Il meglio (l’Italia di basket e Matteo Panichi) e il peggio (Beppe Grillo, Verratti e il giornalismo Immobile)

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9 luglio 2021

Mister Pressing
Il meglio: i canestri di gioia  dell’Italia di basket. Erano diciassette anni che non provavo le emozioni che mi hanno regalato gli azzurri vincendo la sfida con la Serbia e qualificandosi per i Giochi Olimpici.
La nazionale italiana festeggia la qualificazione ai Giochi di Tokyo. Matteo Panichi è il secondo da sinistra dietro Nico Mannion

La nazionale italiana festeggia la qualificazione ai Giochi di Tokyo. Matteo Panichi è il secondo da sinistra dietro Nico Mannion

Il meglio: la Nazionale di Roberto Mancini. Vincere e convincere, con l’impegno, con il gioco e anche con un po’ di fortuna, che non guasta mai. Leggendo i quotidiani stranieri, la nazionale italiana è tornata a ricevere elogi per il bel gioco. Non accadeva da tempo immemorabile, anche se con la Spagna si è affidato al vecchio caro contropiede. Non resta che completare l’opera.

Il meglio: Luis Enrique. Dopo la sconfitta con l’Italia, l’allenatore della Spagna, un hombre vertical, un uomo con la schiena diritta, ha rilasciato dichiarazioni che dovrebbero essere patrimonio di tutti gli sportivi, e magari anche dei tifosi più intelligenti; sugli stupidi è meglio non contare: “Sono stanco di vedere bambini che piangono, non so perché piangono. Dobbiamo incominciare a gestire la sconfitta, congratularci con gli avversari e insegnare ai piccoli che non si deve piangere per una partita persa, ma che bisogna rialzarsi e felicitarsi con chi ha vinto”.
Il meglio: Matteo Panichi. Fiorentino di nascita, pesarese d’adozione per amore e per sport, Matteo è una delle persone migliori che abbiamo conosciuto nel mondo del basket, e non solo. Negli anni del settore giovanile della Vuelle, Laura Calimici, che seguiva i giovani cestisti biancorossi nel dopo scuola, raccontava di due ragazzi in gamba anche con i libri: Matteo Panichi e Rossano Buonaventuri. Tante stagioni in serie A anche in maglia Virtus Bologna, due scudetti, uno a Pesaro l’altro a Bologna, Matteo era nella Kinder che a Barcelona vinse la Coppa dei Campioni (1998). Finito di giocare, è rimasto nel mondo del basket diventando apprezzatissimo preparatore atletico. È Matteo che cura la  forma dell’Italia che va a Tokyo, ai Giochi Olimpici. Dopo un periodo da consulente dell’Olimpia Milano, Sergio Scariolo lo ha voluto alla Virtus. Complimenti, Matteo.
Il peggio: i Giochi Olimpici senza pubblico. Il primo ministro giapponese Yoshihde Suga ha annunciato  giovedì che lo stato di emergenza sarà prorogato fino al 22 agosto per “evitare possibili  future ondate della pandemia“. Dunque, niente pubblico a seguire le gare. Siamo felici per gli atleti e i tecnici che tanto hanno lavorato per essere presenti alla più bella competizione sportiva. Ma che senso ha un’Olimpiade senza pubblico se non a soddisfare le esigenze di emittenti radiotelevisive e sponsor, di dirigenti che pensano prima a se stessi  che allo sport?
Il peggio: Il giornalismo sportivo è Immobile. La scena a cui abbiamo assistito in occasione del gol di Barella contro il Belgio ha superato anche la peggiore delle previsioni sulla teatralità di molti calciatori italiani. Colpito (forse) da un giocatore belga, Immobile è crollato sul verde dell’Allianz Arena di Monaco, salvo rialzarsi velocemente perché Barella ha segnato, meritandosi le critiche, anche feroci, dei commentatori di tutto il mondo, nel silenzio  – assordante – dei giornalisti italiani, molto più presi a commentare il rigore concesso al Belgio. Barella ha resuscitato Immobile, non la dignità dei giornalismo sportivo italiano, fermo, anzi Immobile.
Il peggio: Verratti. A un tifoso che si è infilato nella festa azzurra sul prato di Wembley dopo il successo sulla Spagna, Verratti si è rivolto come il peggiore dei Marchesi del Grillo. “E tu chi ca… sei?“. Credo che se al posto di Verratti ci fosse stato Vialli avrebbe avuto un’altra reazione, magari dicendogli: “Piacere, Gianluca. Mi fai un autografo?“. Verratti – basta solo sentirlo parlare – è lontano anni luce dai Vialli e dagli altri giocatori che di buoni non hanno solo i piedi.
