Il meglio (il ROF, l’atletica italiana e l’abbraccio tra Tamberi e Jacobs) e il peggio (quelli che le medaglie sono dovute all’effetto Draghi. E le sconfitte?)

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7 agosto 2021

Mister Pressing
Un momento del  Moïse et Pharaon che lunedì inaugurerà il 42esimo Rossini Opera Festival

Un momento del Moïse et Pharaon che lunedì inaugurerà il 42esimo Rossini Opera Festival

Il meglio: i giorni del ROF. Ritornano i giorni del Rossini Opera Festival questa meravigliosa idea diventata realtà grazie a Gianfranco Mariotti, ad Alberto Zedda e oggi a Ernesto Palacio che hanno reso e rendono attuali le pagine meravigliose composte da Gioachino Rossini. Sono i giorni più belli dell’anno, quelli che proiettano Pesaro in tutto il mondo grazie alle dirette radiofoniche, ai servizi televisivi, alle pagine dei quotidiani. Altro che torri, ruote e ristoranti panoramici. È Rossini la chiave che  ha aperto a Pesaro le porte del mondo.

Il meglio: Jacobs e Tamberi. Non solo per le splendide vittorie, anche per i bellissimi abbracci, prima tra Tamberi e Barshim, poi tra i due azzurri. Emozioni grandi quanto avere assistito ai successi. Dopo tanti anni di vacche magre, l’atletica leggera italiana ha vissuto un’Olimpiade indimenticabile.
Il meglio: Tamberi va a canestro. Dopo avere saltato  2 metri e 35, Tamberi si è rivolto alle telecamere e  ha fatto finta di tirare a canestro. Indimenticabile! Ma non è una novità. Durante le finali di Coppa Italia giocate a Pesaro nel 2020, Tamberi, ospite della manifestazione, si era esibito in una grande schiacciata.
Il meglio: la vittoria di Massimo Stano e Antonella Palmisano nella 20 chilometri di marcia. Poi torneranno nel dimenticatoio, come accade quasi sempre alle discipline umili, ma che gioia per lui, per lei e per gli innamorati di uno sport che sublima la fatica e la passione!
L'abbraccio tra Tamberi e Jacobs dopo le medaglie d'oro (foto da Twitter)

L’abbraccio tra Tamberi e Jacobs dopo le medaglie d’oro (foto da Twitter)

Il peggio: lo sport aiuta l’Italia a ritrovare credibilità (?). Lo hanno scritto e detto giornalisti, dirigenti sportivi e politici. Noi che siamo scemi aggiungiamo un punto interrogativo. Siamo scemi perché pensavamo che un Paese diventa credibile se … sconfigge la criminalità organizzata (Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita). Se individua e condanna gli autori delle stragi (Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Moby Prince, Via dei Georgofili a Firenze, stazione di Bologna). Se la sanità pubblica funziona bene e anche chi è meno abbiente è curato nel migliore dei modi. Se i ponti non crollano, le funivie non cadono, se chi ha subito i terremoti può tornare a vivere una vita normale. Se le scuole e gli asili non sono fatiscenti. Se i trasporti pubblici funzionano. Se i corrotti e i corruttori spariscono dalla vita pubblica. Se chi è stato condannato non può essere eletto, non solo in parlamento ma anche nei consigli comunali. Se gli evasori fiscali sono perseguiti. Se le aziende che hanno beneficiato dei ricchi contributi dello Stato non vanno a pagare le tasse all’estero, non delocalizzano, e se lo fanno restituiscono i benefici. Ah, mi dicono che tutto questo non conta, che vale di più vincere un campionato europeo e le medaglie ai Giochi Olimpici. In verità mi ricorda qualcosa dell’antica Roma: panem et circenses?

