Il peggio (morire – sul lavoro – per vivere e rischiare l’incolumità mentre si lavora) e il meglio (Report e i vaccini, Recalcati e Riminucci)

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6 novembre 2021

Mister Pressing
Il peggio: morire – di lavoro per vivere. La tragedia del giovane pescatore tunisino morto in mare durante le operazioni di pesca a bordo di Orca, il peschereccio su cui lavorava da pochi giorni, lascia senza fiato. Morire per vivere è diventata una notizia quotidiana. Devastante.

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Il peggio: rischiare l’incolumità mentre si lavora. È quanto accade da tempo in tutti gli ospedali italiani. La nostra solidarietà al personale del pronto soccorso di Pesaro, vittima dell’ennesima aggressione. Una domanda ai dirigenti della sanità pubblica: visti i tempi così difficili, costa tanto assumere personale che garantisca la sicurezza degli operatori sanitari?

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Il peggio: l’albero di Natale cinquanta giorni prima.  Che la Fede sia diventata una mercificazione non è una novità. Che nei supermercati siano già in vendita panettone e pandoro è davanti agli occhi di tutti. Però, venerdì, passando in Piazza del Popolo e osservando la messa in dimora dell’albero di Natale, a cinquanta giorni dalla festa, abbiamo pensato che tanto varrebbe lasciarlo lì tutto l’anno. Tanto conta apparire, non essere credenti. Che poi il 25 dicembre  era una festa pagava. Si celebrava ben altro che la nascita di Gesù Cristo. I romani festeggiavano il Natalis Solis Invicti, durante il solstizio d’inverno, onorando il dio Mitra.

