ROF, Anna-Doris Capitelli, una bellissima voce per la Marchesa Melibea e Il viaggio a Reims

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13 agosto 2021

Anna-Doris Capitelli (Foto Amati Bacciardi)

Anna-Doris Capitelli (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – È in arrivo il giorno del gran Viaggio a Reims in compagnia dei giovani cantanti dell’Accademia Rossiniana, di voci bellissime che sono e saranno protagoniste del presente e del futuro. Il viaggio a Reims è un festival che raramente sbaglia le scelte. Non è un caso che ogni anno il ROF abbia in cartellone voci che abbiamo applaudito nei concerti finali dell’Accademia e nelle due rappresentazioni di quella che qualcuno ha definito cantata scenica e altri dramma giocoso.

Quest’anno, fra tante belle voci, nel concerto finale siamo rimasti molto impressionati da quella di Anna-Doris Capitelli, la più applaudita dal pubblico del Teatro Sperimentale. Mezzosoprano, papà napoletano, mamma tedesca, ha riscosso grande apprezzamento
Ero molto a mio agio… e non potrebbe essere altrimenti: Nacqui all’affanno e al pianto è un inno d’amore alla vita e alla gioia. Cantare l’aria di Cenerentola è stato bellissimo”.
Padre italiano, madre tedesca, bilingue perfetta.
Tanto che uno dei miei sogni è cantare Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa), opera lirica in tedesco composta da Richard Strauss (su libretto dello scrittore austriaco Hugo von Hofmannsthal; ndr). Dentro di me ci sono due cuori che battono… Quando mi chiedono se mi sento più italiana o più tedesca, non so cosa rispondere“.
“Sono tedesca e italiana, ma nel calcio tifo Italia”
Ma quando si sfidano le Nazionali di calcio?
Tifo Italia!, lo confesso“.
Quali sono i suoi compositori preferiti, gli italiani o i tedeschi?
Sono talmente diversi, che avrei difficoltà a scegliere. Il periodo tedesco che mi piace di più è molto diverso da quello italiano. Mi piacciono molto Strauss e i compositori del tardo-romanticismo. Ma allo stesso tempo adoro il Belcanto, Rossini, Bellini… compositori che non  ci sono in Germania. Per questo motivo non potrei dire chi preferisco“.
Lei ha studiato in Germania?
Si, solo in Germania, ma ho fatto tanto repertorio italiano. Canto molto i lieder, ma rispetto alle opere italiane sono miniature“.
“Sono cresciuta ascoltando i cd di Cecilia Bartoli”
Perché ha fatto domanda per essere ammessa all’Accademia Rossiniana?
Una premessa: sono cresciuta ascoltando i cd di Cecilia Bartoli, e sono appassionata da sempre della musica barocca, del virtuosismo, di Rossini. Il mio primo approccio al compositore pesarese è stata l’aria di Rosina, come per quasi tutte le mie colleghe. Chi mi ascoltava cantare non faceva altro che ripetere: “Prosegui questi studi, visto che sei brava, che hai facilità nell’eseguire le agilità”. Una volta, ad Hannover, dove vivo, si è tenuta la master class (un corso di specializzazione; ndr) di un tenore  italiano, Belotti, che ci ha insegnato un po’ di stile nel canto italiano. Dopo avermi ascoltato, ha detto: “Anna, hai una bella voce, devi cantare le opere italiane…”. È stata un’ulteriore spinta a proseguire i miei studi sul Belcanto“.
“Alberto Zedda mi bocciò, ma non mi sono arresa”
C’è tanta Italia nella vita e nella carriera di Anna-Doris Capitelli.
Quando ho incominciato a studiare canto, ad Hannover, c’era una professoressa, italiana, che insegnava la lingua italiana nell’opera. Ci aiutava molto nella pronuncia. È stata lei a spingermi a fare l’audizione per l’Accademia Rossiniana. Consapevole di non essermi mai confrontata con la scuola italiana, ero un po’ perplessa. Però, spinta da più insegnanti, ho deciso di provarci. Mi ascoltò il maestro Alberto Zedda. Potevo scegliere un’aria di Rossini, ma anche di un altro compositore. Ho proposto l’aria di Romeo da I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo BelliniIl commento del maestro Zedda fu, più o meno: “Sei brava, ma devi lavorare ancora tanto, studiare, migliorare. E io non saprei cosa farti cantare”. All’epoca, la mia voce non era adatta a interpretare Melibea.  È una bella sfida anche oggi. Interpretarla è un ulteriore passo per la mia crescita… Resta che quell’anno non fui presa all’Accademia“.
Anna-Doris non si è arresa, ha studiato ancora e ci ha riprovato.
Arrendermi non fa parte del mio carattere, ma è stato importante contare sul sostegno di altri insegnanti. Quando ho partecipato all’Accademia della Scala, mi hanno detto che dovevo cantare Rossini e presentare un’altra domanda per venire a Pesaro. Qui ho imparato che non ci sono cantanti rossiniani, ma che se uno canta Rossini significa che sa usare bene la voce. Cantare Rossini è difficile: non è solo virtuosismo, coloratura, ha una completezza incredibile“.
“I preziosi insegnamenti del maestro Palacio”