Il peggio: i politici. Niente da fare, siamo il paese numero uno nel salto sul carro del vincitore e nella discesa al volo da quello dello sconfitto. I politici salgono più in alto di Tamberi e corrono più veloci di Jacobs, marciano con la stessa intensità di Stano e Palmisano. Ma sono patetici. Sono gli stessi che niente hanno fatto, fanno e faranno per lo sport di base.
Il peggio: Riccardo Puglisi, medaglia d’oro di velocità… linguistica. Jacobs aveva appena vinto i 100 metri e lui commentava, via Twitter: “Primo oro italiano della storia nei 100 metri, con Draghi premier? Coincidenze? Non credo“. Il professor Riccardo Puglisi, economista, è consulente del governo Draghi. Coincidenze? Non credo.
Il meglio: il record di Karsten Warholm. A nostro modesto parere, la prestazione più eclatante – finora – dei Giochi Olimpici di Tokyo è la vittoria del norvegese Karsten Warholm,  che si è aggiudicato i 400 ostacoli con il tempo di 45 secondi e 94 centesimi, mandando in frantumi il precedente  primato dello stesso Warholm (46”70).
Il peggio: Dragher effekt. Pare che qualche adoratore in servizio permanente effettivo abbia  fatto meticolosi controlli e accertato che Mario Draghi ha ascendenti norvegesi. Così, anche a Oslo  hanno definito l’impresa di Warholm l’ennesimo Dragher effekt.
Il peggio: fallimento degli sport di squadra. Volley, basket e pallanuoto non hanno qualificato una sola squadra in zona medaglia. Il calcio non si era qualificato. Dunque, nessun effetto Draghi. E pensare che quando giocava a basket, nell’Ex Massimo Roma, era definito un perfetto uomo squadra. Allora, non oggi.
Il meglio: l’effetto Dragić. A proposito: la Slovenia, poco più di 2 milioni di abitanti su una superficie di 20.273 km² (pari a quella della Puglia), è campione d’Europa in carica nella pallacanestro, terza negli ultimi di volley, ha vinto con Tadej Pogačar gli ultimi due Tour de France e con Primož Roglič ha conquistato la medaglia d’oro nella gara a cronometro dei Giochi Olimpici di Tokyo. Perché? Se volete capirlo, seguite  il blog di Sergio Tavčar (www.sergiotavcar.com). Però, attenti che anche qui potrebbe esserci l’effetto Mario… Dragić, che però si chiama Zoran (il migliore nel successo con la Spagna) e gioca a Vitoria, mentre suo fratello Goran, assente ai Giochi, è in Nba e le cronache raccontano che vorrebbe  lasciare Miami e passare a Dallas, per fare coppia con Luka Dončić. Scusate la dimenticanza: Dragić si pronuncia Draghic! Ah ah ah. Infatti, appena l’ho immaginato, la Slovenia, che con Dončić era arrivata a 17 vittorie consecutive, è stata sconfitta in semifinale dalla Francia,
Il peggio: il governo punta al ponte sullo Stretto. Come la ‘ndrangheta e la mafia. In un paese che ha ritardi epocali sulle infrastrutture normali, leggi reti ferroviarie e stradali locali, leggi ospedali fatiscenti, scuole inadeguate e insicure, ci voleva il “governo dei migliori” per risuscitare un progetto caro prima a Silvio Berlusconi, poi a Matteo Renzi, ma quest’ultimo è stato, per anni, decisamente contrario, poi ha cambiato idea, come gli accade spesso. Noi siamo contrari,  da sempre. Lo scorso 21 maggio, in tempi non sospetti, abbiamo dedicato un “meglio” a Maurizio Crozza: “Non riusciamo a tenere in piedi i ponti esistenti, quelli normali, e vogliamo farne uno di 3 chilometri a una sola campata, come non si è mai fatto al mondo. E tra due terre, la Calabria e la Sicilia, regioni rinomate in tutto il pianeta per la loro efficienza nell’uso oculato dei fondi pubblici“. La sintesi di un comico dovrebbe essere una lezione per Draghi e il suo ministro Giovannini, ma loro sono i migliori e le lezioni le danno, non le ascoltano.
Il peggio: a proposito di ‘ndrangheta. Articolo de La Stampa: L’ombra della ‘ndrangheta sulle Atp Finals, commissariata la società del PalaAlpitour. Sono solo le finali di tennis in programma a novembre. Che giro d’affari avranno? Sicuramente importante, tanto che “la manifestazione sportiva – scrive il quotidiano torinese – è minacciata da tentativi di infiltrazione mafiosa“. Ma volete mettere con un possibile ponte sullo Stretto?
