Vuelle, tifosi in attesa di capire quale sarà la formula degli abbonamenti con la capienza ridotta alla Vitrifrigo Arena

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27 agosto 2021

Vuelle, il pubblico della VitriFrigo Arena non sarà ammesso

Vuelle, il pubblico della VitriFrigo Arena

PESARO – Tra qualche giorno, anche la Vuelle aprirà la campagna abbonamenti per la stagione 2021-22, campagna già iniziata in parecchie città, anche se in Via Bertozzini stanno aspettando le decisioni del Governo, che, la prossima settimana, potrebbe ampliare la capienza al 50%, per gli avvenimenti al chiuso.

La Vitrifrigo Arena ha due omologazioni per il basket, la prima è quella al massimo della capienza consentita, ovvero 10123 spettatori, che, con l’attuale limite del 35%, potrebbe far entrare poco più di 3500 persone ogni domenica, la seconda è di 6119, ovvero la capienza senza il secondo anello, che al 35% in vigore, corrisponderebbe a poco più di 2100 persone, mentre al 50%, porterebbe alla Torraccia poco più di 3000 spettatori.

Ci si potrebbe chiedere il perché di queste due distinzioni, e la risposta è semplice, e come sempre riguarda l’aspetto economico, visto che tenere aperto, ed in ordine, l’ultimo anello, ha un costo, tra manutenzione, pulizia, addetti alla sicurezza, e l’aumento del personale obbligatorio, il cui numero varia a seconda della capienza, e proprio per questo, nelle ultime stagioni, la Vuelle ha sempre preferito tenerlo chiuso, complice anche una squadra che ha sempre navigato nei bassifondi della classifica, e che non invitava gli spettatori casuali a comprare il biglietto, mentre lo zoccolo duro, in un modo o nell’altro, ha continuato sempre a fare l’abbonamento.

Diamo un’occhiata agli ultimi dati ufficiali disponibili: nella stagione 2018-19, l’ultima senza Covid, la media spettatori della Vuelle è stata di 4115 persone, anche se sappiamo che sul numero effettivo, pesano le numerose tessere omaggio che la società distribuisce, il cui numero esatto non è mai stato comunicato ufficialmente, ma che dovrebbe essere compreso tra 800 e 1000.

In sintesi, di questi tempi, con una Carpegna Prosciutto che non crediamo possa lottare per lo scudetto, lo zoccolo duro è rappresentato da circa 3000 persone, numero che potrebbe anche calare, tra quelli senza green pass, e quelli che, per una serie di motivi, hanno trovato qualcos’altro da fare alla domenica, e, al 50% di capienza, si potrebbe anche tenere chiuso l’ultimo anello, ma prima bisognerebbe sapere se, e quanti tifosi avversari potranno andare in trasferta, perché, in quel caso si dovrebbe togliere da 6119, la tribuna ospite, capace di accogliere circa 800 tifosi, e si dovrebbero rifare tutti i calcoli.

Insomma, le cose non sono semplici, e a complicare il tutto c’è l’incertezza su quello che potrebbe accadere in autunno a livello sanitario, col rischio di ripiombare in zone di qualche brutto colore, evento che le altre società non sembrano temere, visto che la loro campagna abbonamenti include tutte le partite casalinghe, alcune anche quelle delle varie coppe europee, mossa azzardata, col rischio di dover rimborsare alcune partite disputate con un pubblico minore o assente.

E allora si potrebbe trovare una soluzione alternativa, magari dividere l’abbonamento in tre rate, corrispondenti a 5 partite casalinghe, prendiamo l’esempio della Vuelle, il più semplice di tutti, visto che la Carpegna Prosciutto sarà l’unica delle 16 società, a giocare solo 15 partite casalinghe, non disputando le coppe, ed essendo esentata dalle tre della Super Coppa settembrina, come Milano, Virtus e Brindisi, ma queste tre giocheranno in campo europeo.

Si potrebbe dividere il costo dell’abbonamento in tre rate, con Pesaro che giocherà la sua quinta partita casalinga il 5 dicembre, e per quella data, dovremmo sapere come stanno andando le cose, se tutto filerà liscio, nessun problema, la seconda rata verrà prelevata direttamente dalla carta di credito o dal conto corrente bancario, quello indicato al momento della sottoscrizione dell’abbonamento, un po’ come avviene con i vari Netflix, Eleven Sports e simili, che ti prelevano ogni mese la quota stabilita.

Se, malauguratamente le cose non dovessero andare per il meglio, la Vuelle bloccherebbe il pagamento fino al ripristino delle condizioni ideali per tornare al palazzetto, rifacendo i conti in base al numero di partite rimaste, senza la scocciatura di dover rimborsare i soldi.

Quali sarebbero gli svantaggi? Sostanzialmente uno solo, ovvero che la Vuelle non incasserebbe subito tutta la cifra, ma è doveroso ricordare che gli stipendi di giocatori e staff non vengono pagati tutti in anticipo, ma ogni mese, mentre la possibilità di pagare in tre rate, potrebbe incoraggiare anche chi si trova in difficoltà ad anticipare una cifra maggiore, e le famiglie dove si fanno 3 o 4 abbonamenti.

La Vuelle comunque incasserebbe subito una parte dell’abbonamento, che non sarebbero tutti i 554.523 euro della stagione 2018-19, ma comunque una cifra certa e subito disponibile, che sicuramente porterebbe ossigeno a delle casse societarie messe a dura prova dalla pandemia, anche se ci piacerebbe sapere se e quanti soldi il Consorzio ha messo in preventivo di incassare dagli abbonamenti, ovvero se quei soldi li hanno già spesi nella costruzione della squadra, o se costituirebbero un tesoretto da spendere per le emergenze future.

Suggerimenti e domande che rimandiamo a chi di dovere. Il tempo ancora c’è, visto che la Carpegna Prosciutto giocherà la prima partita casalinga il 6 ottobre, ma per la metà di settembre, la campagna abbonamenti dovrà partire, ed essere anche la più versatile possibile.

 

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