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Il meglio: Report, i vaccini e Voltaire. “Il dubbio è scomodo, solo gli imbecilli non ne hanno“. Lo diceva  Voltaire, che – è evidente – alcuni deputati di Italia Viva, Forza Italia e PD ignorano. Report, una delle poche trasmissioni che meritano il pagamento del canone, lunedì sera ha presentato un servizio  – Non c’è due senza tre – dedicato ai vaccini anti Covid-19. I rappresentanti del partito unico dell’intolleranza al giornalismo libero sono scattati all’unisono. “Episodio molto grave di disinformazione!“, hanno detto alcuni esponenti di questi partiti in Commissione di Vigilanza (che già il nome fa venire l’orticaria, perché ovviamente vigilano solo contro le cose che non piacciono a loro). La risposta di Sigfrido Ranucci, che conduce Report, è stata pacata, ma dubito che la sua lezione di giornalismo sarà capita da questi nostri rappresentanti.  “Un fatto non ha colorazioni no vax. È un fatto, che piaccia o no. È da no vax dire che il 9 settembre Aifa si è sbagliata a scegliere con troppa fretta di iniettare il vaccino Moderna a dose intera quando la stessa azienda Moderna sei giorni prima aveva raccomandato metà dose? È da no vax chiedere che venga fatto il tampone più frequentemente agli infermieri che rischiano di contagiarsi perché cala l’efficacia del vaccino? È da no vax chiedere di sorvegliare con attenzione gli anticorpi per fare prevenzione?“.
Il peggio: il PD. Non mi sorprendono le reazioni di Italia Viva e Forza Italia, ma il PD che fa di tutto per dimostrarsi alla loro altezza.  “Un degno compendio delle più irresponsabili tesi No Vax e No Green Pass“, hanno commentato i parlamentari del PD in Commissione di Vigilanza, e allo stesso tempo hanno chiesto ai responsabili RAI “se fossero a conoscenza dei contenuti del servizio, se ne avessero avallato la diffusione, quali iniziative intendono mettere in campo per ristabilire un livello corretto e veritiero di informazione sui vaccini anti Covid, sul lavoro del Comitato Tecnico Scientifico e sulle decisioni assunte dal Parlamento e dal governo a tutela della salute pubblica dall’avvio dell’epidemia di Covid e fino ad oggi”. Cose da MinCulPop, il  Ministero della cultura popolare durante il fascismo
Il peggio: Renzi su Report.Il vaccino non è un business (leggi sotto alla voce poveri senza vaccino; ndr), il vaccino per me è la salvezza dal coronavirus. Report non fa servizio pubblico, tutto qui“. Matteo Renzi, accusando Report, non ha perso occasione per dimostrare di conoscere meglio l’Arabia Saudita, dove non c’è un solo giornalista che chieda conto delle malefatte del suo amico principe,  che Voltaire.
Il peggio: il Daspo a Stefano Puzzer. Il portuale triestino a capo del movimento No green pass, era arrivato a Roma e si era fermato in piazza del Popolo per protestare, pacificamente. La risposta dello Stato: lo hanno portato in questura dove gli è stato notificato un foglio di via obbligatorio – una sorta di Daspo – con l’imposizione di tornare immediatamente a casa. Per un anno non potrà andare a Roma e manifestare. Proviamo vergogna per chi (il ministro Lamorgese?) ha preso questa decisione. La Cina è vicina, l’Arabia Saudita è già fra noi.
Il peggio: i Paesi ricchi vaccinati e quelli poveri senza vaccino. Leggevo, martedì, che Filippo Saltamartini, assessore regionale alla Sanità, è preoccupato per i centomila non vaccinati nelle Marche. Ho pensato a centinaia di milioni di poveri che non hanno ricevuto alcuna dose e ai Paesi ricchi disinteressati alla questione. In verità, durante il G20 di Roma, il presidente del Consiglio Draghi ha rivolto un appello agli altri esponenti: “Dobbiamo stare attenti alle sfide che affrontiamo collettivamente. La pandemia non è finita e ci sono disparità sconvolgenti nella distribuzione globale dei vaccini“. Applausi a Draghi, ma c’è chi si è opposto alla richiesta avanzata da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di “liberalizzare i brevetti sui vaccini”, perché ciò avrebbe significato meno profitti per le industrie farmaceutiche (Pfizer, BioNtech, Moderna, Johnson & Johnson) che hanno registrato guadagni miliardari. Ora, se le industrie avessero prodotto i vaccini solo con i propri investimenti, in un regime di liberismo incontrollato, il rifiuto potrebbe essere comprensibile, anche se eticamente ingiustificabile, ma queste grandi aziende hanno potuto contare sulla ricche sovvenzioni degli Stati che avrebbero il diritto di chiedere attenzione ai poveri. Avrebbero diritto, ma  non lo esercitano perché sono sempre dalla parte delle ricche industrie.
Il peggio: la stampa italiana, il G20 e Draghi tessitore. I resoconti italiani sul G20 e il clima sono ai limiti della farsa. Dopo che per alcuni giorni quasi tutti i quotidiani hanno scritto che l’accordo tra i Paesi partecipanti era quasi impossibile, che la strada era in salita e l’accordo in fase di stallo, è bastato che Draghi raccontasse che “è stato un successo” e i giornaloni si sono subito messi in fila, bava alla bocca, scrivendo di “Draghi il tessitore“. Poi vai a leggere la stampa internazionale e…: CNN (Tv statunitense): The G20 leaders’ meeting that ended in Rome on Sunday suggests that leaders are finally listening to the science, but they still lack the political unity to make the ambitious decisions required to meet the moment. (La riunione dei leader del G20 che si è conclusa domenica a Roma indica che i leader stanno finalmente ascoltando la scienza, ma mancano ancora dell’unità politica per prendere le decisioni ambiziose necessarie per affrontare il