ROF: “cruda sorte”, Il viaggio a Reims va in archivio con l’ennesimo successo

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18 agosto 2021

PESARO – Cruda sorte… anche per quest’anno Il viaggio a Reims va in archivio. Gli interpreti scelti dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” hanno  concluso il loro impegno partecipando alla seconda rappresentazione del Viaggio, che, come la prima di Ferragosto, ha fatto registrare un grande successo. Non potrebbe essere altrimenti: Il viaggio a Reims è eterno!
Nell’inviare un applauso a tutti i cantanti, auguriamo loro che possano seguire le orme dei tredici ex allievi che partecipano all’edizione numero 42 del Rossini Opera Festival. Non abbiamo dubbi: alcuni torneranno a Pesaro e saranno nel cartellone principale.
Per la prima volta in tanti anni non abbiamo visto Il viaggio a Reims stando in teatro, ma ce lo siamo goduto ugualmente pure seguendolo dal computer. Ed è con questa sensazione che salutiamo tutti i protagonisti del 18 agosto.

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Pelageya Kurennaya è una Corinna che, forse, ha pagato l’emozione. Sembra mancarle la dolcezza per dare voce alla poetessa, a maggiore ragione se accompagnata dal suono dolcissimo dell’arpa. Meglio alla fine, quando canta All’ombra amena del Giglio d’Oro  e deve farlo senza alzare la voce, salvo nell’invocazione finale a Carlo X re di Francia.
Anna-Doris Capitelli è una Marchesa Melibea che mostra classe, eleganza, padronanza assoluta della voce e del ruolo. Ascoltarla ancora una volta, nel duetto Melibea-Libenskof che apre la seconda parte, fa esclamare: “Oh, gioia incomparabile“.
Haewon Lee è di nuovo Contessa di Folleville e conferma i pregi evidenziati domenica.
Annya Pinto è ancora Madama Cortese perfetta padrona di casa. Vista dal divano – se Salvini e Renzi non s’offendono e ci danno dei fannulloni, il soprano cileno ci sembra anche meglio che nella prima di Ferragosto:. Il pubblico la ripaga con un meritato applauso al termine Di vaghi raggi adorno.
Valery Makarov è un Cavalier Belfiore che nel duetto con l’amata – Nel suo divin sembiante – appare troppo aspro, come Corinna.
Theodore Browne, Conte di Libenskof: è bravo quando canta Non pavento alcun periglioed è protagonista del sestetto con Don Alvaro, Melibea, Madama Cortese, Don Profondo e il Barone di Trombonok. Non ha voce potente come Chuan Wang, ma non gli manca la dolcezza necessaria a sostenere il ruolo dell’innamorato, e la durezza di chi si sente tradito nel duetto con Melibea.

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Giorgi Manoshvili: concede il bis: il suo Lord Sidney è strepitoso! La domanda è  cosa potrà essere quando sarà a suo agio in palcoscenico e la capacità attoriale renderà ulteriore merito alla voce. Un applauso al Teatro delle Muse di Ancona che lo ha scritturato per il ruolo di Colonnello nella farsa in un atto di Donizetti Il giovedì grasso o Il nuovo Pourceaugnac (29 e 31 agosto). Ci sembra che con Giorgi Manoshvili “il fato possa essere propizio al ROF“.
Alejandro Baliñas è un Don Profondo molto convincente sia nel canto che nei recitativi, ma anche nell’interpretazione. E così arriva il “gran momento” degli applausi.
Francesco Samuele Venuti è a suo agio nei panni del Barone di Trombonok, come lo era stato nella prima dando voce a Don Profondo. Appuntatevi il nome del giovane baritono pugliese: al contrario del personaggio che interpreta, Venuti non ha lasciato la metà dei suoi polmoni. Tutt’altro.
Pasquale Greco è un eccellente Don Alvaro, sembra addirittura spagnolo. Ottimo nel canto e nella recitazione.
Ignas Melnikas è un Don Prudenzio sfortunato. Benché grazie al suo talento stiano tutti meglio assai, niente può contro il video che si blocca in continuazione nel tentativo, a vuoto, di ricaricarsi e ripartire. Così lasciamo la diretta sul sito di Italiafestival.it mentre  canta il lituano e rimediamo di corsa grazie a quello del ROF.
Un applauso anche agli altri cantanti. Se Il viaggio a Reims è stato un successo il merito è anche di chi ha potuto contare su una parte minore:
Alberto Robert è Don Luigino.
Iolanda Massimo Delia
Javiera Saavedra Maddalena.
Jade Phoenix Modestina
Lorenzo Liberali Antonio
Chuan Wang anche da Zefirino – Gelsomino ha ribadito lo spessore di una voce raramente così potente.
Ramiro Maturana e Yuriy Hazdetskyy hanno partecipato solo alla prima rappresentazione.
Luca Ballabio ha diretto l’Orchestra Sinfonica G. Rossini.
Matteo Anselmi ha lavorato alla ripresa degli elementi scenici e alla regia di Emilio Sagi. I costumi sono quelli ideati da Pepa Ojanguren, che purtroppo è scomparsa un anno fa.

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