La calda estate dell’approvvigionamento idrico: azioni e prospettive secondo l’AAto

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17 agosto 2021

AAto Marche Nord

Ranocchi e Ciccolini AAto

Michele Ranocchi e Marco Ceccolini, direttore e presidente AAto

PESARO – L’ AAto è l’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale composta dall’assemblea dei sindaci della Provincia di Pesaro ed Urbino con competenze di organizzazione del servizio idrico integrato (acquedotti, fognature e depurazioni).

L’AATO si serve delle società di gestione e servizi per attuare la programmazione e gli interventi e gestire il sistema idrico. I gestori nella nostra provincia attualmente sono 2: Marche Multiservizi e ASET.

“Obiettivo principale dell’AAto -spiega il direttore Michele Ranocchi- è di fornire servizi soddisfacenti gli standard di qualità richiesti dalla normativa di settore. Organo decisionale dell’AAto è l’assemblea dei sindaci.

L’azione coordinata tra i Comuni in sede AAto consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse economiche ed impiantistiche. Infatti dal punto di vista gestionale e dei livelli di servizio raggiungibili risulta tecnicamente ed economicamente vantaggioso sostituire i piccoli e obsoleti impianti comunali con pochi impianti sovracomunali, tecnologicamente aggiornati, in grado di servire ampie porzioni di territorio provinciale, conseguendo in tal modo maggiore efficienza ed efficacia nell’erogazione dei servizi soddisfacendo nel contempo obiettivi di economia di scala”.

Pozzo del Burano

Pozzo del Burano

LA SITUAZIONE ATTUALE. Il sistema di approvvigionamento idropotabile provinciale oggi si basa in larghissima misura sui fiumi, e ciò presenta vulnerabilità importanti soprattutto nei mesi estivi caratterizzati da una evidente diminuzione delle piogge. In questi anni abbiamo valutato misure per superare queste emergenze che consistono principalmente in:

  • Riferimento a fonti di approvvigionamento da falde sotterranee meno sensibili alle variazioni stagionali, nello specifico pozzo del Burano e pozzo Sant’Anna, quest’ultimo utilizzato per la prima volta quest’anno e realizzato grazie a finanziamenti conseguiti da AATO. Entrambi sono oggetto di approfondimento tecnico scientifico per valutare un loro impiego collegato alla rete acquedottistica. Attualmente l’utilizzo di questi pozzi è quello di integrare le portate dei fiumi, mitigando in tal modo gli effetti della siccità sull’ecosistema.
  • Uso dei tre bacini esistenti: Furlo, San Lazzaro e Tavernelle. Si tratta di piccoli bacini, adibiti principalmente a produzione di energia idroelettrica, aventi in origine una capacità complessiva di circa 3 milioni di metri cubi ma che a seguito della naturale azione di trasporto solido del fiume si sono ridotti a meno della metà. Nel corso delle stagioni estive, coincidenti di norma con i periodi di siccità, trovano impiego come riserve di acqua da destinare all’approvvigionamento degli acquedotti. Già da qualche anno AAto ha fortemente stimolato la Regione Marche, in qualità di Ente concedente l’utilizzo dei bacini, ed ENEL, in qualità di concessionario, affinché avviassero procedure tecniche e amministrative finalizzate alla rimozione del materiale solido accumulato e conseguentemente alla ricostituzione della capacità d’invaso originaria. Allo stato attuale ENEL ha presentato un progetto per il Furlo sul quale la Regione ha avviato l’iter di approvazione.
  • Interconnessione intervallive: gli schemi acquedottistici dell’entroterra sono attualmente molto frammentati, AATO ha inserito nella sua pianificazione la realizzazione di collegamenti che rendano il sistema più duttile e funzionale in modo tale da ottimizzare e meglio ripartire sul territorio provinciale la risorsa idrica. Allo stato attuale, non avendo alternative, la funzione è svolta dai gestori con il ricorso ad autobotti ma come si può intuire la soluzione è decisamente antieconomica. Un primo intervento è già stato realizzato coperto da finanziamento dello Stato, il quale ha riconosciuto l’efficacia della soluzione proposta.
  • Impianto a osmosi inversa presso Fano. Fano poggia sulla ricchissima falda terminale del fiume Metauro. Essa è sfruttata solo parzialmente a causa dell’alta concentrazione di nitrati che contiene per via dello sfruttamento agricolo intensivo. AAto insieme ad ASET ha proposto la realizzazione di un potabilizzatore da utilizzare solo in periodi di emergenza (il processo di potabilizzazione ad osmosi inversa è molto efficace contro i nitrati ma risulta essere molto costoso), il progetto attualmente è in fase di approvazione.