Non è un caso che il maestro Ernesto Palacio, che vi segue con attenzione e passione, presentando l’edizione 2021, abbia sottolineato che ben tredici ex allievi dell’Accademia Rossiniana sono nel cartellone del 42° ROF.
Un bell’esempio per noi. Speriamo che quello che stiamo vivendo a Pesaro sia solo un inizio di un percorso importante per cantare Rossini. Sarei felicissima di poterlo fare a Pesaro, di ritornare a cantare nel Festival che gli è dedicato“.
Lei ha cantato Rossini in Germania?
L’anno scorso, poco prima che la pandemia chiudesse i teatri, ho cantato Rosina ad Hannover. Poi, a Milano, alla Scala, da allieva, ho interpretato Tisbe nella Cenerentola di Jean-Pierre Ponnelle“. Un bell’allestimento, lo stesso proposto nel 1973 nel Teatro alla Scala, ovviamente con la ripresa firmata da Grischa Asagaroff, collaboratore di Ponnelle. Una curiosità: a dirigere l’orchestra Ottavio Dantone, nel cast vocale Maxim Mironov  (Don Ramiro) ed Erwin Schrott (Alidoro), protagonisti nel 42° Rof, ma anche Nicola Alaimo (Dandini), che a Pesaro ha casa.
A Milano, una grande sorpresa…
Ad assistere all’opera c’era Cecilia Bartoli. Quando mi sono accorta della sua presenza, ho fatto una corsa per struccarmi; volevo vederla, salutarla. Sono riuscita ad avvicinarmi, desideravo fare una fotografia insieme a lei, mi veniva da piangere per la gioia. Mentre mi abbracciava, ha chiesto: “Ma Tisbe e Clorinda dove sono?”. Non poteva riconoscermi. Le ho risposto che Tisbe ero io. Lei mi ha lasciato senza fiato: “Bravissima”, ha esclamato. Una gioia immensa“.
“Nell’Accademia un ambiente bellissimo”
Come sta vivendo questo periodo a Pesaro?
Benissimo. L’ambiente è molto bello. Il gruppo è composto da ragazzi straordinari che partecipano con affetto al miglioramento che, giorno dopo giorno, ognuno di noi riesce a realizzare. È incredibile come cantanti che vengono da Paesi lontani e non parlano italiano e magari cantano Rossini per la prima volta facciano così tanti progressi. Nel suo articolo sul Concerto finale, lei ha citato la signora Lucia che mi ha definito più un’insegnante che un’allieva. Ringrazio ancora. In verità, mi sento un po’ insegnante, ma solo perché accolgo con grande piacere i perfezionamenti dei miei colleghi anche nel parlare italiano, nel capirlo”.
Anche Anna-Doris, come le tante allieve intervistate in questi anni, conferma che l’Accademia è un’opportunità irripetibile.
Su Rossini abbiamo appreso tantissime cose che si possono imparare solo qui. Ritengo fondamentali gli insegnamenti impartiti dal maestro Palacio,  non solo dal punto di vista tecnico, anche sotto l’aspetto psicologico. Ascoltandolo, ti rendi conto che lui è stato un grande cantante. Una delle sue prime raccomandazioni è che dobbiamo cantare con le nostre voci, senza cambiarle. Un consiglio prezioso. Spesso uno guarda al proprio idolo e tende a imitarlo. Palacio ci ha invitato a essere noi stessi, a proporci per quello che siamo“.
Una delle opportunità concesse agli allievi dell’Accademia è quella di osservare il ROF, di seguire le opere in cartellone, magari sognando di farne parte in futuro.
Ho chiesto di vedere le prove generali di tutte le tre opere. Sono un’ulteriore lezione per conoscere meglio Rossini“.
È riuscita a vivere la città, oppure prima le lezioni poi le prove del Viaggio sono state così intense che è mancato il tempo per conoscere Pesaro?
Abbiamo lavorato tanto, con grande impegno, consapevoli che partecipare all’Accademia può essere un grande vantaggio per la nostra carriera. Così alla sera siamo veramente stanchi. Ma a mio marito, anch’egli cantante, che è venuto a trovarmi, ho raccontato che Pesaro è una città tranquilla, dove si vive bene, che l’atmosfera è piacevole. Anche la gente è carina. Le persone che ho incontrato nei negozi sono state molto gentili, amichevoli. Addirittura affettuose quando hanno saputo che canto. Si sente che ci troviamo nella città di Rossini“.
Anche suo marito canta Rossini?
Mio marito è tedesco e parla italiano, ma è un basso e ha voce più verdiana. Canta anche Mozart, ma al momento Rossini non è nelle sue corde. Anni fa ha cantato Bartolo, ma dice che non ha trovato ancora il modo di interpretare Rossini, che non si sente a suo agio“.
Visto che lei è un’insegnante, proverà ad aiutarlo.
In verità è lui che mi insegna tantissimo e sono felicissima sia qui con me“.
Presumo sarà un’emozione cantare nel teatro che è dedicato al cittadino più illustre di Pesaro.
Non ho ancora realizzato bene questo sentimento. Credo lo proverò quando sarò sul palcoscenico“.
Ancora poche ore (domenica 15 luglio, ore 11), poi Anna-Doris Capitelli e gli altri allievi canteranno le bellissime musiche composte per Il viaggio a Reims.
Buon viaggio a tutta la compagnia.

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