La Lectio magistralis del professor Ivano Dionigi

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3 settembre 2021

Il professor Stefano Dionigi

Il professor Stefano Dionigi

PESARO – Nella cornice pesarese del San Bartolo, presso il Podere Leonardi, organizzata dal “colto” Giovanni Trengia della Libreria Il Catalogo, si è svolta sabato scorso una lezione del Maestro (lectio magistralis) Ivano Dionigi.

Colto, a Giovanni, glielo ha detto il prof. Dionigi. Infatti è noto a tanti come il titolare della Libreria Il Catalogo, con sua moglie Alessandra, sappia coltivare eccellenti relazioni nella nostra città e sappia radicare i “forestieri”.

Maestro, al prof. Dionigi, glielo dico io (ma lo avranno già fatto in tanti…) perché, fra i pesaresi e non solo, l’Ivano è uno che, sapendo di più (magis), si mette in relazione con gli altri (ter).

Un’ottantina di attenti ascoltatori, pur nel freddo quasi autunnale della serata, l’hanno ringraziato.

Lasciamo pur perdere la figura del minister (ministro)…

Il “maestro” professore ha focalizzato la sua lezione sul “logos”, la parola intesa come discorso che permette il (dia-logos), cioè il confronto.

Ha sollecitato i presenti a ricomprendere, nel proprio “Io”, l’insieme delle conoscenze sulla scienza, l’economia e la politica.

Si dovrebbe sempre cercare di “intelligere” cioè cogliere dentro di noi.

In quanto cittadini della “polis” (città), solo così possiamo fare politica, cioè gli interessi della comunità a noi più vicina e a cui apparteniamo.

Spetta alla nobile politica difendere la democrazia e lo può fare difendendo e ascoltando l’intelligenza di ogni cittadino.

Solo così la cultura, il sapere, potranno essere trasmessi ininterrottamente di generazione in generazione, permettendo di farci carico di chi verrà dopo di noi.

E, nella drammaticità della parola latina “finis” (fine) si può scoprire la vera natura dell’uomo, la sua fine da patire, il fine da raggiungere, o come direbbe massimo Cacciari (l’amico del prof. Dionigi): Il lavoro dello spirito.

Questo è quanto ha colto, umilmente, chi sta scrivendo questa informativa.

Poi altri flash sono rimasti nella mia mente… Per esempio, il prof. Dionigi sostiene la “centralità del tempo” e ricorda che ci sono molti nomi che descrivono il “tempus”: aetas (età), aevum (evo) aeternitas (eternità), dies (giorno), hora (ora), mensis (mese), momentum (momento) occasio (occasione) saeculum (secolo).

Quindi il presente non basta, dobbiamo cercare di realizzare un futuro. Quale?

Purtroppo il latino non ci ha declinato la parola “felicità”.

La platea dei presenti, grazie anche alle domande di Linda Cermatori che ha dialogato col Prof., non ha battuto ciglio e, alla fine, era visibilmente sorridente.

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