Il meglio (Giannīs Antetokounmpo) e il peggio (Cartabia e Meloni)

di 

23 luglio 2021

Mister Pressing
Giannīs Antetokounmpo mostra i due trofei vinti, quello per il titolo Nba e quello di migliore giocatore (Twitter Bucks)

Giannīs Antetokounmpo mostra i due trofei vinti, quello per il titolo Nba e quello di migliore giocatore (Twitter Bucks)

Il meglio: Giannīs Antetokounmpo. Facile seguire una finale Nba, sapendo che in ogni caso sarai felice per qualcuno. Lo sarei stato avessero vinto i Phoenix Suns di Devin Booker, figlio di Melvin, che a Pesaro abbiamo amato tanto, ma anche di Chris Paul, al secolo CP3, uno dei più grandi playmaker di sempre, purtroppo ancora a secco di titolo Nba. Sono super felice per Giannīs Antetokounmpo, un giocatore che rappresenta una storia che dovrebbe farci riflettere. Era senza scarpe e senza passaporto quando doveva aiutare la famiglia di profughi nigeriani a sbarcare il lunario in uno dei quartieri più difficili di Atene. Lo faceva vendendo fazzoletti di carta, occhiali e altri oggetti contraffatti ai turisti che visitavano la Plaka, il quartiere dei negozi e dei ristorantini ai piedi dell’Acropoli. Era un clandestino, pure se nato nella capitale ellenica. Chissà se la sua velocità in contropiede è stata affinata dalle mille fughe per non cadere nelle retate della polizia ateniese, istigata da quelli di Alba Dorata, i neofascisti greci, per i quali non esistono “neri ellenici”. Vi ricordano qualcuno? Solo quando una squadra Nba – i Bucks di Milwaukee – s’accorse di lui e lo scelse per farlo giocare nel più grande campionato di basket al mondo, il governo greco decise che bisognava concedergli la nazionalità, il passaporto. Così, alle presentazione, avrebbero detto “greco”, non apolide, non clandestino. Però, quella cloaca che ha nome Nikolaos Michaloliakos, allora leader di Alba Dorata, domandò: “Se a una scimmia dello zoo gli dai una banana e una bandiera greca, questo la fa diventare greca?“. Queste parola raccontano meglio di ogni aggettivo l’abominevole uso che i razzisti fanno del cervello, ammesso e non concesso ne siano muniti. Giannīs, che faceva anche comodo allo sport greco e alla Nazionale di basket, in America è diventato The Greek Freak, il mostro greco. Anche in gara 6, quella che ha deciso il titolo Nba 2021, Giannīs è stato un mostro: 50 punti, 14 rimbalzi, 5 stoppate, 2 assist: con un particolare che racconta la sua straordinaria forza mentale: ha segnato 17 dei 19 tiri liberi, lui che in stagione non arrivava al 60 per 100 ed era mandato dagli avversari in lunetta perché ritenuto scarso. Efcharistó  Giannīs, grazie Giannīs.

