Il meglio (il vice sindaco di Parigi) e il peggio (il sindaco di Pesaro)

di 

25 giugno 2021

Mister Pressing
Il peggio: il sindaco di Pesaro.Da via Rossini alla palla senza auto in mezzo. Viale della Repubblica sarà la nostra rambla”. Il progetto è – sinceramente – da applausi. Sarebbe fantastico per Pesaro. Assai più del Viale Trieste estivo. Però il sindaco dovrebbe informarsi prima di parlare. Sulle ramblas di Barcelona il traffico automobilistico è consentito.
IMG_9378Il peggio: il sindaco di Pesaro. “Ciclabili: finanziata la ciclabile di Vismara e via Fratti. Faremo la ciclabile anche in viale Cialdini. Così sforiamo i 100 km”. In Viale Cialdini la ciclabile esiste già: il marciapiede lato monte. Con la complicità di Amministrazione comunale e polizia municipale, e tanti rischi per i pedoni, soprattutto per i clienti dei numerosi negozi.
Il meglio: il sindaco di Pesaro. Bisogna essere onesti e dare a Cesare quel che è di Cesare. Ad avercene, in Italia, di sindaci così innamorati della propria città. Il problema di Ricci è che fa pensare a un primo cittadino che pensa più a se stesso, incapace di accogliere le critiche, soprattutto quelle in buona fede ma anche le proposte, di chi, come lui, è innamorato di Pesaro. È talmente innamorato di se stesso che non riesce a vedere, tanto meno a riconoscere, gli errori che commette.
Il peggio: la sagra della pentolaccia in Viale Trieste. Bisogna essere quanto meno miopi a contestare chi sostiene che Riccione e Rimini abbiano un lungomare migliore di quello di Pesaro. Ma guai a chi contraddice Matteo Ricci. Con tutto il rispetto, ci sembra che l’ambientazione sia non solo provinciale, con le “lampade” appese che riportano i simboli della città, dal mare alla bicicletta alla musica, ma addirittura da sagra della pentolaccia. Ricordate quel gioco praticato nel tempo che fu, quando i partecipanti, bendati, cercavamo di colpire con un bastone la pentolaccia, per romperla e provocare una pioggia di dolci?
Il meglio: Matteo Ricci impari dal vice sindaco di Parigi. Dopo un incidente, provocato da due donne in monopattino, che ha causato la morte di Miriam Segato, italiana di 31 anni, cameriera in un ristorante parigino, David Belliard, vicesindaco ecologista, molto attivo nella promozione dell’utilizzo di biciclette e monopattini, ha dichiarato che “prima di tutto conta  la sicurezza dei più vulnerabili, i pedoni. Questa sicurezza è fra le mie priorità”, ha concluso, sollecitando gli inquirenti a identificare le investitrici. Sosteniamo da sempre che (anche) a Pesaro i meno tutelati sono i pedoni. pu24.it ha fornito decine di testimonianze, corredate da immagini, ma niente è cambiato. Proprio sabato, all’ora di pranzo, abbiamo notato un giovane in monopattino che, provenendo da Via Gagarin e andando contromano, proseguiva verso Via Giolitti occupando anche lo spazio pedonale del ponte sul Foglia. Domanda agli assessori competenti e alla comandante la polizia municipale: quanti controlli sono stati fatti ai fruitori dei monopattini, quante contravvenzioni sono state elevate a chi li utilizza sui marciapiedi, magari trasportando un passeggero?
Il peggio: i ciclisti. Non tutti, la grande maggioranza. Dicono che il ciclismo sia uno degli sport più ecologici, verissimo, non ci sono dubbi, ma lo praticano i…  ciclisti. Ultimo esempio: venerdì 18 giugno, ore 7,20, Fosso Sejore, sottopassaggio ferroviario. Malgrado il semaforo sia rosso per chi viene da Fano, una coppia, probabilmente marito e moglie, arriva e non si ferma, passa con il rosso. Lei interviene, ma non per fermare il compagno di bicicletta: “Rallenta e tienti stretto a destra”. Si fossero fermati avrebbero perso un minuto, non il Tour de France. Ma ai ciclisti non piace rispettare le norme del Codice della Strada.
Il peggio: podisti e camminatori che vanno a destra. Una tranquilla mattinata sulla pista ciclabile del mare da Viale Trieste a Fosso Sejore: c’è chi corre a destra e chi cammina – anche in gruppo – e lo fa nella stessa direzione, a destra. Nel giro di un’ora, registrati 7 (tre uomini e quattro donne) che rispettano le regole e corrono o camminano a sinistra. Altri 91 vanno a destra. E hanno anche da ridire se tu cammini a sinistra, perché in Italia chi è ignorante è anche prepotente. E tu devi mettere in continuazione la mascherina per evitare di ricevere il respiro e gli sputacchi di chi corre, ignora le regole e non conosce l’educazione.
