Le medaglie di Piero Benelli e Carlos Delfino, una pioggia d’oro su Pesaro e Victoria Libertas

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12 settembre 2022

PESARO – Pioggia d’oro su Pesaro e la Victoria Libertas. Il metallo prezioso arriva da Katowice, in Polonia, e da Recife, in Brasile, dove la nazionale italiana di pallavolo maschile e quella argentina di pallacanestro sono salite sul podio più alto.
Se l’Argentina ha conquistato la Coppa America, gli azzurri hanno vinto il Campionato del Mondo.
Un successo meritatissimo, quello della Nazionale allenata da Fefè De Giorgi, che dopo avere dominato il proprio girone ha eliminato la Francia, reduce dalla vittoria dei Giochi Olimpici di Tokyo 2021, e sconfitto in finale la Polonia, bicampione del mondo in carica. Un successo conseguito davanti a un pubblico fantastico e sportivo, in un ambiente meraviglioso. Se siete fra gli oltre 4 milioni di telespettatori che hanno seguito la finale su Sky o sulla Rai non potete non essere ancora incantati dagli undicimila spettatori della Spodek Arena di Katowice che hanno cantato la Mazurek Dąbrowskiego, la Mazurka di Dąbrowski, l’inno nazionale polacco. Curiosità: è stato scritto in Italia, nel 1797, da Józef Wybicki, ufficiale dell’armata polacca che combatteva per Napoleone Bonaparte.
Un’altra doppia curiosità è che sia l’Inno di Mameli sia la Mazurek Dąbrowskiego parlano di entrambi i paesi, l’Italia e la Polonia.
L’Inno di Mameli ha la quinta strofa in cui si canta: il sangue d’Italia/ bevé, col Cosacco/ il sangue polacco:/ ma il cuor le bruciò. Quello polacco recita: Marsz, marsz, Dąbrowski, Z ziemi włoskiej do PolskiMarcia, marcia Dąbrowski
dalla terra italiana alla Polonia
.
Dopo le recenti campagne pallavolistiche, che hanno portato l’Italia affidata a Fefè De Giorgi a vincere prima gli Europei 2021 poi i Mondiali 2022, con le finali disputate nella Spodek Arena di Katowice, bisognerà adeguare l’inno polacco: Marsz, marsz, De Giorgi, z ziemi polskiej do WłochMarcia marcia De Giorgi, dalla terra polacca all’Italia… carico d’oro.
Una splendida medaglia d’oro che da domenica sera è al collo del dottor Piero Benelli, medico d’oro, złoty lekarz.
È l’ennesima medaglia conquistata da una squadra che può contare sui servizi medici del dottore pesarese, che dal 2008 assiste la nazionale italiana di pallavolo, ed è responsabile del settore per la Victoria Libertas Carpegna Prosciutto, ma anche direttore di Fisoclinics, un punto di riferimento per gli sportivi e per i pesaresi. Sono trascorsi quattordici anni da quando esordì ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Da allora, quattro Olimpiadi, un argento e un bronzo; sei campionati europei, due argenti e un bronzo, mancando solo l’oro – sorprendente – vinto dall’Italia l’anno scorso. Gli impegni di lavoro gli impedirono di dire sì a De Giorgi che lo voleva con sé. Si è rifatto presto, tornando sulla panchina azzurra, ormai pallavolista vero, lui che inizialmente era chiamato dai giocatori il baskettaro.
Una medaglia meravigliosa, che ha esaltato gli appassionati, che ha tenuto avvinti alla poltrona fino all’ultima palla. Peccato che l’ultimo punto sia stato un errore in battuta degli avversari. Ci sarebbe piaciuto ricordarlo con una schiacciata di Daniele Lavia, a nostro modesto parere migliore giocatore dei Mondiali, ma va bene anche il premio assegnato a Simone Giannelli, il capitano azzurro. Resta che i premi individuali distribuiti a Katowice hanno dimostrato l’insipienza di chi sceglie. Il mancato riconoscimento al giocatore calabrese fatto crescere a Trento dal fanese Angelo Lorenzetti è un’ignominia per chi lo ha dimenticato, inserendo fra i migliori schiacciatori il brasiliano Leal e il polacco Semeniuk. Bravi, per carità, ma Lavia è stato più bravo. Eppure… non è il peggio.

