La Carpegna Prosciutto riparte da Aza Petrovic: il punto

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15 luglio 2021

Aleksandar Petrovic durante un time-out con il Messico- il suo Brasile è a un passo dall'Olimpiade (Foto Fiba)

Aleksandar Petrovic durante un time-out con il Messico- il suo Brasile è a un passo dall’Olimpiade (Foto Fiba)

PESARO – Viviamo in un’epoca frenetica, in cui tendiamo a dimenticarci le cose in fretta, sia quelle belle che quelle brutte, travolti da una marea di notizie che spesso si rivelano ininfluenti solamente dopo qualche settimana, se non addirittura dopo pochi giorni.

Prendiamo il caso Jasmin Repesa, che appena 12 mesi fa sbarcò al porto di Pesaro, con tanto di yacht, accolto con entusiasmo da una tifoseria appena scampata da una retrocessione pressoché certa, felice di iniziare un progetto triennale che avrebbe potuto portare la Vuelle di nuovo nel basket che conta, e per qualche mese il progetto sembrava ben avviato, con tanto di finale in Coppa Italia raggiunta, e l’obiettivo playoff a portata di mano.

Poi le cose sono finite come sapete, con Repesa che pare abbia provato a instillare qualche goccia di ambizione nella dirigenza pesarese senza riuscirci, ben contento poi di ritornare nella sua amata Fortitudo, dove spera di ritrovare le stesse condizioni di qualche anno prima, ma i tempi sono cambiati, e la Bologna che vince è quella con la V nera sul petto.

Così, per qualche settimana, il clima in casa Vuelle si è fatto grigio, con una squadra che sembrava completamente da rifondare e il progetto che sembrava sfumato per l’ennesima volta, ma il mare è pieno di pesci, e nel giro di qualche giorno, Ario Costa ha chiamato il suo amico Aza, impegnato a portare a Tokyo la nazionale brasiliana, ma voglioso di tornare ad allenare una squadra di club, di restare in palestra tutti i giorni, e non solo per qualche settimana, meglio se in una città conosciuta e che lo apprezza da 33 anni, da quel 1988 in cui giocò nella Scavolini dello scudetto, anche se poi il tricolore arrivò soprattutto grazie a Daye e Cook.

E una volta appesa la canotta da giocatore al chiodo, Petrovic ha iniziato una buona carriera da allenatore, magari con un palmares inferiore rispetto a Repesa, ma qualcosina ha vinto anche lui, e, come ci ha tenuto a ricordare in un’intervista del mese scorso, Repesa è stato il suo vice, sia al Cibona che in nazionale croata, perché gli slavi sono tipi competitivi, che non ci stanno a rimanere dietro alla quinte, sempre pronti a pretendere il meglio da chi li circonda.

E così, un matrimonio che era nell’aria da qualche tempo, si andrà a consumare, dopo anni in cui Petrovic ogni tanto pensava alla “sua” Pesaro, pur “tradendola”, perché lo sport è così, rimanere fedeli è un’utopia irraggiungibile e restare insieme per tre anni è già un’impresa.

Con Repesa la Vuelle non ci è riuscita, spera di farcela con Petrovic, che magari a Pesaro ci tiene un pochino di più rispetto al predecessore, conscio che in riva al Foglia non si naviga nell’oro, anche perché Costa in tutti questi anni di telefonate non gli avrà raccontato storie diverse, ma per costruire una buona squadra non servono solo i soldi, servono persone pronte a remare tutte dalla stessa parte, che preferiscono rinunciare a qualche migliaia di dollari, per giocare sotto un coach che ti apprezza e che riconosce le tue qualità e sa come sfruttarle al meglio, e serve anche una società che ascolti i consigli del coach e che non si impunti, cercando di mantenere le promesse fatte.

Poi, se hai soldi da buttare è tutto più semplice, sia chiaro, ma Pesaro non è la più ricca di tutti ormai dai tempi di Petrovic giocatore, anche se non sembra essere questa l’annata peggiore di tutte, con un budget che dovrebbe essere simile a quello precedente, e una squadra che dovrà assumere una sua fisionomia ben definita, con un nucleo italiano di discreto livello, a cui manca il cambio del play e del lungo.

Per il quintetto, si dovrà trovare il sostituto di Tyler Cain, mentre sembra tutto fatto per l’arrivo dei brasiliani Demetrio nello spot di ala grande e di Caio Pacheco come play titolare: due uomini scelti proprio da Petrovic, e chissà che per una volta, gli dei del basket non guardino con benevolenza alla longitudine est 12°53’28”32 (giocateli ‘sti numeri, non si sa mai).

A quel punto rimarrebbe solo da prendere la guardia titolare e sperare che Petrovic riesca a trasformare Drell, non in un campione, perché per quello non basterebbe Obradovic, ma in uno straniero “normale”, uno in grado di rimanere sul parquet per 20-25 minuti senza sfigurare, e senza quegli alti e bassi che hanno caratterizzato l’ex ragazzo estone in queste due stagioni, perché a 21 anni compiuti, non sei più un ragazzino, e devi dimostrare di essere un vero professionista, soprattutto perché con la maglia della nazionale giochi in maniera diversa rispetto al campionato.

Si riparte dunque da coach Aza Petrovic, che domani sera sarà presentato alla città, con tanto di diretta Facebook, e, libero dagli impegni olimpici, potrà concentrarsi sulla Carpegna Prosciutto, sulla costruzione di una Vuelle povera di soldi, ma speriamo ricca di idee, e siamo convinti che Aza l’abbia già costruita nella sua testa, e che tutti i nuovi arrivi avranno, non solo la sua approvazione, ma il suo marchio, e non ci stupiremmo se, oltre ad un paio di brasiliani, arrivasse anche un giocatore di scuola slava, non necessariamente croato, perché di fatto manca un mese esatto al raduno, e sarebbe il caso di arrivarci con tutti i giocatori presenti.

CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO 2021-22

TITOLARI PANCHINA

PLAYMAKER XXXXXXX XXXXXX

GUARDIA XXXXXXX TAMBONE

ALA PICCOLA DRELL DELFINO

ALA GRANDE XXXXXX ZANOTTI

CENTRO XXXXXXX XXXXXXX

COACH AZA PETROVIC

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