Un libro alla settimana: Valter Scavolini, La vita come grande impresa

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24 luglio 2021

PESARO – Un messaggio di posta elettronica dagli Stati Uniti d’America, da Don Casey, ex allenatore della Scavolini Basket nella stagione 1984/85. Fu esonerato dopo pochi mesi, ma nel suo cuore c’è da allora uno spazio importante per Pesaro, per la famiglia Scavolini, che allora era solo sponsor della Victoria Libertas. Don chiede informazioni su un libro dedicato a Valter Scavolini: Is this also done in English?
Vorrebbe leggere il racconto della vita di Valter, della famiglia Scavolini. Ha letto la traduzione del titolo: Life is great venture.
IMG_9905La prima edizione del libro è stata pubblicata a giugno da Mondadori. La prefazione è di Giorgetto Giugiaro, uno dei più famosi progettisti del mondo dell’automobile, la firma di prestigiosi e affermati modelli.
leggendo questa storia personale di Valter Scavolini e della sua famiglia mi ha davvero sorpreso constatare quante similitudini ci fossero con la mia.
Ho conosciuto e stimato professionalmente Valter Scavolini a carriera già avviata, quando aveva alle spalle un successo industriale consolidato da tempo… Sessant’anni di storia aziendale non potevano essere meglio celebrati che attraverso la narrazione di una storia di vite, di famiglia, accattivante e che incuriosisce sin dalle prime pagine…
Emerge in Valter, come nel sempre presente e purtroppo compianto fratello Elvino, una cultura calvinista, la quale ricerca l’affermazione e la soddisfazione nel proprio lavoro e non il soddisfacimento di ambizioni personali o economiche fini a se stesse.
Ho apprezzato molto anche come, attraverso la Fondazione, Valter abbia saputo “dare indietro”, con le iniziative filantropiche nell’arte e il coinvolgimento del proprio territorio, che ha gratificato con i noti successi nazionali e internazionali nello sport, prima nel basket poi nella pallavolo femminile.
È bello che Giorgetto Giugiaro abbia ricordato l’amore per il territorio della famiglia Scavolini, della cucina “più amata dagli italiani”.
Luca Masia è l’autore del libro. Pubblicitario, scrittore, autore teatrale e televisivo, è anche l’autore di “Paesi, paesaggi”, la rubrica di Striscia la notizia che, con l’inviato Davide Rampello e il curatore dei testi Luca Masia, va in onda su Canale 5 e racconta storie di persone sconosciute e luoghi dimenticati. Un viaggio che è diventato anche un libro.
Lo confessiamo subito: l’inizio della storia di Valter ci è piaciuta molto.
È mattina presto, il sole già caldo. Raggi obliqui, ombre lunghe distese sul cortile della casa colonica che spunta nella pianura coltivata alle porte di Pesaro. La brezza che arriva dal mare rimbalza sulle colline e ristagna sui campi. Valter Scavolini ha appena terminato l’anno scolastico. In campagna c’è sempre da fare. Prima lavorava e studiava, adesso che è in vacanza lavora soltanto. Il padre Guerrino ha già munto le vacche e ha preparato il latte da consegnare alle famiglie del paese, una manciata di case sparse raccolte attorno alla celletta di Santa Veneranda. Il podere dove gli Scavolini vivono e lavorano come mezzadri parte da lì e arriva fino alla chiesa parrocchiale.
La grande casa colonica sorge in prossimità di una curva che la gente del posto chiama el volt de Sgavulen. È abitata da Guerrino e dai suoi fratelli, i genitori, le mogli, i figli. Una dozzina di persone, tutte sotto lo stesso tetto. Molte braccia, tanto lavoro. Persone abituate a dare, senza chiedere.
Valter afferra il bidone del latte e lo inclina facendosi aiutare dal fratello Elvino che ha dieci anni più di lui. Li lega un rapporto speciale.
Sono belle le righe successive che raccontano Guerrino, il mezzadro che ha timore della natura, però la ama. Che anticipano i sogni di Valter cheosserva i grandi e impara. Che (ci) ricordano chi era Elvino. Ha le mani d’oro e se qualcosa si rompe sa come ripararla.
Come non ricordarlo mentre passeggia in Viale Trieste preparato alla festa della sera, la grande tavolata per celebrare il primo scudetto della Scavolini Basket, 1988. Elvino che sistema l’ultimo tavolo, sposta l’ultima sedia, ferma la tovaglia di carta tricolore.
