Un libro alla settimana: Le antiche vie (Un elogio del camminare)

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18 luglio 2021

Camminare

Camminare

Ho pensato di proporvi questo libro, scritto da Robert Macfarlane, scrittore inglese docente nell’Emmanuel College di Cambridge, soprattutto noto per essere un eccellente narratore di paesaggi, natura, luoghi, persone e linguaggio della gente, parlando con Aleksandar Petrovic, venerdì sera durante la presentazione del nuovo allenatore della Carpegna Prosciutto Pesaro.

Un poeta della natura, è stato definito questo scrittore  innamorato dei racconti di viaggio, capaci di “trasformare una strada in una storia, un sentiero su un altopiano in un viaggio della memoria. Riallacciando l’ancestrale legame tra narratore e camminatore, Macfarlane compie il gesto più semplice, eppure oggi anche il più radicale: quello di uscire dalla sua casa di Cambridge e iniziare a camminare, a camminare e osservare, a osservare e raccontare. Battendo i sentieri dimenticati di Inghilterra e Scozia, l’antico Cammino di Santiago, le strade della Palestina costellate da posti di blocco e muri di contenimento, gli esoterici tracciati tibetani, Macfarlane riesce, come un autentico sciamano, a fare parlare paesaggi, resi muti dall’abitudine, a dare voce ai fantasmi che li abitano, a leggere per noi i racconti con cui gli uomini hanno abitato il mondi”. È scritto nel pieghevole, il foglio a metà che costituisce nei fatti la seconda di copertina.
Parole che sono un invito a leggere altre parole che insieme formano il libro scritto da Macfarlane.
Le persone in pellegrinaggio sono  costantemente aumentate“, osservava  nel 1942 il poeta Edmund Blunden. E continuano ad aumentare ancora oggi – aggiunge Macfarlane -. In Spagna, sulle strade per Santiago, locande medievali chiuse da secoli stanno riaprendo per soddisfare  le esigenze della massa di nuovi avventori che percorre il Camino. In tutta Europa è in corso un revival che vede i numeri dei pellegrini in continua crescita mentre i fedeli praticanti sono in continua diminuzione.
Mille episodi, mille personaggi, altrettante storie, con un unica passione: camminare.
La cosa buffa è che l’Italia, che ha mille strade che portano a Roma, è lontana dalla Spagna che ha scoperto anche un interesse economico per il Cammino. Mille paesi accolgono (in verità al momento è più corretto scrivere accoglievano, nella speranza che presto torneranno ad accogliere) pellegrini per Fede o per passione. Centinaia di migliaia di uomini e donne che vanno a Santiago de Compostela da Siviglia o da Saint-Jean-Pied-de-Port, da Oviedo o da Ferrol, da Lisbona o da Porto, da Irun o da altri luoghi meno frequentati. Dormono, mangiano, spendono e per i piccoli pueblos attraversati sono un’importante forte di reddito. Fanno pagare poco, in Spagna. Al contrario, in Italia si pretende tutto e subito. Dal 22 al 27 giugno ho percorso la bellissima Via degli Dei, da Piazza Maggiore in Bologna a Piazza della Signoria in Firenze. Non ho tenuto i conti, ma credo di avere speso in cinque notti e sei giorni quanto avrei speso in quindici notti sui Cammini di Santiago.
Robert Macfarlane racconta i cammini più importanti che ha percorso, ma anche quelli sconosciuti, perché  come affermava Antonio Machado, Caminante no hay camino, se tace el camino al andar:  Non c’è la via, la via si fa con l’andare. E con il leggere, anche grazie alla traduzione di Duccio Sacchi. Buona lettura. E se vi appassionerete Buon cammino!
Le antiche vie (Un elogio del camminare), di Robert Macfarlane (Corriere della Sera, nelle edicole. Ma ci sono anche numerose altre edizioni).

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