EMERGENZA IDRICA. Quest’anno l’assenza di precipitazioni e la scarsa ricarica delle sorgenti che si è verificata nelle precedenti stagioni ancora una volta evidenzia la debolezza del sistema idrico attuale retto sulle acque di fiume

In questo mese di agosto sono in movimento più di una dozzina di autobotti che, con una media di circa un centinaio di viaggi giornalieri, portano acqua potabile a più di 20 comuni dell’entroterra, tra questi: Urbino, Fermignano, Acqualagna, Apecchio, Borgo Pace, Cagli, Belforte all’Isauro e diversi altri.

INVASO. Ad agosto dello scorso anno 2020 la Regione Marche ha avviato una ricognizione presso le AAto marchigiane con la quale raccogliere eventuali proposte nel settore dell’infrastrutturazione idrica con l’intenzione di sfruttare le risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato, attraverso il Piano Invasi e coi fondi del PNRR. Nello stesso mese di agosto 2020 è stata convocata Assemblea AATO per prospettare ai sindaci la possibilità di realizzare un invaso, sfruttando la favorevole situazione creatasi dalla disponibilità di fondi statali ed europei, nell’ottica di creare una risposta strutturale ai cambiamenti climatici in atto che porteranno anche in questo ambito provinciale a sempre più severe condizioni di carenza d’acqua, come testimoniato dai dati messi a disposizione dalla Regione Marche relativi a diverse fonti di approvvigionamento idropotabili regionali.

Nell’occasione l’Assemblea ha dato mandato agli uffici di verificare questa possibilità con un primo studio atto ad individuare possibilità di collocazione di invasi sul territorio provinciale. Dell’opportunità venutasi a creare si sono informati i gestori del servizio idrico integrato che si sono dimostrati interessati. In particolare Marche Multiservizi si è resa disponibile ad incaricare dei professionisti per sviluppare il tema.

Lo studio, redatto dai professionisti incaricati, raccogliendo anche proposte avanzate in passato da altri tecnici, propone una panoramica su diverse ipotesi e le passa ad analizzare e a pesare sulla base di parametri oggettivi quali indici di piovosità delle aree prese in esame, stabilità e predisposizione all’erosione dei pendii, presenza di infrastrutture viarie e/o di altri servizi, presenza di insediamenti domestici e/o produttivi, inserimento in un progetto di riorganizzazione degli acquedotti ed altri, individuando alla fine le soluzioni maggiormente percorribili.

“Creare un invaso nel nostro territorio provinciale -spiega il presidente AAto Marco Ciccolini- ci permetterebbe di differenziare l’approvvigionamento idrico evitando di stressare le soluzioni già in essere, non scevre da conseguenze di carattere ambientale. Infatti le misure che si adottano attualmente per contrastare la carenza d’acqua comprendono la ritenzione di risorsa trasportata dai fiumi all’interno di bacini troppo piccoli per garantire la necessaria riserva idrica e nel contempo adeguati rilasci al fiume sufficienti a garantire un adeguato habitat fluviale.

In questo prossimo mese di settembre c’è l’intenzione di riconvocare i sindaci per dare mandato agli uffici AATO di riprendere la ricerca di finanziamenti per avviare uno studio di fattibilità”.

 

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