Il peggio: Billy Costacurta. Esperto di calcio per SkySport, non lesina battute ironiche sui giocatori di altre nazionali, a incominciare da quella spagnola. In particolare ama prendere di mira il capitano iberico Busquets, che gli sta antipatico per i comportamenti in campo. Costacurta farebbe meglio a guardarsi allo specchio.
Il peggio: le telecronache azzurre di Sky. Durante Italia – Spagna il telecronista non ha fatto che urlare contro gli spagnoli che protestavano con l’arbitro. Scusi, Caressa: niente da dire su Chiellini che da sempre, in maglia bianconera o azzurra, è in servizio permanente effettivo contro ogni decisione degli arbitri?
Il meglio: la tecnologia Sky. A mali estremi, estremi rimedi. Grazie alla tecnologia Sky si possono vedere le partite togliendo la voce del telecronista, lasciando solo gli effetti ambientali. Secondo tempo, supplementari e rigori senza la tassa Caressa. Grazie Sky!
Il peggio: Valerie Courtois. I social dei parenti dei famosi sono al centro dell’attenzione dei giornali sportivi che pubblicano in continuazione i loro interventi, spesso a sproposito. Valerie Courtois è una giocatrice pallavolo, quindi una sportiva che dovrebbe capire meglio di altri se un giocatore finge (come ha fatto Immobile) o si è infortunato seriamente, come purtroppo è accaduto a Spinazzola. Purtroppo, Valerie Courtois non è solo il libero dello Stade Français e della nazionale belga: è anche sorella di Thibaut, portiere del Belgio e del Real Madrid. Quando Spinazzola si è fermato, abbiamo capito tutti che si trattava di qualcosa di grave. Valerie no, lei ha scritto subito su Instagram, uno dei maledetti social che ormai contano più di tutto, che si trattava di un “Truken van de foor noemen we dat”, più o meno “conosciamo i trucchi di chi vuole perdere tempo“. Svelta sulla tastiera, assai meno con il cervello.
Il  peggio: Salvini e la Nazionale italiana. Giuro, non lo ricordavo. Però c’è chi ai Mondiali 2010 dichiarava: “Devo ancora decidere se fare il tifo per il Brasile, l’Argentina, la Germania o la Svizzera. Certo non per l’Italia!“. È lo stesso signore che pochi giorni fa ha scritto nella sua pagina Instagram: “Andiamo a Monaco! Andiamo a Monaco! Dai dai dai dai dai! Sì sì sì sì sì!“. Quel signore si chiama Matteo Salvini. Il peggio non è lui, ma chi gli crede.
Il peggio: Danny Makkelie, arbitro di Inghilterra – Danimarca. Il rigore decisivo assegnato agli inglesi è apparso immediatamente assai più che generoso. A pensare male si fa peccato, ma ogni tanto ci si prende, diceva Giulio Andreotti, che di peccati se ne intendeva. Un quotidiano sportivo italiano ha avanzato l’ipotesi che potrebbe essere il primo grazie dell’Uefa per l’impegno di Boris Johnson, primo ministro inglese, contro la Superlega.
Il peggio: Mattarella a Wembley, Draghi sul Britannia? Il presidente della Repubblica ha annunciato che sarà a Londra, nella tribuna d’onore dello stadio di Wembley, a sostenere la Nazionale italiana nella finale per il titolo europeo. Chissà se il presidente del Consiglio Mario Draghi s’accontenterà, come in passato, di un posto nel Britannia, il panfilo della regina d’Inghilterra?
Il peggio: la classifica dei sindaci italiani penalizza l’ego di Ricci. In tutta sincerità ci piacerebbe capire in base a quali voti viene stilata la classifica sugli amministratori italiani che Il Sole 24 Ore propone annualmente. Vedere che viene premiato Fontana, presidente delle Regione Lombardia dopo tutti i problemi evidenziati durante la pandemia risulta incomprensibile. Resta però un dato: Matteo Ricci ha riscosso un gradimento minore rispetto alle elezioni del 2019. È trentesimo, superato nella classifica di gradimento da altri colleghi marchigiani, dai sindaci di Ascoli Piceno, Ancona e Fermo. Un duro colpo per l’ego di un politico che vive di queste piccole (per lui grandi) cose.
Il peggio: Ricci, Beckett, Claudio Lolli e il PalaGodot. Da un sondaggio non ufficiale pare che al sindaco di Pesaro Matteo Ricci non piaccia Aspettando Godot, il dramma teatrale di Samuel Beckett. Meno che meno l’omonima canzone di Claudio Lolli… Pare che qualcuno l’abbia cantata durante un Consiglio comunale: per esser del tutto sincero dirò, che avrei preferito arrivasse (il Pala)Godot. Invece si dovrà attendere almeno un altro anno prima di rivedere il palazzo dello sport di Viale dei partigiani. Appunto, il PalaGodot.