momento).El Pais (quotidiano di Madrid): Los jefes de Estado o de Gobierno del grupo G-20, que representan el 80% del producto interior bruto del planeta y el 80% de las emisiones de gases de efecto inverno en disposición a hacer esfuerzos para conectar el calentamiento global a 1,5 grados… (I capi di Stato o di governo del gruppo G-20, che rappresentano l’80% del prodotto interno lordo del pianeta e l’80% delle emissioni di gas invernali, sono disposti a compiere sforzi per uniformare il riscaldamento globale a 1,5 gradi sopra il livello preindustriale, rilevando che l’obiettivo richiederà impegni e azioni significativi ed efficaci da parte di tutti i Paesi. Il patto non contiene impegni di vasta portata per invertire significativamente le tendenze e avvicinarsi a tale obiettivo, ma piuttosto un passo avanti per dichiarare che i paesi membri del gruppo cesseranno di finanziare le centrali a carbone all’estero entro la fine di quest’anno). Ma il commento più netto è dell’agenzia di stampa Associated Medias: Scrive AM: “Il bilancio tracciato da Mario Draghi è, dunque, molto positivo.  “In questo vertice abbiamo fatto sì che i nostri sogni siano ancora vivi ma adesso dobbiamo accertarci di trasformarli in fatti. Voglio ringraziare gli attivisti che ci mantengono sulla rotta giusta. Molti dicono che sono stanchi del bla bla, io credo che questo summit sia stato pieno di sostanza…”. Se questa è l’opinione di Mario Draghi non è dello stesso parere la stampa mondiale. Sul Los Angeles Times si legge: il G-20 “non riesce a colmare le divisioni” su “pandemia e cambiamento climatico”. “I paesi del G-20 non riescono a concordare obiettivi climatici più ambiziosi”, scrive il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che specifica “Al vertice di Roma, i governi dei paesi del G-20 si sono limitati a riaffermare gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima“. Probabilmente a condizionare l’opinione pubblica mondiale è la totale assenza di garanzie a che gli impegni saranno rispettati, inoltre si è raggiunto l’accordo sul limite di 1,5C° ma manca di fatto una data entro cui realizzarlo”. Del resto il 2050 non è stato accettato da Russia e Cina. Il colpo finale  lo dà Bloomberg (multinazionale mediatica con base negli Usa): “I diplomatici sia del G7 che dei Paesi in via di sviluppo hanno affermato che anche il modo in cui la squadra italiana ha gestito i preparativi per il vertice ha contribuito alle tensioni. Alcuni hanno raccontato che i negoziati sono stati ostacolati da una cattiva organizzazione, con la programmazione dell’ultimo minuto con alcuni sherpa, i funzionari che gestiscono la maggior parte dei negoziati, a volte ignari di quando i loro leader avrebbero dovuto parlare“. Ma tutto questo la Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa e compagnia adorante fanno finta di non saperlo. Avanti così, ogni giorno di più siamo (quasi) in mano al GUD, il Giornale Unico per Draghi, che racconta solo meraviglie del presidente del Consiglio. Ci sembra di rivedere una delle pagine più tristi della nostra storia.
Il peggio: esaltano la minimum tax. Multinazionali che realizzano guadagni enormi e finora hanno pagato meno che briciole in Stati compiacenti, pagheranno il 15 per 100 di tasse e c’è chi esulta, a incominciare dai giornali italiani. Pensate un po': nel 2020 Amazon ha incassato in Italia 2 miliardi di euro e versato al fisco italiano 28 milioni. Microsoft ne ha versati 20, Google 6, Facebook 1,6. Ora le cose cambieranno hanno detti Draghi, Biden e gli altri partecipanti al G20 di Roma. Intanto pagheranno dal 2023 e l’aliquota minima (alzi la mano chi di voi crede pagheranno la massima) sarà del 15 per 100, inferiore a quella applicata a noi poveri diavoli. Praticamente ci hanno lasciato le monete gettate dai nella fontana di Trevi dai “grandi del mondo”.
Il peggio: Giuseppe Conte. Il capo di M5S fa sentire la sua voce critica nei confronti del Governo Draghi” che ha abolito strumenti anti-evasione come il cashback, mentre alcune forze politiche continuano a strizzare l’occhio agli evasori. “Noi siamo in prima linea per la legalità e contro gli abusi sempre, non a giorni alterni“. Parole nette, giuste, crediamo noi, ma… con chi è al governo M5S? Con i partiti che Conte critica.
Il peggio: Luigi Di Maio. Lo abbiamo definito democristiano, lui fa di tutto per darci ragione. L’edizione digitale del Corriere della Sera lo ha beccato in una pizzeria romana mentre cenava con il collega Giorgetti. Sì, proprio il ministro che, tentando di fare carta straccia della Costituzione, ha proposto di mandare Draghi al Quirinale ma facendogli fare anche il Presidente del Consiglio. Ma che bravo Di Maio!
Il meglio: la pizza la fa meglio Draghi. Letta giovedì, firmata dall’impagabile La cattiveria: Di Maio e Giorgetti paparazzati insieme alla pizzeria Da Michele.  “Comunque Draghi la fa più buona“.
Il peggio: il ministro Cingolani (e Beppe Grillo). Dei due abbiamo scritto, e pensato, tutto il peggio. Voluto dal creatore di M5S alla guida del ministero per la transizione ecologica, Cingolani si conferma la scelta perfetta per chi tutto è meno che ambientalista. Intervistato da La Stampa di mercoledì 3 novembre, il ministro “grillino” annuncia. “Avanti con il nucleare“, dimenticando un referendum che ha deciso il no a questa fonte. Ma lui, da saggio, ricorda ai giovani: “Anche io da giovane ho protestato, ma il mio obiettivo è fare sì che quella protesta si trasformi in proposta“. Grillo sei un mito!
Il peggio: i giornali che contestano quota 100… ma organizzano il prepensionamento dei giornalisti. Perché noi siamo noi e gli altri non sono un c….
