Per una sera anche Pesaro ha tifato Virtus Bologna, tutta “colpa” di Daniel, Matteo e Sergio, bravissimi

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12 maggio 2022

La Virtus Segafredo festeggia la conquista dell’Eurocup (da Instagram)

La Virtus Segafredo festeggia la conquista dell’Eurocup (da Instagram)

Chi l’avrebbe detto, o solo pensato, che per una notte si sarebbe diventati virtussini, noi che avevamo un computer così tifoso che,  senza l’intervento del correttore ortografico, se si intendeva scrivere Virtus Bologna appariva Virus Bologna.

Eppure è accaduto, mercoledì sera, chi sintonizzato su Sky e chi su Eleven, tutti però – ne siamo convinti, ma se non siete d’accordo smentiteci – a tifare Virtus che contro i turchi di Bursa cercava la prima vittoria di  una squadra italiana in Eurocup, la qualificazione diretta alla prossima Eurolega.
Un amico, cresciuto cantando la canzone su Porelli – per inciso, nostra modesta opinione, il più grande dirigente di sempre della pallacanestro italiana – non ha avuto dubbi, stamattina, a confidarmi: “Ho tifato spudoratamente Virtus. Non avrei potuto fare altrimenti, vedendo in campo, con la maglia bianconera, il nostro Daniel”.
Daniel Hackett in campo, a mostrare quella corazza difensiva che ha annichilito l’ottima squadra turca, obbligandola a 67 punti, 31 nel primo tempo, 12 nel quarto d’apertura, dopo gli 84 nei tempi regolamentari e i 21 nel supplementare in casa del Partizan Belgrado, il grande favorito, con Virtus e Valencia, nei pronostici inizio stagione, ma eliminato da Bursa negli ottavi di finale. E che dire degli 85 a Lubiana, in casa del Cedevita, la squadra più in forma dell’ultimo periodo, nei quarti di finale? 85 punti realizzati anche ad Andorra, in  semifinale.
In tutto questo, c’è tanto del lavoro di Sergio Scariolo, un altro dei motivi per cui abbiamo tifato Virtus. Avendolo seguito fin dal suo arrivo a Pesaro, alla guida del settore giovanile e vice allenatore in prima squadra, siamo suoi sostenitori da sempre. Abbiamo gioito, con lui e per lui, dopo il secondo scudetto della Vuelle, il primo di Don Sergio, come lo chiamano in Spagna, da capo allenatore. Abbiamo trepidato per le sue finali e i suoi successi in Spagna, a Vitoria come a Madrid (lì, in verità, un po’ meno visto che una Liga l’ha conquistata ai danni del F.C.Barcelona) e a Malaga. Infine in NBA, dove, da assistente dei Raptors, ha conquistato il  primo titolo NBA di una franchigia canadese.
Con Scariolo c’è sempre una prima volta, due stagioni fa a Toronto, quest’anno a Bologna.
È la prima volta anche per Matteo Panichi, il terzo ma non meno importante motivo per il nostro tifo virtussino almeno per una sera.
Matteo, fiorentino trapiantato a Pesaro per sport e per amore, è il preparatore fisico della Virtus, ma anche della Nazionale italiana. Anche il suo lavoro è fondamentale per le fortune della Segafredo che ha cambiato la sua stagione con l’arrivo di Daniel Hackett (e Toko Shengelia): 17 vittorie e 2 sconfitte, comprendendo quella di Sassari che, oggettivamente, a 48 ore dalla vittoria di Valencia che qualificava alla finale di Eurocup, conta davvero niente.
Daniel ha esordito con le Vu nere nel derby del 13 marzo, vinto 85-82 dalla Segafredo, realizzando 17 punti in 27 minuti, migliore in campo. Dal 13 marzo alla fine della stagione regolare, 9 vittorie e 1 sconfitta, nel recupero di Sassari.
L’altra sconfitta, il 16 marzo, in casa con il Cedevita Lubiana, forse la peggiore partita di Daniel nel giorno dell’esordio di Shengelia.
Una cavalcata trionfale che a Bologna – sponda Virtus – confidano di proseguire nel primo turno dei playoff scudetto. Che, purtroppo per loro, ah ah aha, sarà contro la Vuelle.
Vogliamo bene a Daniel, Matteo e Sergio, ma da domenica nel nostro cuore non ci sarà spazio per la Virtus, che nel computer tornerà a essere la Virus. Perché quando è troppo è troppo. Lo capiranno anche i nostri amici in bianconero.

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