta, anche quando migliaia di lavoratori FIAT finivano in mezzo alla strada. Eppure quella ricchezza, che quella numerosissima famiglia deve ai lavoratori e a tutto il paese, è oggi accumulata in una finanziaria con sede legale e fiscale all’estero.
John Elkann è prima di tutto un erede fortunato e il suo merito è prima di tutto di far parte della famiglia giusta, per il resto è semplicemente il maggior azionista di una multinazionale che con il lavoro in Italia ha solo debiti, in costante crescita. Egli è un cavaliere del non lavoro e premiandolo Sergio Mattarella rende vuoti ed un poco ipocriti tutti i suoi appelli alla giustizia e all’eguaglianza.

Un commento to “Il meglio (da tutto il mondo per studiare la Bicipolitana) e il peggio (da tutto il mondo per studiare come andare in bicicletta sui marciapiedi)”

  1. EsseGi scrive:

    Se lei ricorda la trasmissione della Rai, della Susy e del marito, mi pare fosse “Turisti per caso” fecero un paio di puntate su Tokyo e mi rimase impresso proprio che le bici dovevano andar sui marciapiedi e non nelle strade…
    Chissà se ancora è così…

    Ma vorrei che si facesse qualcosa per il FarWest del sottopasso dei Cappuccini che è proprio il segno della maleducazione delle persone di tutte le età, che purtroppo son quasi la totalità, che pur di non scendere dalla bici passano i dissuasori per percorrere quei pochi metri di discesa e prender quel poco di velocità ma che non è sufficiente per fare la salita… E lo fanno a grave rischio e pericolo di chi transita a piedi ed è sceso pure dalla bici…

    Vorrei tanto che un vigile ma in borghese controllasse e facesse una relazione al Comune perché si renda impossibile percorrere quei pochi metri fregandosene di leggi e di buonsenso…

    Troppo impegnati a lodarsi che a fare…

    Come il cavalcaferrovia dove non si vede mai nessuno al lavoro, chissà quando finiranno…

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