Basket verso Tokyo, una grandissima Italia ritorna ai Giochi Olimpici

di 

4 luglio 2021

Italia del basket alle Olimpiadi

Italia del basket alle Olimpiadi

Conosciamo già tre qualificate ai Giochi Olimpici di Tokyo: Italia, Germania e Slovenia. La quarta sarà un’altra europea. Questo il verdetto dei quattro tornei preolimpici disputati in Lituania, Croazia, Serbia e Canada. L’aspetto più clamoroso è che nessuna delle quattro squadre organizzatrici andrà in Giappone.

Belgrado, la più bella partita azzurra dai Giochi di Atene 2004
Serbia – Italia 95 – 102
(22-28; 23-29; 18-23; 32-22)
Serbia: Petrušev 22 (6/6; 0/1), Teodosić 5 (1/2; 0/6), Bjelica 5 (1/2; 1/6), Kalinić 2 (1/1; 0/1), Milosavljević ne, Micić 8 (1/1; 1/2), Davidovac ne, Avramović 2 (1/4; 0/1), Dobrić 17 (2/3; 2/3), Andjusić 27 (2/2; 7/12), Marjanović 7 (3/5 da 2). All. Kokoskov
Italia: Spissu ne, Mannion 24 (6/12; 1/5), Tonut 15 (3/9; 2/6), Melli 5 (1/3; 1/4), Tessitori 2 (1/1), Ricci 3 (1/2 da 3), Fontecchio  21 (7/12; 1/4), Abass ne, Moraschini, Vitali (0/2 da 3), Polonara 22 (1/2; 6/8), Pajola 10 (1/3; 2/3). All. Sacchetti.
Statistiche di squadra: Serbia: 18/27 da 2; 11/32 da 3; 26/32 tiri liberi. Rimbalzi 36 (27 difensivi); 11 palle perse,5 recuperate; 24 assist; 117 di valutazione. Italia: 20/42 da 2; 12/34 da 3; 20/23 tiri liberi. Rimbalzi 39 (24 difensivi). 8 palle perse, 7 recuperate. 17 assist. 114 di valutazione.
Una grandissima Italia riporta il nostro basket all’appuntamento più importante: l’Olimpiade. Mancava da 17 anni, ora è di nuovo realtà.
Era dai Giochi di Atene 2004, dalla semifinale con la Lituania, che gli azzurri non disputavano una partita così convincente. A maggiore ragione contro la Serbia, da sempre giustiziera delle ambizioni del basket italiano.
Una prestazione sontuosa da parte di tutti i giocatori scesi in campo, con ben cinque in doppia cifra, con i temuti Micić (migliore giocatore d’Europa), Teodosić, Marjanović e Bjelica diventati comparse di una sfida che alla vigilia poteva essere immaginata a senso unico. Non è stato così e la Serbia si è affidata ad Andjusić, Dobrić e Petrušev.
E ora non si venga a tirare in ballo le assenze dei serbi, pure notevoli, da Jokić a Bogdanović. Sarebbe ingiusto nei confronti dei ragazzi di Sacchetti.
In una sorta di staffetta tra calcio e basket, tra la Nazionale di Mancini e quella di Sacchetti, gli azzurri hanno messo a tacere il tifo di Belgrado. In campo tante facce smarrite, quelle dei serbi, tante facce sorridenti, quelle italiane. Non solo per il risultato, soprattutto per il bel gioco.
La velocità azzurra ha cancellato il temuto Marjanović. Così, sotto gli occhi di coach Obradović, un mito del basket continentale, tornato alla guida del “suo” Partizan, ora Mannion, formidabile, ora Fontecchio, strepitoso, ora Polonara, ormai uno dei più forti giocatori europei, ora Tonut, ora il bravissimo Pajola che, dopo avere gioito in campionato insieme con Teodosić, stasera gli ha negato la gioia di un viaggio a Tokyo, hanno fatto saltare i meccanismi difensivi della Serbia, travolta dalle folate tricolori. Neppure quando la squadra di casa ha recuperato lo svantaggio iniziale (18-26) e si è portata sul 36-32 l’Italia è andata in difficoltà. La reazione è stata immediata e all’intervallo, tirando con grandi percentuali anche dalla grande distanza, azzurri sopra di 12: 45-57.
Ci si attendeva la reazione serba, ma l’Italia l’ha anticipata prima con una tripla di Melli, poi con quella di Polonara. Il gelo è sceso sulla Aleksandar Nikolić Arena, il sacro furore azzurro ha acceso il cuore di chi era a Belgrado o davanti alla Tv. Un festival concretizzato da Pajola con la tripla che ha fissato il più ventiquattro: 49-73. Mancavano ancora 15 minuti e qualche spicciolo, un tempo lunghissimo che però, malgrado la disperata, rabbiosa reazione finale della Serbia (95-102) è diventato una passerella, sognata alla vigilia, attesa da 17 anni, che porta da Belgrado a Tokyo. Grande Italia!
