Il meglio (Orwell e i sussidi e Di Battista) e il peggio (il Reddito di cittadinanza degli albergatori e i Giochi Olimpici a costo zero)

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18 novembre 2021

Mister Pressing
Il peggio: il Reddito di cittadinanza degli albergatori. La Guardia di finanza di Pesaro ha comunicato che 10 soggetti economici (9 società e una ditta individuale) hanno sistematicamente omesso il versamento della “tassa di soggiorno” relativa a 17 hotel, dagli stessi gestiti, per un ammontare complessivo pari a circa 300.000 euro. Più che una tassa di soggiorno, un piccolo Reddito di cittadinanza per alcuni albergatori.
IMGIl peggio: dovevano essere Giochi Olimpici invernali a costo zero. Infatti, arriva 1 miliardo. Era il 28 gennaio 2021 e la Repubblica, non certo ostile ai Giochi Olimpici di Milano e Cortina 2026, annunciava:  Due piste per ogni gara di sci. Due Regioni da accontentare. Due impianti inutili, eppure già previsti. Il Cio è in allarme. Un’inchiesta sul Venerdì del 29 gennaio spiega perché i Giochi invernali rischiano di diventare un salto nel buio. Scrive Il Fatto Quotidiano dell’11 novembre 2021: I Giochi avrebbero dovuto essere a costo zero per lo Stato. Questo era l’accordo fatto a fine 2018 nel governo gialloverde, il compromesso fra la Lega (favorevole) e il Movimento 5 stelle (prudente, per non dire proprio contrario) per dare il via libera al progetto. Lo aveva garantito l’ex sottosegretario Giorgetti, lo rivendicavano quasi con orgoglio Sala, Zaia, Fontana. Ora il sindaco di Milano e i presidenti delle regioni Lombardia e Veneto saranno ancor più entusiasti: Il governo ha stanziato un miliardo di euro in manovra. Il provvedimento proposto dalla Lega e sottoscritto dai renziani di Italia Viva è stato approvato in commissione Bilancio: ora dovrà essere confermato in aula, ma destra a sinistra sono già d’accordo. Stesso discorso per l’ennesimo regalo alla Ryder Cup di golf: altri 50 milioni alla Regione Lazio, dopo i 60 nascosti in manovra nel 2016. Ed è andata pure bene, possiamo ironizzare: Il testo in origine prevedeva addirittura la cifra esorbitante di tre miliardi di euro. Troppo, persino per i leghisti. 
Il peggio: il PD. Ho atteso giorni sperando di  leggere una, almeno una, dichiarazione di un esponente del PD, magari del sindaco di Pesaro Matteo Ricci che non si perde un passaggio in tv, sull’abominevole disegno proposto dal “grande giornalista Rondolino” – parola di Renzi – all’allora presidente del Consiglio. Un breve riepilogo, visto che è stato ignorato da pubblici e privati, dai radiogiornali e dalla quasi totalità della stampa italiana. Fabrizio Rondolino, che da ex collaboratore di D’Alema diventa renziano, scrive un messaggio di posta elettronica dal titolo “Tu scendi dalle stelle” all’allora presidente del Consiglio proponendo il metodo “Character assassination”, che – tradotto in italiano  – significa “distruzione della reputazione”. Un processo intenzionale e duraturo che distrugge la credibilità e la  reputazione di una persona, un’istituzione, un gruppo sociale, ma anche una nazione. Come? Con notizie, indiscrezioni, rivelazioni mirate a distruggere la reputazione e l’immagine pubblica. Rondolino voleva distruggere la reputazione di Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi, Raggi, Appendino, Davide Casaleggio (e la sua società), Travaglio e Scanzi. “Caro Matteo, eccoti un primo appunto sulla struttura di propaganda antigrillina che ho preparato con Simona (Ercolani, nota produttrice televisiva; ndr) in questi giorni. Sarebbe utile vederci presto per approfondire e iniziare la Lunga marcia (citazione da Mao, ndr). Per realizzare il punto 2. (inchieste/indagini serie sul personale grillino) è necessario creare una piccola, combattiva redazione ad hoc, che lavori esclusivamente sul progetto nella massima riservatezza: vanno