ROF, grande successo per il Gala Rossini, inferiore al Gala XL, però nobilitato da Mattarella

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23 agosto 2021

PESARO – La prima sensazione, a pelle, durante il concerto: bello, bellissimo, ma c’è una sola differenza in più, la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una presenza importante. Mai prima di domenica un presidente in carica aveva assistito a una rappresentazione del Rossini Opera Festival. Giusto esserne orgogliosi, anche se va ricordato – anche per togliere qualche penna al pavone – che Mattarella era stato già a Rimini all’inaugurazione della Sagra Musicale Malatestiana, nell’agosto 2019. E che il presidente è un grande appassionato.
Una differenza rispetto a cosa? direte voi. Al concerto finale di due anni fa, al Gala XL, che ebbe ben altro spessore.
Siamo andati in archivio a recuperare l’articolo del 22 agosto 2019:
Le più belle voci rossiniane per celebrare il 40° Rossini Opera Festival. Come se Bruce Springsteen e Bob Dylan, Mick Jagger e McCartney, Madonna e Barbra Streisand, Bono Vox e Neil Young, Little Richard e Sting si fossero riuniti una sera per rendere omaggio ai grandi cantati rock scomparsi, a Jim Morrison ed Elvis Presley, John Lennon Freddie Mercury, Ray Charles e Prince, Aretha Franklin e Janis Joplin.
O come se Ernesto Palacio si fosse trasformato per una sera in Pep Guardiola e avesse schierato, insieme, Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche Ada Hegerberg, la calciatrice norvegese numero 1 al mondo, e Iniesta, Buffon e Neymar. O, visto che si giocava… pardon, si cantava, nella Vitrifrigo Arena, casa della pallacanestro, il sovrintendente-coach avesse mandato in campo, insieme, LeBron James e Michael Jordan, Kobe Bryant e Magic Johnson e sotto i tabelloni Kareem Abdul-Jabbar.
Una sorta di All Star Game, di partita delle stelle, di festival del festival.
Dunque, inimitabile.
Domenica sera lo spettacolo è stato notevole, ma vi proponiamo l’elenco dei cantanti di due anni fa e poi decidete voi: Franco Vassallo, Paolo Bordogna, Lawrence Brownlee, Anna Goryachova, Ruzil Gatin, Nicola Alaimo, Juan Diego Flórez, Claudia Muschio, Valeria Girardello, Mirco Palazzi, Michele Pertusi, Angela Meade, Alessandro Luciano, Mirco Palazzi. Ed all’ultimo momento era mancato, purtroppo, il contributo di Sergey Romanovsky che avrebbe dovuto cantare l’Aria di Pirro Balena, in man del figlio, da Ermione L’abbiamo ascoltata domenica sera. Bellissima.
Quindi, al di là del giudizio del venditore, che ovviamente offre sempre merce rara, resta un fatto: il Gala Rossini per festeggiare i 25 anni di Juan Diego Flórez al Festival è stato bello, ma inferiore al Gala XL di due anni fa.
Certo il clima che si respira avvicinandosi alla Piazza è di grande attesa. Non solo per le misure di sicurezza che, ovviamente, sono imponenti, ma anche per il festeggiato, amato a Pesaro ma non solo, visto che a farci compagnia nella coda ci sono francesi, tedeschi e austriaci e italiani da ogni dove.
In platea, l’inviata RAI finisce il trucco, poi nella diretta del Tg2Marche annuncia che “l’aereo del presidente è atterrato in questo momento a Rimini”.

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Il primo applauso è per la senatrice Liliana Segre

Il primo applauso è alle ore 19,50. Il pubblico già in platea lo dedica alla senatrice a vita Liliana Segre. Alle ore 20,10 il rombo del motore di un elicottero della polizia in volo sulla città annuncia che il Presidente è in arrivo.