Il peggio: Laura Laviano, assessore all’ambiente di Macerata. Non tanto per le dichiarazioni rilasciate a cronachemaceratesi.it in merito ai giovani ambientalisti da lei definiti “gretiniche sono privilegiati e non lo capiscono“, perché è evidente che ama le chiacchiere da bar ed è leghista e assessore all’ambiente. Un ossimoro.
Il peggio: Bolsonaro cittadino onorario.É vergognoso che il Consiglio comunale, guidato dalla Lega, abbia conferito la cittadinanza onoraria al presidente del Brasile Jair Bolsonaro, siamo qui per ribadire che è inaccettabile“. Lunedì mattina alle nove in piazza Matteotti ad Anguillara Veneta erano in tanti a protestare contro la cittadinanza onoraria concessa dalla sindaca Alessandra Buoso a un ex militare che fa il presidente con le stellette, avendo creato in Brasile un clima da caserma. “Anche il Senato brasiliano ha votato a favore della sua incriminazione per crimini contro l’umanità, é un uomo razzista, omofobo, misogino e antidemocratico, che ha condannato a morte più di seicento mila persone non riconoscendo la gravità della pandemia da Covid 19“, hanno contestato i manifestanti contrari al conferimento della cittadinanza onoraria. “Non basta che il bisnonno Vittorio sia nato ad Anguillara nel 1878, emigrando poi in Brasile con la famiglia all’età di dieci anni. Secondo la giunta di Anguillara, basta che uno sia originario di un posto e, anche se è un criminale, può diventarne cittadino onorario“.
Il peggio: Salvini e Bolsonaro. Salvini non riesce ad azzeccarne una. Dopo la contestazione al presidente brasiliano da parte di cittadini di Anguillara Veneta, Salvini ha incontrato Bolsonaro e gli ha chiesto scusa: “Polemiche di pochi che non rappresentano gli italiani“. Ovviamente, li rappresenta lui, Matteo Salvini. Peccato che la sua uscita non sia piaciuta neppure al ministro Giancarlo Giorgetti, suo collega leghista: “La svolta europeista di Matteo è incompiuta, decida da che parte stare“. Prendi, incarta e porta a casa!
Il peggio: Bolsonaro e Zan. In Italia i partiti di centrodestra hanno affossato il decreto Zan. Bolsonaro non avrebbe avuto bisogno di ricorrere al Parlamento. “Se vedo due uomini che si baciano per strada, li uccido“, ha dichiarato il presidente brasiliano di origini italiane. Grazie di renderci orgogliosi del discendente di un emigrante!
Il peggio: l’Inter licenzia tre magazzinieri. Perché pure pieni di debiti i soldi per i calciatori si trovano sempre, ma, per risparmiare, l’Inter ha deciso di licenziare tre collaboratori. Così altrettante famiglie resteranno senza uno stipendio necessario per vivere, non per acquistare automobili di lusso.
Il peggio: il calcio italiano sopravvive grazie alle plusvalenze. Meglio tardi che mai, da giorni si parla molto di sistema plusvalenze nel mondo del calcio. Cosa è una plusvalenza? Scrive la Treccani: Nel linguaggio economico, incremento di valore, differenza positiva fra due valori dello stesso bene riferiti a momenti diversi. In concreto: un calciatore viene acquistato a 100.000 euro e venduto a 1 milione genera una plusvalenza di 900.000 euro. Peccato che la maggior parte delle plusvalenze siano generate, nel mondo del calcio, vendendo giocatori che non hanno indossato la maglia della prima squadra. Compravendite tra società compiacenti generano plusvalenze che rendono il bilancio regolare. Ma è proprio regolare? Non sembra. Sempre meglio tardi che mai, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha aperto un’inchiesta sulle plusvalenze farlocche con cui diversi club di serie A  avrebbero truccato i bilanci. Un’inchiesta partita dalla Consob, ente addetto al controllo delle società quotate in Borsa. Quindi la Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche) ha segnalato alla Procura della Figc 62 casi sospetti, 42 della Juventus. Finora cosa hanno fatto i controllori dei bilanci di fronte a ragazzini sconosciuti valutati come fossero campioni? In passato, in prima fila nelle plusvalenze c’era il Chievo, la cui fine è incominciata proprio con le indagini sfociate nella cancellazione della società per anni molto amata da tutti i tifosi italiani che la vedevano come un esempio. In seguito si è accertato che era un esempio da non seguire.
Il peggio: le lamentele di Mourinho. L’esperienza e la maturità non l’hanno cambiato. Se non vince è sempre colpa degli altri, soprattutto degli arbitri. L’ultima giovedì sera dopo il pari casalingo contro una squadra norvegese che in due partite ha segnato 8 gol alla Roma. “Direzione di gara ancora decisiva, anche in Conference c’è gente scarsa“. Che sia, finalmente, una piccola autocritica pensando a un signore che sta in panchina?
Il peggio: l’Italia ha due tennisti fra i primi dieci al mondo, ma… La stampa sportiva e non esalta Berrettini e Sinner, entrati nel cerchio magico del tennis mondiale. Peccato che entrambi siano, per libera scelta, cittadini del Principato di Monaco. Per carità, i due non hanno commesso alcun reato, ma che Berrettini venga ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica è quanto meno discutibile. Semmai a invitare i due tennisti a palazzo  Grimaldi dovrebbe essere Alberto di Monaco.
Il peggio: Sanford. Era arrivato a Pesaro direttamente dalla Francia, accompagnato da ottime referenze, che forse ha lasciato a Ventimiglia, e con un cognome che dovrebbe farci sognare: addirittura  San… Ford. Sappia, Vee, che ci si accontenterebbe fosse anche solo un piccolo… Ford e onorasse il ricordo del grande Alphonso. (Foto dalla pagina Twitter della Victoria Libertas)