Il peggio: inizia la peggiore Olimpiade di sempre. Senza pubblico, con gli sponsor in fuga, con l’80 per 100 dei giapponesi contrari alla manifestazione, ma Giovanni Megalò, come lo chiamava Susanna Agnelli, al secolo Giovanni Malagò, presidente del Coni, non ha dubbi: “Sarà la migliore Olimpiade di sempre“. Se lo dice lui,  se pensate il contrario siete sulla strada giusta.
Il meglio: Sandro Donati e il sesto cerchio della bandiera olimpica. In una lunga intervista al Corriere dell’Alto Adige, il professor Sandro Donati, il nemico numero 1  del doping, ha parlato del caso Schwazer e ha esternato il suo pensiero sui Giochi Olimpici di Tokyo: “È evidente che sono una forzatura assoluta, non andavano fatti. È un grosso rischio per tutti. Ma non potevano perdere i diritti televisivi e le sponsorizzazioni di cui il Comitato olimpico internazionale vive per altri quattro anni…“. Decidono sempre i soldi, che prima o poi saranno il sesto cerchio della bandiera olimpica, ma il Cio non fa altro che ripetere che al primo posto mette sempre gli atleti. Che si chiaminoMoney, Dinero, Dinheiro, Argent, Okane, Qián, Den’gi, Kspʼ, Mal? Sta a vedere che hanno ragione gli arabi, che, appunto, chiamano i soldi… Mal. Ma non ditelo al Cio.
Il meglio: Virginia Raggi e il suo no ai Giochi Olimpici. Quando, nel 2016, disse no a Roma 2024, la lobby degli affari e del mattone e i suoi servitori con carta e penna la massacrò. In prima fila il presidente del Coni, Malagò, ma anche i giornaloni. Fra questi La Repubblica, che non difetta di disinvoltura visto come dimentica le sue scelte, i suoi editoriali, le prese di posizione. Allora torturò Virginia Raggi sindaco di Roma, “una scappata di casa” per i cosiddetti romani bene che vivono ai Parioli o all’Olgiata. Poi leggi il racconto di uno degli inviati a Tokyo de La Repubblica (giovedì 22 luglio) e pensi che in coda all’articolo chiederà scusa a Raggi.
Comunque vada, finanziariamente parlando, sarà un insuccesso. La pandemia e il rinvio di un anno hanno già regalato a Tokyo il primo record olimpico: quello dei costi e delle perdite. Il tassametro delle spese dell’organizzazione è arrivato a quota 15,6 miliardi di dollari — contro i 7,5 previsti quando la capitale nipponica si è aggiudicata l’evento nel 2013 — di cui tre miliardi aggiuntivi per il posticipo… E il buco miliardario dei Giochi andrà ad aumentare il debito pubblico — già altissimo — di Tokyo.
Alla faccia dei nostri soloni che anticipavano che con i Giochi ci si guadagna. Non è accaduto mai, nella storia olimpica. Atene sconta ancora, e chissà per quanto sconterà, la folle scelta dei Giochi 2004 (oltre allo strozzinaggio di Bruxelles e dei tedeschi). Non a caso nessuna città vuole candidarsi a ospitare le prossime edizioni. Niente scuse a Virginia, ma i numeri  raccontati da Ettore Livini sono chiari e non concedono attenuanti a Malagò e alla lobby degli affaristi che si erano spesi per il sì: “Senza paura e con passione, la candidatura è un’occasione straordinaria“, scrivevaLa Repubblica il 29 luglio 2016, raccontando di tante personalità dell’arte, dello spettacolo e dello sport a favore del sì ai Giochi. Tanto non pagavano loro. Virginia Raggi meriterebbe di essere rieletta solo per avere sventato l’assalto le cui conseguenze sarebbero finite sulle spalle dei cittadini, ovviamente di quelli che pagano le tasse.
Il peggio: Vezzali rappresentante dell’Italia all’Olimpiade. È Valentina Vezzali, in qualità di sottosegretario allo Sport, a rappresentare l’Italia alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici. Per carità, atleta insuperabile, ma da parlamentare si è distinta soprattutto per le assenze. Il confronto con il velista Andrea Mura, dimessosi da deputato\, è impietoso. Poi lamentatevi degli assenteisti che fanno carriera.
Il peggio: governi spiano i giornalisti e gli oppositori? Dilettanti. Lo fanno utilizzando il sistema Pegasus brevettato da un’azienda israeliana. Che  dilettanti, che spreco di soldi, devono avete pensato alcuni giornalisti italiani che si erano messi da soli alle dipendenze dei servizi segreti, spiando anche i colleghi di redazione.
Il peggio: Pegasus al servizio del Rinascimento. Amnesty International Italia ha denunciato che, durante le indagini su Pegasus, è emerso che venivano spiati i familiari di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso a Istanbul a opera di agenti dello stato saudita. Che sarebbe l’Arabia Saudita, che un politico italiano che fatico a citare ha definito “il nuovo Rinascimento“.
Il peggio: c’era una volta la destra sociale. Giorgia Meloni l’ha smantellata. L’ultima uscita (“Il reddito di cittadinanza è come il metadone per i tossici“) conferma che la Destra sociale non esiste più, travolta dal Dio denaro in mano agli amici, anzi ai sodali. Io, che sono di sinistra,  ho avuto il piacere di condividere amicizie con persone di destra, ma di una destra attenta ai bisogni delle fasce più deboli, di chi fatica ad arrivare a fine mese. Idee che Giorgia Meloni ha gettato nel cesso. Meglio le categorie forti, i ricchi, i potenti, i fratelli di taglia. Sì, quelli che vogliono tagliare le tasse a chi ha già tanto e allo stesso tempo tagliare gli aiuti a chi è in difficoltà. Ma fra i percettori del reddito di cittadinanza ci sono anche i furbetti?, s’obietta. Vero, ma spetta allo Stato identificarli e perseguirli, senza togliere il Rdc a chi è corretto e soprattutto ne ha bisogno. Giorgia Meloni dovrebbe presentarsi alle mense della Caritas e di altre associazioni benemerite tipo il Pane Quotidiano, parlare con la gente che è in fila per un pasto, poi  forse capirà che prima di fare partire la lingua è meglio mettere in moto il cervello.