Kaunas, la tripla doppia di un mostruoso Dončić manda la Slovenia in paradiso
Lituania – Slovenia 85 – 96
(24-28; 28-24; 17-28; 16-16)
Lituania: Sabonis 9, Valančiūnas 14, Kalnietis 14, Jokubaitis 3, Grigonis 10, Bendžius 11, Dimša 3, Kuzminkas ne, Lekavicius 4, Giedraitis 3, Butkevicius 14, Masiulis ne. All. Maskoliunas.
Slovenia:  Dončić 31, Blažič 16, Čančar 18, Čebasek ne, Dimec 2, Dragič 9, Horovat ne,  Murič, Nikolič, Prepelič 7, Rupnik ne, Tobey 13. All. Sekulič.
Statistiche di squadra: Lituania: 20/35 da ; 10/27 da 3; 15/25 tiri liberi. Slovenia: 22/39 da ; 13/31 da 3; 13/18 tiri liberi.
La Slovenia dei fenomeni. Non solo Tadej Pogačar, che sta dominando il Tour, dopo avere vinto la precedente edizione. Anche Luka Dončić , fenomeno universale della pallacanestro. Con il suo campione il piccolo paese che ha festeggiato pochi giorni fa i 30 anni di indipendenza vola all’Olimpiade.
“L’oro olimpico vale più del titolo Nba”, ha dichiarato Luka Dončić. Sarà vero? A Tokyo l’ardua sentenza. Intanto, per, è un grande merito esserci, dopo avere messo in bacheca l’ultimo titolo europeo che si è giocato (Istanbul 2017).
Una tripla di Dragić, seguita dal sesto punto di Luka Dončić dà il più 10 sloveno: 18-28. Valančiūnas guadagna molti falli, ma è impreciso dalla lunetta: 2/6.  Comunque per centro dei Memphis Grizzlies 10 punti e 3 rimbalzi al primo riposo, certificato da una tripla di Grigonis che accorcia le distanze alla fine dei primi dieci minuti nel segno degli attacchi: 24-28.
La Slovenia si è inceppata e un altro tiro pesante (Butkevicius), più un libero su due di Jokubaitis, concludono un 12 a 0 lituano. Gli sloveni recuperano immediatamente (30-32), ma una tripla del “sassarese” Bendžius li caccia indietro. È un bel guardare due squadre ricche di talento che amano il tiro da 3: 4/7 lituano, 5/12 sloveno. Semmai alla squadra di casa manca la precisione ai liberi: 4/10 (contro il 5/6 sloveno). Entra in partita Sabonis: 7 punti e 4 rimbalzi. Ma Dončić è già a quota 18 (8/12 da 2 e 2/3 dalla lunetta; con l’aggiunta di 4 rimbalzi e 5 assist. Con il “re di Dallas” sul parquet la Slovenia ha un +/- di 10. Però la partita è in equilibrio: 44-47. Ancora Bendžius dalla grande distanza per il sorpasso interno: 49-47. Al riposo la parità è perfetta: 52-52 (tripla di Kalnietis).
A spezzare l’equilibrio ci pensa… E cui se non Luka, che non segna ma fa segnare con assist deliziosi e cattura rimbalzi. Il suo passaggio per la tripla di Čančar è l’inizio della fine per la Lituania: 52-61. Sullo slancio arriva il più 12 esterno: 59-71 (24’31’’). La reazione baltica è impressionante: tripla di Giedraitis ed è 69-71 sul tabellone (26’58’’). Tutto da rifare? Sì, anzi no. Ci pensa sempre Luka, che in poco più di 30 minuti è a quota 31 punti, 11 rimbalzi, 13 assist e 42 di valutazione (su 110 della sua squadra). Una tripla doppia, come le tante in Nba. Come ha commentato il quotidiano sportivo spagnolo Marca, “se giocasse su Plutone, farebbe ugualmente una tripla doppia”. Il titolo del giornale di Madrid è adeguato: Escándalo de Doncic para ir a los Juegos: España se cruzará con un monstruo. C’è bisogno di traduzione?
Ma la Slovenia non è solo il suo fantastico giocatore. Quando Luka va a prendere fiato, Čančar segna il più 16: 69-85 (32’50’’). Eppure non è ancora finita. La Lituania ha orgoglio e s’arrende solo al 39’, sul canestro di Čančar,  il giovane di Capodistria, bravissimo.
