Aleksandar Petrović, non solo un allenatore, anche un grande camminatore

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17 luglio 2021

Aleksandar Petrović, da giocatore aveva mani fantastiche, oggi ha anche piedi buoni (dal sito web della Victoria Libertas Carpegna Prosciutto)

Aleksandar Petrović, da giocatore aveva mani fantastiche, oggi ha anche piedi buoni (dal sito web della Victoria Libertas Carpegna Prosciutto)

PESARO – Venerdì sera, a Villa Cattani Stuart, alla presentazione di Aleksandar Petrović nuovo allenatore della VL Carpegna Prosciutto, ho potuto rivivere una grande emozione. Intanto grazie al video davvero sorprendente accompagnato dalla mia voce di allora (ero il telecronista della tv che aveva l’esclusiva delle partite della Victoria Libertas). Un video scovato chissà come dalla Vuelle che ha mostrato alcuni dei tantissimi canestri realizzati in una straordinaria partita conclusa da “Aca” (pronuncia Aza, con la zeta aspra, anche se in Italia è chiamato con la zeta dolce, quella di zaino) con 45 punti. E pensare che aveva appena saputo che Valerio Bianchini, allora allenatore della Scavolini Basket, era andato negli Stati Uniti per cercare un sostituto al giocatore croato.

Alcuni giorni fa, quando Aleksandar era arrivato a Pesaro per i primi contatti con la società, l’avevo incontrato di buon mattino mentre, in tenuta da allenatore del Brasile, qual è e sarà ancora, camminava lungo il porto. Con Saverio, amico di camminate quotidiane, l’avevamo salutato e “Aca” ci aveva raccontato che ama camminare, tutti i giorni, anche 20 chilometri.
Venerdì sera ha raccontato il suo secondo impatto con Pesaro.
Ario (il presidente della VL; ndr) mi aveva invitato a restare in albergo, altrimenti mi avrebbero riconosciuto subito, ma io sono uscito prestissimo e poco dopo ho incontrato “la voce” che commentava i miei 45 punti”.
A fine presentazione, l’ho salutato di nuovo e lui mi  detto di avere fatto il Cammino Portoghese che porta a Santiago di Compostela, uno dei miei cammini di questi ultimi cinque anni.
Avevo solo pochi giorni e quindi, partendo da Tui, ho completato gli ultimi 100 chilometri”.
Ora torna a casa, in Croazia, ma ci siamo dati appuntamento al ritorno in città per camminare insieme sul San Bartolo, insieme con Saverio e Luca (il dottor Ruggeri, il medico del la stagione 1987/88, quando “Aca” era un giocatore biancorosso).
Pesaro è perfetta per soddisfare il suo piacere quotidiano. Pochi altri luoghi hanno tanti sentieri, lungo il fiume o in collina, sul San Bartolo o sull’Ardizio, tra Novilara e Candelara.

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