ROF, i Solisti Veneti protagonisti del primo concerto che è anche un omaggio a Claudio Scimone, direttore nella storia del Festival

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10 agosto 2021

Anno 1985: Maometto II, uno dei capolavori nella storia del ROF. La  regia di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Claudio Scimone

Anno 1985: Maometto II, uno dei capolavori nella storia del ROF. La  regia di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Claudio Scimone

PESARO – Era il lontano 1982 quando il maestro Claudio Scimone diresse Edipo a Colono, che il 26 agosto nell’Auditorium Pedrotti inaugurò la terza edizione del Rossini Opera Festival. Un evento. Con l’Orchestra Filarmonica di Stato rumena di Tirgu Mures, la voce era di Samuel Ramey, poi assurto al ruolo di indiscusso e superbo primattore di tante stagioni. Edipo a Colono era un insieme di musica, voci (anche quelle del Coro Filarmonico di Cluj) e recitazione. E che attori! Intanto perché a guidarli era il pesarese Glauco Mauri, mentre sul palcoscenico si esibivano lo stesso Mauri (Edipo), Valeria Moriconi (Antigone), Pino Micol (Creonte), Roberto Sturno (Polinice), Loredana Mauri (Ismene), Giampiero Fortebraccio (abitanti di Colono) e Giorgio Tausani (Teseo).

L’anno dopo, ritrovammo Scimone sul podio a guidare la London Sinfonietta Opera Orchestra, impegnata nel Mosè in Egitto, per la regia di Pier Luigi Pizzi, con Simone Alaimo, Cecilia Gasdia, Rockwell Blake, Daniela Dessì.
Nel 1985 Scimone e Pizzi lavorarono ancora insieme nell’indimenticabile Maometto II, nel Teatro Rossini. Scimone diresse The Chamber Orchestra of Europe, con Samuel Ramey nel ruolo eponimo, Chris Merritt (Paolo Erisso), Cecilia Gasdia (Anna), Lucia Valentini Terrani (Calbo), William Matteuzzi (Condulmiero) e Oslavio Di Credico (Selimo). Fu un trionfo.
Poi una lunga assenza, quasi un inspiegabile oblio, interrotto nel 2009, quindi a distanza di ventiquattro anni, quando Scimone tornò al Rossini Opera Festival dirigendo l’Orchestra Haydn di Bolzano impegnata ne La scala di seta. Fra le voci, due grandi cantanti che i giorni scorsi erano a vedere le opere del ROF 2021: Carlo Lepore, Blansac, e Paolo Bordogna, Germano. La regia di Damiano Michieletto.
Una lunga premessa per sottolineare che il legame con Claudio Scimone, purtroppo scomparso tre anni fa, prosegue ancora oggi se è vero che il primo appuntamento concertistico nel cartellone della 42esima edizione del Rossini Opera Festival ha per protagonisti i Solisti Veneti, diretti da Giuliano Carella. L’appuntamento è in programma giovedì 12 agosto (Teatro Rossini, ore 15.30).
Fondati nel 1959 a Padova da Claudio Scimone, i Solisti Veneti hanno ottenuto i più alti riconoscimenti mondiali in campo musicale, dal Grammy Award di Los Angeles ai Grand Prix du disque dell’Académie Charles Cros di Parigi e dell’Académie du Disque Lyrique, fino all’originale Premio del Festivalbar e il Premio “Una vita nella musica” dell’Associazione Rubinstein, considerato in Italia il Nobel della musica. Sono stati al centro di importanti programmi televisivi tra cui “Le Sette Parole” di Haydn nella Cappella degli Scrovegni (regia di Ermanno Olmi), “Vivaldi peintre de la musique” di François Reichenbach. Hanno collaborato con i massimi cantanti e solisti della nostra epoca da Placido Domingo a Marilyn Horne, James Galway, Salvatore Accardo, Uto Ughi fra gli altri. Dal 1965, sono stati i primi in Italia a suonare per i bambini nelle scuole, e tengono master class sull’interpretazione della musica veneta sia all’estero che in Italia, dove organizzano annualmente l’Accademia de I Solisti Veneti.
Nel concerto di giovedì eseguiranno le Sei sonate a quattro di Gioachino Rossini nell’edizione critica della Fondazione Rossini, curata da Matteo Giuggioli. Un appuntamento nel nome e nel segno di Claudio Scimone, con Clementine Scimone (moglie del maestro), Giuliano Carella e l’Orchestra che continuano a perpetuare la sua eredità spirituale ed estetica.  E lo faranno nell’anno in cui Pier Luigi Pizzi è protagonista del ROF con  Moïse et Pharaon, dopo esserlo stato, appunto, con Mosè in Egitto trentanove anni fa.

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