individuati almeno 2 giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato di provata fiducia e professionalità (a costo medio-alto)”. Renzi, ospite di Lilli Gruber a  Otto e Mezzo ha dichiarato di  non avere dato alcun seguito alla email del “grande giornalista Rondolino”. Però la domanda è spontanea: se non ha dato alcun seguito, e non ci sono le prove l’abbia fatto, perché girare il messaggio a Marco Carrai, suo amico ed esperto di sicurezza informatica, l’uomo che voleva mettere alla guida dello speciale dipartimento presso la presidenza del Consiglio? Tra l’altro, Carrai avrebbe fatto incontrare, a Palazzo Chigi, che non era e speriamo non sia  più l’abitazione privata di Renzi, l’allora presidente del Consiglio e gli esperti israeliani di Bionic Ltd che detenevano i diritti di Tracx e Voyager analitics che servivano per monitorare, probabilmente per indirizzare, il voto. Rondolino aveva invitato Renzi a utilizzare un sito internet straniero, non riconducibile a lui e al PD, soprattutto non soggetto alle leggi italiane. Ora, tutto questo accadeva mentre il PD era il partito di riferimento del governo Renzi. Enrico Letta, che ha atteso giorni prima di parlare, come suo solito non ha detto niente, se non di essere “esterrefatto”, ma non vuole aggiungere altro,“perché lo stato del dibattito politico in Italia è tale, per la storia che ci portiamo dietro, che qualsiasi cosa io dica diventerebbe un caso”.
Il peggio: la stampa italiana. La notizia, anticipata da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, un giornale che fa vero giornalismo d’inchiesta, è stata nascosta da quasi tutti gli organi d’informazione, compresi i Tg e i radiogiornali della RAI che dovrebbero fare informazione pubblica. Hanno ripreso la notizia solo La VeritàDagospia, qualche sito internet e, pure con alcuni giorni di ritardo, ne ha dato notizia La Stampa. Il Corriere della Sera ha atteso giorni. Per ulteriori informazioni vi propongo https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/macchina-propaganda-renziani-soprattutto-chiave-anti-grillina-289217.htm
Il peggio: se Rondolino fosse un 5 Stelle o un amico di Giuseppe Conte o di Salvini o di Meloni… Ora, vi prego, rispondete a questa domanda: se Rondolino, invece che collaboratore di Renzi, questo progetto l’avesse ideato da collaboratore dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte o di un ministro 5 Stelle, o di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, la notizia sarebbe rimasta nascosta oppure avrebbe avuto, per giorni e giorni, articoli e titoli sulle prime pagine dei giornali, delleTv e delle radio?
Il peggio: i 5 Stelle che cadono dal pero. Sì e no battono ciglia, ma continuano a sedere accanto ai renziani. Contenti loro…
Il meglio: la dignità di Alessandro Di Battista. L’intervento più deciso sulle notizie riguardanti Rondolino e C. lo ha fatto Di Battista: “Ve lo ricordate Fabrizio Rondolino, giornalista iper-presente anni fa in tutte le TV per offendere il M5S, il sottoscritto e per descrivere Renzi come un novello Federico II di Svevia? Ebbene negli atti dell’inchiesta sulla Fondazione Open è spuntata fuori una mail che Rondolino inviò a Renzi. Sono fantastici. In tv fanno le verginelle, parlano di correttezza delle parole, si indignano per le barbarie populiste, per le notizie date che riguardano le loro immoralità (per dovere di cronaca tra l’altro). Dicono ‘i nostri avversari li dobbiamo sconfiggere sul campo’… In privato parlano di dossieraggi vari, di notizie, indiscrezioni e rivelazioni mirate per distruggere la reputazione e l’immagine pubblica’ di molte persone. Tra cui il sottoscritto. Avete capito o no perché mi rifiutai di governare con i renziani? Di sedermi in un Consiglio dei ministri accanto ad un renziano? I compromessi al ribasso sono semplicemente vomitevoli!”. Un (ex) 5 Stelle con un po’ di dignità.
