ROF, il gala finale ai tempi del Covid-19, sognando Mattarella ultrà e il pubblico che fa il trenino come i calciatori

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23 agosto 2021

PESARO – A un certo punto, osservando e verificando di persona i meticolosi controlli all’entrata in Piazza del Popolo da Via San Francesco – esibizione di Certificazione verde, carta di identità e biglietto per assistere all’ultimo appuntamento del 42° Rossini Opera Festival, peraltro effettuati  da personale molto gentile – ho pensato male.
L’accesso alla Piazza era consentito a partire delle ore 19: le entrate alla piazza esclusivamente da via Branca e via San Francesco. Per l’accesso alla piazza, ogni spettatore ha dovuto esibire un documento di identità e la Certificazione verde. L’accesso alla piazza era consentito anche a chi, sprovvisto di Certificazione verde, ha presentato un certificato di avvenuta vaccinazione effettuata con i vaccini riconosciuti nell’Unione Europea (Pfizer, Astrazeneca, Johnson&Johnson e Moderna), oppure un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Ogni spettatore doveva indossare la mascherina e osservare le norme sul distanziamento per tutta la durata del concerto.
Alle ore 20 tutti gli spettatori dovevano avere preso posto in piazza. Dopo quell’ora l’accesso era vietato, salvo ovviamente al presidente Mattarella e a tutti gli amministratori, anche quelli che, pure disinteressati al ROF, non hanno perso l’occasione per partecipare alla sfilata.

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L’attività del ROF ha rispettato tutte le procedure di legge per il contenimento della diffusione del Covid-19 previste dalla normativa vigente. Dal 6 agosto, data della prima prova generale di Moïse et Pharaon nella Vitrifrigo Arena, per l’accesso ai luoghi di spettacolo era richiesta la Certificazione verde COVID-19 – EU digital COVID che è una certificazione digitale e stampabile (cartacea) che contiene un codice a barre bidimensionale (QR Code) e un sigillo elettronico qualificato che attesta una delle seguenti condizioni: aver fatto la prima dose 14 giorni prima dell’ingresso a teatro; essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore (il test può venire effettuato in farmacia); essere guariti dal COVID-19 negli ultimi sei mesi.
In conformità alla normativa vigente, ogni persona entrata nei luoghi di spettacolo ha dovuto rispettare il distanziamento interpersonale, igienizzare le mani e indossare la mascherina anche a sedere (chirurgiche o FFP2), per l’intera durata dello spettacolo. Nei teatri le capienze sono state ridotte di oltre il 50%, per mantenere le distanze di sicurezza tra gli spettatori. Obbligatorio evitare gli assembramenti.
Tutto questo per un concerto lirico-sinfonico, a cui, abitualmente, assistono bande di ultras scatenati tipo quelli che, più o meno alla stessa ora, invadevano il campo a Nizza. Cose normali, in Italia.
Dunque, ho pensato male, a maggiore ragione ricordando quanto accaduto la sera prima, a Torino, quando Piccoli, giocatore dell’Atalanta, ha segnato il gol decisivo e si è lanciato verso la curva, provocando un assembramento: da una parte Piccoli e gli altri giocatori bergamaschi, dall’altra i tifosi nerazzurri, tutti senza mascherina.
Allo stadio, come nelle strade e nelle piazze per celebrare gli azzurri di Mancini, liberi tutti. A un concerto tutti controllati e pure l’invito: “Al termine siete pregati di rimanere ai vostri posti per agevolare l’uscita del capo dello Stato”.
Chissà la reazione degli stadi a un annuncio simile. Però puoi farlo al pubblico che ama la  bella musica
Sì, ho pensato male… ma, osservando il comportamento composto del pubblico del ROF, l’ho pensato davvero: Mattarella fa l’ultrà, toglie la mascherina e sale sul palco ad abbracciare i cantanti, che saltano e cantano: “Un presidente, c’è solo un presidente!”. E a quel punto scatta anche Acquaroli, presidente delle Marche, e vola in braccio al direttore d’orchestra, Michele  Spotti, che, seguito dai bravissimi elementi del Ventidio Basso a cui si uniscono i musicisti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, fa partire il coro: “Chi non salta è di Mediaset, eh; chi non salta è di Sky, eh; chi non salta è di La7, eh”.
Per non essere da meno la senatrice Liliana Segre, aiutata dal sindaco Ricci, che vorrebbe imitarla ma è frenato dalla fascia tricolore, si immerge nell’acqua della fontana di Piazza del Popolo e festeggia la vittoria di… Gioachino Rossini
Noi spettatori, increduli davanti a tanti ultras, dimenticando che, salvo le giovani maschere e i poliziotti di servizio di sicurezza e qualche rarissima eccezione in platea, siamo decisamente …anta, senza attendere l’autorizzazione di Bonucci, facciamo il trenino lungo il perimetro transennato della piazza. Ci accompagna la musica di Largo al factotum, ci sentiamo tutti Figaro. S’uniscono anche i due corazzieri, fino a quel momento immobili agli angoli del grande palco.
È la risposta di chi rispetta le regole di contrasto del Covid-19, ma si sente preso in giro dal doppio peso e dalle doppie misure e da chi, nel Governo, pensa che in Italia ci sia solo il calcio, a cui tutto è concesso.

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