Il meglio (Bebe Vio e la sua famiglia) e il peggio (i monopattini elettrici, Beppe Grillo e Cingolani)

di 

4 settembre 2021

Bebe Vio, una fantastica atleta italiana (Foto da Twitter)

Bebe Vio, una fantastica atleta italiana (Foto da Twitter)

Mister Pressing

Il peggio: tredicenne muore in monopattino. Fonte SkyTg24: “La Procura dei Minori di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il ragazzo di 17 anni che l’altro ieri, a Sesto San Giovanni, ha prestato il suo monopattino all’amico di 13 anni, poi morto in seguito a una caduta. L’ipotesi è omicidio colposo per omissione, in quanto il proprietario del mezzo avrebbe consentito al ragazzino, per altro inesperto, di usarlo su una pista ciclabile e quindi in un luogo pubblico, nonostante non avesse ancora 14 anni e nemmeno il casco“. In attesa di quanto deciderà la magistratura, resta un fatto inoppugnabile: chi ha spinto per l’uso, diventato subito abuso, del monopattino elettrico, dovrebbe vergognarsi. Basta osservare ogni giorno il comportamento di chi usa il monopattino elettrico.
Il peggio: il Governo Conte e i monopattini. D’accordo la mobilità sostenibile in un momento tragico per il Paese, ma la scelta di sostenere la mobilità con i monopattini elettrici si dimostra, ogni giorno di più, scellerata.
Il peggio: Matteo Renzi e Conte. “Oggi a Palazzo Chigi c’è uno più bravo di me, l’anno scorso non potevo dire altrettanto“. Se le canta e se le suona. Che Draghi sia meglio di Renzi, nessun dubbio. Che Renzi sia meglio di Conte può dirlo solo Renzi.
Il peggio: il Covid-19 non viaggia nei treni regionali. Le regole di protezione nei mezzi di trasporto sono la fotografia di questo paese. Lunedì sono andato a Bologna. Volevo prendere un treno veloce e ho scelto il Freccia Rossa delle ore 6,41. Tutto esaurito, salvo il settore Executive, ma un posto costava 80 euro, una follia. Così ho scelto il treno Regionale veloce delle ore 5,27, pagando 11,10 euro. Nessun controllo per accedere al treno e durante il viaggio. Diversi passeggeri con la mascherina abbassata. Eppure l’altoparlante di bordo invitava a rispettare il distanziamento e mantenere la mascherina a coprire naso e bocca, altrimenti si rischiava di essere fatti scendere alla prima stazione. Non è mancato l’annuncio che, in base alle regole, il treno poteva essere occupato all’80 per 100 dei posti a sedere e in piedi. Per tornare da Bologna ho acquistato il biglietto nella cassa automatica della stazione Centrale. Ho cercato un posto nel Freccia Argento delle ore 15,45 con arrivo a Pesaro alle 17,04. Però, al contrario che nel Regionale veloce, ho dovuto scrivere nome e cognome e inserire la tessera sanitaria perché è necessaria la Certificazione Verde. Lo sportello automatico si è bloccato un paio di volte. Così ho preso il treno regionale veloce 3927, partenza da Bologna alle ore 15,34, arrivo a Pesaro alle 17,37, stessa tariffa del mattino: 11,10 euro. A bordo nessuno ha controllato il mio biglietto, tanto meno i passeggeri con la mascherina sotto il naso. Perché? Le risposte sono due: 1) Il virologo di Trenitalia ha accertato che il Covid-19 non viaggia nei “carri bestiame”. 2) La tutela contro il Covid-19 esiste solo per i viaggiatori dei treni veloci a caro prezzo.
Il peggio: i furbetti del Bonus spesa. Un aiuto che il Comune di Pesaro ha dato per le famiglie in difficoltà è diventato, come accade spesso in Italia, occasione per imbrogliare. Secondo il Comune, qualcuno ha beneficiato di un aiuto che non gli spettava. Eppure, leggendo i commenti alla notizia non mi è capitato di imbattermi in richieste di eliminare tutti i Bonus come accade, puntualmente, tra politici e giornalisti, contro il Reddito di cittadinanza. Giusto così, sarebbe assurdo che le colpe dei furbetti venissero pagate dalla stragrande maggioranza che si comporta correttamente.
Il peggio: vaccini per l’Africa, l’ipocrisia di Draghi e Merkel. Venerdì scorso Draghi e Merkel hanno inaugurato la conferenza del G20 “Compact with Africa“, compatti con l’Africa, che intende sostenere la crescita sostenibile di numerosi Paesi africani. Draghi, che prima aveva condiviso l’idea di Biden di liberalizzare i brevetti sui vaccini, venendo così incontro alle esigenze dei Paesi più poveri, successivamente si è sintonizzato sulle posizioni tedesche a protezione dei guadagni delle case farmaceutiche. Ora che Angela Merkel tuteli la casa farmaceutica tedesca BioNtech è comprensibile, ma Draghi? Eppure non ha esitato a versare lacrime sui poveri africani. “In molte economie avanzate la pandemia è sempre più sotto controllo, ma purtroppo non è così nei paesi più poveri del mondo. Ci sono state delle enormi disuguaglianze in termini di accesso ai vaccini. La ripresa globale è caratterizzata dalle stesse disparità. Dobbiamo fare di più per aiutare i paesi più bisognosi“, ha dichiarato il presidente del Consiglio. Parole, parole, parole, nient’altro che parole, ma niente fatti. Anzi, tutto il contrario.