Il peggio: Cartabia, attuale ministro più di grazia che di giustizia.Nessun processo andrà in fumo“,  ha dichiarato. Le ha risposto  Caselli, ex procuratore della Repubblica a Palermo, quindi in prima fila contro la mafia: “L’Unione Europea ci chiede un processo celere, non ci ha mai chiesto la riforma della prescrizione, che non era per niente urgente“. Domanda: come mai Cartabia e Draghi hanno voluto una riforma così urgente? Per ottenere i soldi dell’Unione europea, ci hanno raccontato i servitori di Draghi. Leggendo le parole di un galantuomo qual è Caselli sembra di capire che non sia così.
Il peggio: i ministri 5Stelle. Fabiana Dadone (Politiche giovanili), Luigi Di Maio (Esteri), Federico D’Incà (Rapporti per il Parlamento) e Stefano Patuanelli (Agricoltura) sono i ministri eletti da chi ha votato M5S. I quattro hanno approvato la riforma della Giustizia voluta da Draghi e Cartabia. Una riforma osteggiata dai magistrati in prima fila contro la criminalità organizzata e quella dei colletti bianchi. “Questo è il massimo che potevamo ottenere” ha commentato Eugenio Saitta, esponente M5S in commissione Giustizia. Più di quattro poltrone ministeriali?
Il peggio: Conte. Difende la riforma: “Al 75% è quella di Bonafede“. Ma che magistrati ignoranti abbiamo in Italia se non se ne è accorto nessuno.
Il peggio: “La riforma Cartabia è il Jobs Act della giustizia”. Lo ha scritto Giorgio Cremaschi per MicroMega. Le sue argomentazioni sono politiche:   “Siamo di fronte ad una classica controriforma liberista, come tutte le “riforme” che da decenni vengono chieste o imposte al nostro paese nel nome del profitto, del mercato e degli affari. Che lo scopo della legge sia economico prima che giuridico lo ha detto chiaramente la ministra della giustizia Cartabia. Che ha affermato che ora arriveranno più investimenti esteri nel nostro paese. Ma che c’entrano gli affari delle multinazionali con la giustizia? C’entrano, c’entrano, tanto è vero che Stati Uniti ed Unione Europea da anni stanno provando a realizzare il TTIP, cioè un trattato che garantisca una sostanziale franchigia giuridica per le multinazionali, che vogliono che ovunque sia applicata la loro legge, e non quelle dei paesi ove investono, o delocalizzano“.
Il peggio: c’era una volta La Repubblica. Un giornale nato con lo sguardo a sinistra, in prima fila contro le leggi ad personam, quelle a favore di Berlusconi, che non a caso non rispose ad alcuna delle dieci domande proposte da Giuseppe d’Avanzo. Le proponiamo agli eventuali lettori di Repubblica perché possano fare un confronto fra il passato e il presente del loro giornale:
1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano “papi”? 
4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano reso vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
5. E’ capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta? 
8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatto al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio? 
9. Lei ha parlato di un “progetto eversivo” che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti? 
10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute? 
Berlusconi non rispose, anzi si rivolse alla magistratura per denunciare “domande capziose e suggestive“. La magistratura gli ha dato torto.  Erano  “domande lecite, fondate su fatti veri, motivate dal pubblico interesse dei cittadini a conoscere di quale reputazione godesse all’estero Berlusconi quando era a capo del governo“.
Le domande erano del 2009, la sentenza del 2016. Pagine di grande giornalismo, fu il commento. La Repubblica di oggi pubblicherebbe quelle domande? Ci sia concesso di dubitarne.
Il peggio: l’intervista di Repubblica a Cartabia. Cartabia ha dato per scontate le sue certezze sulla riforma, La Repubblica le ha creduto, dimenticandosi di fare domande vere. 1) Perché la gran parte dei magistrati impegnati contro la criminalità organizzata la ritengono sbagliata, addirittura pericolosa per la giustizia? 2) Può mostrare la richiesta ufficiale con cui l’Unione Europea sollecita una riforma con questi contenuti?