Il peggio: lo Stato finirà per chiedere scusa ai Benetton. Manca solo l’ultimo passo, poi, oltre al danno procurato da Autostrade per l’Italia a Genova e soprattutto alle famiglie delle vittime dell’omicidio del Ponte Morandi, s’arriverà anche a questo. Perché in Italia i potenti hanno sempre ragione e tanti cani da guardia che li proteggono.
Il peggio: Patrick Zaki, compleanno in carcere. Ha compiuto trent’anni e li ha dovuto festeggiare in un carcere egiziano, dove si trova rinchiuso dal 7 febbraio 2020. Il giorno di Italia – Svizzera – pensate voi – ha fatto gli auguri agli azzurri, ma è stato ignorato dai giocatori, dallo staff tecnico e dai dirigenti. Studente universitario a Bologna, attivo esponente di Egyptian Initiative for Personal Rights, associazione per i diritti dell’uomo in Egitto, è in carcere innocente. Cosa fa l’Italia per aiutare un innamorato del nostro paese? Al momento, niente. Forza Zaki, noi facciamo il tifo per te, augurandoci di rivederti presto, libero, in Italia, magari da cittadino italiano.
Il meglio: Roger Waters e il vaffa… ai soldi di Zuckerberg. Il bassista dei Pink Floyd ha risposto così alla richiesta della società di Mark Zuckerberg di utilizzare il meraviglioso brano Another Brick In The Wall Part II per un video promozionale di Instagram.  “C’è questa lettera che mi è arrivata da Mark Zuckerberg. Mi è arrivata con l’offerta di una cifra davvero enorme e la mia risposta è stata: Vaffa…! Non se ne parla!”, ha raccontato Waters durante un incontro dedicato a Julian Assange, l’uomo che ha scoperchiato i segreti sulle vergogne di cui si sono macchiati governi di tutto il mondo, a incominciare dagli Stati Uniti d’America. Magari alle parole di Another Brick In The Wall Part II –  I don’t need no arms around me/ And I don’t need no drugs to calm me/ – aggiungerà I don’t need your money, Mark 
Il meglio: dal 21 giugno siamo in estate. Lo ha stabilito il DPCM firmato da Mario Draghi. Il generalissimo Figliuolo si è adeguato: “Abbiamo dato una spallata alla primavera!.
Il peggio: Ci pensa lui. A pensarci bene, credo che neppure la signora Maria Serena Cappello abbia mai pensato, men che meno detto, “Ci pensa lui”. Chi è la signora? Ma è la moglie di Mario Draghi, colui al quale un noto quotidiano ha dedicato il seguente titolo: Vaccini, stato d’emergenza, Ci pensa lui. Sono esaurite tutte le scorte di saliva.
Il peggio: Titolo oscenità della settimana. La libertà di licenziare non sarà una catastrofe. Ovviamente riguarda gli altri, gli operai, i dipendenti di aziende che, dopo avere ricevuto soldi dallo Stato, delocalizzano, trasferiscono l’attività in altri paesi dove pagano meno e guadagnano di più. Scritto da giornalisti che senza i contributi pubblici non riceverebbero lo stipendio. Non citiamo la fonte, fogli così non meritano pubblicità.
Il peggio: la stampa italiana. Dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia, si è trasformata nel cane da riporto.
Il peggio: ove mai fosse vero… da un giornalista autorevole, comunque presunto tale, qual è Paolo Mieli, già direttore de La Stampa e del Corriere della Sera, oggi conduttore di Passato e presente, trasmissione di storia su Rai Tre, ci si aspetterebbe che non desse i numeri, ma distribuisse certezze. Invece, ospite di Otto e mezzo su La7, ha dato l’assalto all’ex commissario Arcuri, esaltando le prodezze del generalissimo Figliuolo. Solo che, gettando sul tavolo un poker servito, ha azzardato numeri improbabili. “Quando è arrivato Draghi ha trovato che Conte e Arcuri avevano ordinato e acquistato mascherine per 763 settimane, 14 anni e mezzo”. Ora, fosse vero, Arcuri dovrebbe nascondersi tra i ghiacci del Polo Sud. Ma è vero? Il problema è che Mieli ha detto più volte “ove mai fosse vero”. Ma come fa ad azzardare accuse senza fornire prove? Infatti, se fosse così, perché mai il generalissimo avrebbe ordinato l’acquisto di altri 15 milioni di mascherine?
Il peggio: L’ultimo step delle Marche finalmente zona bianca. Titolo in prima pagina di un quotidiano regionale. Visto che c’era titolare in inglese. Perché nelle Marche, cari miei, parliamo solo inglese e non conosciamo la parola italiana passo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>