Il meglio: Conte su Renzi e Meloni che vogliono eliminare il Reddito di cittadinanza. “Non sorprendono le dichiarazioni di chi propone referendum per cancellare reddito e pensioni di cittadinanza per milioni di cittadini e famiglie in difficoltà economica. Quando, forti della propria esperienza di potere, si sottoscrivono contratti per centinaia di migliaia di euro, il rischio di diventare insensibili ai bisogni dei più fragili è nelle cose. Dispiace anche il tono di chi parla di “metadone per i tossicodipendenti” riferendosi al sostegno economico fornito con il Rdc dallo Stato a tanti italiani“. Parole di Giuseppe Conte che rispetto a Meloni e Renzi manifesta sensibilità diverse.
Il peggio: il ministro Cartabia. La sua riforma della giustizia è fatta a brandelli dai magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata. Il parere più cattivo: “Non è mai entrata in un tribunale“. Il giudizio più impietoso: “La sua riforma sembra quella proposta da Ghedini, il difensore storico di Silvio Berlusconi“. Il procuratore Nicola Gratteri, da sempre nel mirino degli ‘ndranghetisti, ha usato parole durissime: “Si sta preparando la grande amnistia. Feroce il mio giudizio contro la Cartabia. Con la sua riforma delinquere conviene di più“.
Il peggio: dati Inail sul lavoro 2020. Un mare di irregolari o in nero: “L’86% delle aziende ispezionate nel 2020 aveva lavoratori irregolari o in nero. Con il Covid +27% di infortuni mortali“, attesta l’Inail. Per il ministro del Lavoro Orlando la percentuale di aziende irregolari è “una realtà inaccettabile“. Attendiamo un commento di Renzi, Salvini e Giorgia Meloni, ma anche dei Barilla e degli Elkann, di tutti gli (im)prenditori del turismo che si lamentano dei giovani che non vogliono essere pagati un po’ in bianco e un po’ in nero, che devono lavorare 15 ore al giorno 7 giorni alla settimana, ma se arrivano gli ispettori dell’Inail devono raccontare che lavorano 6 ore e 40 minuti per 6 giorni alla settimana.
Il peggio: Cingolani, per caso ministro dell’Ambiente. Per caso, molto per caso, quasi per caso. Sostenuto, anzi voluto da Beppe Grillo in crisi mistica. Sognava i cingolati e si è trovato a sostenere… Cingolani, che per ringraziare Grillo e altri 5 poveri Stolti si è spacciato per grillino ma ha sfoderato una lunga serie di proposte care agli ambientalisti. Ad esempio libere trivellazioni, il sogno di chi difende il nostro Pianeta. Grillo, ma vaffa…
Il peggio: Prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021. Lo ha deciso il governo Draghi, quello che tutti attendevano come una manna dal cielo. Cosa diranno oggi il professor Cassese e tutti gli altri scienziati del diritto che accusavano Conte di essere un dittatore? Staranno zitti, come hanno fatto finora perché al “migliore” è consentito tutto quello che era negato a Conte. I grandi italiani che hanno dignità ed etica a corrente alternata.
Il peggio: i ministri a 5 Stelle. In cambio della poltrona hanno rinunciato alle idee e alla propria coscienza.
Il peggio: il PD. La capacità che ha questo partito di scovare con il lanternino il meglio dai provvedimenti peggiori merita il Premio Nobel dell’arte di arrangiarsi.
Il peggio: Salvini e la Lega. Ha osteggiato ogni provvedimento di Conte, finge di osteggiare ogni provvedimento di Draghi. La Lega partito di lotta (ai mulini a vento)  e di governo.
Il peggio: al concerto con il telefono acceso. Lunedì sera bellissimo concerto conclusivo dell’Accademia Rossiniana. Tante voci, molte splendide, una stonata: quella di un telefono che una spettatrice non riusciva a spegnere mentre la cantante irlandese Jade Phoenix provava a concludere la prova.
Il peggio: si fa una canna, è squalificato per doping e la Virtus lo licenzia. La Procura Nazionale Antidoping ha squalificato per 3 mesi, con decorrenza 11giugno, lo statunitense Vincent Hunter che era risultato positivo per THC al controllo antidoping effettuato dopo gara-4 di finale scudetto. Non ci posso credere. Siamo nel 2021 e c’è ancora qualcuno che assimila la marijuana al doping. Semmai fa l’effetto contrario. Ah, ma allora è per questo che la Virtus Bologna lo ha licenziato?
Il peggio: la Gazzetta dello Sport. Titolo di domenica 18 luglio nell’edizione online: Mancini a casa sua in fila dal salumiere come uno qualsiasi. Caspita! Quando allena sarà pure speciale, ma se fa la fila alle poste, in banca o al mercato dovrebbe essere uno normale. O vincere un titolo Europeo consente privilegi che conoscono solo nella redazione della Gazzetta? Bravo Mancini a non leggere certi articoli.
Il meglio: Beckham alla stazione. Il vero problema, è triste sottolinearlo, sono i giornalisti e le persone che vivono la normalità con difficoltà. Vi raccontiamo una storia. Madrid, stazione di Atocha, partenza dell’Ave, il treno ad alta velocità che collega la capitale spagnola a Siviglia. C’è coda all’accesso al binario. Arriva il Real Madrid che il giorno dopo deve giocare in Andalusia. I calciatori sono gli ultimi della fila, ma molti passeggeri, in maniera servile, cedono loro il posto. I calciatori ne approfittano subito. Solo uno rifiuta, David Beckham: ha un’altra educazione. E riceve l’elogio di un giornalista al seguito. Che ovviamente non lavora alla Gazzetta. Altrimenti avrebbe esternato la delusione di chi ritiene che prendere a calci un pallone dia la precedenza ovunque.
Il peggio: un medico sportivo e l’obbligo di vaccinarsi. Il dottor Nanni, medico sportivo del Bologna, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: “Chi sceglie di non vaccinarsi risponda dei danni dal punto di vista morale ed economico“. Da persona vaccinata (doppia dose Pfizer, speriamo bene), vorrei domandare al dottor Nanni: E chi fuma e procura danni a se stesso e agli altri con il fumo passivo? E chi eccede nel bere? E chi fa abuso di  droghe? Non ci risulta che finora risponda dei danni procurati a se stesso e alla società. O no?
La meraviglia del San Bartolo durante una domenica mattina- tante barche davanti alla falesia