La sua figura è preziosa, scrive Luca Masia riferendosi a Elvino. Infonde calma con gesti misurati e utili, il silenzio della voce che usa solo quando serve, il sorriso lieve. È un giovane che conosce anche l’allegria e sa sciogliere le tensioni con una risata fragorosa. È amico della vita.
Ovvio, Masia ha parlato con Valter, che gli ha descritto Elvino, ma il quadro che ne nasce sembra una fotografia. Noi che abbiamo conosciuto Elvino, ne siamo ancora ammirati. Lui che dopo il successo delle “cucine più amate dagli italiani” abita una bella villa in zona mare e gira in Jaguar, alla sera va al circolo della Celletta, a giocare a carte con gli amici di sempre, quelli che gli fanno compagnia anche nelle vacanze in Costa Smeralda, il cuore del turismo più ricco, spesso sfacciato, un mondo che non appartiene ai due fratelli.
In pochi mesi – scrive ancora Luca Masia – la nuova casa (quella a cui lavorava anche Elvino; ndr) sale dalla cantina fino al tetto. Due piani sul ciglio della strada che dalla celletta di Santa Veneranda porta alla chiesa parrocchiale, la stessa che Valter percorreva in bicicletta per consegnare il latte. Il retro è affacciato sull’orto…
Gli Scavolini progettano di mettersi nel settore del commercio… Nella bottega di alimentari degli Scavolini si trova di tutto. Il negozio diventa un centro di ritrovo della comunità, un posto dove condividere il tempo con la scusa degli acquisti.
E s’arriva ai mobili, la straordinaria ricchezza di Pesaro.
Nel 1956, quando si tiene la prima edizione del salone del Mobile di Pesaro, sono già in attività i pionieri del mobile pesarese: aziende come Tonelli, Fastigi, Nicolini, Bacchiani.
In questo periodo, mentre il negozio di alimentari di Teresa (la madre di Elvino e Valter; ndr) è in piena attività, gli Scavolini realizzano anche un bar nell’altra stanza a piano terra. Il nuovo locale diventa il regno di Guerrino e il ritrovo degli uomini della zona… La famiglia è dunque impegnata in molte attività, ma il commercio non è la campagna dove c’è sempre bisogno di braccia. Elvino e Valter si guardano intorno e cercano la loro strada
Una strada che molti conoscono, avendola percorsa in compagnia della famiglia Scavolini. Per tanti anni abbiamo scritto, ogni giorno, delle squadre sponsorizzate dalle cucine, parlando molto con Valter e poco con Elvino, che aveva un grande pregio: le sue due parole erano una sentenza. Non aveva bisogno di tanti giri, era diretto, come quando, all’entrata del palazzo che ospitava lo studio del notaio Ferri, in Via Almerici, appostati per un’intervista ai fratelli che avevano appena acquistato la proprietà della Victoria Libertas, gli facemmo i complimenti. “I complimenti devi farli a quell’altro, il vero affare l’ha fatto lui”, rispose Elvino. Quell’altro era Eligio Palazzetti, fino a pochi minuti prima il presidente della Vuelle.
Valter proponeva, Elvino diceva sì. A distanza di anni è scontato che l’affare lo abbiano fatto anche loro, diventando famosi in Italia, in Europa e nel mondo grazie anche alla squadra di basket con il loro nome.
A un passo da casa, nello stesso terreno dove gli Scavolini avevano vissuto come mezzadri, un certo Carlo Gorini aveva affittato un capannone dove produceva mobili laccati per cucine. Dopo avere lavorato come operaio da Fastigi si era messo in proprio. Il lavoro era cresciuto e adesso aveva bisogno di personale. È del tutto naturale che i fratelli Scavolini s’impieghino  da Gorini e lascino  anche loro la terra per iniziare a lavorare il legno
Il capitolo, il primo capitolo del libro dedicato a Valter e alla sua famiglia, ha un titolo emblematico: Dalla terra al legno.
Inizia la straordinaria avventura che molti a Pesaro conoscono, ma merita di essere letta in questo libro. È anche la storia di Pesaro. Valter l’ha dedicata  “ai miei genitori e a mio fratello”.
Buona lettura, e non trattenete le emozioni; vi faranno compagnia pagina dopo pagina.
Valter Scavolini La vita come grande impresa di Luca Masia (Mondadori)

 

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