Vecchia Vuelle contro Nuova Vuelle: il confronto di Pu24 con la stagione scorsa (Seconda Parte)

di 

24 agosto 2021

Welcome DemetrioPESARO – Seconda parte del confronto tra la nuova e la vecchia Carpegna Prosciutto. Dopo aver analizzato il reparto esterni (rileggi qui la prima parte), è arrivato il momento di approfondire il reparto lunghi, quello che sicuramente è cambiato di più rispetto all’anno scorso.

LEONARDO DEMETRIO (2021) vs MARKO FILIPOVITY (2020): L’ungherese l’anno scorso fu accolto con parecchio scetticismo, lo stesso che dovrà aspettarsi Demetrio al suo debutto a Pesaro, dato che finora ha giocato solo nel natio Brasile e nella serie A2 spagnola, ma coach Petrovic ci crede, e spera che si faccia valere sia da numero quattro che da numero cinque.

Filipovity fu una delle principali soprese del campionato, almeno nel girone d’andata, per poi calare, come tutti i compagni, in quello di ritorno, dove vennero fuori lacune tecniche e anche caratteriali.

Chi vince il confronto? Due giocatori molto simili, nessuno dei due è un trascinatore, e dal punto di vista tecnico sono due ali grandi moderne, che preferiscono tirare da fuori rispetto al gioco dentro l’area, anche se il brasiliano qualche movimento spalle a canestro ce lo farà vedere. (Parità).

Simone Zanotti

Simone Zanotti

SIMONE ZANOTTI (2021) VS SIMONE ZANOTTI (2020) Al suo quarto anno a Pesaro, il buon Simone è ormai diventato un giocatore affidabile, pur con tutti i limiti tecnici, che alla soglia dei 30 anni, difficilmente riuscirà a scrollarsi di dosso, ma non ha fatto mai mancare il suo agonismo e la voglia di dare sempre il massimo.

Il suo tallone d’Achille rimane sempre la fase difensiva, mentre in quella offensiva, le sue triple frontali sono diventate il suo punto di forza, e se la nuova Vuelle correrà in contropiede e Pacheco lo saprà trovare dall’altra parte dell’arcobaleno, la sua media punti potrà aumentare in maniera esponenziale.

Chi vince il confronto? Rispetto agli anni precedenti, dovrebbe giocare meno da centro, e questa non è una brutta notizia, visto che l’area colorata non è il suo terreno ideale, mentre da numero quattro è diventato un cambio più che affidabile. (Zanotti 2021).

Welcome Tyrique JonesTYRIQUE JONES (2021) VS TYLER CAIN (2020) Sarebbe bello se Cain fosse rimasto a far da balia a Jones, perché gli avrebbe insegnato tutti quei trucchetti che il 24enne Tyrique ancora non possiede, mentre il nuovo centro di Tortona è un maestro del gioco “sporco”, del tagliafuori aggiustato per prendere i rimbalzi anche senza saltare, e di quelle difese sempre al limite, anche se alla fine non esce quasi mai per cinque falli.

Jones invece non gli avrebbe potuto insegnare a saltare mezzo metro sopra il ferro, perché quelle sono qualità innate, e il nuovo pivot della Vuelle ne ha in abbondanza, e dovrà sfruttarle nel migliore dei modi.

Chi vince il confronto? Cain è uno dei migliori pivot del campionato, anche se magari il suo è un basket “antico”, mentre Jones è il pivot degli anni ’20, atletico, veloce e capace di giocare il pick and roll a velocità vertiginose, i numeri saranno simili, sull’impatto tendiamo ancora a preferire il miglior rimbalzista della scorsa stagione (CAIN 2020)

GORA CAMARA (2021) vs BENIAMINO BASSO (2020): Repesa sta ancora aspettando il cambio del pivot, quello che l’anno scorso chiese fin dal precampionato, e che la dirigenza gli promise di prendere prima o poi, promessa finita nel dimenticatoio, in una stagione in cui Cain era l’unico vero centro e il buon Basso giocò appena 8 minuti, prima di scendere in serie A2, categoria più consona al suo valore tecnico, dove giocherà anche la prossima stagione.

