Vuelle, sconfitta 74-71 con gli estoni del Tartu. Precampionato con più ombre che luci

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13 settembre 2021

241729475_6042810359124081_7964402398614495999_nPESARO – Con la sconfitta patita per mano della squadra estone del Bc Tartu, si è chiuso un precampionato avaro di soddisfazioni per la Carpegna Prosciutto, con i ragazzi di coach Petrovic che hanno palesato tutti i limiti, di una Vuelle costruita con tante buone intenzioni, ma poca sostanza.

In questo periodo si usa dire che la squadra è sottoposta a un carico di lavoro notevole, e non può avere la condizione fisica ottimale, che sarà anche vero, ma che crediamo valga anche per tutte le avversarie, che non dovrebbero passare il tempo a giocare a tresette col morto, ma ad allenarsi con sistemi simili a quelli della Vuelle, che per carità, crediamo arriverà all’inizio del campionato con uno stato di forma più accettabile, ma tecnicamente non si possono fare miracoli in 15 giorni.

Dato che queste partite sono state trasmesse solo in streaming, ed alcune nemmeno così, non tutti i tifosi pesaresi hanno potuto vederla “dal vivo”, e in questi giorni la domanda più gettonata che ci viene rivolta è la seguente: “Come vedi la Vuelle quest’anno? ed abbiamo trovato una risposta che riassume il nostro pensiero. “Mediamente debole”, due parole che si possono interpretare in diversi modi, ma che riassumono lo stato reale della Carpegna Prosciutto.

Mediamente, perché dovrebbe essere un campionato equilibrato, come si è già potuto vedere nei gironi della Super Coppa, che non ha messo in mostra squadroni imbattibili, perché Milano e la Virtus sono già qualificate, e Sassari e Venezia, che rimangono un gradino sopra alla concorrenza, sono comunque un gradino sotto alle due big.

Ma mediamente si riferisce anche al valore complessivo di questa Vuelle, che non sembra avere dei fenomeni nelle proprie fila, quelli a cui affidarsi nei momenti decisivi, un fattore che potrebbe complicare le chance di salvezza per Pesaro, perché ormai è noto che in uno sport di squadra, devi avere almeno tre giocatori sopra la media per poter raggiungere il tuo obiettivo. Due di questi potrebbero essere Vee Sanford e Tyrique Jones, ma la ricerca del terzo ci sembra ardua.

Sanford è stato gestito in maniera particolare da Petrovic, visto che lo ha utilizzato col contagocce, meno di 20 minuti a partita, probabilmente per provare soluzioni alternative in quel ruolo, mentre Jones, quando è rimasto sul parquet, è sempre stato il migliore dei suoi, col piccolo problema che è andato a sedere in panchina non per scelta tecnica o stanchezza, ma per problemi di falli, vizio da debellare il prima possibile, perché tutti i falli di Tyrique sono sembrati evitabili, da quelli nella lotta a rimbalzo, dove un tagliafuori ben eseguito risolverebbe il problema, a quelle spintarelle inutili dopo che l’avversario ti ha già battuto nell’uno contro uno, falli che regalano solo un libero aggiuntivo e diminuiscono la sua permanenza sul parquet.

Ma, sperando che sia Sanford che Jones risolvano i loro problemini, quello di trovare un terzo violino potrebbe essere un rebus inestricabile per Petrovic, soprattutto se Delfino rimarrà quello visto in questo ultimo mese, perché, se vi ricordate, le migliori partite della Vuelle di Repesa erano coincise con le migliori dell’argentino, a cui i 39 anni potrebbero pesare più del previsto, dato che nell’uno contro uno ci sembra accusare tanti problemi, e sappiamo che il capitano è un tiratore anomalo, uno di quelli che va a folate e delle volte può fare anche uno zero su otto dall’arco.

Di solito, la terza punta è sempre uno straniero, ma qui cominciano le tristi note, visti i problemi palesati dal duo brasiliano e da Drell. Sul ragazzo estone sospendiamo il giudizio, perché ormai abbiamo capito che tutto dipende dalla sua testa, e dopo due anni, ci vorrebbe uno capace di fargli scattare una scintilla che forse non brillerà mai, mentre per i due brasiliani il giudice non ha ancora emesso la sentenza.

E’ chiaro che non sono due fenomeni, ma questo la sapevamo già, ma sembrano esserci margini di miglioramento, soprattutto per Pacheco, che deve prendere le misure con una realtà completamente diversa da quella a cui era abituato, perché dalle nostre parti non ti lasciano una corsia verso il ferro, ma te la chiudono almeno in due, e non hai ancora il carisma per farti fischiare un fallo a favore ad ogni contatto.

Poi, se ti chiudono le penetrazioni, dovresti aprire la scatola da fuori, ma un tiro così mal eseguito non lo vedevamo dai tempi del buon Omogbo, e allora il suo punto di forza (speriamo) rimane la capacità di smazzare assist ai compagni, sia col pick and roll per i lunghi, sia con lo scarico sul perimetro, e qui contiamo sul fattore tempo, e sull’aumento della conoscenza reciproca.

Per Demetrio il discorso è leggermente diverso, perché crediamo che Leo sia quello visto finora, con pregi e difetti, ma senza grandi margini di miglioramento individuali, il pregio principale rimane la capacità di adattarsi ad ogni ruolo, destreggiandosi anche quando viene chiamato a giocare da centro o da ala piccola, i difetti ci sembrano più di natura caratteriale che tecnici, confermando quell’impressione che se la squadra gira lui si adegua, ma se la squadra non gira, si adegua ugualmente.

Alla fine, i migliori di questo precampionato si sono rivelati Tambone e Zanotti, che però sappiamo non potranno fare mai la terza punta, mentre attendiamo per giudicare Moretti, a cui Petrovic deve trovare ancora una posizione precisa, mentre al buon Camara dovrebbero affittare una casa con giardino, e in questo giardino dovrebbe esserci un canestro, dove il ragazzone della Virtus dovrebbe passare tutte le sere a migliorare in ogni fondamentale.

Da sabato a mezzogiorno si comincia a fare sul serio, con il quarto di finale di Super Coppa, probabilmente contro Venezia, ma se tutti questi miglioramenti non accadranno al più presto, tra qualche mese, alla domanda: “Come vedi questa Vuelle?”, potremmo togliere la parola “mediamente”, per rispondere solo “debole”, e questo onestamente vorremmo evitarlo

 

Un commento to “Vuelle, sconfitta 74-71 con gli estoni del Tartu. Precampionato con più ombre che luci”

  1. vittorio frattarolo scrive:

    Analisi perfetta. Il mediamente lo toglierei subito.

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