Il peggio: la riforma della Giustizia firmata Cartabia “è incostituzionale”. Il professore Paolo Ferrua, professore emerito di diritto processuale penale presso l’Università degli Studi di Torino; Marcello Daniele, professore ordinario di diritto processuale penale nell’Università di Padova; Renzo Orlandi, professore ordinario di diritto processuale penale nell’Università di Bologna; Adolfo Scalfati, professore ordinario di diritto processuale penale nell’Università di Tor Vergata (Roma) e Giorgio Spangher, professore emerito di Diritto Processuale Penale presso l’Università di Roma “La Sapienza”, hanno preso posizione sulla riforma della giustizia voluta dal ministro Cartabia, sostenuta dal governo Draghi. Una riforma stroncata da tanti magistrati. A loro s’aggiungono alcuni luminari del diritto. La sintesi del loro intervento: “Via l’improcedibilità, così è incostituzionale. Con questo testo si violano l’obbligatorietà dell’azione penale e il principio di separazione dei poteri”. Non male per una riforma firmata da un’ex giudice e presidente della Corte Costituzionale.
Il peggio: Beppe Grillo e il ministro Cingolani. Il nome di Roberto Cingolani, ha ricordato il garante del Movimento, era stato fatto proprio da lui al premier incaricato Mario Draghi. Dunque, per Grillo, un successo“. Oh Grillo, ma chiedere scusa, no?
Il peggio: il ministro Cingolani. Ospite, a Ponte di Legno, della scuola di formazione di Italia Viva, il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani, ha affermato che “gli ambientalisti oltranzisti e quelli radical chic sono peggio della catastrofe climatica“. Cosa aggiungere se non che il ministro voluto da Beppe Grillo rappresenta tutto il peggio che deriva dalla catastrofe climatica”.
Il peggio: la scuola di partito di Italia Viva. Sì, è vero, Italia Viva ha una scuola di partito. E perché ci si dovrebbe sorprendere? Ce l’hanno anche altri partiti. Semmai il mistero è che ci sia qualcuno che la frequenta.
Il peggio: gli insulti ad Alessandro Barbero. Il Foglio, che senza i contributi pubblici non arriverebbe in edicola, e ce ne dispiacerebbe perché tutti hanno diritto di esprimere le proprie idee, anche quando non esistono, ha insultato il professor Alessandro Barbero, uno storico che ha fatto innamorare della storia anche chi a tutto pensava meno che a studiarla, giocando sul suo cognome.
Il peggio: Ricci sostiene l’alleanza nazionale con M5S. “ma con il Pd maggioritario”, che tradotto in linguaggio normale dovrebbe significare “decidiamo noi, loro eseguono”. Però dal sindaco di Pesaro non manca un riconoscimento: “I 5 Stelle sono cambiati…”. Secondo molti loro ex elettori, in peggio. Invece il PD non cambia mai. Nel senso che fa tutto e il contrario, ma pretende di avere sempre ragione.
Il peggio: l’esame di italiano a Cristiano Ronaldo. Del calciatore portoghese non mi è mai piaciuto lo smisurato egoismo che lo porta anche a pretendere di tirare tutti i calci di punizione a dispetto di statistiche mediocri (nella Juventus, 1 gol su oltre 70 tentativi), ma adesso che la lasciato il nostro calcio è davvero imbarazzante che lo si giudichi per gli errori del comunicato con cui ha salutato la Juventus. Tra l’altro, CR parla, oltre alla lingua madre portoghese, inglese e spagnolo e un po’ di italiano. Quanti maestrini che lo hanno bocciato conoscono altrettante lingue? Tanti articoli hanno ironizzato su i “tiffosi” e il “grazzie” finale. Magari sono firmati dagli stessi che scrivono “il murales“, “il vigilantes“, ma anche i giocatori “friulani” riferendosi ai triestini.
Il peggio: soldi pubblici allo sceicco del Qatar che spende follie per il calcio. Secondo Andrea Sparaciari, che lo ha scritto nel Fatto Quotidiano del 28 agosto, i costi dell’ospedale Mater Dei di Olbia, una struttura sanitaria privata, saranno a carico delle casse pubbliche. Li pagherà la Regione Sardegna guidata dal sardo-leghista Christian Solinas. Il Mater Dei è di proprietà della Qatar Foundation Endowment, controllata dall’emiro Tamin bin Hamad al-Thani, proprietario anche di PSG e Manchester City, squadre di calcio. La delibera regionale dello scorso luglio ha assegnato 66,6 milioni  di euro al Mater Dei. In una regione la cui sanità è allo sbando si regalano soldi pubblici a una struttura privata che ha un ricchissimo proprietario.