Il peggio: a proposito di grandi giornalisti. Non amo le trasmissioni dedicate alla politica, ma accortomi della presenza di Nicola Gratteri, magistrato in prima fila contro la criminalità organizzata, ho deciso di dedicare qualche minuto alla visione di La7 e della trasmissione di In Onda, condotta da Concita Di Gregorio e David Parenzo. Gratteri: “La Ministra Cartabia fino a poco tempo fa faceva la Professoressa universitaria, i problemi all’interno degli uffici giudiziari sono un’altra cosa. La peggiore riforma di sempre“. Di Gregorio sbianca e prova il colpo di teatro: “Peggiore anche di quella di Bonafede?“. Da una che scrive su La Repubblica mi sarei aspettato un’altra considerazione, ad esempio: “Peggiore anche di quelle di Berlusconi?“, ma lei vuole dimostrare fino in fondo chi è e con chi sta… e punta sul confronto Cartabia-Bonafede. E ne esce con le ossa rotte. “È la peggiore riforma che io abbia mai letto. Sono in magistratura dall’86, ma  una cosa peggiore di questa non l’ho mai letta., commenta Gratteri. Dunque, Draghi è il Migliore, quasi Dio, magari solo Gesù, e i suoi ministri sono gli Apostoli. Però Concita e Parenzo ci provano ancora quando Gratteri propone rimedi e avanza soluzioni per accelerare i processi. “Lei sta scrivendo la nuova riforma della Giustizia!“. Gratteri sembra imbarazzato dalla pochezza degli interlocutori: “Non vi interessano le alternative a questo sfascio?“. Parenzo non ci sta: “Sfascio? Questo è un governo tecnico (balla colossale; ndr) con l’uomo che vorrebbe tutta l’Europa“. Gratteri lo blocca: “Draghi è esperto di finanza, non di sicurezza e di giustizia. Infatti alla Giustizia ha messo Cartabia“.
Il peggio: la riforma voluta da Cartabia e Draghi favorisce la mafia? Dibattito tra il sottosegretario alla Giustizia, avvocato Sisto (Forza Italia: legale di Berlusconi nel processo  di Bari, dove è imputato per induzione a mentire, con l’accusa di aver pagato l’imprenditore Gianpaolo Tarantino per mentire sulle indagini sulle escort) e il procuratore Gratteri nella trasmissione di La7, CoffeBreak (scusate, ma ormai in Italia se non si usa l’inglese non si fa televisione) ha aiutato a capire meglio i contenuti – negativi – della cosiddetta riforma della giustizia. Sisto, rivolto a Gratteri: “Lei ha detto addirittura che questa riforma favorisce la mafia. Ma questa è un’affermazione pesantissima. Non è vero. È una riforma che velocizza i processi, tutto qua“. Replica di Gratteri: “Ribadirò quell’affermazione per tutta la vita. Ho però una curiosità: mi dice perché avete tolto i reati contro la pubblica amministrazione? Peculato, concussione e corruzione non la scandalizzano?“. Sisto: “Non c’è nessun tipo di elisione dei reati, ma una diversa regolamentazione. Ovviamente ci sono state delle mediazioni nel Consiglio dei Ministri. Certo, non è una legge perfetta e si poteva fare meglio. Ma è quello che oggi l’Europa ci chiede“. Purtroppo non posso mostrare l’immagine, ma vi garantisco che Gratteri fa un gesto che più eloquente non può essere: ma quando mai?
Il peggio: Marcello Sorgi e il governo dei militari. Che dire… è lo stesso Sorgi che ha dedicato un libro a Bettino Craxi, un libro che ha un titolo emblematico: Presunto colpevole (gli ultimi giorni di Craxi). Presunto colpevole? Leggendo le sentenze tutto era meno che presunto. Craxi si era rifugiato in Tunisia per sottrarsi alla prigione in Italia. A proposito di scelte presidenziali: il presidente della Tunisia ha sospeso il Parlamento per 30 giorni, revocato l’immunità dei parlamentari e costretto alle dimissioni il primo ministro e alcuni ministri, ma ha assicurato che “non si tratta di un colpo di Stato“, però ha imposto il coprifuoco notturno dalle ore 19 alle 6 del mattino.  Può essere un esempio per le idee di Sorgi?
Il peggio: Renzi insiste con il referendum contro il Reddito di cittadinanza.Bisogna sudare, no ai sussidi“, ha dichiarato. Da ex suo elettore, mi permetto di chiedergli di pubblicare il rapporto su tutti i lavori svolti e le denunce dei redditi presentate prima  e dopo essere entrato in politica.
Il meglio: Caritas, lotta alla povertà e Reddito di cittadinanza. Non solo a Matteo Renzi e Matteo Salvini, che si dicono cristiani ma vorrebbero cancellare una misura che, pure con tutte le sue manchevolezze, aiuta chi è in difficoltà, ma anche ai soloni che contestano il Reddito di cittadinanza, dimenticando di quanto “Reddito di cittadinanza “abbiano goduto nella vita,  farebbe bene leggere il  6° Rapporto sulle Politiche contro la povertà, con un monitoraggio sul Reddito di Cittadinanza, dal titolo  “Lotta alla povertà: imparare dall’esperienza, migliorare le risposte“. È uno studio di Caritas Italiana, probabilmente sconosciuta a questi signori, che potrebbero imparare, leggendo il monitoraggio, che tutti i 37 paesi aderenti all’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) hanno, molto prima dell’Italia, meccanismi di interventi assai simili al Reddito di cittadinanza. Secondo la Caritas, “Il RdC ha protetto una rilevante fascia di popolazione dalle conseguenze economiche della pandemia“. Ma ai cristiani Renzi e Salvini tutto questo non interessa.