Un elicottero annuncia l’arrivo del presidente

Scatta un altro applauso: due corazzieri lasciano palazzo ducale, entrano in piazza. Gli spettatori pensano che Mattarella sia subito dietro. Non è così, ma è solo questione di minuti: il presidente della Repubblica arriva alle ore 8,20, applaudito dal pubblico, e prende posto tra il presidente delle Marche e la senatrice Segre, che alla sua destra ha il sindaco Ricci con signora. Il maestro Spotti dà inizio alla serata, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il Coro  del Teatro Ventidio Basso eseguono l’Inno di Mameli. Un’esecuzione quasi sussurrata, seguita dall’Inno Europeo, il bellissimo ultimo movimento dell’Inno alla gioia di Beethoven.

La prima pagina del Gala Rossini è la Sinfonia da La Cenerentola., che ha l’onore di aprire il concerto. L’accoglienza è freddina, e non si capisce perché. In verità, si va avanti così fino alla Sinfonia di Semiramide, tanto che anche Juan Diego Flórez e Marina Monzó che cantano il duo Comte-Comtesse “Aah! quel respect, Madame da Le Comte Ory sono salutati tiepidamente.
E così per la bellissima esecuzione del terzo brano in programma, che è tratto da Ermione: Aria di Pirro “Balena in man del figlio” con Sergey Romanovsky assecondato da Marina (che nel programma di sala diventa Morina) Monzó, Marta Pluda, Jack Swanson, Nicolò Donini, Manuel Amati, Matteo Roma e il Coro.
Il primo grande applauso è tutto per il protagonista dell’evento: Juan Diego Flórez. Dopo la Sinfonia di Semiramide, Flórez canta, con la partecipazione del coro, l’aria di Idreno “La speranza più soave”. Un’interpretazione molto sentita, accompagnata dalla proverbiale padronanza tecnica. Finalmente il pubblico è entusiasta.
La temperatura sale anche grazie anche al bravissimo Giorgio Caoduro, che interpreta l’aria di Filippo “Quando la fama altera” da La gazzetta, evidenziando, come già nel Signor Bruschino, una grande sicurezza e una bella modulazione dai bassi agli alti.
Segue una delle amatissime pagine della lunga e gloriosa storia del ROF: il quintetto da Matilde di Shabran, “Signor men vado, o resto”, con Flórez,  il vero mattatore, Pluda, Monzó, Caoduro e Spagnoli.
Ancora una sinfonia: è il momento de L’italiana in Algeri, eseguita con grande vivacità. Forse è un omaggio a Mattarella, un ringraziamento per il suo “viaggio”, che pure da toccata e fuga significa tanto per il Festival pesarese.
A proposito di “viaggio: sale in cattedra Pietro Spagnoli, fantastico Don Profondo nell’aria “Io! Medaglie incomparabili” da Il viaggio a Reims. La sua caratterizzazione dei personaggi (onestamente, escluso il tedesco) è ottima. Come pure l’interpretazione canora, davvero godibile. L’applauso del pubblico è il migliore riconoscimento per l’esecuzione di Spagnoli.
Dalla stessa cantata è proposto il sestetto “Zitti!… Non canta più” con Flórez, Donini, Monzó, Pluda, Caoduro e Spagnoli. È un brano che evidenzia esperienza e tecnica e garantisce il successo del sestetto.

Larpa suona, un cane abbaia, ma non interrompe  la magia di Rossini 

 
Siamo al momento finale, che s’apre con il dolcissimo e struggente suono dell’arpa suonata da Margherita Bassani (applausi) che pure è disturbata dall’abbaiare di un cane in Via San Francesco: Flórez, Caoduro, Pluda, Monzó, Donini e il Coro cantano il Final IV “Tout change et grandit en ces lieux” dal Guillaume Tell. Un trionfo, che nel Tg3 nazionale delle ore 12 di lunedì viene presentato così: “Un trionfale Guglielmo Tell ha chiuso il Rossini Opera Festival 2021”. Complimenti.
Il presidente Mattarella, come tutti i presenti, applaude a lungo, poi saluta Michele Spotti e si complimenta con l’orchestra e con il coro. Gli schermi rimandano a chi è in piazza e a chi ha seguito la diretta dal sito di Rai Cultura le immagini dei protagonisti, tutti soddisfatti per il successo della serata, anche se in molti di noi la felicità è attenuata dalla tristezza per la fine del Festival. Anche l’edizione numero 42 del ROF è in archivio.

 

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