Il peggio: diventa senatore con voti falsi e il Senato lo salva. Più marchesi del Grillo che senatori. Lo conferma la storia  – raccontata da la Repubblica – del (falso?) senatore Adriano Cario, ascendenze calabresi, imprenditore italo-argentino eletto con 2.140 schede “copia e incolla”, tutte compilate dalle stesse mani. Provate a farlo voi, compilando documenti falsi, e vi ritroverete alla sbarra. Lo fanno a favore di un “senatore” e cosa accade? Accade che il Senato, malgrado la certificazione della Procura della Repubblica di Roma, tramite la Giunta per le elezioni presieduta da Maurizio Gasparri, ha respinto il ricorso contro Cario, difeso dall’avvocato Maurizio Paniz, ex senatore di Forza Italia entrato nella storia della Repubblica per avere sostenuto, in Parlamento, che Ruby era nipote del presidente egiziano Mubarak. Secondo l’ex senatore M5S, Gregorio De Falco, a salvare Cario sarebbero stati i rappresentanti di Forza Italia, Lega e 5 Stelle. Fosse davvero così, ma non sembrano esserci dubbi che i grillini abbiano ricordato che Cario si era reso disponibile per aiutare a salvare il secondo governo Conte, sarebbe l’ennesima pagina impregnata di vergogna.
Il peggio: Giuseppe Conte e la RAI. Lo confesso, pensavo che Conte fosse meno ingenuo. Invece è diventato, a sua insaputa, l’agnello sacrificale. L’ultimo episodio riguarda le nomine RAI, proposte dall’amministratore delegato della RAI, Giuseppe Fuortes, nominato da Mario Draghi. Lamentandosi delle nomine, Conte ha sbagliato due volte. La prima perché M5S, pur essendo il partito di maggioranza  relativa, è stato l’unico ignorato dal “fantasma dell’Opera” (Fuortes è soprannominato così perché era sovrintendente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma). La seconda perché con queste parole ha cancellato la storia di un movimento che da sempre è contro la lottizzazione in RAI. Ennesima battaglia persa, anche con il contributo di Conte, che non si è accontentato e ha aggiunto l’ultima ingenuità: “Ci chiediamo per altro che ruolo abbia giocato il governo in tutto questo”. Avvocato, avvocato… ha giocato il ruolo che gli avete concesso entrando a farne parte. Ma se non ve ne accorgete significa che ci siete, non che ci fate.
Il peggio: Luigi Di Maio. È il peggio a prescindere. Ogni giorno di più si conferma un “democristiano prestato a M5S”. L’ultima è che sarebbe stato lui a favorire le nomine di Fuortes. Forza Luigi, attendiamo con ansia la prossima mossa.
Il peggio: vaccinarsi sotto ricatto. L’abbiamo scritto, lo ribadiamo: un governo che è appoggiato da tutti i partiti meno uno dovrebbe avere il coraggio di decidere che la vaccinazione è obbligatoria. Non lo decide, non vuole deciderlo, teme di farlo per le conseguenze giudiziarie possibili, così si rifugia in un ricatto. Come si deduce anche leggendo chi è schieratissimo con l’Uomo della Provvidenza, al secolo Mario Draghi. “…Per questo ogni strumento per spingere gli italiani verso il vaccino e la terza dose è considerato lecito. Compreso negare ogni svago a chi non si immunizza”. Parte finale dell’articolo che segue il titolo “Ristoranti, teatri e stadi solo per immunizzati” pubblicato da La Stampa martedì 16 novembre. Con un falso clamoroso che governo e stampa allineata fingono di ignorare: il vaccino non immunizza. Spiega l’Enciclopedia Treccani alla voce “immunità”: Condizione, innata o acquisita, in base alla quale un organismo è in grado di neutralizzare tutto ciò che gli è estraneo. I vaccini anti Covid-19 propiziano una più meno alta percentuale di protezione che però non è garanzia di immunità. Altrimenti non si spiegherebbe il Covid-19 che colpisce chi si è sottoposto alla doppia vaccinazione.
Il meglio: la lezione di Giorgia Meloni sul presidenzialismo. Siamo una Repubblica parlamentare, questa storia del presidenzialismo di fatto che arriva insieme a Mario Draghi, non funziona. Noi siamo il partito più presidenzialista di tutti e rilanceremo la campagna presidenziale, ma il presidenzialismo prevede l’elezione diretta del presidente da parte dei cittadini”. Sembra incredibile, ma in questo Paese a dare una lezione di democrazia parlamentare anche a giornalisti pseudo democratici – l’elenco e lunghissimo – è l’esponente di un partito di destra.