Il meglio: Chiara Ferragni. Lo confesso, non sopporto Chiara Ferragni e quelle come lei, ma di fronte alla discussione sul decreto Zan, il disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2020, in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge approvato dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2020, non posso che stare con lei che ha contestato a Italia Viva di volere oggi il contrario di quello chiesto e ottenuto in passato per sostenere il disegno di legge.
Il peggio: PD e M5S. Continuano a perdere tempo con Matteo Renzi e Italia Viva, dimentichi che con loro c’è solo una strada: chi li conosce li evita. E li lascia in compagnia di Matteo Salvini e della Lega.
Il peggio: Beppe Grillo e M5S eredi di Tafazzi. Stanno subendo ogni giorno la rivincita di chi era stato toccato dalle loro riforme. Draghi, pare dopo una telefonata con Grillo, e il ministro Cartabia hanno cancellato una buona riforma della  giustizia. “Il ministro Cartabia sta facendo un lavoro straordinario!“. Così parlò, giovedì 8 luglio, a SkyTg24, Maria Stella Gelmini, esponente di Forza Italia in seno al Governo Draghi. Se è soddisfatto della riforma un partito che è passato alla storia per avere voluto e approvato una riforma definita “Forza ladri”, come possono i 5 Stelle e tutti coloro che hanno un’idea del tutto contraria continuare a fare parte di questo governo? A meno che non vogliano diventare eredi del peggiore Tafazzi. L’aspetto positivo, nella vicenda, è che è ancora obbligatorio l’uso della mascherina quando si è al chiuso. Solo così i 5 Stelle e il Marchese del Grullo possono salvare la… faccia.
Il peggio: Assange e gli Spudorati Uniti d’America. Il 3 luglio Julian Assange ha festeggiato 50 anni in una prigione inglese, dove si trova ristretto per avere  smascherato chi esalta la democrazia e la libertà ma poi fa tutto il contrario. I documenti pubblicati da Wikileaks hanno smascherato anni di menzogne dei governi, a incominciare da quello degli Stati Uniti d’America, che il giorno dopo, il 4 luglio, hanno festeggiato la festa dell’indipendenza. Gli Stati Uniti d’America nel loro inno hanno anche la frase O’er the land of the free…, sulla terra dei liberi. Spudorati Uniti d’America.
Il peggio: gli alleati degli Stati Uniti d’America, Italia compresa. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ospite a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore statunitense, ha festeggiato il 4 luglio con il segretario di Stato americano Antony Blinken. “Caro Tony – ha detto Di Maio – abbiamo costruito un’alleanza tra Italia e Stati Uniti sulla condivisione dei valori e su scambi proficui tra i nostri due popoli. In nome del popolo italiano e in nome del governo italiano il mio miglior augurio di prosperità per il popolo americano e per lei signor segretario di Stato. Dio benedica l’America”. Di Maio ha dimenticato che Assange, ancora in prigione,  il 6 marzo 2018 aveva salutato così il successo elettorale di M5S: “My congratulations to the 5-star movement which are now the largest party in Italy following Sunday’s elections“. Le mie congratulazioni al Movimento 5 Stelle che dopo le elezioni di domenica è il partito di maggioranza in Italia. Julian Assange fu ospite di una diretta durante un comizio a Palermo di Beppe Grillo, che esaltò il fondatore di Wikileaks. C’erano una volta i 5 Stelle, c’era una volta Beppe Grillo, oggi assurto al ruolo di maggiordomo di Draghi.
Il meglio: Cavendish. Il 10 maggio 2012 Cavendish trionfava sul traguardo di Fano della tappa del Giro d’Italia partita da Modena. Poi raggiungeva l’hotel Astoria, in Viale Trieste, a Pesaro, che ospitava la sua squadra. Ad accoglierlo tanti appassionati. In seguito, una lunga serie di gravi incidenti, tanta sfortuna. Sembrava avviato sul viale del tramonto. Poi il ritorno, prepotente, alla vittoria. Martedì ha conquistato il successo numero 33 nella Grande Boucle, terza vittoria nel Tour 2021. Tutti in piedi per Mark Cavendish!

 

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