ROF, Il viaggio a Reims ritorna sempre puntuale, ma avrebbe bisogno di cambiare percorso

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12 agosto 2022

PESARO – Dal 18 agosto 1984 sono trascorsi trentotto anni, eppure Il viaggio a Reims, la cantata scenica diventata ormai un simbolo del Rossini Opera Festival, ritorna con straordinaria puntualità, manco il viaggio fosse a bordo dei treni del Duce.
Da quella straordinaria sera nell’Auditorium Pedrotti, la prima mondiale in epoca moderna, non si contano le repliche. E se è ardua impresa allestire un cartellone adeguato al tempo che fu, per fortuna il ROF si è inventato il Festival Giovane. Ovvero l’opportunità concessa agli allievi dell’Accademia Rossiniana, oggi dedicata ad Alberto Zedda, il deus ex machina della straordinaria avventura, di esibirsi, una volta nel vecchio caro PalaFestival  – eh sì, la lingua batte dove il dente duole –, in seguito alla Torraccia, infine nel Teatro Rossini.
Una scena abituale fin dal 2001 (Foto Amati Bacciardi)

Una scena abituale fin dal 2001 (Foto Amati Bacciardi)

Un’opportunità colta con grande bravura da numerosi allievi, in seguito entrati dalla porta principale nella storia del ROF. Come racconta anche l’elenco degli artisti dell’edizione 2022.

Dai fasti dell’allestimento di Luca Ronconi, con scene e costumi curati da Gae Aulenti, e dalle emozioni regalate da Claudio Abbado alla guida della Chamber Orchestra of Europe, riproposto nel 1992, bicentenario rossiniano, e nel 1999, si è passati dal 2001 a quello firmato da Emilio Sagi, con la collaborazione della compianta Pepa Ongarujen. Era il 13 agosto e il PalaFestival ospitò la prima volta del regista spagnolo. Dai bagni francesi di Ronconi si passava alla Spa dei grandi alberghi.
Se entrate nel sito del Rossini Opera Festival e cercate Il viaggio a Reims, rischiate di non muovervi per ore. Nessun’altra proposta ha avuto altrettante repliche. E alla fine, pure con tutto l’amore per la musica di Rossini, c’è il rischio di stancarsi. Lo scriviamo pure da innamorati del Viaggio, avendo seguito praticamente quasi tutte le repliche. È grande il desiderio di vedere qualcosa di diverso, al di là delle trovate imposte nelle ultime edizioni dalle norme anti Covid, perché l’allestimento minimalista incomincia ad accusare il trascorrere degli anni, delle edizioni e oggettivamente anche un treno in perfetto orario può stancare.
Però non vediamo l’ora di ascoltare le belle voci apprezzate nel concerto finale dell’Accademia Rossiniana, quando abbiamo scritto… una pagina importante riguarda le voci femminili, le belle voci dell’Est, e dell’italiana Irene Celle.
Non è un caso che il ruolo di Corinna, quello che ha più spazio nell’esaltazione delle singole voci, sia affidato a due delle cantanti che hanno riscosso la nostra attenzione: il soprano genovese Irene Celle e la russa Mariia Smirnova. Siamo certi che entrambe saranno all’altezza delle pagine bellissime affidate alla poetessa, sia Arpa gentil, che fida, sia All’ombra amena del Giglio d’Or.
Non solo loro, in verità, perché gli allievi della 34esima edizione dell’Accademia, tenutasi dal 4 al 18 luglio sotto la direzione del Sovrintendente Ernesto Palacio, sembrano tutti all’altezza dell’impegno, condividendo in diversi casi il ruolo assegnato.
Fra le voci maschili ci sono piaciuti molto sia il tenore cinese Tianxuefei Sun, sia l’italiano Dave Monaco, ma anche i baritoni Matteo Guerzé, italiano, Janusz Nosek, polacco, e Stefan Astakhov, tedesco, e il basso russo Georgy Ekimov.
E tutte le voci femminili.
Questo, dunque, il cast del Viaggio 2022:
Paola Leguizamón e Anush Martorosyan (Marchesa Melibea), Aitana Sanz e Inés Lorans (Contessa di Folleville), Maria Kokareva e Lyaila Alamanova (Madama Cortese), Tianxuefei Sun e Víctor Jiménez (Cavalier Belfiore), Dave Monaco e Valerio Borgioni (Conte di Libenskof), Lluís Calvet i Pey e c (Lord Sidney), Matteo Guerzé (Don Profondo), Janusz Nosek e Stefan Astakhov (Barone di Trombonok), Stefan Astakhov e David Roy (Don Alvaro), Georgy Ekimov e Janusz Nosek (Don Prudenzio), Víctor Jiménez e Tianxuefei Sun (Don Luigino), Lyaila Alamanova e Maria Kokareva (Delia), Anush Martirosyan e Paola Leguizamón (Maddalena), Inés Lorans e Aitana Sanz (Modestina), Valerio Borgioni e Dave Monaco (Zefirino/Gelsomino), Mariano Orozco (Antonio).
Il maestro Daniel Carter dirige la Filarmonica Gioachino Rossini.
Il doppio appuntamento, con la ripresa della regia a cura di Matteo Anselmi, è in programma sabato 13 e lunedì 15 agosto, alle ore 11 nel Teatro Rossini.
Ricordiamo che da quest’anno l’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” è sostenuta dalla Fondazione Meuccia Severi.
Una preziosa opportunità per chi non potrà assistere alla due rappresentazioni, non dimenticando che ancora mercoledì abbiamo trovato un biglietto di platea: Il viaggio a Reims sarà trasmesso in streaming sui canali social e sul sito web del ROF. Nell’ambito del progetto Next Generation, la prima del Viaggio sarà inoltre trasmessa su OperaVision.eu, la piattaforma gratuita gestita da Opera Europa e cofinanziata dal programma Europa Creativa. Le due recite del Viaggio saranno disponibili per sei mesi su OperaVision, assieme ad un podcast dedicato e a un video di backstage.

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