Il meglio e il peggio: il caso Durigon. È nato, e si è concluso, grazie agli articoli del Fatto Quotidiano e a una raccolta di firme perché venisse allontanato il sottosegretario leghista che voleva dare ai Giardini di Latina, dedicati a Falcone e Borsellino, il nome (Arnaldo) e il cognome (Mussolini) del fratello del duce. Sì, quell’Arnaldo Mussolini passato alla storia per la raccolta di tangenti, precursore dei politici italiani che abbiamo imparato a conoscere bene negli ultimi decenni. Per giorni e giorni, Draghi, che l’aveva nominato, taceva, ignorando, forse addirittura infastidito, le 160.000 firme raccolte dal Fatto. Taceva Draghi, tacevano quasi tutti gli organi d’informazione, scesi in campo in massa solo dopo le dimissioni di un impresentabile. Niente di nuovo sotto il sole dell’etica.
Il peggio: soldi pubblici per il campo da golf dei ricchi. I soci del circolo romano dell’Olgiata hanno ricevuto un bel regalo dal programma Sport e periferie, eredità del governo Renzi e del suo ministro dello sport Lotti. Mezzo milione di euro che in verità, secondo il programma, erano destinati alle strutture sportive delle aree disagiate. Il circolo è ubicato vicino ad aree popolari. Ah ah ah. I circa 600 soci, probabilmente tutti contrari al Reddito di cittadinanza, pagano una quota annuale di 4.000 euro. Nella rubrica del 27 agosto sollecitavamo investimenti in impianti per lo sport di base. Subito accontentati. Ma che bel Paese che siamo, più attenti agli svaghi degli abbienti che alle difficoltà dei bisognosi.
Il meglio: Bebe Vio e sua mamma Teresa. Dopo le amputazioni degli arti della figlia Beatrice, che aveva 4 anni, mamma Teresa ha fondato l’associazione Art4sport “per ripartire attraverso lo sport“.
Il peggio: esaltano le medaglie degli atleti paralimpici ma non fanno niente per i disabili. Siamo un Paese che non merita queste persone, gli atleti paralimpici che vincono e cantano l’inno nazionale, ma quando devono entrare in un ufficio o in un negozio spesso non possono farlo perché gli accessi sono ancora preclusi a chi ha difficoltà di deambulazione.
Il peggio: La RAI per lo sport. Di tutto, di meno. Durante la diretta di Italia – Belgio, ottavo di finale del campionato europeo di pallavolo femminile, la coppia Fantasia (telecronista) – Giulia Pisani (spalla tecnica) ha sottolineato più volte che Rai Sport avrebbe trasmesso la partita tra Russia e Bielorussia, sfida che avrebbe deciso la prossima avversaria delle azzurre nei quarti di finale. Manco in sogno, la diretta è sparita, pare sia andata una differita a notte fonda. Ma perché dobbiamo pagare il canone? Grazie Matteo Renzi, è anche per questo che ti vogliamo tanto bene.
Il peggio: bambino autistico aggredito dal branco. È accaduto in una zona centrale di San Severo. E se gli autori di un fatto così abominevole venissero fatti sfilare su un pullman scoperto con la scritta “siamo i campioni del mondo della vergogna“?
Il peggio: il tifoso dell’Inter aggredito dai tifosi veronesi. Non voglio fare di ogni erba un “fascio”, ma sono loro a comportarsi come “fasci”. A distanza di quarant’anni ricordo ancora il terrore di mia mamma che ebbe la sfortuna di viaggiare, da Bologna a Cesena, nello stesso treno utilizzato dagli ultras veronesi: distrussero il vagone vicino a quello occupato da mia mamma. Le forze di polizia? Scortavano questi delinquenti fino allo stadio. Insomma gli guardavano le spalle.
Il meglio: “Giulietta è na zoccola. Nella classifica dei tifosi più razzisti, non c’è dubbio che quelli dello stadio Bentegodi sono da podio. In particolare sono specializzati nell’odio verso i napoletani. Pare che tutto nasca dal trasferimento del brasiliano Dirceu dall’Hellas al Napoli. I tifosi veronesi contestarono con un vergognoso “Dirceu non sei più straniero, Napoli ti ha accolto nel continente nero“. Per poi aggiungere, in seguito, il demenziale “Vesuvio, lavali col fuoco“. Come sempre, contro la stupidità dei razzisti, la migliore risposta è l’ironia. I tifosi partenopei meritano il primo premio grazie alla loro genialità: “Giulietta è na zoccola“. E ancora: “E Romeo è cornuto“.
Il meglio: Messi…as. Consegnava elettrodomestici, a breve potrebbe esordire in Coppa dei Campioni. D’accordo, oggi si chiama Champions League, ma a noi piace il vecchio nome. Lui è Junior Messias. Nelle settimane di Leo Messi che si è trasferito alla corte dello sceicco, nella squadra più ricca del mondo, la storia di Junior Messias ci restituisce un sapore antico, romantico. Lavorava (consegnava elettrodomestici) e giocava in serie D, Junior Messias, ma ha saputo conquistare la serie A con il Crotone e adesso è al Milan.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>