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Il meglio: Carlo Recalcati e Sandro Riminucci. Intervistato da Matteo De Santis, per La Stampa di lunedì 1 novembre, Charlie, racconta il suo incontro con il basket: “Vedendo le partite del Simmenthal Milano rimasi folgorato da Sandro Riminucci, il giocatore a cui mi sono ispirato“. Il pesarese Sandro Riminucci, perché – cari amici – quando si parla di pallacanestro Pesaro è sempre presente!

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Il meglio: l’Italia campione d’Europa di football americano. Gli azzurri si sono imposti alla Svezia in una partita disputata a Malmö. Non accadeva dal 1987, quando l’Italia, allenata da Jerry Douglas, uno dei protagonisti delle esaltanti stagioni degli Angels Pesaro, vinse il torneo continentale che si svolse a Helsinki. Non solo Jerry, in campo numerosi Angels: Pierpaolo Agnoletti, Daniele Magrini, Pierluigi Moscatelli, Fabio Musso, Claudio Ovarelli, Piergiorgio Ricci, Loris Tombari.

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2 Commenti to “Il peggio (morire – sul lavoro – per vivere e rischiare l’incolumità mentre si lavora) e il meglio (Report e i vaccini, Recalcati e Riminucci)”

  1. EsseGi scrive:

    Magari due paroline sul Papa che fa una Messa tra i Goumier…
    Magari due parole sul Milite Ignoto o per criticare il Manifesto che scrive che in “Italia è a pieno regime la macchina propagandistica per le celebrazioni del centenario del milite ignoto”…
    Magari due parole ricordando che seppur morti l’Italia annovera con alti riconoscimenti Tito l’infoiboiatore, Ceausescu a cui il PCI faceva riferimento come il volto umano del comunismo, Mobutu dittatore della Repubblica (poco) Democratica del Congo e chissà quanti altri…

  2. EsseGi scrive:

    Scusate, ho commesso inesattezza…
    Il Papa ha fatto Messa nel cimitero dove son sepolti pure i Goumier francesi responsabili dei peggiori crimini verso la popolazione italiana, e andrebbe rammentata pure la scia di violenze che lasciarono nel risalire l’Italia, non si parla dei fatti in Toscana…
    Chissà se gli han detto che i preti e suore li han violentati e massacrati…
    Ci son tanti cimiteri militari ma perché scegliere proprio quello…

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