Un libro alla settimana: Sentieri di ghiaccio

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3 luglio 2021

Sentieri di ghiaccio di Herzog

Sentieri di ghiaccio di Herzog

Ricevere un libro in dono è sempre un grande piacere. A maggiore ragione se a regalartelo è un caro amico, compagno di camminate quotidiane, al freddo e al caldo.

Vista la stagione, un libro perfetto, anche per “rinfrescarsi” un po’ dopo una lunga camminata al sole, con la temperatura esterna che supera i 30 gradi.
Sentieri di ghiaccio è la storia di “un viaggio  in certo modo straordinario”, è scritto nella “sopraccoperta”, se preferite il pieghevole che diventa seconda di copertina.
È la storia di un viaggio che l’autore, Werner Herzog, ha fatto a piedi da Monaco di Baviera a Parigi, dove andava a visitare Lotte  Eisner, studiosa del cinema tedesco, soprattutto amica del famoso regista. Un’amica malata che meritava un viaggio ai confini della realtà.
Una ragione importante che spinge il regista di film conosciuti e amati a intraprendere un viaggio che anche ai nostri giorni sembra impossibile.
Strade, boschi, paesi squassati da temporali e bufere di neve, villaggi esteri e campi disabitati: è questo il paesaggio che percorriamo insieme a un uomo che compie il più anacronistico dei gesti”, è scritto ancora.
Confesso che da appassionato camminatore ho nutrito qualche dubbio sulla veridicità del racconto di un viaggio effettuato in pieno inverno, nel 1974. Non mi ero sbagliato quando, nel dicembre 2020, avevo contestato la storia dell’uomo che sarebbe partito da un paese vicino a Como per raggiungere, a piedi, Fano.
Tutti gli organi d’informazione avevano ripreso la notizia, dandola per scontata, vera, senza fare alcun controllo. Invece è impossibile, per una persona priva di preparazione fisica, di materiale tecnico a incominciare dalle scarpe, camminare 450 chilometri in una settimana, senza adeguato riposo, senza la giusta alimentazione, senza potere curare i propri piedi.
Ovviamente, i giornalisti italiani, poco adusi a verificare i fatti prima di pubblicare le notizie, hanno dato per scontato che l’uomo, un 48enne, diretto al santuario di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo, avesse potuto contare sull’aiuto dall’alto.
Fosse davvero così, chi si dirige ogni anno a Santiago di Compostela a rendere omaggio a San Giacomo, non avrebbe problemi a percorrere anche mille chilometri. Invece ho visto decine e decine di giovani  e meno giovani tornare a casa con i piedi devastati, arrendersi alle vesciche, alle tendiniti, abbandonare il cammino dopo pochi giorni.
Dunque, come potrebbe essere riuscito il famoso regista nell’impresa di camminare per circa 840 chilometri – la distanza minima tra Monaco di Baviera e Parigi – in sole tre settimane calzando (anche) gli stivali? Un’impresa clamorosa, un vero mistero.
Però il libro si fa leggere e aiuta a credere che il racconto non sia fantasia ma realtà. Insomma, invita ad avere fiducia nel racconto di Werner Herzog.
Sentieri di ghiaccio, di Werner Herzog (Ugo Guanda Editore)

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