Il peggio: Salvini e il presidente della Repubblica. Lavoriamo per un presidente che non sia di proprietà del Pd”. È un diritto di Salvini e della Lega sperare di avere un presidente non legato al PD. Purtroppo la pessima sensazione è che lui e la Lega pensino di mandare al Quirinale il “proprietario di Mediaset”.
Il peggio: Salvini e il Reddito di cittadinanza. È un’ossessione per lo smemorato leghista. “Togliere un po’ di soldi sprecati dati ai furbetti del reddito, ormai è quotidiana la notizia di migliaia e migliaia di abusi di gente che prende mille euro al mese senza averne diritto, dirottandoli sul taglio delle tasse e sulle pensioni di invalidità”. Peccato sia falso sia di migliaia e migliaia di abusi, sia dei mille euro al mese. Però, visto che ci siamo, perché la Lega non restituisce i 49 milioni di euro che ha fatto sparire dirottandoli per aiutare chi è in difficoltà?
Il meglio: Orwell e il Reddito di cittadinanza. Sembra incredibile, ma le stesse obiezioni che oggi si sentono avanzare contro il Reddito di cittadinanza erano espresse poco meno di un secolo fa in Inghilterra, dove chi era rimasto senza lavoro riceveva il sussidio di disoccupazione, osteggiato dalla classe media spietata come lo è oggi che può contare su Salvini e Renzi: “Pigri e indolenti parassiti dei sussidi che se volessero troverebbero tutti un lavoro”, scrive George Orwell a pagina 108 di La strada di Wigan Pier, riportando le opinioni della classe media. Non vi sembrano parole che avete ascoltato, o magari detto, in questi mesi? Scrive ancora Orwell a pagina 110: “Mio caro, non credo a queste assurdità sui disoccupati. Perché solo la settimana scorsa ci serviva un uomo che tagliasse l’erba in giardino e non ne abbiamo trovato uno”, si sentiva nei circoli di bridge e nelle sale da tè. Come in Italia, la scorsa estate ma anche oggi.
Il peggio: i giovani bulli contro gli autisti dei mezzi pubblici. Autisti del servizio di trasporto pubblico si sono rivolti al prefetto per protestare contro il comportamento incivile dei giovanissimi trasportati. Una brutta pagina per le famiglie di questi ragazzini, orfani di educazione, probabilmente accontentati da genitori assenti con un telefonino o una playstation, a patto che non rompano le scatole.
Il peggio: chi guida mentre telefona. È una delle infrazioni più pericolose, quella che – a parere unanime degli operatori della sicurezza stradale – provoca più incidenti. Eppure è quella più reiterata. Domenica 14 novembre, tra Via Saffi e Via Rossi: una donna al volante telefona mentre guida. Nei sedili posteriori fa altrettanto una bimba, che per fortuna non può guidare. La donna mette in atto una pessima lezione di maleducazione civica.
Il peggio: A che servono le lezioni di bicicletta? Stimolare l’autonomia, accrescere l’autostima e il senso di responsabilità, imparare le prime regole della strada, divertirsi. Questi gli obiettivi de “La mia prima patente”, iniziativa gratuita promossa dal Comune di Pesaro, “che si inserisce nel percorso di educazione stradale – ha sottolineato Francesca Muzzini, comandante della Polizia locale – che da anni facciamo nelle scuole pesaresi con risultati davvero entusiasmanti”. Speriamo che fra questi risultati non si annoveri anche la coppia di giovanissimi che, insieme su un monopattino, alle 12,30 di sabato se ne andavano beati sul ponte di Soria, ovviamente lato pedoni.
Il peggio: l’Italia di calcio ai playoff per i Mondiali! ricordando i peana dopo i successi estivi, la domanda è conseguente: anche questo è un merito di Draghi?
Il peggio (o forse il meglio) la rubrica si prende una pausa per impegni personali di Mister Pressing.

 

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