ROF, lo Stabat Mater in forma scenica, con l’augurio sia la penultima volta alla Vitrifrigo Arena

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19 agosto 2021

Un momento delle prove dello Stabat Mater in forma scenica in programma venerdì sera nella Vitrifrigo Arena (Foto Amati Bacciardi)

Un momento delle prove dello Stabat Mater in forma scenica in programma venerdì sera nella Vitrifrigo Arena (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Riusciranno i nostri eroi a mantenere una delle tante promesse che hanno accompagnato gli anni della loro Amministrazione? Riusciranno a concretizzare i desideri degli appassionati e – crediamo – dei diretti interessati (il popolo del ROF, che comprende non solo chi lo dirige, ma anche tutti quelli che lavorano e s’adoperano per la felice realizzazione del Festival)?

Ce lo auguriamo, sperando che l’appuntamento di venerdì 20 agosto sia il penultimo nella Vitrifrigo Arena. L’ultimo dovrebbe essere la quarta rappresentazione di Elisabetta regina d’Inghilterra in programma sabato sera.
Poi, si spera, ma visti i precedenti le scommesse sono da evitare, si dovrebbe tornare ai “luoghi” del Festival, in Viale dei Partigiani, in quello che dovrebbe essere il PalaScavolini, meglio ancora l’Auditorium Scavolini, e in Piazzale Lazzarini, nel Teatro Rossini.
Perché – scritto con il massimo rispetto, anzi nella sconfinata ammirazione per i tecnici del ROF – uno Stabat Mater alla Torraccia è un dolore per l’anima. Che di dolori ne ha dovuti sopportare tanti da quando, il lontanissimo 22 agosto 2005, calò il sipario sull’ultima rappresentazione de Il barbiere di Siviglia, e pure sul vecchio, caro impianto di Viale dei Partigiani, “sismografo” delle più grandi emozioni della città, fossero sportive (gli scudetti della Scavolini Basket e della Scavolini Volley) o artistiche (le opere e i concerti del ROF).
Dunque, si spera che sia giunto l’epilogo dell’esilio che hanno dovuto sopportare il ROF e i suoi seguaci.
Il penultimo atto dovrebbe essere l’ultima nuova produzione in forma scenica della 42esima edizione del Rossini Opera Festival: lo Stabat Mater, proposto il 20 agosto alle ore 20.30 nella Vitrifrigo Arena, con la direzione di Jader Bignamini alla testa della Filarmonica Gioachino Rossini e del Coro del Teatro Ventidio Basso, con regia, scene, costumi e luci di Massimo Gasparon. Le parti soliste sono affidate a Giuliana Gianfaldoni, Vasilisa Berzhanskaya, Ruzil Gatin e Riccardo Fassi.
L’occasione per la composizione dello Stabat Mater si presentò durante un viaggio in Spagna che Rossini aveva intrapreso nel 1831 al seguito di un amico banchiere, il marchese Alejandro Maria Aguado. A Madrid incontrò l’arcidiacono della città, Don Francisco Fernandez de Varela, il quale insistette per ottenere da lui uno Stabat Mater. Rossini ritornò a Parigi e si accinse alla composizione dell’opera: ne completò sei pezzi nel 1832, mentre i rimanenti sei vennero composti da un compagno di studi alla scuola di Padre Mattei, Giuseppe Tadolini. In questa forma lo Stabat Mater venne eseguito il Venerdì Santo del 1833 nella Cappella di San Felipe el Real a Madrid. Nel 1841 Rossini riprese in mano la partitura, la rivide, la completò e compose quattro brani in sostituzione dei sei scritti da Tadolini dieci anni prima.

La prima esecuzione pubblica della versione finale ebbe luogo al Théâtre Italien di Parigi il 7 gennaio 1842. L’opera riscosse un successo straordinario. La prima italiana avvenne con accompagnamento di pianoforte e organico corale ridotto (le sole voci maschili) il 4 marzo 1842 nella chiesa di Sant’Antonio a Milano, seguita dall’esecuzione a organico completo in forma privata a Firenze, il 14 marzo, in casa MacDonald. A Bologna nella grande sala dell’Archiginnasio le sere del 18, 19 e 20 marzo 1842 l’opera venne eseguita in forma pubblica: Rossini contribuì personalmente all’allestimento e come direttore dell’orchestra venne chiamato Gaetano Donizetti.

Un’ultima nota, non certo per importanza, anzi: Giuliana Gianfaldoni, Vasilisa Berzhanskaya e Ruzil Gatin sono ex allievi dell’Accademia Rossiniana. Il soprano Giuliana Gianfaldoni è stata una meravigliosa  Corinna nel Viaggio a Reims 2019. Vasilisa Berzhanskaya, mezzosoprano russo, ha partecipato all’Accademia Rossiniana 2016 e poi al Viaggio, offrendo una formidabile interpretazione di un personaggio così intrigante qual è la Marchesa Melibea. Ruzil Gatin, tenore russo, ha interpretato, e non potrebbe essere altrimenti, il ruolo di Conte di Libenskof nel Viaggio 2017. Tre bravissimi ex allievi, tre grandi cantanti che inorgogliscono il Rossini Opera Festival.

 

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