Welcome Gora CamaraQuest’anno invece, alla corte di Petrovic sono arrivati i 212 cm di Gora Camara, che probabilmente l’anno prossimo tornerà alla Virtus Bologna, ma che dovrà sfruttare al massimo questa stagione per mostrare tutto il suo valore, e a 20 anni, in una squadra che ti concederà tanti minuti, non dovrà farsi sfuggire l’occasione per entrare definitivamente nel giro giusto della nostra pallacanestro.

Chi vince il confronto? Anche se sono entrambi classe 2001, centimetri, esperienza e tecnica sono tutti dalla parte del senegalese (Camara 2021).

AZA PETROVIC (2021) VS JASMIN REPESA (2020): Sono due coach di buona levatura, arrivati a Pesaro per rilanciare una carriera in parte sospesa, almeno a livello di club, ed è indubbio che Jasmin abbia sfruttato al meglio l’occasione, riportando Pesaro in finale di Coppa Italia, “mollando” però nel ritorno, quando le sirene della Fortitudo si erano fatte più forti, rispetto ad una mancanza di ambizione da parte della dirigenza della Carpegna Prosciutto.

Petrovic è arrivato a Pesaro con uno scudo, quello che si ottiene dall’aver fatto parte della storia della Vuelle, e Aza c’era nella Scavolini che vinse lo scudetto del 1988, anche se fu cacciato in primavera e non lo festeggiò coi compagni, scudo che gli permetterà di lavorare in tranquillità, e di non rischiare subito il posto, ma sappiamo che senza risultati, anche il più solido degli scudi comincia ad incrinarsi e qualcosa di buono dovrà produrlo fin dalle prime giornate.

Aleksandar Petrović, da giocatore aveva mani fantastiche, oggi ha anche piedi buoni (dal sito web della Victoria Libertas Carpegna Prosciutto)

Aleksandar Petrović

Chi vince il confronto? Repesa si era sicuramente fatto voler bene dal pubblico pesarese, con la sua personalità, il suo modo fisico di allenare, e aver portato la Vuelle per qualche giornata, fino al sesto posto, dopo tanti anni di magra, gli concede un posticino nella storia biancorossa degli ultimi anni, Petrovic deve dimostrare che cinque anni di “esilio” in Brasile, non gli hanno fatto perdere il treno giusto, e che a Pesaro potrebbe trovare l’ambiente ideale e rimanerci per tutti e 4 gli anni del suo contratto. (Repesa 2020)

Il giochino ha prodotto una sostanziale parità, ma come vi avevamo detto ieri, è abbastanza fine a se stesso, perché in una squadra non conta solo il talento individuale, ma incide anche l’alchimia del gruppo, il saper trarre il meglio da ogni singolo giocatore, e porlo nella condizione di farlo rendere al meglio.

La Carpegna Prosciutto 2021-22 sembra costruita con un certo criterio, con dieci uomini intercambiabili e coperta in ogni ruolo, il talento non è sopra la media, e non sembra esserci nessun top player, ma non sembra esserci neanche nessun flop, e, guardando il roster, quello su cui riponiamo meno fiducia rimane sempre Henri Drell, che non è necessariamente una cosa negativa, perché vuol dire che gli altri nove compagni sembrano potenzialmente più meritevoli.

Il gruppo dovrebbe essere al completo il prossimo lunedì, e anche se questi problemi sono fastidiosi, e meglio che accadano ad agosto, poi ci sarà il tempo di rimediare alla situazione, visto che uno dei vantaggi di non disputare le coppe è di poter lavorare ogni settimana in palestra, cosa che piace agli allenatori, meno ai giocatori, che preferirebbero giocare due volte alla settimana ed allenarsi qualche giorno in meno.

Ma per farlo, si dovrà ritornare in Europa, obiettivo che Petrovic, forse ingenuamente, si è posto fin dal primo giorno, ma che realisticamente sarà difficile da raggiungere, perché già salvarsi sarà complicato, non perché questa Carpegna Prosciutto sia la più scarsa della compagnia, ma perché, e anche qui siamo d’accordo col coach, tra sesta e quindicesima non ci sarà tanta differenza, col piccolo problema che se, arrivi sesto, farai i playoff e le coppe il prossimo anno, ma se arrivi 15esimo, retrocedi, e non è la stessa cosa.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>