Il peggio: Salvini insiste: c’è chi tifa conto l’Italia. Temo che quando va a fare i documenti di identità, il passaporto o a patente, come foto gli chiedano quella presa da dietro. Uno come lui che, in passato, non ha esitato a dichiarare che avrebbe tifato per tutte le nazionali meno che per quella italiana, va a sfruculiare su cosa tifano gli altri. Ma si può? Con lui si può, accidenti se si può, è uno che non conosce il limite del ridicolo.
Il peggio: aumenta il numero degli affamati. Secondo Oxfam (Oxford committee for Famine Relief), un movimento globale di persone che lottano contro l’ingiustizia della povertà,”il numero degli affamati è cresciuto di 6 volte l’ultimo anno. La pandemia ha aggravato pesantemente il problema, ma sono guerre e crisi economica e climatica le principali cause della fame. Basti pensare che la spesa militare nel mondo è aumentate di 51 miliardi di dollari, 6 volte quanto basterebbe a finanziare una risposta umanitaria in tutto il mondo“.
Il peggio: prezzo dei vaccini, Oxfam ed Emergency accusano Big Pharma. Con un comunicato diffuso daasknews.it, le due organizzazioni accusano “Il costo della vaccinazione globale con gli innovativi vaccini a mRNA – sostenuto dall’iniziativa COVAX dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – potrebbe essere almeno 5 volte più basso, se i colossi farmaceutici non godessero dei monopoli sui brevetti dei vaccini Covid. Condizione che ha fatto pagare ai Paesi ricchi fino a 24 volte il costo stimato di produzione. Tutto ciò nonostante le aziende farmaceutiche abbiano ricevuto oltre 8,25 miliardi di finanziamenti pubblici. Nuove analisi delle tecniche di produzione dei vaccini di tipo rMNA, messi in commercio da Pfizer/BioNTech e Moderna – realizzate da Public Citizen con ingegneri dell’Imperial College e pubblicate nel rapporto – rivelano infatti che questi vaccini potrebbero essere realizzati in media con un costo che varia da appena 1,18 a 2,85 dollari a dose. Solo l’Italia fino ad oggi per questi due vaccini avrebbe speso 4,1 miliardi di euro in più di denaro dei contribuenti. Risorse che potrebbero essere investite per rafforzare il sistema sanitario nazionale, consentendo, ad esempio: – di allestire oltre 40 mila nuovi posti di terapia intensiva (ad oggi sono poco più di 8.500); – oppure di assumere oltre 49 mila nuovi medici (ad oggi sono poco più di 100 mila quelli dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale). Anche il Regno Unito avrebbe pagato 1,8 miliardi di sterline in più, sufficienti a garantire un bonus di oltre 1000 sterline a ciascun operatore del Sistema Sanitario Nazionale. La Germania avrebbe potuto risparmiare 5,7 miliardi di euro, che avrebbe consentito di assumere 100.000 nuovi operatori sanitari”. La solita storia: c’è chi è sempre più povero e chi sfrutta anche la pandemia per guadagnare più soldi.
Il meglio: il professor Ivano Dionigi, il latino e  la Gran Bretagna. Una bella intervista del Carlino nazionale al professore pesarese, ex rettore dell’Alma Mater di Bologna, che il quotidiano presenta “fra i più insigni latinisti al mondo“. Perché in Italia il latino è finito ai margini? “Le cause sono duplici – spiega Dionigi  -: paghiamo lo scotto del feticcio tecnologico, che ci fa considerare inutili le lingue del passato; si continua a pensare al latino e al greco come discipline conservatrici. Fino a  quindici anni fa ancora teneva banco la perversione culturale  per la quale sembrava che l’inglese e l’informatica fossero di sinistra e la lingua di Virgilio di destra. Una stupidaggine ideologica dovuta alla strumentalizzazione che del latino ne fece il fascismo“. Ieri la sinistra, oggi i giornali, le radio e le Tv, che  non vivono se non usano anglismi. Così, mentre in Gran Bretagna il primo ministro Boris Johnson sembra intenzionato a riproporre lo studio del latino, noi siamo capaci di leggere all’americana le bellissime parole latine plus e minus: plas e mainus. Senza vergogna. Un applauso al professor Dionigi.

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