Volley, il rapporto difficile tra il ds Babbi, che si è dimesso, e l’allenatore Bonafede rischia di fare male alla Megabox Vallefoglia

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10 agosto 2021

Foto d’altri tempi: Babbi abbraccia Bonafede

Foto d’altri tempi: Babbi abbraccia Bonafede

VALLEFOGLIA – Sembra il testo di Canzone per te, composta da Sergio Endrigo, uno dei più grandi poeti della musica italiana: La festa appena cominciata è già finita/ Il cielo non è più con noi.

Volesse il cielo che il nostro giudizio sia sbagliato, ma quella della Megabox Vallefoglia che  sembrava una favola a lieto fine sta vivendo un pessimo inizio di nuova stagione. Che pure propone la serie A1, conquistata sul campo. Con il senno di poi, forse non sarebbe stato male restare in A2 e assestare la struttura del club, che, oggettivamente, è sembrata un po’ azzardata, incominciando dal lungo contratto (cinque anni) firmato con l’allenatore. Voglio che questo progetto che ho lanciato questa estate abbia un orizzonte ben delineato, e che non sia una iniziativa effimera” spiega Angeli. “Fabio è la persona giusta per guidarlo, io ho grande fiducia in lui: ci siamo conosciuti l’anno scorso, ma ho subito apprezzato il suo modo di lavorare e la sua presenza al mio fianco è stata un fattore importante nella decisione di rilanciare il mio impegno nella pallavolo”. Parole di Ivano Angeli, presidente e proprietario, del 10 settembre 2020. Roba che neppure Giovanni Guidetti.
E così s’arriva al 9 agosto 2021: Piero Babbi annuncia con un lungo comunicato apparso su volleyball.it di essersi dimesso dall’incarico: non è più il direttore sportivo della società neopromossa.
Ci può stare che si cambino idee, vedute, visioni, scelte, ma che una società informi che “evidentemente le incomprensioni sorte all’interno della società non erano più superabili” rischia di essere un rimedio peggiore del danno.
Incomprensioni? Molto di più ad ascoltare le voci di chi ha vissuto con apprensione gli sviluppi della relazione tra il direttore sportivo romagnolo e l’allenatore Fabio Bonafede. Due sanguigni, ci raccontano, che non se le sono mandate a dire, non solo nell’ultimo periodo. Ci può stare. Ma che le “incomprensioni” escano dalla finestra di casa è un segnale pericoloso. A maggiore ragione nei giorni in cui le ragazze italiane si sono ritrovate in palestra ed è prossimo l’arrivo delle straniere (pensate come reagiranno ragazze contattate e portate a Vallefoglia da Babbi…).
Tutte, meno una. La fortissima statunitense Jordan Thompson, che Piero Babbi aveva contattato, raggiungendo l’accordo per ingaggiarla, grazie anche – ci risulta a Karch Kiraly, l’allenatore della Nazionale USA, convinto che l’opposto statunitense avrebbe vissuto una grande esperienza nel campionato italiano.
Non è stato possibile, perché la sua ex squadra, l’Eczacıbaşı Spor Kulübü Istanbul, pure utilizzandola in un ruolo non suo, ha deciso di bloccarla in Turchia. Prima che s’infortunasse, Thompson era stata una delle giocatrici più importanti della Nazionale che ha vinto la medaglia d’oro.
Pare che Babbi avesse rimediato con una giovane bulgara, molto promettente, dicono, ma che questa non convinca Bonafede.
È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già colmo da tempo, del rapporto difficile tra direttore sportivo e allenatore?
Bonafede ha usato parole forti sulla situazione. Babbi si è dimesso.
Vallefoglia, da Cenerentola concupita da molti innamorati della pallavolo femminile, rischia di diventare, suo malgrado, un’ampolla di veleni. Che peccato!

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