La meraviglia del San Bartolo durante una domenica mattina- tante barche davanti alla falesia

Il meglio: irlandese, ma anche italiano. Durante gli Europei ho fatto il pieno di messaggi di amici che, da tutta Europa, tifavano Italia. L’ultimo è di Wasim, caro amico irlandese di Sligo: I have eaten a considerable amount of pizza and pasta over the last 20 years – does that mean I am part Italian. Ho mangiato una quantità considerevole di pizza e pasta negli ultimi 20 anni. Ciò significa che una parte di me è italiana!

Il meglio: una domenica sul San Bartolo. Un luogo meraviglioso, come racconta l’immagine, scattata una domenica mattina: mostra le decine di imbarcazioni con a bordo tanti pesaresi che vanno a godersi il mare e la falesia di uno dei luoghi più belli delle Marche.
Il peggio: polpette avvelenate sul San Bartolo. Sul San Bartolo abbiamo incontrato un giovane con due cani, razza Lagotto, muniti di museruola molto stretta. Come mai? “Per insegnare loro a non mangiare ciò che trovano. Purtroppo, qualcuno lascia apposta polpette avvelenate per uccidere i cani e altri animali“. La cattiveria degli esseri umani è infinita. Però temiamo cinghiali e lupi, che, poverini, hanno un handicap: non possono confessarsi e ricevere il perdóno.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>