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In un momento di festa per lo sport, complice anche la magia dell’Italia di basket contro la Serbia, ci ha colpito, in negativo, la stampa italiana.
Siamo felici di non essere più iscritti all’Ordine dei Giornalisti per esserci rifiutati di fare i corsi d’aggiornamento che abbiamo ritenuto inutili, a maggiore ragione per chi è in pensione. E ci domandiamo quali corsi abbiano fatto i giornalisti dei quotidiani sportivi che, oggi, lunedì 12 settembre, hanno pubblicato le seguenti prime pagine.
La Gazzetta dello Sport, anzi del calcio: al titolo iridato della nazionale di volley è stato dato un riquadrato in alto a quattro colonne. Il titolo principale? Rissa da Var, dedicato al finimondo dopo il 3-2 annullato alla Juve. Capite? Nella giornata fantastica per lo sport italiano, per la rosea è più importante… Juventus-Salernitana. Per intenderci meglio: un francobollo anche al successo della nazionale di basket. E all’interno due pagine sulla vicenda Totti. Lo sport nazionale è il pettegolezzo.
Il Corriere dello Sport? Titolo di taglio alto, a tutta pagina: Elettroschock Juve. E il volley? Fotonotizia al centro pagina: Italia mondiale! A destra, poco più di un francobollo, Favola basket stesa la Serbia.
Tuttosport? Titolo a tutta pagina di taglio alto, con l’aggiunta di un semplice catenaccio, niente altro: Campioni del mondo!
Zero notizie sul basket. La notizia principale, ovviamente, Juve, così è follia.
Torniamo alle cose più liete: la seconda medaglia d’oro è regalata a Pesaro e alla Vuelle da Carlos Delfino che ha vinto con l’Argentina la Coppa America 2022.
A Recife, in Brasile, si è consumata la rivincita argentina sui rivali sudamericani di sempre. Pochi giorni prima, in Polonia, la nazionale brasiliana di volley aveva eliminato gli argentini guidati da Luciano De Cecco, palleggiatore della Lube Civitanova, dalla corsa ai primi quattro posti del Mondiale. Un 3-1 indiscutibile per Lucarelli e compagni.
Dal taraflex al parquet, la risposta è stata immediata. Vinta la semifinale con gli Stati Uniti d’America, in verità una squadra decisamente al di sotto del lignaggio, la Selección albiceleste è entrata benissimo in partita, dominando il primo parziale (14-26), alla lunga risultato decisivo, visto che i successivi tre quarti sono stati appannaggio dei brasiliani (24-22; 22-19; 13-8) che sono passati addirittura in vantaggio (70-69) con una tripla di Lucas Dias a 3’36” dalla fine. Due tiri liberi di Deck hanno ribaltato il risultato (70-71 dopo 37’18”).  La quarta e ultima tripla di Lucas Dias ha portato avanti il Brasile (73-71 dopo 37’35”). Un assist di Facundo Campazzo ha propiziato la schiacciata di Marcos Delia per il pari a 1’19” dalla sirena finale. A scongiurare i tempi supplementari ci ha pensato l’asse Barcelona-Madrid, con assist di Nicolás Laprovittola per il sottomano di Deck a 17 secondi dalla fine (73-75). Lucas Dias ha avuto nelle mani la tripla della vittoria, ma ha fallito, scatenando la fiesta argentina.
Migliore realizzatore brasiliano Vitor Benite 18 (1/4; 4/7). Per gli argentini Gabriel Deck (Mvp del torneo americano) 20 (3/7; 3/5). Carlos Delfino, ottavo come minutaggio, ha chiuso con 3 punti (1/5 nelle triple).

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