Spalato, la Germania sorprende il Brasile, niente Giochi Olimpici per Petrović, subito disponibile per la VL
Germania – Brasile 75 – 64
(14-17; 22-17; 16-12; 23-18)
Germania: Bonga ne, Saibou 1, Lo 10, Giffey 8, Wimberg ne, Voigtmann 8, Benzing 13, Wagner 28, Wank ne, Barthel 2, Thiemann 2, Obst 3. All. Rödl.
Brasile: Santos 6, Luz, Benite 9, Huertas 2, Garcia 10, Varejao 14, Meindl 6, Dias, Mariano ne, Hettsheimeir 8, De Paula ne, Caboclo 9. All. Aleksandar Petrović.
Statistiche di squadra: Germania: 15/26 da 2; 9/31 da 3; 18/24 tiri liberi. Brasile: 18/39 da 2; 7/25 da 3; 7/9 tiri liberi.
C’è qualcuno in grado di fermare il Brasile? Il nostro carattere è la nostra migliore opportunità”, ha dichiarato alla vigilia Maodo Lo, 29 punti e 8 assist nella semifinale contro la Croazia, sicuramente uno dei migliori giocatori della nazionale tedesca.
Il carattere non è mancato alla Germania, che ha aperto con due triple di Voigtmann e di Lo e in seguito ha tenuto a lungo il pallino del gioco e del risultato. Un tiro pesante  di Vitor Benite ha ribaltato il punteggio (6-7) e spinto il Brasile sull’8-13. Contro l’attacco pirotecnico delle partite precedenti, la Germania ha il merito di lavorare bene in difesa. La squadra di Petrović sbaglia tanto, troppo, e in 28 minuti segna solo 39 punti (contro i 45 tedeschi). Entrambe le squadre tirano male (17/40 per Lo e compagni, 17/43 per i brasiliani), ma la Germania difende con determinazione i piccoli margini di vantaggio. E centra un risultato impronosticabile alla vigilia. Che il Brasile si sia sentito vincitore prima ancora di scendere in campo? Una cosa è certa, a guadagnarci sarà soprattutto la VL che potrà contare fin dai prossimi giorni sulla presenza di Aleksandar Petrović, che però avrà non poche difficoltà a digerire la delusione per una mancata qualificazione che solo sabato sera sembrava impossibile da fallire. Ma anche questa è la bellezza dello sport, del meraviglioso gioco del basket.
Victoria, clamorosa eliminazione del Canada, la Grecia travolge la Turchia: finale con la Repubblica Ceca
Repubblica Ceca – Grecia è la finale del torneo che si è disputato in Canada ha fatto registrare la sorpresa più clamorosa, la Repubblica Ceca, che ha eliminato la squadra di casa, il Canada, contro la Grecia, la patria dei Giochi Olimpici. La Repubblica Ceca si è imposta (101-103) dopo un tempo supplementare (27-29; 17-23; 16-15; 34-27; 7-9). È sfumata così per Nick Nurse, coach già campione Nba con i Toronto Raptors, l’opportunità di partecipare ai Giochi, dove avrebbe potuto misurarsi con la Spagna del suo ex assistente Sergio Scariolo, che ha lasciato la franchigia canadese per tornare in Italia e allenare la Virtus Bologna, fresca di scudetto. Ai canadesi, che hanno gettato al vento troppi tiri liberi (22/31 contro il 18/23 degli avversari), non sono bastati Barrett (23 punti), Wiggins (22) e Alexander-Walker (21).  Per la Repubblica Ceca 31 punti del 37enne Blake Schilb, 18 di Satoransky (autore del canestro decisivo a  1 secondo e 8 decimi dalla sirena finale con un tiro che prima ha colpito il tabellone poi è andato a segno), 16 di Auda e 14 di Balvín.
Nell’altra semifinale la Grecia ha travolto (81-63) la Turchia che pure aveva incominciato in maniera clamorosa: 22-8 il primo parziale. Poi una gara a senso unico: 12-19; 13-24; 16-30. Ai turchi non sono bastati i 20 punti di Furkan Korkmaz, ala dei Philadelphia 76ers. Migliore dei greci Nick Calathes, playmaker del Barcelona, che si è fermato a 18.
La finale tra Grecia e Repubblica Ceca si gioca nella notte tra domenica e lunedì, alle ore 1,05 italiane.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>